Bari, incontro in Comune con la Comunità Islamica: “Impegno collettivo per la sicurezza e la serenità di tutti”

Il sindaco Vito Leccese e l’assessore ai Controlli, alla Legalità, alla Trasparenza e all’Antimafia Sociale Nicola Grasso, hanno ricevuto ieri a Palazzo di Città i rappresentanti della Comunità Islamica di Bari (CIDI), insieme a portavoce delle comunità bengalese e pakistana residenti sul territorio cittadino. L’incontro è stato occasione di confronto per garantire un impegno comune per la sicurezza, la legalità e la serenità di tutti.

“Abbiamo accolto subito la richiesta di un incontro da parte della Comunità Islamica barese, che ha voluto condividere le principali difficoltà vissute nell’ultimo periodo, soprattutto in alcune zone della città, diventate luogo di tensioni e convivenza non sempre pacifica – spiega l’assessore Grasso -. La Comunità Islamica ha offerto la massima disponibilità a svolgere un ruolo di ausilio e supporto alle istituzioni, al fine di creare un clima di distensione. Al termine dell’incontro è stato accolto il nostro invito a svolgere attività di mediazione per evitare i conflitti, soprattutto tra comunità diverse”.

“La presenza di stranieri di minore età, spesso emarginati e abbandonati a se stessi, in preda alla droga, rappresenta un reale rischio per l’incolumità pubblica – dichiara Alì Alessandro Pagliara, portavoce della CIDI – . La Comunità Islamica d’Italia ne è consapevole. E, pertanto, intensificheremo la collaborazione con il Comune di Bari e con tutti gli organi competenti in materia di sicurezza, recupero e integrazione sociale e socio-culturale. In collaborazione con altre associazioni baresi, metteremo anche noi a disposizione delle ‘unità di strada’, per favorire il recupero e l’integrazione. La CIDI rassicura i cittadini baresi, i commercianti e le comunità straniere residenti, che spenderemo ogni sforzo possibile affinché l’allarme sicurezza rientri e la serenità venga ripristinata al più presto. ⁠Aggiorneremo il sindaco e il tavolo programmatico permanente, formato dagli assessori della giunta e dai dirigenti della CIDI, dei risultati ottenuti”.

Incidente sulla linea FS Ferrandina-Matera, operaio grave: è ricoverato al Policlinico di Bari

Impegnato nei lavori di realizzazione della linea Ferrandina-Matera delle Ferrovie dello Stato, in Basilicata, l’8 settembre scorso, un operaio è rimasto gravemente ferito ed è ora ricoverato al Policlinico di Bari: ne ha dato notizia stamani la Filca Cisl lucana.

In particolare, il segretario regionale, Angelo Casorelli, ha specificato che “l’incidente che si è verificato lunedì pomeriggio nel cantiere della linea ferroviaria Ferrandina-Matera, nel quale un operaio di una ditta subappaltatrice è rimasto gravemente ferito durante alcune fasi di trivellazione per il consolidamento del terreno, rappresenta un allarme che non va assolutamente sottovalutato e che chiama tutte le parti in causa ad elevare ulteriormente il livello di sicurezza all’interno dello stesso cantiere”.

“Nell’esprimere tutta la vicinanza all’operaio coinvolto nell’incidente, attualmente ricoverato al Policlinico di Bari per i gravi traumi riportati ed in attesa che le indagini degli organi competenti possano appurare la dinamica di quanto accaduto – ha continuato il rappresentante sindacale – la Filca Cisl sottolinea che se la linea ferroviaria Ferrandina-Matera-La Martella costituisce un’opera di rilevanza strategica per la Basilicata, è sacrosanto che tutela dei lavoratori venga prima di ogni altra cosa. Ragion per cui chiediamo conto a Rfi e alla Regione Basilicata di quale sia l’effettiva forza lavoro impiegata all’interno del cantiere. Ogni fase lavorativa, comprese quelle relative agli interventi delle ditte subappaltatrici, necessita di tutti i protocolli di sicurezza tutelando adeguatamente le maestranze e scongiurando eventuali sovraccarichi di lavoro”.

E “sulla scorta del sopralluogo dello scorso luglio al campo base e all’area della futura finestra carrabile della Galleria ‘Miglionico’, alla presenza, tra gli altri, del sottosegretario alle Infrastrutture, Tullio Ferrante, la Filca Cisl invoca ulteriore trasparenza per conoscere, periodicamente, non soltanto lo stato di avanzamento dei lavori della nuova linea Ferrandina-Matera La Martella il cui crono-programma è strettamente legato alle tempistiche del Pnrr ma anche le misure adottate, in base al quadro normativo di riferimento, affinché le imprese ed i lavoratori operino sempre in assoluta sicurezza. Siamo consapevoli delle scadenze che il Pnrr, la conclusione della prima parte dell’opera è fissata a giugno 2026, ma al primo posto – ha concluso Casorelli – viene la dignità e la tutela di ogni singolo lavoratore”.

“Scossa elettrica”, sbloccato l’eco bonus. Test con la Citroen C4: strapazzata per 370 km in 30 ore

Dopo la Grande Panda, il primo bagno a mare di Lello nel mare del Salento, il test in una tranquilla giornata lavorativa con la Peugeot 2008 e il viaggio a Napoli con la Peugeot 3008 Long Range Standard, ecco la quinta puntata di “Scossa elettrica”, la rubrica realizzata in collaborazione con il Gruppo Autoclub di Bari.

È tempo di testare la nuova Citroen C4 156 cavalli con oltre 400 chilometri di autonomia. L’abbiamo strapazzata per 370 chilometri in 30 ore per commissioni varie e per il nostro lavoro quotidiano.

Ad esempio siamo tornati a Barivecchia all’Arco Basso, in via Mayer da Emanuele e i suoi gatti, tutto mentre Antonio sta cercando di ottenere il passaporto per volare in America. Lo ricordiamo che si può già andare in concessionaria per scoprire tutti gli ecoincentivi per il passaggio al full elettrico, ma troverete Autoclub anche in Fiera del Levante.

 

Messico, Maldive, Zanzibar, Kenya e Repubblica Domenicana: da gennaio attivati 5 nuovi voli Neos da Bari

Aeroporti di Puglia comunica che il vettore NEOS opererà dall’aeroporto Karol Wojtyla di Bari, cinque rotazioni su altrettante importanti destinazioni esotiche di lungo raggio. In particolare il programma prevede il seguente operativo: 13 gennaio Bari – Cancun (rientro il 20 gennaio); 6 febbraio Bari – Malè (Maldive) rientro il 13 febbraio 24 febbraio Bari – Zanzibar (rientro il 3 marzo), 5 marzo Bari – Mombasa (Kenya) rientro il 12 marzo 15 marzo Bari – Punta Cana (Repubblica Domenicana) con rientro il 22 marzo

«Siamo molto soddisfatti per l’ennesimo ottimo risultato prodotto dalla collaborazione con Neos e Alpitour – ha dichiarato il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile. Sulla scia del successo ottenuto dal collegamento con New York, che certamente verrà confermato e prolungato come periodo di operatività, si inserisce l’ottima notizia di queste rotazioni invernali che ci conforta della bontà del percorso avviato con il vettore di puntare con decisione sul lungo raggio. Una conferma della vitalità del mercato pugliese, anche in uscita, che saprà certamente apprezzare la disponibilità di un’offerta turistica cosi importante. Ancora una volta fondamentale, così come accaduto per il NewYork, sarà il ruolo delle Agenzie di Viaggio con le quali Aeroporti di Puglia ha consolidato i rapporti di collaborazione».

Bari, rapina nell’ufficio postale di Carrassi: collaboratori di giustizia incastrano il commerciante basista

Gennaro Lepenne, commerciante di Bari, è finito a processo con l’accusa di rapina in concorso per aver assunto il ruolo di “basista” nel colpo effettuato il 9 giugno 2017 nell’ufficio postale di via Garrone nel quartiere Carrassi.

Quel giorno i quattro rapinatori, arrivati sul posto a bordo di due scooter, sono riusciti a fare irruzione portando via con loro 1500 euro in contanti, carte libretto e carte Postamat.

Secondo quanto è stato ricostruito dalle indagini, il 59enne Lepenne avrebbe dato il suo contributo sfruttando la conoscenza con il direttore dell’ufficio postale con l’obiettivo di sapere dove fossero custoditi i contanti. Ma non solo, avrebbe dato ai rapinatori un deposito adiacente al suo negozio di scarpe, in via Giulio Petroni, come base logistica e nascondiglio per gli scooter, in più avrebbe fornito anche un casco per nascondere il viso. Sarebbe stato proprio lui poi a dare il il via libera al colpo dopo un sopralluogo e avrebbe anche rallentato una pattuglia della Polizia per facilitare la fuga dei rapinatori. Nel suo negozio, durante le indagini, fu anche trovata una maschera in lattice.

A confermare agli inquirenti il suo ruolo attivo nel colpo è stato il collaboratore di giustizia Antonio De Manna, uno degli esecutori materiali della rapina (giudicato separatamente insieme all’altro che entrò nel locale). Ieri, nell’udienza svolta in Tribunale, sono state acquisite le sue dichiarazioni e quelle di un altro pentito, Nicola De Santis.

Pene più severe per i reati ambientali, sorpresi a bruciare rifiuti pericolosi: 2 arresti a Sannicandro

Lo scorso 9 settembre i militari del Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Bari, nel corso di specifici servizi predisposti al fine di prevenire e reprimere attività illecite condotte in danno dell’ambiente, hanno proceduto all’arresto, in applicazione della nuova normativa ambientale introdotta da D.L. n 116/2025 del 08 agosto 2025, di due soggetti colti nella flagranza dei reati di gestione e combustione illecita aggravata di rifiuti pericolosi, attività commessa in Sannicandro di Bari (BA).

Nel corso dell’attività di monitoraggio del territorio, i militari del Reparto Speciale dell’Arma notavano, all’interno di un uliveto due soggetti, intenti alla combustione di un cospicuo quantitativo di rifiuti speciali pericolosi, costituiti da truciolato di legno misto a piombo.

Tale attività di gestione, del tutto abusiva, era finalizzata al recupero del piombo e allo smaltimento, mediante combustione, dei rimanenti rifiuti. A causa di tale condotta, residui del metallo pesante finivano sul nudo terreno con pericolo di compromissione e deterioramento di una significativa porzione del terreno di ca. 700 mq e della biodiversità agraria dell’uliveto ove si consumava la condotta illecita, senza considerare lo sprigionarsi nell’area di esalazioni non salubri per la salute umana.

Al fine di interrompere la condotta delittuosa in danno dell’ambiente e dell’incolumità delle persone, i militari del N.O.E. procedevano all’arresto dei due individui ed al sequestro del terreno, dei rifiuti non ancora combusti e dell’autovettura, utilizzata per il trasporto dei rifiuti stessi.

Gli arrestati al termine degli atti di rito venivano tradotti agli arresti presso il domicilio a disposizione della competente A.G.. Nella giornata di ieri, a seguito della richiesta della Procura della Repubblica di Bari, la misura precautelare adottata veniva convalidata dal G.I.P. che disponeva la misura cautelare degli arresti domiciliari per uno dei due indagati.

L’operazione del N.O.E. di Bari rappresenta il primo arresto in flagranza di reato avvenuto in Puglia dopo l’introduzione del nuovo Decreto Legge che prevede un forte inasprimento delle pene per i reati ambientali, in precedenza di natura contravvenzionale ed oggi invece delitti, con positive ricadute sulle attività di prevenzione e repressione della P.G.

È importante sottolineare che il relativo procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza, in ordine al reato contestato, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Bari, video dell’incidente mortale diventa virale su WhatsApp: a processo tre vigili

Un tir travolge e uccide un ciclista in via Napoli nel 2018, il video dell’incidente mortale viene ripreso dalle telecamere di videosorveglianza di una stazione di servizio e diventa virale nelle chat e nei gruppi di Whatsapp.

Chi è il responsabile? Sul caso è stato aperto un processo. Tre vigili, di turno quando si è verificato l’incidente, sono accusati di violazione del segreto istruttorio dopo la diffusione del filmato ripreso dal computer della Polizia Municipale. La famiglia della vittima ha chiesto un risarcimento di 15mila euro.

Bari, anziana consegna 5500 euro per finto pacco a nipote e viene spintonata: denunciati due ladri campani

Lo scorso 9 settembre, personale della Polizia di Stato ha proceduto alla denuncia di due uomini, uno di 19 anni, incensurato, l’altro di 33 anni, pregiudicato, entrambi campani, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di una truffa, degenerata in rapina, in danno di una persona anziana nella città di Bari. Accertamenti, compiuti nella fase delle indagini preliminari, necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

I fatti, in relazione ai quali è stata effettuata la citata operazione di polizia giudiziaria, si inseriscono in una più ampia attività di prevenzione e repressione avviata, in Bari e provincia, da personale della Squadra Mobile, a causa della recrudescenza del fenomeno delle truffe agli anziani.

La tecnica adottata: i malviventi studiano in maniera approfondita la vittima, individuata sempre tra le persone più vulnerabili, perché anziane o semplicemente sole, per poi recuperare informazioni di carattere personale, quali il numero di telefono e il nome di un parente, al fine di utilizzarle all’atto del raggiro.

In questo caso, i due uomini hanno simulato la consegna di un pacco, indirizzato al nipote della vittima, chiedendo una cospicua somma quale corrispettivo. L’anziana signora, in un primo momento, ha consegnato 1500 euro ad uno dei due autori. Lo stesso, tuttavia, supponendo che l’anziana potesse avere ulteriori somme di denaro, è poi tornato dalla signora, dopo essersi allontanato, chiedendole ulteriori contanti o monili in oro, dicendo che la somma non era sufficiente a coprire il costo della consegna. L’anziana, vittima di raggiro, ha, quindi, consegnato ulteriori 4.000 euro.

Ravvedendosi e sospettando che potesse essere stata vittima di una truffa, all’atto della consegna della seconda somma di denaro, l’anziana ha provato a trattenere il truffatore che, spintonandola, ha poi guadagnato la fuga.

Immediata l’attività di indagine avviata dalla Polizia di Stato, segnatamente dai “falchi” della IV sezione della Squadra Mobile della Questura di Bari. Attraverso le descrizioni fornite dalla vittima e l’analisi dei sistemi di videosorveglianza presenti nei pressi dell’abitazione dell’anziana, gli operatori sono riusciti a risalire ad un’autovettura sospetta che, una volta consumata la rapina, si allontanava dalla città di Bari.

L’autovettura in questione è stata poi intercettata dai poliziotti della Sezione di Polizia Stradale di Avellino che, interloquendo con gli operatori della Squadra Mobile di Bari, hanno proceduto ad effettuare una perquisizione veicolare.

All’interno del poggiatesta del lato passeggero e all’interno della plafoniera della luce di cortesia posteriore, opportunamente occultati, i poliziotti hanno rinvenuto esattamente la somma di 5500 euro.

Alla luce dei fatti emersi, i due uomini sono stati deferiti in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria e la somma di denaro sequestrata in attesa di essere riconsegnata all’anziana signora.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Bari, un campo sportivo e un parcheggio vicino a parco Due Giugno: c’è l’accordo tra Megamark e Comune

Un parcheggio per 15 pullman e un campo sportivo polivalente, con blocco spogliatoio, al centro del progetto presentato dal gruppo Megaholding srl- Gruppo Megamark al Comune di Bari per le aree comprese tra viale Della Resistenza, viale Di Vittorio e via Pavoncelli, nella zona di Parco Due Giugno.

I suoli interessati sono quelli a ridosso del supermercato Famila. Il gruppo ha proposto al Comune la permuta tra una parte del piazzale di sua proprietà e un suolo che si affaccia su viale Di Vittorio. Il campo sportivo e il parcheggio saranno poi ceduti al Comune una volta realizzati.

Previsto poi in futuro la realizzazione di un parcheggio a servizio del supermercato Famila. Nei giorni scorsi è arrivato il via libera del II Municipio.

Allarme crolli a Bari, valanga di segnalazioni dopo il caso di via Pinto: diffide a 50 edifici e 5 palazzine sgomberate

Dopo il crollo della palazzina in via Pinto, sono arrivate decine di segnalazioni su edifici pericolanti presenti nella città di Bari. Il Comune ha disposto 50 diffide ordinarie per effettuare manutenzioni straordinarie di altrettanti condomini dopo i sopralluoghi. Tra questi sono 9 i casi più gravi, con avvisi “ad horas” inviati.

L’intervento del Comune permette di accelerare le pratiche. In alcuni casi la situazione di pericolo era nota da tempo, ma non si riusciva a trovare l’accordo tra i residenti o i lavori tardavano a partire. Le diffide invece obbligano i proprietari e gli amministratori degli stabili ad attrezzarsi e ad assumersi le proprie responsabilità. Al momento sono 5 i palazzi sgomberati, altri vengono monitorati perché disabitati ma pericolanti.