Spaccio a Mola, confezionano la droga da vendere nella stanza del b&b: arrestati 7 giovani pusher

Nel quadro dei servizi pianificati dal Comando Compagnia Carabinieri di Monopoli, finalizzati alla prevenzione e repressione di forme di illegalità, soprattutto nelle aree interessate da fenomeni diffusi come lo spaccio ed il consumo di droghe, sono stati arrestati, nella flagranza di reato, sette giovani molesi di età compresa tra i 19 e i 22 anni per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa.

Nei giorni scorsi, i Carabinieri della Tenenza di Mola di Bari e del Nucleo Operativo e Radiomobile, hanno eseguito una perquisizione domiciliare all’interno di una stanza di un B&B del posto, presa in locazione per una notte da uno degli arrestati, dove sono stati sorpresi ed identificati i sette giovani intenti nel confezionamento delle dosi di droga. Al termine delle operazioni dei Carabinieri sono stati rinvenuti 750 grammi di hashish, di cui parte già suddivisi in “dosi” pronte per lo spaccio e 14 “panetti” occultati all’interno di contenitori in carta con il marchio delle lattine di bevande varie. È stato rinvenuto inoltre diverso materiale per il confezionamento, 2 bilancini elettronici di precisione e la somma contante di 475,00 euro.

L’Autorità Giudiziaria dopo la traduzione di tutti gli arrestati in Carcere, ha disposto, all’esito dell’udienza di convalida, la misura cautela dell’obbligo di dimora nel comune di Mola di Bari con la prescrizione dell’obbligo di permanenza presso le rispettive abitazioni nelle ore notturne. Va sottolineato che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Droga spedita in tutta Italia tramite Telegram e soldi investiti in bitcoin: 10 indagati tra Bari e Brindisi

Avrebbero gestito una piazza di spaccio con spedizioni in tutta Italia di dosi di droga “prenotate” via Telegram e Whatsapp e avrebbero impiegato i ricavi in criptovalute (moneta virtuale/bitcoin) per un importo complessivo di oltre 30mila euro. Questo è lo scenario ricostruito dai carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni e dal comando antifalsificazione monetaria di Roma, coordinate della procura di Brindisi.

Nelle scorse ore è stato notificato un avviso di conclusione delle indagini a 10 persone (7 originarie della provincia di Bari e 3 del Brindisino) di età compresa tra i 24 e i 40 anni, accusate a vario titolo di detenzione illecita e spaccio di sostanze stupefacenti (metadone, ketamina, hashish e marijuana), e di detenzione di documenti di identità falsi ed autoriciclaggio.

Eseguito anche un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del tribunale di Brindisi nei confronti di due dei principali indagati, di denaro e moneta virtuale (criptovalute), saldi attivi presenti su dieci carte prepagate, per un importo complessivo di poco superiore ai tremila euro. Secondo le indagini, 150 le cessioni di droga nel periodo compreso tra marzo e settembre del 2022. I militari ritengono che la base logistica e di smistamento fosse a Latiano, in provincia di Brindisi, e che gli indagati sarebbero riusciti a rifornire di droga clienti residenti in tutta Italia ai quali venivano spedite le dosi con l’ausilio dei servizi postali e dietro il pagamento attraverso ricariche su carte prepagate o bonifici bancari.

Panzerotti per indicare la cocaina, 14 arresti a Minervino Murge: giro di affari da 6mila euro al giorno

Erano soliti parlare al telefono di tavoli da prenotare, panzerotti da degustare o amici da trovare. Un linguaggio criptico che le 14 persone arrestate a Minervino Murge, nel nord Barese, dai carabinieri, utilizzavano abitualmente con i clienti con cui stabilire ordinativi e modalità di consegna di dosi di droga, cocaina soprattutto. In nove sono finiti in carcere, cinque agli arresti domiciliari.

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