Secondo quanto denunciato da COSP e CONAIPPE, in questi minuti è in corso una sommossa al carcere minorile di Bari. Sul posto è intervenuta la Polizia.
Continue readingBari, voti promessi a Olivieri per la moglie consigliera. No della Cassazione: Gaetano Strisciuglio resta in carcere
Secondo quanto ricostruito nelle indagini, avrebbe promesso ad Olivieri di procacciare voti in favore di Maria Carmen Lorusso, l’ex consigliera comunale di Bari in cambio di somme di denaro e la promessa di un lavoro per la madre.
Continue readingBari, entra in comunità dopo condanna per droga e si innamora di un ospite: 40enne finisce in carcere per amore
La comunità ha scritto così al magistrato di sorveglianza, chiedendo la revoca della misura alternativa e il trasferimento in carcere. Una richiesta accolta e che sta facendo discutere. L’avvocato ha infatti presentato ricorso, sostenendo come non si possa impedire ad una donna di amare.
Continue readingBari, “rivolta” in carcere. Indagati 3 detenuti: sono accusati anche di sequestro di persona
accesa contestazione avrebbe coinvolto un infermiere in servizio nel carcere che sarebbe stato trattenuto dai reclusi per alcuni minuti mentre un agente di polizia penitenziaria ha riportato ferite lievi mentre tentava di riportare la calma.
Continue readingBari, rivolta in carcere: agente ferito e infermiere in ostaggio. Indaga la Procura
Sono in corso accertamenti da parte della Procura di Bari sulla protesta che si è svolta ieri sera nella seconda sezione dell’istituto di pena della città dove alcuni detenuti hanno messo in atto, secondo quanto apprende l’ANSA da fonti inquirenti, “un atto di dissenso nei confronti della polizia penitenziaria”.
L’accesa contestazione avrebbe coinvolto un infermiere in servizio nel carcere che sarebbe stato trattenuto dai reclusi per alcuni minuti mentre un agente di polizia penitenziaria ha riportato ferite lievi mentre tentava di riportare la calma. I sindacati della polizia penitenziaria hanno parlato di rivolta. Successivamente è ritornata la calma.
Un agente è rimasto lievemente ferito mentre provava a calmare i reclusi, quattro in tutto, e un infermiere è rimasto bloccato nell’ambulatorio in cui stava facendo una terapia con un detenuto. L’uomo, che sta bene e non è ferito, è stato libero di lasciare la zona in cui era al lavoro dopo qualche minuto. Secondo quanto apprende l’ANSA, alla base dei momenti di tensione ci sarebbero le condizioni psicofisiche di uno dei detenuti coinvolti. Nella sezione interessata dall’accaduto non si registrerebbero problemi legati al sovraffollamento.
Agente aggredito nel carcere di Foggia, detenuto gli rompe la mandibola. Sappe: “Colpito senza motivo”
Un detenuto con problemi psichiatrici ha aggredito un agente di polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Foggia secondo quanto raccontato dal SAPPE, il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe). “L’agente colpito al volto senza alcun motivo ha riportato conseguenze alla mandibola”, si legge nella nota.
“Sono sette i poliziotti che sarebbero in malattia a seguito di danni importanti riportati dalle aggressioni subite da parte dei detenuti, senza contare gli altri che con grande sacrificio, anche emotivo, hanno ripreso comunque a lavorare. Ormai la tensione e lo stress che si respira tra i poliziotti è alle stelle poiché le continue provocazioni ed aggressioni che rimangono pressoché impunite demoralizzano gli agenti – denuncia il sindacalista Pilagatti -. In questo momento le carceri siano in mano ai detenuti: è un dato di fatto poiché i detenuti stanno dimostrando ogni giorno di poter fare quello che vogliono senza alcun contrasto effettivo”.
Paura nel carcere di Lecce, incendio nei laboratori sartoriali della sezione femminile: detenute spostate dalle celle
Momenti di tensione nella tarda serata di ieri nel carcere di Borgo San Nicola a Lecce per via di un incendio che si è sviluppato nei laboratori sartoriali della sezione femminile dove si producono i manufatti artigianali del marchio Made in carcere. Non si registrano feriti.
Continue readingTotò Riina a 22 anni detenuto nel carcere di Turi, la pagella shock di terza elementare: “9 in educazione morale”
Totò Riina, il Capo dei Capi, è stato nel carcere di Turi all’età di 22 anni e all’inizio della sua carriera criminale. Doveva scontare una condanna a 12 anni di reclusione per aver ucciso Domenico Di Matteo. È qui che ha frequentato la terza elementare, diventando anche uno “studente modello”.
In questi giorni è emersa la sua pagella di fine anno. A far clamore è il 9 rimediato in educazione morale e civica ma non solo, anche il 7 in italiano, storia e geografia. Voto 8 invece in aritmetica e disegno. Giudizi shock perché a distanza di anni Salvatore Riina è diventato il capo di Cosa Nostra, l’organizzazione mafiosa che ha seminato terrore e paura in tutta Italia. L’anno susseguente si iscrive alla quarta elementare senza concluderla perché il 23 aprile del 1954 viene trasferito a Termini Imerese.
Carcere di Foggia, detenuto incendia la stanza e aggredisce poliziotto. Il Sappe: “Siamo stanchi”
“Ormai nel carcere di Foggia, come in quelli della regione puglia i poliziotti penitenziari sono impotenti di fronte alle ripetute situazioni di pericolo determinate da detenuti con gravi problemi psichiatrici o tossicodipendenti. L’ultima è accaduta nel primo pomeriggio di ieri in cui un detenuto di circa 40 anni, della provincia di FOGGIA con problemi di tossicodipendenza in carcere per reati connessi alla droga, ha prima incendiato il materasso della stanza in cui era alloggiato provvisoriamente, eppoi ha aggredito un poliziotto che era intervenuto per salvarlo dal fumo che, nel frattempo aveva invaso il reparto nonché zone limitrofe, quali le salette ove i detenuti effettuano i colloqui con i loro familiari, tanto che si sarebbero sospesi i colloqui in attesa del diradarsi per pericoloso fumo. Nel frattempo il poliziotto è stato medicato nella locale infermeria riportando danni contenuti. Il detenuto in questione era stato posto agli arresti domiciliari nel mese di dicembre che poi aveva violato per far rientro in carcere, ed in questi giorni era stato spostato da un reparto all’altro del carcere per i continui litigi con gli altri detenuti”. Ad annunciarlo è il SAPPE, il sindacato autonomo polizia penitenziaria.
“Siamo stanchi di denunciare situazioni di grande pericolo senza che nessuno a partire dall’amministrazione penitenziaria prenda i provvedimenti. Purtroppo di fronte a questo continuo ed irresponsabile comportamento del DAP che continua a riempire il penitenziario raddoppiando la capienza regolamentare circa 720 a fronte di 360 posti, e non inviando nemmeno il personale necessario per sostituire chi va in pensione, nessuna delle autorità sembra preoccuparsi troppo della situazione, a partire dalla prefettura a cui abbiamo chiesto più volte di intervenire presso i vertici del DAP, alla Regione che continua ad ignorare il grave problema della carente assistenza ai detenuti psichiatrici e tossicodipendenti presenti carcere di Foggia e della regione , per finire agli esposti presentati alla magistratura. Si vuole ricordare che al tempo della grande evasione del 2020 i detenuti erano 590(oltre 700 ora) ed il personale era più o meno lo stesso, senza considerare che nel frattempo la situazione organica è peggiorata per la stanchezza fisica e psichica che hanno logorato il corpo e la mente di questi umani sottoposti a grandi stress continui. Purtroppo dobbiamo lamentare che chi poi interviene per censurare eventuali condotte non corrette poste in essere dai poliziotti nei confronti dei detenuti, immagina che gli agenti penitenziari siano dei robot che non possono permettersi nemmeno di sbagliare una sola virgola, nonostante i turni massacranti che vanno da 8 a 24 ore sottoposti a temperature pazzesche, che ogni giorno devono affrontare minacce, aggressioni, violenza di ogni genere. Sia chiaro ogni comportamento censurabile nei confronti dei detenuti non deve accadere, però basterebbe che chi deve poi giudicare passasse qualche ora insieme ad un poliziotto che deve occupare contemporaneamente più posti di servizi e gestire oltre 150 detenuti da solo con il 40 gradi di temperatura di questi giorni, per rendersi conto che la tortura e tutt’altro(anzi la subiscono loro da un amministrazione che non paga mai). Il SAPPE ritiene che sia giunto il momento di finirla con questa farsa delle misure premiali(condoni, amnistie) portata avanti da certi politici irresponsabili che inducono anche i detenuti ad agitarsi più del dovuto per fare pressione. Le misure premiali non servono, (lo hanno dimostrato negli anni) a nulla poiché umiliano ancora di più le vittime dei reati, annullano ogni certezza della pena, e nelle carceri dopo pochi mesi ritornano gli stessi problemi. Ricorrere alle misure premiali vuole dire tirare a campare per qualche mese a costo zero, tanto il prezzo non lo paga il signor Giachetti, la signora Bernardini, Antigone , Nessuno tocchi caino e tutta quella politica che ritiene che le carceri non dovrebbero esistere, ma la povera gente perbene che viene colpita giornalmente dalle azioni criminose dei delinquenti. Perché sfruttare in una maniera ignobile i suicidi in carcere per premiare chi non lo merita, facendo finta di non sapere che la maggior parte di chi sceglie di togliersi la vita sono detenuti psichiatrici o tossicodipendenti. Il SAPPE ritiene invece che il vero problema sia la mancata cura ed assistenza alle migliaia di detenuti psichiatrici buttati nelle carceri poiché non sanno dove metterli, le migliaia di detenuti tossicodipendenti che dovrebbero avere un percorso diverso dal carcere , nonché la violenza presente in tutti i penitenziari della nazione che di fatto le ha consegnate ai detenuti più pericolosi.
Eppoi il ritardo nel contrastare l’utilizzo dei telefonini nelle carceri che consente ai boss di tenere contatti con i propri affiliati, nonché azzerare il servizio di consegna di materiale proibito (telefonini, droga, armi) attraverso i droni. Restituire alla polizia penitenziaria la possibilità di poter lavorare nel rispetto della legge, garantendo l’ordine e la sicurezza delle carceri offrendo ai detenuti meritevoli il diritto di rientrare a pieno titolo nella società come sancito dalla costituzione, ma nel contempo non consentire che i detenuti violenti possano agire indisturbati sottomettendo alla loro volontà quelli più deboli.
Questo dovrebbe fare uno stato degno di questo nome, e non inseguire delle emergenze per bypassare lo stato di diritto e la certezza della pena”.
Bari, deve scontare 4 anni e 2 mesi in carcere ma si trova in piazza Moro: 31enne fermato dalla Polizia
Nell’ambito degli intensificati servizi di controllo del territorio predisposti in occasione del periodo estivo in città, con particolare attenzione alle principali piazze cittadine, i poliziotti della Squadra Volante, nella giornata di ieri, hanno sottoposto a controllo 331 persone e 162 veicoli, elevando 5 sanzioni per contravvenzioni al Codice della Strada.
In mattinata, in piazza Aldo Moro, è stato fermato un cittadino extracomunitario che non è risultato in regola con le norme che disciplinano il soggiorno sul territorio nazionale; all’uomo, un 32enne con segnalazioni di polizia, è stato notificato il Decreto di Espulsione emesso dal Prefetto di Bari e l’Ordine del Questore di Bari a lasciare il territorio nazionale.
Sempre in piazza Moro, nel pomeriggio, è stato rintracciato un cittadino italiano di 31 anni destinatario di ordine di carcerazione. A seguito di esecuzione di condanne concorrenti, l’uomo dovrà scontare la pena della reclusione di 4 anni, 2 mesi e 11 giorni. Dopo le formalità di rito, è stato associato presso il Carcere di Bari.







