A 15 anni rompe la relazione, l’ex fidanzato di 22 anni non si arrende: “Mi ha violentata e perseguitata per mesi”

Una ragazza di 15 anni ha denunciato l’ex fidanzato, un 22enne conosciuto sui social e residente in un paese vicino nel Salento. Secondo quanto riferito dalla giovane ai carabinieri, dopo la fine della relazione, avvenuta nel settembre 2025, il ragazzo avrebbe iniziato a perseguitarla e a pretendere rapporti sessuali contro la sua volontà.

La 15enne avrebbe raccontato di essere stata pedinata, contattata continuamente al telefono e sui social e di aver ricevuto messaggi anche dopo aver bloccato le utenze del giovane. Una situazione che sarebbe andata avanti per mesi, fino a quando la ragazza ha trovato il coraggio di parlarne con i genitori, che si sono rivolti ai carabinieri.

Il 22enne è ora indagato per violenza sessuale aggravata e stalking. La pm Rosaria Petrolo ha disposto il sequestro dei telefoni e dei computer della ragazza e del giovane, affidando accertamenti informatici per analizzare chat, messaggi, fotografie e video utili alle indagini. Per l’indagato è stata nominata una consulente informatica per seguire gli accertamenti.

Paura a Molfetta, colpito da un proiettile di gomma mentre è in auto. La denuncia sui social: “Non è una bravata”

Paura nella notte tra sabato e domenica a Molfetta, dove il presidente dell’Anbg (Associazione nazionale bande da giro) e direttore d’orchestra Benedetto Grillo, 41 anni, sarebbe stato colpito da un proiettile di gomma mentre si trovava alla guida della sua auto.

Secondo quanto raccontato dallo stesso Grillo, il colpo sarebbe stato esploso da una pistola ad aria compressa. Il pallino è stato ritrovato sul sedile e consegnato ai carabinieri, ai quali l’uomo ha denunciato l’accaduto.

Grillo è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Don Tonino Bello, dove i medici hanno verificato l’assenza di ferite nella zona della testa sopra l’orecchio. Dopo gli accertamenti è stato dimesso con una prognosi di quattro giorni.

“A ripensarci, avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi”, ha raccontato Grillo, sottolineando la pericolosità di un gesto che avrebbe potuto mettere a rischio anche altre persone presenti sulla strada. “Non so cosa possa spingere qualcuno a compiere un gesto così irresponsabile, quello che so è che non possiamo considerare episodi del genere una bravata o qualcosa su cui sorvolare”, ha aggiunto. Sull’episodio sono in corso accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica e individuare il responsabile.

Rifiuti selvaggi a Bari, scarica mobili vicino al Policlinico: denunciato 24enne. Quasi 300 multe a luglio

Proseguono senza interruzioni i controlli sul territorio cittadino finalizzati a garantire il corretto conferimento dei rifiuti e a contrastare il fenomeno dell’abbandono illecito.

Lo scorso sabato, in largo San Francesco da Paola, poco distante dal Policlinico di Bari, un 24enne è stato scoperto ad abbandonare rifiuti ingombranti, dopo un’attenta attività di osservazione e di visione di immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona.

L’uomo, da poco residente in una strada vicina, è stato sorpreso in flagranza da una pattuglia del nucleo annonario della Polizia locale mentre abbandonava nei pressi dei cassonetti stradali due cassetti dell’armadio a pezzi e altri resti di mobili, risultato dello svuotamento di un appartamento. L’abbandono era probabilmente l’ultimo di tre analoghi episodi, cominciati nelle serate precedenti: l’esito favorevole dell’operazione è stato reso possibile anche grazie alle segnalazioni inoltrate alla Polizia locale da parte dei residenti.

Il responsabile dovrà ora rispondere del reato previsto dall’articolo 255 del Codice dell’Ambiente, che prevede l’applicazione della sanzione dell’ammenda da 1.500 a 18.000 euro.

“Non è più tollerabile che, nonostante un servizio gratuito di ritiro di ingombranti messo a disposizione dall’Amiu, si debba assistere a questo scempio – ha commentato l’assessora alla Vivibilità urbana e Protezione Civile Carla Palone -. Ricordo a tutti che basta una telefonata al numero verde Amiu 800.011.558, o un semplice clic sul portale dedicato, per evitare una denuncia penale e il pagamento dei costi di rimozione, che adesso saranno addebitati al ragazzo scoperto sabato scorso a deturpare una piazzetta. Ringrazio a nome dell’amministrazione tutti quei cittadini che rispettano le regole di conferimento dei rifiuti e che ci aiutano a contrastare, con le loro puntuali segnalazioni, gli incivili”.

I dati dei controlli di luglio

L’assessora Palone rende noto il report delle attività di controllo antidegrado e a tutela del decoro urbano della Polizia locale sul territorio comunale dal 1° al 31 luglio scorsi.

Sono circa trecento le sanzioni elevate per mancato rispetto delle norme e delle ordinanze relative al conferimento dei rifiuti, di cui 57 nei confronti di utenze non domestiche.

Nell’ambito delle verifiche sulle utenze non domestiche, per tre attività commerciali è stata disposta la sospensione da tre a cinque giorni, a causa della reiterazione delle violazioni accertate. Nello specifico, con ordinanza è stata sospesa per cinque giorni l’attività di un esercizio ubicato sul litorale nord della città, in quanto è stato accertato l’abbandono ripetuto dei sacchetti non differenziati all’esterno dei carrellati. A due attività del centro murattiano, invece, è stata ordinanza la cessazione per tre giorni, in seguito a ripetute contestazioni rispetto all’esposizione dei carrellati all’esterno delle attività oltre l’orario consentito.

Con riferimento al corretto conferimento dei rifiuti di privati cittadini, di seguito alcune specifiche contenute nel report mensile: sono 121 le multe elevate per conferimento fuori orario; 14 quelle per mancata raccolta differenziata; 10 per conferimento di rifiuti nei sacchi neri; 17 per conferimento rifiuti nei cassonetti stradali da parte di persone residenti nelle zone di start up (servite dal porta a porta); 27 per abbandono di rifiuti sulla pubblica via da parte di cittadini non residenti; 1 per abbandono di rifiuti su sede stradale; 1 per conferimento erroneo di rifiuti speciali; 5 per abbandono di piccoli rifiuti su strada. In 31 casi è stata disposta la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per un mese.

Terlizzi, danneggiano una giostra nel parchetto e postano video sui social. Il Sindaco non ci sta: “Vi denuncio”

“Pretendo che chi ha danneggiato la giostrina provveda quanto prima al suo ripristino, assumendosi pienamente le proprie responsabilità”. Lo scrive in un post pubblicato sui social, Michelangelo De Chirico, sindaco di Terlizzi (Bari) dopo che una delle giostrine per bambini del parco comunale di viale Moro, è stata distrutta da un gruppo di persone di cui fanno parte anche degli adulti.

A raccontarlo è un video pubblicato sulla piattaforma Tik Tok in cui si vede una ragazzina far ondeggiare una giostra ancorata al pavimento in plastica con delle molle su cui, qualche minuto dopo, sale una donna, mentre altri due ragazzini continuano a far traballare il gioco che dopo poco si rompe.

“C’è una differenza enorme tra un gioco che si rompe per usura e uno che viene distrutto volontariamente – continua De Chirico – , qui si parla non di usura ma di danneggiamento di un bene pubblico. E non possiamo continuare a far finta di niente”.

“Non conosco l’identità delle persone ritratte, ma se qualcuno le riconosce, può contattarmi anche in privato comunicandomi le loro generalità”, prosegue il sindaco, annunciando che “nelle prossime ore mi rivolgerò alle autorità competenti perché è doveroso tutelare il patrimonio della nostra comunità”. “Difendere i beni pubblici – conclude – significa difendere ciò che appartiene a tutti noi”.

Targa staccata, logo rimosso e graffi sulla fiancata. Auto devastata al Chiringuito: “Inaccettabile siamo abbandonati”

“Questa notte ho vissuto un episodio che ritengo gravissimo e che rappresenta, a mio avviso, il simbolo del degrado che sta colpendo alcune zone del centro di Bari. Avevo parcheggiato la mia auto nei pressi del Chiringuito, intorno alla mezzanotte. Al mio rientro, circa un’ora e mezza dopo, ho trovato una scena assurda: la targa era stata staccata e gettata sotto un’altra automobile, il logo era stato rimosso e l’intera fiancata sinistra era stata profondamente graffiata, con evidenti segni compatibili con un atto vandalico”.

Inizia così il racconto di un lettore inviato alla nostra redazione. “Un danno economico importante che dovrò sostenere interamente di tasca mia – continua -. Da tempo quella zona è occupata da parcheggiatori abusivi che operano nell’illegalità, chiedendo denaro agli automobilisti (senza alcun diritto) per sostare su parcheggi pubblici. È una situazione sotto gli occhi di tutti e che molti cittadini denunciano da anni. Non posso affermare con certezza chi abbia materialmente danneggiato la mia automobile, ma è inevitabile chiedersi come sia possibile che in aree dove l’illegalità è ormai una presenza costante i cittadini continuino a subire episodi di questo genere senza che nessuno provi a fare qualcosa di realmente concreto”.

“La sensazione è quella di essere completamente abbandonati. Anche qualora venisse individuato il responsabile, spesso il cittadino che subisce il danno si trova senza alcuna concreta possibilità di ottenere un risarcimento, specialmente se l’autore è privo di beni, di reddito o di una situazione regolare e facilmente rintracciabile – aggiunge -. È inaccettabile che chi lavora, paga le tasse e contribuisce ogni giorno al mantenimento della propria città debba vivere con il timore di lasciare l’auto parcheggiata nel centro cittadino e, oltre al danno subito, debba affrontare anche tutte le spese necessarie per ripararla. Questo episodio mi porta a esprimere il mio totale dissenso verso una gestione del territorio che, a mio giudizio, tollera situazioni di abusivismo e illegalità. Ritengo che servano controlli costanti, l’eliminazione definitiva dei parcheggiatori abusivi e politiche molto più rigorose contro ogni forma di presenza irregolare sul territorio nazionale che mira soltanto a danneggiare chi questo territorio lo vive e finanza, senza portare alcun tipo di beneficio”.

“Il centro di Bari deve tornare a essere un luogo sicuro per i cittadini baresi. Nessuno dovrebbe avere paura di parcheggiare la propria auto e ritrovarla vandalizzata senza che vi siano responsabili chiamati a risponderne – conclude -. Il mio auspicio è che questa vicenda non venga archiviata come l’ennesimo episodio di ordinaria amministrazione, ma diventi uno stimolo affinché le istituzioni intervengano con fermezza per restituire sicurezza, legalità e rispetto ai cittadini”.

Turi, irregolarità sulla sicurezza di un lavoratore straniero: denuncia e multa da 13mila euro per il titolare

Nell’ambito della campagna straordinaria di controlli “anticaporalato”, i Carabinieri della Compagnia di Gioia del Colle, coadiuvati dal Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Bari, hanno eseguito una mirata attività ispettiva presso un’azienda agricola con sede a Turi, operante nel comparto agricolo.

Tra i 10 lavoratori controllati, uno di loro, di origine straniera, è risultato irregolare con le norme sulla sicurezza in quanto non dotato di dispositivi di protezione individuale né formato in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

Gli accertamenti sono sfociati in una denuncia in stato di libertà del titolare dell’azienda per la violazione della normativa sugli obblighi del dirigente e datore di lavoro e omessa formazione del lavoratore (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa). All’esito dei controlli, all’azienda sono state contestate sanzioni per complessivi 13.404 euro.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e all’esecuzione della citata attività seguirà il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Truffe telefoniche a Bari, clonato il numero della Questura. La denuncia: “Diffidate da chi chiede pagamenti”

Può accadere che sedicenti appartenenti alle Forze dell’Ordine sfruttino l’innovazione tecnologica di “caller ID spoofing”, replicando numeri telefonici della Polizia di Stato o di altri enti, per ingannare le persone contattate, approfittando proprio della naturale fiducia che gli utenti nutrono nei confronti delle Forze di Polizia.

Negli ultimi giorni questo Ufficio ha rilevato segnalazioni relative all’utilizzo fraudolento dell’utenza istituzionale di codesta Questura “0805291111”, apparentemente utilizzata per contattare cittadini vittime di tentativi di raggiro, tesi a sottrarre grandi somme di denaro.

In questi casi la Polizia di Stato consiglia di: DIFFIDARE SEMPRE di chi, spacciandosi per un operatore delle Forze dell’Ordine, richiede l’esecuzione di bonifici o pagamenti in qualsiasi forma. Gli appartenenti alle Forze dell’Ordine non chiedono mai di eseguire movimentazioni di somme di denaro, né chiedono le credenziali di accesso ai servizi di home banking. In caso di dubbio, contattare il proprio istituto di credito.

Prestare molta attenzione e diffidare di chi, presentandosi personalmente presso la propria abitazione, richiede di appurare la mancanza di oggetti di valore o denaro, oppure chiede che soldi e monili vengano consegnati per “sanare” la posizione di qualche familiare coinvolto in episodi criminosi o incidenti stradali.

NEL CASO IN CUI SI RICEVA LA CHIAMATA di qualcuno che si presenta come appartenente ad una Forza di Polizia, si consiglia di concludere la telefonata e richiamare la Questura o il Comando dal quale si è ricevuta la precedente comunicazione, per riferire l’accaduto.

Audi Q2 taroccata da 20.000 euro, il venditore denuncia Antonio: “C@gli@ne i baresi sono truffatori”

Torniamo ad occuparci della storia di Gianni e della sua Audi Q2 da 20.000 euro taroccata e ferma. Dopo avervi fatto sentire la telefonata con il concessionario in attesa degli sviluppi giudiziari, ci siamo messi in auto e ci siamo recati a sorpresa con lo stesso Gianni a Sora.

Non abbiamo trovato sul posto Andrea, il venditore, con cui abbiamo parlato al telefono, partito a Francoforte, ma suo zio che ha chiamato subito la Polizia. Ora vi parliamo degli ultimi aggiornamenti. Andrea, dopo aver mostrato una “certa disponibilità”, ha cambiato decisamente registro, riempiendoci di insulti e annunciando una querela.

Policlinico Bari, 42enne di Bitonto muore nel reparto di Psichiatria. La denuncia dei familiari: “Stava bene”

Un 42enne di Bitonto è morto nel reparto di Psichiatria del Policlinico di Bari dopo essere stato ricoverato in seguito a un tentativo di suicidio avvenuto tra il 7 e l’8 marzo.

I genitori, assistiti dall’avvocato Michele Pasculli, hanno presentato una denuncia ai carabinieri ipotizzando responsabilità mediche e omissioni nei soccorsi che avrebbero compromesso le possibilità di salvarlo.

L’uomo era stato trovato ferito da un colpo d’arma da fuoco nella sua auto nelle campagne tra Bitonto e Giovinazzo. Dopo il ricovero al San Paolo era stato trasferito al Policlinico, dove era stato sottoposto a un intervento chirurgico ritenuto riuscito e, secondo i familiari, mostrava segni di ripresa e autonomia. Successivamente era stato trasferito nel reparto di Psichiatria. I parenti sostengono che fino a pochi giorni prima del decesso il 42enne stesse bene.

Sabato scorso la famiglia sarebbe stata avvisata di un improvviso peggioramento: arrivati in ospedale, i genitori avrebbero trovato il figlio immobilizzato a letto e incosciente. Secondo quanto denunciato, l’uomo avrebbe avuto una grave emorragia cerebrale e sarebbe poi deceduto. La Procura di Bari potrebbe ora disporre ulteriori accertamenti per chiarire le cause della morte e verificare eventuali responsabilità sanitarie.

Borsa di studio, il caso Mari Lorusso finisce in aula: il Policlinico di Bari prima la licenzia e poi la denuncia per falso

Il Policlinico di Bari ha presentato una denuncia per falso nei confronti di Maria Carmen Lorusso, ex consigliera comunale già imputata per voto di scambio politico-mafioso, in merito alla sua partecipazione al bando del progetto europeo Ubuntu. Al centro della vicenda ci sarebbero presunte dichiarazioni non veritiere rese sia nella domanda di partecipazione sia al momento della firma del contratto per una borsa di studio da 25mila euro annui.

L’azienda ospedaliera, guidata da Antonio Sanguedolce, ha avviato un nuovo procedimento per revocare l’incarico assegnato a Lorusso, dopo aver annullato il precedente provvedimento per evitare possibili ricorsi amministrativi. Alla candidata è stato concesso un termine di dieci giorni per presentare memorie difensive e documentazione.

Secondo il Policlinico, Lorusso avrebbe commesso due irregolarità: la mancata compilazione dell’allegato previsto dal bando relativo a carichi pendenti e procedimenti penali, sostituito con un’autodichiarazione ritenuta non valida, e una dichiarazione resa al momento della firma del contratto, il 23 marzo 2026, nella quale avrebbe attestato di non avere procedimenti civili e penali in corso.

La vicenda è esplosa dopo le verifiche richieste dalla Regione Puglia, che aveva sollecitato l’annullamento in autotutela dell’incarico. Lorusso, risultata prima in graduatoria tra sette candidati, aveva annunciato ricorso al Tar tramite il suo legale.