Bari, sequestrata discarica abusiva a cielo aperto a Ceglie: in fiamme rifiuti pericolosi. Una denuncia – FOTO

Nella mattinata del 26 settembre u.s., i Carabinieri della Stazione di Bari – Carbonara e del Gruppo Carabinieri Forestale di Bari – N.I.P.A.A.F., nell’ambito dell’attività di prevenzione e repressione degli illeciti ambientali, hanno proceduto al sequestro preventivo (fatta salva ogni necessaria valutazione nelle fasi successive del procedimento con il contributo della difesa) di una discarica abusiva a cielo aperto di rifiuti speciali pericolosi e non (materiale edile, ferroso di diverso genere e tipologia, pneumatici, parti elettriche e meccaniche di autovetture, batterie esauste, bombole di gas esauste, pannelli di amianto e altro).

I rifiuti erano in evidente stato di abbandono e deterioramento, sottoposti a smaltimento anche mediante combustione, così da determinare inevitabilmente degrado dei luoghi.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza dell’indagato in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa.

Palazzo popolare da incubo, inquilini deliranti nella casa-discarica: “I topi ci camminano addosso”

Siamo tornati al quartiere San Paolo precisamente in via Cifariello, al civico 10. Nella palazzina popolare abita un’anziana con due figli problematici, uno di loro vive e dorme nello scantinato.

Gli abitanti del palazzo hanno richiesto il nostro intervento dopo averci inviato decine di fotografie con protagonisti topo di ogni dimensione. La situazione è drammatica e molto delicata soprattutto per chi abita al primo piano.

Abbiamo provato anche a parlare con la famiglia, ma il breve confronto è avvenuto solo a distanza. Nel video allegato le incredibili immagini.

Roghi tossici tra Ceglie e Valenzano, sequestrata maxi discarica abusiva: due denunciati – VIDEO

I militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale del Gruppo Carabinieri Forestale di Bari, con il supporto della Stazione Carabinieri di Bari Carbonara, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, hanno proceduto al sequestro di un terreno di circa 10.000 mq, situato tra Bari – Ceglie del Campo e Valenzano, adibito a discarica abusiva di rifiuti speciali pericolosi e non. Nella discarica i rifiuti venivano accumulati e successivamente bruciati, sprigionando fumi tossici visibili in tutto il circondario.

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L’indagine, svolta grazie all’ausilio di telecamere, droni e servizi di appostamento, ha consentito di ricostruire le condotte illecite: un soggetto trasportava rifiuti presso la discarica quasi quotidianamente e il gestore di fatto del sito dirigeva le operazioni di scarico e procedeva periodicamente alla combustione di grossi cumuli di rifiuti. I roghi generavano colonne di fumo nero che erano visibili dalle zone limitrofe ed erano oggetto di lamentele da parte dei residenti.

Oltre al sequestro della discarica, si è proceduto anche a quello dell’autocarro con cui i rifiuti venivano trasportati e scaricati in loco che, come previsto dalla normativa vigente in materia di rifiuti, sarà oggetto di confisca.

Il gestore della discarica e il trasportatore dei rifiuti, fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per i reati di discarica abusiva e combustione di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, puniti rispettivamente dagli artt. 256, co. 3, e 256 bis del D.Lgs. n. 152/2006 e ss.mm.ii.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e all’esecuzione della predetta attività seguirà il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Il sindaco Vito Leccese, appresa la notizia del sequestro del suolo adibito a discarica abusiva nell’agro tra Ceglie del Campo e Valenzano, esprime la propria soddisfazione: “A nome della città, ringrazio la magistratura e i Carabinieri forestali per il lavoro di indagine condotto, che ha consentito di ottenere questo risultato importante a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente urbano. Da anni, nel territorio del Municipio IV, specie durante la stagione estiva, giungono decine di segnalazioni da parte dei residenti esasperati per i roghi di rifiuti che sprigionano fumi tossici rendendo l’aria irrespirabile. Aver individuato i responsabili di questo scempio è un dato che ci conforta e che conferma la necessità di rafforzare le azioni di monitoraggio anche in altre zone di quel territorio a contrasto di questo tipo di fenomeni, grazie anche alla preziosa collaborazione dei cittadini. Quello degli ecoreati è un filone in crescita nella nostra regione come nel resto del Paese ed è all’attenzione del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico: proprio negli ultimi incontri il Prefetto di Bari ha condiviso con noi sindaci l’urgenza di affrontare questa piaga in modo sempre più deciso e sinergico, mettendo a sistema informazioni e competenze”.

Bari città sporca, discarica in via dei Mille fa impazzire Nicola: “Ignorati Decaro e la Procura”

La sporcizia continua a dilagare a Bari. Purtroppo continuano ad arrivare segnalazioni in redazione, questa volta ci siamo recati da Nicola nel suo centro odontoprotesico in via Dei Mille. La sua è una battaglia che va avanti da mesi, tanto da essere stato costretto anche a rivolgersi alla Procura della Repubblica. Ha ottenuto la riduzione numerica dei cassonetti, ma non è l’unico problema da fronteggiare. Nel video allegato il suo appello.

Senza soldi in tasca riduce la casa in discarica, alta tensione con Giuseppe: “Voglio partire”

Quello che abbiamo scoperto nella casa di Quinto Potere, occupata da Giuseppe, ci ha lasciato davvero senza parole. L’abitazione è stata trasformata in una discarica a cielo aperto.

Nonostante la deadline fissata e la partenza programmata, Giuseppe non ha pensato assolutamente a mettere in ordine la casa, a pulirla, a lasciarla quantomeno in una condizione accettabile. E non si è nemmeno preoccupato di portarsi qualcosa con sé. E siamo stati costretti anche a comprare nuovi vestiti e per l’occorrente necessario.

Rifiuti pericolosi e scarti edili, scoperta discarica abusiva in area tutelata nel Salento: una denuncia

I carabinieri Forestali di Gallipoli hanno sequestrato un terreno in località Perni, agro di Alliste, della superficie di quasi un ettaro (9.000 metri quadri) per due terzi ricoperto da rifiuti di ogni tipo, in parte livellati e spianati.

Si tratta di un terreno ricadente in una zona tutelata dal piano paesaggistico territoriale regionale. I rifiuti erano prevalentemente scarti di demolizioni edili, tra cui infissi in legno, ferro e plastica, pannelli in cartongesso e rifiuti pericolosi come residui di vernici, solventi, silicone.

Ai margini del piazzale erano stati realizzati due depositi, uno in lamiera della superficie di 30 metri quadri, e un altro in pietra. Il proprietario del terreno è stato denunciato a piede libero.

Discarica a cielo aperto a San Pio, i rifiuti del ristorante di Barivecchia abbandonati in campagna: denunciati titolare e ditta

Una discarica di rifiuti a cielo aperto in un terreno a San Pio. La Polizia Locale, dopo la denuncia del proprietario del fondo e dopo accurate indagini, ha scoperto che tutto proveniva da un’attività di ristorazione di Barivecchia.

Nel terreno sono stati abbandonati scarti di lavorazione, contenitori di vernici, parti di mobilio, contenitori usati in materiale plastico di prodotti alimentari, locandine plastificate con immagini di rosticceria e teloni in disuso in materiale plastico.

Il titolare dell’attività ha ammesso le proprie responsabilità ed è stato denunciato per i reati di abbandono di rifiuti speciali non pericolosi su suolo privato ai sensi del Testo Unico Ambientale.

Gli agenti di Polizia Locale hanno poi individuato la ditta che abusivamente aveva raccolto i rifiuti dai locali commerciali del centro storico cittadino e poi sversato illecitamente nelle campagne di San Pio.

Si tratta di un’impresa individuale con sede legale nel centro città di Bari, iscritta alla Camera di Commercio ma risultata priva di iscrizione all’albo dei Gestori Ambientali e di conseguenza del prescritto formulario per il Trasporto dei Rifiuti.

Per i rifiuti abbandonati sull’area è stata attivata la procedura di bonifica a carico degli autori del reato, poi regolarmente eseguita sotto il controllo della Polizia locale e terminata con la bonifica e lo smaltimento a norma dei rifiuti speciali in discarica autorizzata.

Bari, officina abusiva e discarica di rifiuti a Palese. Scattano multe e sequestri: nei guai titolare 60enne

Un’officina di meccatronica abusiva, in piena attività ma senza autorizzazioni, è stata scoperta dagli agenti della Polizia locale a Palese. Durante alcuni controlli, gli agenti  hanno individuato l’esercizio di autoriparazione privo di qualsiasi autorizzazione.

In un’area esterna, il titolare ultra 60enne ha depositato nel corso tempo in maniera incontrollata rifiuti speciali pericolosi e non. Tra questi pezzi metallici fuori uso, materiale ferroso, cisterne con olio esausto, filtri olio di autoveicoli da smaltire, batterie esauste.

Per questo è stato segnalato all’autorità giudiziaria per il reato previsto e punito dai relativi articoli Testo Unico Ambientale, mentre l’area è stata sottoposta a sequestro giudiziario. A carico dell’autoriparatore elevate anche una serie di violazioni che prevedono sanzioni pecuniarie amministrative: registro di carico e scarico dei rifiuti incompleto (l’ultima registrazione risaliva al 2023) per circa 2mila euro; esercizio dell’attività senza Scia e iscrizione al Registro delle Imprese Artigiane con una sanzione di 5.164 euro; mancata comunicazione al Comune per l’attività insalubre con emissione di fumi con sanzione da 500 a 2.500 euro.

A carico dei proprietari dei veicoli presenti in officina è stata contestata una sanzione pecuniaria pari a 86 euro ciascuno in quanto si avvalevano per la riparazione del proprio veicolo di una impresa non iscritta nell’apposito Registro. Sequestrata anche tutta l’attrezzatura utilizzata e presente nell’officina, per la quale è prevista la confisca dopo l’iter amministrativo previsto dalla legge.