Marijuana coltivata in casa con lampade a led, arrestato 50enne a Trani: trovati 14 chili di droga

Un appartamento trasformato in centrale per la produzione di droga. Stanze e veranda diventate utili alla coltivazione, essicazione e confezionamento di marijuana. Una scatola in cartone adattata a essiccatore con lampade a led che consentiva la crescita delle piantine. È quanto scoperto a Trani, dagli agenti della polizia di Stato che hanno arrestato un uomo del posto di 50 anni e con precedenti, che aveva in casa 14 chili di sostanza stupefacente e 1.800 euro in contanti, considerati provento dell’attività di spaccio.

Secondo quanto accertato dai poliziotti aiutati dal fiuto di Udor che ha percepito l’odore della droga fin dal portone dell’appartamento del 50enne, l’uomo sarebbe riuscito a lavorare in casa dosi che avrebbe poi smerciato. Sono diverse le piante trovate e sequestrate dagli investigatori nell’ambito della perquisizione a casa dell’indagato. La produzione della droga era stata suddivisa per stanze: la veranda era adibita alla coltivazione delle piante, la cucina per l’essicamento e il soggiorno per la raccolta e il confezionamento. Sotto sequestro sono finiti anche bilancini, sacchetti per il confezionamento e un apparecchio per il sottovuoto. Il 50enne, accusato di produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, è agli arresti domiciliari.

Spaccio a Canosa, vedette in monopattino e giro controllato da circolo sportivo: 4 arresti – I NOMI

Un gruppo ben organizzato che, secondo i carabinieri, aveva trasformato l’area di piazza Galluppi a Canosa di Puglia nel nord Barese, in un centro di spaccio controllato da vedette che in monopattino monitoravano le vie circostanti utili allo smercio di sostanze stupefacenti. In cinque sono finiti nei guai nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Trani, e denominata Rossoblù, come i colori del Canosa calcio e del circolo sportivo in cui avveniva, secondo quanto accertato dai militari, lo spaccio di droga. Quattro sono stati arrestati (tre in carcere e uno ai domiciliari con obbligo di indossare il braccialetto elettronico) e una quinta persona è stata denunciata.

Per tutti l’accusa è detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. In manette sono finiti Roberto Mennoia di 41 anni, la fidanzata di 40 anni Niculina Lenuta Matei, Giuseppe Di Stasi di 30 anni e Giuseppe Pennella di 49 anni. Tutti risiedono a Canosa e hanno precedenti. Una donna di 33 anni invece, è stata denunciata. L’indagine, durata diverse settimane, è nata dopo alcuni esposti presentati dal comitato dei residenti della zona che lamentavano “degrado e spaccio” che avveniva anche in pieno giorno, per le strade del rione. I carabinieri hanno così iniziato una lunga attività di monitoraggio e controllo dell’area. Hashish, marijuana e cocaina le sostanze smerciate anche a minorenni a prezzi che si aggiravano sui 10 euro a dose.

Le strade vicine al ritrovo sportivo erano controllate da vedette che avvisavano dell’arrivo delle forze dell’ordine. In una occasione i carabinieri hanno notato la 40enne prendere soldi da un cliente, passarli al compagno che le ha dato una dose di droga poi ceduta all’uomo che attendeva sull’uscio del club rossoblu. Per la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Marina Chiddo, non ci sono dubbi che “gli indizi ravvisati a carico degli indagati sono gravi, precisi e concordanti”. A supporto delle investigazioni, foto e video realizzati dai militari appostati vicino al circolo.

Estorsioni e droga, maxi operazione all’alba contro la mafia garganica: arresti e sequestri

Maxi operazione all’alba contro la mafia garganica. Polizia, carabinieri e Guardia di Finanza stanno eseguendo numerosi arresti e ingenti sequestri a Foggia e in altre località in tutto il paese. L’operazione è stata definita “Mari e Monti” e l’indagine è diretta dalla Dda di Bari, con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia. Le accuse sono di associazione mafiosa, traffico di droga, estorsioni e altro.

Cassano, Carabinieri trovano in casa 10 chili di droga e 12mila euro: arrestato 35enne

I Carabinieri di Cassano delle Murge (BA) hanno arrestato in flagranza di reato per detenzione illegale di sostanza stupefacente un uomo 35enne del posto, pluripregiudicato, trovato in possesso di un notevole quantitativo di sostanza stupefacente.

Il 7 ottobre scorso, i militari di Cassano delle Murge, nel corso di servizi mirati alla prevenzione e alla repressione del traffico di sostanze stupefacenti, hanno perquisito l’abitazione occupata dall’uomo, rinvenendo nella sua camera da letto 8,8 Kg di “marijuana”, 350 gr di “hashish”, 160 gr di “cocaina” nonché materiale per il confezionamento e una somma contante pari a circa 12.000 Euro. L’uomo, arrestato in flagranza di reato, è stato associato presso la Casa Circondariale di Bari a disposizione della Procura della Repubblica del capoluogo.

Il giovane, le cui responsabilità dovranno essere accertate nel corso del successivo giudizio, a seguito dell’udienza di convalida richiesta dal Pubblico Ministero davanti al Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Bari, dopo l’interrogatorio e il confronto con la difesa, è stato sottoposto alla misura cautelare in carcere.

Giro di droga nel nord Barese, 10 arresti. Minacce con armi a chi non pagava: “Gruppo agguerrito e tracotante”

Un gruppo “agguerrito e tracotante”. Capace di gestire la filiera dello spaccio di cocaina “con minacce e armi”. Così, il comandante provinciale dei carabinieri di Barletta-Andria-Trani, il colonnello Massimiliano Galasso ha descritto le dieci persone arrestate questa mattina nell’ambito dell’operazione coordinata dalla Procura di Trani e denominata ‘Crocevia’. Le indagini, portate avanti tra febbraio e maggio dello scorso anno, sono iniziate dopo che due degli indagati “si sono parlati – ha aggiunto Galasso – a suon di minacce a armate. Si tratta di un uomo di Minervino e uno di Spinazzola, il primo dalla pesante caratura criminale. Così abbiamo scoperto l’intero sistema di approvvigionamento della droga, le piazze di spaccio e i pusher coinvolti”.

La vendita dello stupefacente “è solo il filo conduttore di altri reati – è stato spiegato – come le tentate estorsioni, le minacce e gli atti persecutori compiuti ai danni di chi contraeva debiti e non riusciva a saldarli nei tempi stabiliti dal gruppo”. Le attività investigative si sono svolte “in quattro fasi che hanno evidenziato anche il disagio vissuto dalle famiglie di chi veniva minacciato e che ha sporto denuncia”, ha evidenziato il capitano Pierpaolo Apollo, comandante della compagnia di Andria, evidenziando che “il canale di recupero della droga era Cerignola. Lo stupefacente arrivava poi a Minervino dove il presunto vertice dell’organizzazione la suddivideva con l’aiuto della moglie per poi provvedere allo smercio che avveniva nella centrale piazza Bovio”, ha continuato il capitano, sottolineando che degli indagati “due sono di Cerignola, uno di Canosa, uno di Spinazzola e gli altri sei di Minervino”.

“Il controllo del territorio diventa essenziale come anche saper ascoltarlo, saper cogliere quel disagio che porta a scoprire gruppi di questo tipo che con tracotanza si imponeva su chi contraeva debiti”, ha ripetuto Galasso. Nel corso delle indagini sono state arrestate per spaccio cinque persone e una è stata denunciata e sono stati sequestrate dosi di cocaina, cellulari e schede sim; mentre un’altra personaè stata denunciata perché trova in possesso di armi che sono state sequestrate.