Getta per sbaglio venti lingotti d’oro nella spazzatura, la busta recuperata nella discarica: valgono 120mila euro

Aveva messo in una scatola di latta 20 lingottini d’oro del valore complessivo di 120mila euro e, per errore, ha gettato tutto nel cestino della spazzatura. Il giorno dopo, quando si è accorto di cosa aveva fatto, è corso dai carabinieri a denunciare il fatto e i militari, dopo una serie di verifiche, hanno recuperato la preziosa scatola che era già finita in discarica.

È accaduto ad un uomo di 57 anni, che aveva gettato inconsapevolmente il suo piccolo tesoro, regolarmente acquistato nel corso degli anni, in un cestino della spazzatura di Torre Lapillo, frazione di Porto Cesareo.

Quando il giorno dopo si è reso conto dell’accaduto è andato dai carabinieri che, dopo qualche perplessità iniziale, hanno poi verificato dalla visione dei filmati delle telecamere che quanto raccontato corrispondeva al vero.

La ricerca così si è spostata ad Ugento, nella discarica, dove i rifiuti erano stati conferiti dagli autocompattatori e alla fine il contenitore di latta è stato ritrovato con tutto il suo carico prezioso che è stato restituito al suo legittimo proprietario.

Cani nella discarica, trasferiti Billy e Willy. Iniziata la pulizia: “Avete esagerato vi querelo”

Detto fatto, questa mattina è iniziata la maxi pulizia nella casa discarica in via Speri ad Adelfia dopo l’incontro avvenuto nei giorni scorsi. Il Comune si è fatto carico per ora dei costi delle operazioni, i cani Billy e Willy sono stati trasferiti in una masseria e sono al sicuro. Alessandro però è deciso a non chiudere qui la vicenda.

Bari, maxi discarica abusiva a Ceglie con rifiuti pericolosi e poi bruciati: arrestato 53enne

Nel quartiere di Ceglie del Campo, a Bari, un 53enne avrebbe realizzato e gestito una discarica abusiva di circa 12.500 metri quadri, in cui erano accumulati rifiuti di ogni tipo, da materiale edile e ferroso a batterie esauste, pneumatici e parti elettriche e meccaniche di auto.

Per questo, l’uomo è finito agli arresti domiciliari per reati in materia ambientale. Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, nella discarica (che si estendeva su terreni dell’indagato, di altri proprietari e del Comune di Bari) sarebbero stati abbandonati rifiuti speciali pericolosi e, spesso, i rifiuti abbandonati, anche pericolosi, sarebbero stati bruciati.

I carabinieri avevano sottoposto l’area a sequestro preventivo già a settembre 2025, in seguito a un controllo.

Bari, carcasse di bus e detriti. La denuncia del Coni: “Stadio della Vittoria trasformato in discarica-deposito”

“Lo stadio della Vittoria di Bari si sta trasformando in una discarica-deposito”. A lanciare l’allarme è il Coni Puglia che con un comunicato, a nome dell’intero movimento sportivo, ha voluto documentare la situazione, allegando in foto il parcheggio di due carcasse di autobus a due piani dell’Amtab.

I rottami, che secondo il Coni dovrebbero aumentare nei prossimi giorni arrivando fino a 8, si aggiungono alle basole e a materiali di risulta ormai depositati da anni, ai resti metallici dell’opera di Tresoldi distrutta dal maltempo, a quello che rimane degli impianti semaforici cittadini.

“Serve al più presto una riflessione articolata da parte dell’amministrazione comunale per individuare il futuro dell’impianto che non può ignorare le esigenze del mondo sportivo”, si legge nella denuncia.

Due cani nella casa discarica, la Asl: “Stanno bene”. Emergenza agli sgoccioli: “Rizzi pensaci tu”

Torniamo ad occuparci della storia dei due cani che si trovano nella casa discarica a cielo aperto situata in via Speri ad Adelfia. A luglio 2025 sono intervenute le autorità, i cani sono stati sottoposti ad accertamenti medici. Entrambi stanno bene e hanno un rifugio anche in caso di pioggia, seppure le condizioni non sono delle migliori. Abbiamo incontrato anche l’assessore al Welfare del Comune di Adelfia per capire la situazione legata alla discarica. C’è un’ordinanza di sgombero.

Svuotano un’intera casa fuori dall’spedale, SherLocont è un m segugio: blitz a casa del committente

Il servizio sulla gigantesca discarica a cielo aperto alle spalle dell’ospedale San Paolo di Bari ha scosso gran parte della nostra community e non solo. Grazie ad una segnalazione ricevuta in redazione, ci siamo recati sul posto e quello che abbiamo visto con i nostri occhi è stato sconcertante. SherLocont non ha perso tempo e ha cercato indizi tra i rifiuti, trovando qualcosa di molto interessante. Così si è recato nella maxi casa “svuotata” e ha raccolto importanti indiscrezioni.

Bancarotta fraudolenta, parenti di politici assunti in azienda e violazioni ambientali: nei guai l’Asm Molfetta

Sequestro preventivo per un valore di 600mila euro nei confronti del ramo d’azienda dell’Asm Molfetta, la società comunale della raccolta e della gestione dei rifiuti, che si occupa della gestione della plastica.

Il provvedimento del Tribunale di Trani è stato eseguito dalla Guardia di Finanza di Bari e arriva al termine delle indagini partite da un precedente sequestro nei confronti di un’altra azienda del settore rifiuti, la Trasmar di Barletta.

Si è scoperto che tra il 2017 e il 2023 l’Asm Molfetta avrebbe ricevuto beni e denaro provenienti da operazioni irregolari a danno della Trasmar poi finita in liquidazione. La Trasmar avrebbe ceduto alla municipalizzata un impianto di selezione dei rifiuti a Molfetta con un contratto rent to buy da 594 mila euro, ma l’Asm non avrebbe mai versato i canoni previsti. Il reato ipotizzato è quello di bancarotta fraudolenta nei confronti dei dirigenti coinvolti.

Durante le indagini sono emerse altre irregolarità come proroghe illegittime dei contratti di appalto, aumento del personale da 21 a 47 unità e una gestione economicamente in perdita. In più tra gli assunti ci sarebbero anche parenti di alcuni politici, tra cui il marito di una consigliera comunale. Eluso anche un versamento di oltre 1,4 milioni di euro all’Agenzia delle Entrate pagando somme a una società debitrice dello Stato, senza effettuare le trattenute fiscali previste dalla legge.

Riscontrate anche violazioni ambientali. L’azienda avrebbe gestito i rifiuti creando una discarica abusiva. All’Asm è stata così contestata anche la responsabilità amministrativa dell’ente per non aver adottato modelli organizzativi adeguati a prevenire reati ambientali. È stato nominato un amministratore giudiziario per gestire i beni sequestrati.

Rifiuti edili abbandonati su terreni privati, nei guai azienda di Molfetta: sequestro da 100mila euro

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bari e il personale della Polizia Metropolitana di Bari hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di un complesso aziendale di proprietà di una società che opera nel settore dei lavori edili.

Sigilli a tre terreni adibiti a discarica abusiva per un valore totale di oltre 100mila euro. L’attività d’indagine ha condotto a ipotesi penalmente rilevanti a carico del rappresentante legale della società e di un dipendente per violazione delle disposizioni previste dal “Testo Unico Ambientale”

Grazie anche all’ausilio di foto trappole si sono rilevati numerosi abbandoni di rifiuti, anche pericolosi, derivanti dall’attività di demolizione e costruzione per un totale di 35 tonnellate su terreni di cittadini privati.

Il provvedimento cautelare coinvolge sia l’amministratore, in qualità di indagato per smaltimento illecito di rifiuti, sia la società da questi rappresentata, alla quale vengono contestate violazioni in materia di responsabilità amministrativa degli enti, nonché un dipendente della stessa. Contestualmente, il giudice per le indagini preliminari ha anche disposto la nomina di un amministratore giudiziario per la società oggetto di sequestro.

Manduria, sorpresi da drone mentre bruciano rifiuti: due denunciati. Sequestrata discarica abusiva

Colti sul fatto da un drone mentre davano fuoco a rifiuti, due cittadini di 69 e 43 anni sono stati denunciati dai carabinieri forestali in una masseria abbandonata in contrada Viprara, a Manduria (Taranto).

Le riprese termiche dall’alto hanno permesso ai militari del nucleo investigativo forestale di Taranto e del nucleo di Manduria di intervenire tempestivamente, identificando i responsabili.

“I rifiuti bruciati, legno, plastica, lattine, cartone e vetro, erano solo gli ultimi di una lunga serie”, spiegano i carabinieri, “e il sito mostrava evidenti residui di precedenti combustioni”.

L’edificio e i terreni circostanti, circa 12mila metri quadrati, erano stati trasformati in una discarica abusiva con rifiuti di ogni tipo, anche pericolosi, e 25 veicoli fuori uso smontati, con parti accumulate persino sul tetto e nelle stanze.

I militari hanno accertato che la gestione del sito era affidata ai due uomini insieme a una donna di 45 anni, titolare di una società di commercio online di auto. I due sono stati denunciati per combustione illecita di rifiuti, mentre tutti e tre rispondono di discarica non autorizzata di rifiuti speciali pericolosi e non. L’intera area e i veicoli sono stati sottoposti a sequestro.