Regionali Puglia, strappa i manifesti dell’avversario del suo datore di lavoro: denunciato 30enne a Conversano

Un 30enne, dipendente di un candidato alle Regionali in Puglia, ha strappato e rimosso i manifesti elettorali dell’avversario del suo datore di lavoro (sostituendoli) e per questo è stato denunciato e sanzionato con una multa da 5mila euro dalla Polizia Locale.

L’episodio è avvenuto domenica a Conversano. Il responsabile del gesto è stato denunciato per il reato di distruzione di manifesti elettorali legittimamente affissi e di affissione abusiva in spazi che non sarebbero nella sua disponibilità, come previsto dalla legge che disciplina la propaganda elettorale.  Le indagini sono state avviate dopo la denuncia presentata dalla sezione cittadini di Fratelli d’Italia.

 

Furti a Corato, colpo da 4mila euro nel negozio di biancheria intima: arrestati due uomini. Denunciata una donna

La Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal Tribunale di Trani su richiesta della Procura della Repubblica di Trani, nella quale vengono riconosciuti, secondo l’impostazione accusatoria accolta dal GIP (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa), gravi indizi di colpevolezza a carico di una donna, deferita in stato di libertà, in concorso con due uomini tratti in arresto per furto aggravato e ricettazione. Questi ultimi avrebbero asportato numerosi articoli di biancheria intima (per un valore di circa 4000,00 euro) ai danni di un esercizio commerciale.

Uno dei due indagati, inoltre, è ritenuto responsabile di vari altri furti commessi ai danni di esercizi commerciali commessi con medesime modalità: dopo essersi introdotto fraudolentemente forzando alcuni infissi, avrebbe asportato il denaro contenuto nei registratori di cassa e diversi prodotti.

Le indagini, condotte dai poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Corato, coordinate dalla Procura di Trani e sviluppate anche attraverso l’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza privati e comunali, hanno consentito alla Polizia di Stato di identificare con precisione gli indagati e di ricostruirne le condotte.

La refurtiva, recuperata dagli agenti del Commissariato, è stata sequestrata e successivamente restituita all’esercente commerciale cui era stata sottratta. All’esito dell’operazione, i due indagati sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Trani, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare odierna, seguirà il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Follia a Foggia, la paziente muore e i parenti aggrediscono gli operatori 118. L’Asl: “Denunceremo violenze”

La Asl di Foggia denuncerà alla magistratura l’aggressione subita dagli operatori del 118 di Foggia che l’altra sera sono intervenuti per soccorrere una donna in arresto cardiaco, deceduta nonostante un massaggio cardiaco durato 58 minuti.

Lo spiega la Asl in una nota nella quale rivolge le “più sentite condoglianze alla famiglia della donna deceduta il 17 ottobre scorso” parlando di un “dramma che segna non soltanto le persone strettamente coinvolte, ma l’intera comunità”.

“Al tempo stesso – si sottolinea -, non possiamo tacere gli episodi di violenza ai danni degli operatori del 118 intervenuti”. “Agli operatori del 118 che hanno operato in condizioni estremamente difficili e delicate – si sottolinea nella nota – esprimiamo la nostra piena solidarietà e il nostro ringraziamento per il lavoro svolto con professionalità e dedizione. La violenza, in qualunque forma, non può e non deve mai essere tollerata. È inaccettabile che chi ogni giorno presta soccorso ai cittadini debba temere per la propria incolumità. La sicurezza degli operatori sanitari è un diritto irrinunciabile: chi soccorre non è un bersaglio”.

Nella nota la direzione del dipartimento emergenza-urgenza e la direzione sanitaria sottolineano anche di “aver già acquisito e analizzato gli audio relativi alle comunicazioni intercorse durante l’intervento. Gli operatori del 118, nel rispetto dei protocolli, hanno utilizzato il defibrillatore e praticato il massaggio cardiaco, proseguendo le manovre salvavita per 58 minuti e annunciano che “nelle prossime sarà formalizzata la denuncia rispetto agli episodi di violenza subiti dagli operatori”.

Triggiano, cane abbandonato per strada. Nogez denuncia: “Azzannato da un cane e picchiato dal suo padrone”

“Il cane era in forte stato di shock, è stato stabilizzato ma fortunatamente non riporta traumi. Per ora rimarrà ricoverato in clinica per proseguire con la terapia. È stato rintracciato il proprietario e si procederà secondo Legge”.

Inizia così il post pubblicato sui social dal Nogez di Bari. Alle 9:30 di ieri mattina a Triggiano è stato trovato per strada un cane azzannato da un altro cane di proprietà, il cui padrone ha pensato bene di picchiarlo violentemente per dividere i due animali.

“Le telecamere presenti in zona potrebbero aiutare a capire la dinamica dell’accaduto – si legge nel post -. Di domenica, nei paesi, è difficile intervenire prontamente; la burocrazia, la mancanza di personale e soprattutto di fondi non permettere di essere tempestivi nel salvare un essere vivente. Fortunatamente, dopo circa 5 ore, si è riusciti con fatica a far attivare la procedura di pronto soccorso”.

“Il cane risulta essere munito di microchip appartenente ad altra regione, il proprietario domiciliato in provincia di Bari. Si procederà con le indagini del caso e le dovute sanzioni. Adesso speriamo che al povero cane vada tutto per il meglio”, conclude il Nogez.

Modugno, rubano 53 quintali di olive in campagna: denunciati due uomini di Bitonto e Bitritto

I Carabinieri della Compagnia di Modugno hanno denunciato in stato di libertà due uomini per furto aggravato in concorso. I militari dell’Arma, a conclusione degli accertamenti (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa), hanno identificato e denunciato due uomini, di 49 e 54 anni, ritenuti responsabili di furto aggravato di olive.

In particolare, in seguito alla segnalazione pervenuta al NUE 112 del proprietario di un fondo agricolo, i Carabinieri sono intervenuti nel comune di Modugno in contrada Balsignano, dove hanno identificato i due uomini, originari rispettivamente di Bitonto e Bitritto, i quali, avvalendosi di appositi attrezzi, avevano già raccolto circa 53 quintali di olive, caricate in due carrelli agricoli, del valore stimato di circa 6.000 euro.

Nell’occorso, i Carabinieri hanno sequestrato e restituito l’intero quantitativo di olive all’avente diritto, che, nel frattempo, aveva formalizzato la denuncia per il furto subito. L’operazione rientra nell’ambito dei mirati servizi di controllo del territorio svolti dal Comando Provinciale Carabinieri di Bari, a seguito delle determinazioni assunte dal Prefetto di Bari in sede di Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, finalizzati anche alla prevenzione e repressione dei reati in ambito agricolo, stante l’inizio della campagna olearia.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che alle attività citate seguirà il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Trattamenti estetici senza abilitazione, sequestrato centro a Lucera: denunciata 34enne. La scoperta su Instagram

Un centro estetico ricavato all’interno di un fabbricato, a poca distanza dal centro storico di Lucera (Foggia), dove sarebbero stati, senza alcun abilitazione, praticati trattamenti medico estetici ed iniezioni sottocutanee, è stato sequestrato dai Carabinieri del posto e dal Nucleo antisofisticazione e sanità di Foggia.

L’attività, stando a quanto emerso, è scaturita dal monitoraggio della pagina Instagram con cui la titolare (di 34 anni, denunciata per esercizio abusivo della professione) utilizzando un nome fittizio, avrebbe pubblicizzato svariati trattamenti estetici a prezzi vantaggiosi, tra cui interventi invasivi che, per legge, possono essere eseguiti esclusivamente da un medico qualificato e che richiedono un rigido protocollo igienico sanitario.

Nel corso della perquisizione, delegata dalla Procura, i militari dell’Arma hanno trovato confezioni di siringhe preriempite di botulino, lidocaina ed acido ialuronico, anestetici, farmaci e dispostivi non autorizzati, oltre che un ingente quantitativo di aghi per iniezioni.

“La somministrazione non controllata di queste sostanze – spiegano in una nota i Carabinieri – se non preceduta da una rigorosa valutazione clinica eseguita da personale qualificato, può provocare reazioni avverse, infezioni e complicazioni permanenti, con conseguenze anche fatali per chi si sottopone a questi trattamenti senza adeguate garanzie di sicurezza”.

I carabinieri hanno anche arrestato in flagranza di reato per furto aggravato il padre 69 enne della titolare della donna, accusato di aver garantito, in maniera fraudolenta, mediante un allaccio alla rete pubblica, l’erogazione di energia elettrica alla propria abitazione e al centro estetico abusivo. Per l’uomo, dopo la convalida dell’arresto, è stata disposta la misura dell’obbligo di dimora.

Orecchietta gate, Campolo querela Antonio: “I primi a denunciare”. La replica: “Stai sereno”

Quale miglior location del lungomare di Bari, con forte vento e pioggia, per tornare a parlare delle orecchiette di Barivecchia? Sì, perché le polemiche non sono terminate e il caso continua ad essere mondiale (ne ha parlato anche il The Guardian recentemente).

Presto Antonio e Tino formalizzeranno la denuncia dopo l’aggressione subita a Barivecchia e vi mostreremo la telecamera comprata con la raccolta fondi. Questa volta rispondiamo a Gaetano Campolo, CEO di Home Restaurant, che ha minacciato di querelarci e denunciarci. Il motivo? La paternità dell’inchiesta della truffa delle orecchiette.

Follia a Molfetta, musicista della banda colpito da una gomitata: “Vincenzo ora ha paura di uscire di casa”

“Mio figlio è traumatizzato, oltre aver aver riportato la rottura del naso e di alcuni denti. È molto spaventato e ha paura anche a uscire di casa”. Così Filomena Minervini, la mamma di Vincenzo, il musicista aggredito nei giorni scorsi a Molfetta mentre suonava con la banda per la festa patronale dedicata alla madonna dei Martiri.

Oggi, Vincenzo e sua madre hanno incontrato l’amministrazione comunale della città che ha espresso vicinanza e solidarietà. L’aggressione, immortalata in un video diventato virale sui social, è stata compiuta da un uomo che con una gomitata ha colpito al viso il musicista che lavora in Abruzzo ed era tornato a Molfetta per la festa patronale.

Si è trattato di “un gesto vile che non colpisce soltanto lui ma l’intera comunità perché ferisce chi contribuisce ad arricchire la nostra festa patronale”, si legge in una nota del Comune in cui si ricorda che “la banda è simbolo di unità, di condivisione, di festa e chi ne fa parte porta con sé un messaggio di armonia e di bellezza”.

Vincenzo ha presentato formale denuncia. “Condanniamo con fermezza ogni forma di violenza e ribadiamo la nostra vicinanza, certi che la musica e la coesione civile sapranno essere la risposta più forte di qualsiasi atto di sopraffazione”, conclude l’amministrazione comunale.

Bari, lunghe attese all’ambulatorio di Ematologia del Policlinico. La denuncia: “Non basta lottare contro le malattie”

“Vorrei parlarvi di un problema che da anni si verifica all’interno dell’ambulatorio di Ematologia del Policlinico di Bari. Un luogo dove non si viene a farsi le unghie, ma a sottoporsi a terapie ed esami molto importanti. Qui si curano le leucemie e tante altre patologie del sangue e delle cellule. Quindi pazienti fragili, già compromessi dalla malattia, e altri che iniziano una routine di accertamenti”.

Inizia così la denuncia arrivata in redazione da un nostro lettore. “Bene, è la terza volta che accompagno una mia carissima amica per sottoporsi ad esami, tra questi un prelievo di midollo osseo, eseguito il 21 luglio scorso – racconta  -. L’appuntamento era alle 8 di mattina, i corridoi e le sale d’aspetto erano già stracolme di gente chiusa dietro le mascherine, come anche i propri accompagnatori. La mia amica è stata chiamata per il prelievo alle ore 14:00, dopo una estenuante attesa di ben 6 ore”.

“I pazienti entrano, prendono un biglietto in base alla visita o esame da sottoporsi, e attendono di essere chiamati tramite un megafono mal funzionante e spesso incomprensibile – continua -. Manca infatti un display, come manca la possibilità di avere chiarimenti sul perché di tanta attesa. Mancanza di personale? Lentezza? Programmazione non idonea? Ho chiesto in varie occasioni alla guardia giurata che presidia l’ingresso. ‘Mi faccia parlare con un responsabile…’, nessuna risposta, un timido alzare le spalle, come dire non so, mi fa dispiace”.

“Oggi mi risponde: ‘quando andate dentro, ditelo al medico’. Ore 14, siamo ancora qui, per altri esami e colloqui con i medici. L’appuntamento era alle 12. Non si sa quando usciremo per tornare a casa. Così come tanti altri. È questo il trattamento previsto in un ospedale che vanta competenze e professionalità in tutto il meridione e oltre? Dopo il danno di una malattia importante, la beffa di una sanità sempre più ridotta ad un lebbrosario, salvo se si ha la disponibilità economica di farsi curare a pagamento tramite i soliti baroni della medicina. E il percorso è tutto in salita”.

Borseggiatori denunciano i cittadini: “Non potete filmarci”. Mancato per un pelo il maestro di Bari

È mancato davvero poco per beccare Matteo, il noto borseggiatore, in piazza Moro. Ci siamo precipitati sul posto dopo l’ennesima segnalazione, ma è riuscito a dileguarsi dopo probabilmente aver messo a segno un altro colpo. L’occasione è giusta per commentare una notizia assurda che arriva dal Veneto dove i borseggiatori hanno denunciato diversi cittadini per averli fermati senza alcun titolo.