Siamo tornati a Polignano a Mare, questa volta in piazza Garibaldi, per raccontare la storia di Tommaso, ristoratore che ha rilevato un locale storico prima di essere sottoposto a 4 controlli da 4 distretti Asl diversi in soli 9 mesi. Nel video allegato la sua testimonianza e il suo appello.
Controlli della Polizia a Bari, extracomunitari senza permesso di soggiorno: in 24 devono lasciare l’Italia
Nel corso del mese di novembre la Polizia di Stato ha ulteriormente rafforzato i controlli sul territorio e le attività di prevenzione, che proseguiranno nel mese di dicembre con l’approssimarsi delle festività natalizia.
A seguito dei controlli nelle principali piazze cittadine e nei luoghi di maggiore aggregazione, la Questura di Bari ha adottato provvedimenti di carattere amministrativo per far fronte alle irregolarità riscontrate, in particolar modo in materia di immigrazione.
Il Questore di Bari ha infatti emesso 5 decreti di trattenimento presso il Centro di Permanenza per i Rimpatri (C.P.R.), adottati nei confronti di persone prive dei requisiti per soggiornare sul territorio nazionale e per le quali si è resa necessaria la permanenza in struttura per completare le procedure di rimpatrio. Adottati inoltre 19 ordini del Questore a lasciare il territorio nazionale e 4 misure di obbligo di firma in Questura, alternative al trattenimento presso il C.P.R.
Nel mese di dicembre la Polizia di Stato manterrà alta l’attenzione ed assicurerà un presidio efficace nelle aree urbane più sensibili, rinnovando il proprio impegno per garantire sicurezza, legalità e rispetto delle regole.
Polignano, stipati in tuguri fatiscenti (4). Il neo assessore: “Non sapevo faremo i controlli”
Quarta parte della nostra inchiesta sul ricottificio immobiliare di Polignano a Mare. Siamo venuti a conoscenza di alcuni tuguri fatiscenti, in uno di questi in estate arrivano ad essere 12 i bangladesi stipati, tutto al costo di 60 euro al mese.
Abbiamo trovato la porta aperta e abbiamo deciso di introdurci all’interno, documentando le condizioni in cui vivono. Non è un caso isolato, come raccontato da Donato che ha voluto metterci la faccia, svelando altri retroscena.
Qual è la posizione dell’amministrazione comunale? Lo abbiamo chiesto direttamente al neo assessore alla Polizia Locale di Polignano.
Controlli nelle piazze baresi, stranieri irregolari e guida selvaggia: il report della Polizia
Nel corso del mese di ottobre, la Polizia di Stato ha intensificato i servizi di controllo del territorio nel centro cittadino di Bari, con particolare attenzione alle aree di maggiore aggregazione ed alle principali piazze cittadine, Piazza Moro, Piazza Umberto e Piazza Cesare Battisti.
L’attività, disposta dal Questore di Bari nell’ambito dei servizi di prevenzione e contrasto ai reati predatori e alle situazioni di degrado urbano, ha consentito di identificate 768 persone, di cui 195 risultate con segnalazioni di polizia, ed eseguire 19 perquisizioni. 25 i posti di controllo nell’ambito dei quali sono stati verificati 269 veicoli; 4 di questi sono stati sottoposti a sequestro amministrativo. Elevate 4 contravvenzioni al Codice della Strada e ritirate 4 patenti di guida ed 1 carta di circolazione.
Sono stati eseguiti controlli amministrativi presso 7 esercizi commerciali, volti alla verifica del rispetto delle normative di settore e delle condizioni di sicurezza.
Particolare attenzione è stata dedicata alla verifica della posizione sul territorio nazionale di cittadini stranieri: 30 di loro sono stati messi a disposizione dell’Ufficio Immigrazione; tra questi, alcuni hanno provveduto a regolarizzare la propria posizione, altri sono stati muniti di decreto di trattenimento presso il CPR o di Ordine del Questore a lasciare il territorio nazionale entro 7 giorni.
L’attività di prevenzione e controllo proseguirà anche nei prossimi giorni, con l’obiettivo di garantire sicurezza, legalità e decoro nelle aree più sensibili della città.
Bari a ferro e fuoco, controlli serrati nelle piazze del degrado: “spariti” pusher e delinquenti
Da piazza Moro a piazza Umberto, una passeggiata ad “alto impatto”. Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dall’assenza sul posto di pusher e delinquenti, a causa della presenza massiccia delle Forze dell’Ordine nei punti più critici della città. Un segnale importante da parte delle Istituzioni dopo i recenti episodi di cronaca che hanno riacceso i riflettori sul problema della sicurezza a Bari.
Blitz dei Nas nel Brindisino, controlli in ristoranti e villaggi turistici: sequestrati 375 chili di alimenti
Ispezioni da parte dei Carabinieri del Nas nei comuni della provincia di Brindisi dove sono state riscontrate numerose irregolarità con sanzioni, sospensione immediata delle attività e il sequestro di alimenti in diverse attività di ristorazione, di strutture turistico alberghiere e di villaggi turistici.
Sequestrati preparati gastronomici, prodotti ittici e carnei, per un totale di 375 chili. In altre strutture sono state invece riscontrate gravissime carenze igienico-sanitarie e strutturali.
In un agriturismo è stato accertato l’abusivo svolgimento di attività estetiche e di centro benessere in assenza dei prescritti titoli autorizzativi. Altri sequestri sono stati riscontrati anche in supermercati.
Lavoratori in nero, boom di irregolari nel Barese: oltre 900 casi scoperti dalla Guardia di Finanza in soli 6 mesi
Nei primi sei mesi dell’anno i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari hanno individuato 928 lavoratori irregolari. Di questi, ben 138 sono risultati essere completamente ‘in nero’. Le violazioni riscontrate hanno riguardato principalmente le imprese del settore primario e terziario.
Nel mese di maggio, ad esempio, in occasione della campagna della raccolta di ciliegie, particolarmente importante nell’area barese, i militari della Compagnia di Monopoli hanno individuato, in un fondo agricolo nel sudest della provincia, ben 18 lavoratori “in nero”, privi di qualsiasi forma contrattuale e non registrati ai fini contributivi e assicurativi.
La Tenenza di Bitonto ha multato, invece, un’azienda che opera nel settore del confezionamento su misura di abbigliamento, altro settore economico particolarmente vivace in special modo con realtà che producono per conto terzi, accertando l’impiego di ben 10 lavoratori non in regola con gli adempimenti di assunzione. Le condotte sanzionate si riferiscono non solo alla mancata instaurazione dell’iter di assunzione, ma si estendono anche alla tracciabilità dei pagamenti relativi alle prestazioni di manodopera.
Da ultimo, il Nucleo di Polizia economico finanziaria , da sempre impegnato nell’individuare forme di illiceità più complesse ed articolate anche nello specifico settore, ha disarticolato un sistema basato sulla intermediazione illecita di manodopera contestando, nel corso di 3 interventi, l’impiego irregolare di ben 572 unità di personale, posto in essere da una società che opera nel settore della logistica. In tutto sono stati sanzionati 66 datori di lavoro. Il sommerso pregiudica gli equilibri economici e finanziari del Paese, essendo orientato alla riduzione illegale dei costi di “struttura” (fiscali, organizzativi e del lavoro) per massimizzare i profitti e ottenere ingiusti vantaggi competitivi.
Bari, controlli su canne fumarie nelle attività di ristorazione: sanzionati 4 esercizi commerciali
La Polizia locale rende noto che, nel corso delle ultime settimane, sono stati effettuati 22 sopralluoghi e contestuali attività di verifica a seguito dei numerosi esposti e segnalazioni da parte dai residenti, soprattutto della città vecchia, circa i cattivi odori legati ad attività di preparazione di cibi all’interno degli esercizi commerciali.
All’origine del fenomeno sono spesso le canne fumarie, su cui non viene eseguita attività di manutenzione né pulizia dei filtri. Le segnalazioni e gli esposti vengono presi in carico dalla Polizia locale, che trasferisce i dati ai vigili tecnici comunali affinché procedano alla verifica della regolarità degli impianti, secondo quanto previsto dal Regolamento edilizio approvato con delibera di C.C. n. 10 del 28.02.2022.
Ad oggi, a seguito delle verifiche, sono state rilevate quattro situazioni non in regola presso altrettanti esercizi commerciali ai cui titolari sono stati verbalizzati illeciti edilizi per aver installato la canna fumaria in assenza del titolo autorizzatorio, omettendo per giunta di trasmettere all’autorità competente la prescritta comunicazione di inquinamento ambientale scarsamente rilevante (IASR).
Nei confronti dei quattro pubblici esercizi sanzionati il SUAP, dopo aver disposto un tempo congruo per la messa a norma, ha provveduto a dare avvio al procedimento per la sospensione dell’attività in assenza del necessario titolo edilizio.
Bari, nuove regole per l’aperture di locali in aree tutelate. Scattano i controlli: 4 attività non in regola
Il settore Polizia Annonaria, Ecologia e Attività produttive rende noto il bilancio delle prime verifiche effettuate sulle attività di somministrazione di alimenti e bevande, in seguito all’approvazione da parte del Consiglio comunale del nuovo “Regolamento comunale sulla disciplina di insediamento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande e delle attività artigianali alimentari per il consumo sul posto”, entrato in vigore lo scorso 16 giugno.
Il documento regolamenta l’apertura delle attività di somministrazione in zone sottoposte a tutela o elevata tutela (AST e ASET) individuate da apposita mappatura. Il Regolamento ha introdotto, nel rispetto della normativa comunitaria e delle disposizioni legislative nazionali in materia di liberalizzazione delle attività economiche e tutela della concorrenza, la disciplina dell’autorizzazione invece della precedente Segnalazione Certificata di Inizio Attività, da presentare corredata di autocertificazione, planimetria e cartografia allegate, se si intende aprire, trasferire o ampliare pubblici esercizi e attività artigianali alimentari nelle zone tutelate.
La data transitoria, utile per presentare ancora la Scia, è scaduta lo scorso 15 giugno. La Polizia Locale, su impulso del settore Attività produttive, ha effettuato i primi controlli su una decina di attività considerate in posizione anomala rispetto alla nuova disciplina: a esito delle ispezioni, quattro sono risultate non in regola, di cui tre situate nel Municipio I e una nel Municipio II.
Nello specifico si è riscontrato che due attività di somministrazione di alimenti e bevande avevano presentato la Scia prima della scadenza del 15 giugno, ma nel corso delle ispezioni gli agenti hanno verificato che i lavori edili erano ancora in corso: le attività, dunque, non potevano essere effettivamente avviate in assenza di agibilità (nonostante la dichiarazione di conformità contenuta nella Scia). Per queste due attività si procederà con l’annullamento della Scia e la verifica contestuale della veridicità delle autocertificazioni presentate. In caso di dichiarazioni mendaci, si procederà con la denuncia all’autorità giudiziaria.
Negli altri due casi, invece, la Scia di apertura di nuova attività è stata presentata in seguito all’entrata in vigore del nuovo Regolamento (il 16 giugno scorso): si procederà, dunque, alla contestazione dell’attività abusiva in assenza di valido titolo, ossia della nuova autorizzazione, con sanzione amministrativa a partire da 5mila euro. I controlli continueranno nei prossimi giorni.
“Come annunciato e ribadito più volte, il Regolamento, frutto di un lungo lavoro di confronto e sintesi, è operativo dal 16 giugno e tutti sono tenuti a rispettarlo, adeguandosi alle nuove regole e alle diverse procedure – sottolinea l’assessore allo Sviluppo locale e Blue economy Pietro Petruzzelli -. Dai primi controlli effettuati, tre ristoranti e un locale adibito a vendita alcolici sono risultati non in regola, perché avevano avviato le attività con la vecchia Scia, in due casi avendo addirittura ancora i lavori in corso. Ci tengo a sottolineare che il nostro obiettivo, ormai da mesi e a maggior ragione in questa fase, è diffondere informazioni e sensibilizzare il più possibile in modo capillare, i titolari dei futuri bar, ristoranti e locali di somministrazione, affinché non facciano errori e rispettino le nuove regole. L’approvazione di questo Regolamento ha portato con sé un cambiamento epocale, dal punto di vista formale nelle procedure, ma soprattutto sostanziale, promuovendo una diversa visione dello sviluppo commerciale e ricreativo della città, con un messaggio di conciliazione dei diritti e mediazione tra i bisogni delle diverse sue anime”.
Alloggi vacanza nel Barese sconosciuti al Fisco, controlli della Finanza: evasi oltre 2,2 milioni di euro
Camere vista mare affittate per brevi periodi ma sconosciute al fisco. Strutture in cui veniva ufficialmente svolta una attività ricettiva a conduzione famigliare e in cui invece c’erano anche dipendenti impiegati in modo irregolare.
Una evasione fiscale di oltre 2,2 milioni di euro e un mancato versamento dell’Iva pari a più di 320mila euro. È quanto scoperto dai finanzieri di Bari impegnati, nelle ultime settimane, in attività monitoraggio delle zone turistiche con l’obiettivo di “individuare strutture irregolari, abusive, non in regola con la disciplina regionale e dal punto di vista fiscale”, spiega una nota.
In quattro strutture “è stata riscontrata l’assenza di qualsivoglia comunicazione obbligatoria, con esercizio abusivo dell’attività di affittacamere”, mentre in altri casi “è stato accertato come l’attività ricettiva non fosse a gestione famigliare ma avesse assunto le caratteristiche e modalità tipiche di una attività imprenditoriale” senza che fossero però state rispettate le regole amministrative e fiscali.
Come avveniva a Monopoli dove sono state scoperte strutture risultate “completamente sconosciute al fisco e che hanno evaso ricavi per oltre un milione di euro”, fanno sapere i finanzieri evidenziando che “la metà delle strutture controllate hanno dichiarato redditi non corrispondenti a quelli effettivamente incassati”.
Sono state riscontrate, poi, violazioni amministrative come la mancata esposizione della targhetta identificativa della tipologia della struttura ricettiva, del codice alloggio e del tariffario aggiornato oltre a violazioni delle disposizioni regionali, contravvenendo in alcuni casi all’obbligo di procedere all’identificazione degli ospiti. Tutte le anomali riscontrate sono state segnalate all’autorità giudiziaria.







