Bando anomalo, assunto il figlio del sindacalista: il direttore dell’Accademia di Belle arti rischia il commissariamento

L’Accademia di Belle Arti di Bari rischia il commissariamento dopo la diffida inviata dal Ministero dell’Università al direttore Antonio Cicchelli, accusato di gravi irregolarità nella gestione di concorsi, incarichi e procedure amministrative. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

Al centro della vicenda c’è il concorso per l’assunzione del direttore di ragioneria, vinto da un ingegnere, figlio del segretario regionale della Cisl Università. Secondo il ministero, il bando presenterebbe diverse anomalie, tra cui l’eccessivo peso attribuito ai titoli, la mancata pubblicazione nei termini sulla piattaforma ministeriale e l’utilizzo della graduatoria da parte del Conservatorio di Palermo in modo non conforme alla normativa.

La diffida, firmata dal direttore generale del ministero Gianluca Cerracchio, concede 15 giorni per rimuovere le violazioni e ripristinare la regolare gestione dell’istituzione. Tra le contestazioni figurano anche l’affidamento di incarichi a docenti pensionati, la gestione di fondi Pnrr e un presunto accentramento delle decisioni da parte del direttore, in violazione del principio di collegialità.

Nel corso dell’ultimo consiglio di amministrazione, il presidente dell’Accademia, Rocky Malatesta, ha chiesto senza successo la revoca in autotutela del concorso contestato. Se le criticità non saranno sanate entro i termini fissati dal ministero, potrebbe essere nominato un commissario, con un provvedimento che potrebbe riguardare esclusivamente la figura del direttore.

Bari, l’Amiu verso il commissariamento: nel 2011 la bara del mafioso Cesare Diomede portata a spalla in sede

Nel settembre 2011 nella sede della municipalizzata barese Amiu, che si occupa di raccolta e smaltimento di rifiuti, sarebbe stata portata a spalla la bara di Cesare Diomede, figlio di Biagio, all’epoca dei fatti uno degli esponenti di spicco della mafia barese. L’Amiu è una delle due aziende baresi, insieme alla Multiservizi, destinata al commissariamento oltre l’Amtab.

Sarebbe questo – secondo la Gazzetta del Mezzogiorno – uno degli episodi che porterà il prefetto di Bari a decidere se commissariare la società comunale al termine degli accertamenti della commissione di accesso che ha portato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a decidere di non sciogliere il Comune di Bari per infiltrazioni mafiose, ma ad avviare l’iter di commissariamento per alcune aziende comunali e a sanzionare diversi dipendenti, anche della Polizia locale.

Cesare Diomede fu ammazzato a colpi di pistola a 39 anni, il 28 agosto 2011, a Bari: era un sorvegliato speciale, indagato per fatti di droga. Lui e diversi suoi parenti erano dipendenti dell’Amiu. La storia dell’omaggio a Cesare Diomede è emersa dal verbale di un ‘pentito’ e all’epoca sarebbe anche stata segnalata in Procura dall’allora sindaco Michele Emiliano.

Per gli ispettori e il ministero dell’Interno – secondo il quotidiano – sarebbe indice di quella “agevolazione occasionale” della criminalità organizzata che consente alla Prefettura di disporre la “prevenzione collaborativa”. Significa che verrà nominata una terna di esperti per garantire il “tutoraggio” della società e adottare “provvedimenti organizzativi di risanamento”.

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Si tratterebbe di un duro colpo per il centrosinistra, ormai prossimo alle primarie, e anche per il sindaco Decaro dal punto di vista dell’immagine in vista delle Europee e delle Regionali. Dall’altra parte il centrodestra (che non ha ancora sciolto la riversa sul candidato sindaco) potrebbe davvero sfruttare l’occasione per riorganizzarsi e tornare, dopo 20 anni, al Comune di Bari.

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