Paura a Grumo, distributore di carburante prende fuoco sulla ss69: pulmino distrutto dalle fiamme

Attimi di paura e di tensione ieri sera sulla SS69, nel comune di Grumo Appula, dove la colonnina di una stazione di carburante ha preso fuoco proprio mentre un furgoncino si è accostato per fare rifornimento.

Le fiamme hanno immediatamente avvolto il veicolo, completamente distrutto. Fortunatamente l’impianto di sicurezza della colonnina e l’intervento dei vigili del fuoco ha impedito al rogo di propagarsi oltre. Non si registrano danni a persone.

Grumo, l’ex sindaco Michele D’Atri viene assolto per l’ottava volta e scrive un record: era a processo per falso

L’ex sindaco di Grumo, Michele D’Atri, è stato assolto per l’ottava volta. Questa volta il processo riguardava tre delibere comunali, emanate fra il 2018 e il 2019. Assieme all’ex segretaria comunale, era accusato in concorso di falso. Entrambi sono stati assolti perché “il fatto non sussiste”.

Per D’Atri, difeso dall’avvocato La Scala, si tratta dell’ottava assoluzione su otto (due per concussione, tre per falso ideologico, uno per furto aggravato, uno per abuso di ufficio e infine uno per diffamazione).

Falso ideologico, assolto l’ex sindaco di Grumo Michele D’Atri: “Il fatto non costituisce reato”

Ancora un’assoluzione, la settima su sette, per D’Atri Michele ex Sindaco del Comune di Grumo Appula. Il Tribunale di Bari, in Seconda Sezione Penale in Composizione Collegiale, presidente Dott Marco Guida, ha assolto “perché il fatto non costituisce reato” per difetto di dolo, Michele D’Atri, difeso da sempre e anche in questa occasione dall’avvocato Antonio La Scala.

I fatti contestati, risalenti al 2019, vedevano D’Atri imputato in concorso per il reato di falso ideologico perché, in qualità di Sindaco, formava una delibera in data 2019 avente ad oggetto “Piano Sociale di Zona 2018/20” in cui attestava falsamente alla pag. 4 della medesima delibera, secondo quanto sosteneva l’accusa, che “con delibera di coordinamento istituzionale erano stati approvati 6 disciplinari, nonché che era stato acquisito il parere di regolarità “contabile”, nonostante fosse stato espresso parere “sfavorevole” da parte del responsabile del Servizio;

L’ex Sindaco Michele D’Atri, difeso dall’Avv. Antonio Maria La Scala ha dimostrato l’assoluta buona fede e inconsapevolezza rispetto alle presunte divergenze formali riscontrate in atti e ha visto riconoscersi l’assoluzione dalle imputazioni ascritte, parimenti al soggetto chiamato in concorso, anch’essa assolta perché il fatto non sussiste.

Omissione di atti d’ufficio e falso, il comandante della Polizia Locale di Grumo nei guai: chiesto il rinvio a giudizio

Il comandante della Polizia Locale di Grumo Appula, il 63enne Antonio Perchiazzi, rischia il processo per rifiuto e omissione di atti d’ufficio e falso. La pm Savina Toscani ha chiesto il suo rinvio a giudizio per fatti che risalgono al periodo 2019-2022.

Secondo le indagini della Finanza, “Perchiazzi avrebbe omesso di costituirsi in 98 giudizi civili relativi a contenziosi connessi alle opposizioni contro le multe per violazioni al codice della strada, o si sarebbe costituito tardivamente, subendo così decadenze processuali. In altri casi avrebbe omesso di predisporre il pagamento entro 120 giorni dalla notifica di 134 sentenze sfavorevoli, contenenti la condanna dell’ente alle spese processuali, così generando un onere finanziario, aggiuntivo per il Comune pari a oltre 27mila euro”, si legge su La Gazzetta del Mezzogiorno.

Ma non solo. Il 63enne avrebbe omesso anche di vigilare sul corretto adempimento del contratto di appalto relativo al noleggio di un’apparecchiatura di autovelox e del servizio di “data entry” che fa riferimento alla parte amministrativa dei procedimenti sanzionatori.

L’accusa di falso invece fa riferimento alla determina sull’importo delle multe per le violazioni al codice della strada, tra cui quelle per eccesso di velocità. In più Perchiazzi avrebbe anche omesso di bandire una gara d’appalto per il servizio di ricovero e custodia dei cani randagi, affidandolo direttamente alla ditta che lo gestiva da anni, generando debiti fuori bilancio quantificati in circa 63mila euro in due anni (2020 e 2021). Il Comune è parte offesa e potrà costituirsi parte civile nell’udienza preliminare. Si tornerà in aula il 24 novembre. 

Grumo, bancomat fatto saltare in aria nella notte: ladri in fuga con il bottino

Un altro bancomat fatto saltare in aria nel Barese. Questa volta a Grumo, dove i residenti sono stati svegliati nel cuore della notte, poco dopo le 3.30, da un forte boato.

A quanto pare il colpo è andato a buon fine e la banda è riuscita a scappare con il bottino ancora in fase di quantificazione.  Sul posto carabinieri, vigili del fuoco, artificieri e polizia scientifica. I danni alla struttura sono ingenti.

Mistero a Grumo, Range Rover da 100mila euro distrutta dalle fiamme in strada: “Forse rubata”

Una squadra dei Vigili del Fuoco è intervenuta ieri pomeriggio intorno alle 19 a Grumo per un’auto in fiamme a centro strada. Solo dalla targa, da qualche dettaglio e dalle ricerche dei Carabinieri presenti sul posto si è capito il modello.

Si tratta di una Range Rover RS, auto che in alcuni casi può tranquillamente superare il costo anche di 100mila euro. L’auto purtroppo è stata ridotta a pochi tizzoni fumanti. L’assenza dei proprietari o di qualcuno che la reclamasse fa pensare ad un’auto rubata.

Dopo circa due ore l’intervento si è concluso con la messa in sicurezza della zona, molto delicata e a rischio in questo periodo estivo.

Corruzione elettorale da Grumo a Triggiano, 18 indagati: tra loro Cataldo e Maurodinoia. Regione non è parte civile

La Regione Puglia e il Comune di Grumo Appula non si sono costituiti parte civile all’udienza preliminare per due presunte associazioni per delinquere finalizzate alla corruzione elettorale che avrebbero alterato l’esito delle elezioni amministrative nel Comune di Grumo Appula e della Regione Puglia (del 20 e 21 settembre 2020) e nel Comune di Triggiano (del 3 e 4 ottobre 2021).

Tra i 18 indagati per i quali la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio vi sono Alessandro (‘Sandrino’) Cataldo, fondatore del movimento politico Sud al Centro e sua moglie, l’ex assessora pugliese ai Trasporti Anita Maurodinoia (Pd), dimessasi nell’aprile 2024 dall’incarico e dal partito dopo l’arresto del marito e di altri indagati.

L’udienza si svolge dinanzi al gup del Tribunale di Bari Susanna De Felice che ha aggiornato le parti al 17 ottobre. La richiesta di costituzione di parte civile del Comune di Grumo Appula – a quanto si apprende – era stata portata in giunta dal sindaco, ma è stata respinta. Hanno chiesto, tra gli altri, di costituirsi parte civile: un maresciallo della Gdf (vittima di calunnia), l’Asl Bari (per la vicenda dei certificati medici falsi), il Comune di Triggiano, il Circolo Pd università, ricerca, formazione, cultura Terra di Bari e Francesco Rutigliano (candidato sindaco perdente a Grumo). La posizione di un indagato è stata stralciata per difetto di notifica.

Secondo l’accusa, Cataldo sarebbe stato promotore del sistema che avrebbe procacciato voti a pagamento nelle diverse tornate elettorali. L’ex assessora, soprannominata ‘Lady preferenze’, fu eletta nel consiglio comunale di Bari, nel 2019, nel movimento politico fondato dal marito con oltre 6mila voti. L’anno dopo, candidata alle Regionali con il Pd, di preferenze ne ottenne quasi 20mila.

A Cataldo e Maurodinoia è contestato il reato associativo in relazione alle elezioni di Grumo Appula per aver promesso, assieme ad altri indagati, 50 euro per ogni voto oppure un posto di lavoro. Maurodinoia, in particolare, era candidata alle Regionali in abbinamento su Grumo Appula con Nicola Lella (imputato) come consigliere comunale. Secondo l’accusa, Maurodinoia “prendeva parte all’associazione al fine di ottenere la sua elezione, delegando al coniuge Sandro Cataldo di mantenere i rapporti diretti con gli altri sodali, nonché con gli elettori compiacenti”.

Truffa del falso carabiniere a Grumo, 86enne consegna 10mila euro: arrestati 47enne e complice minorenne

I carabinieri della Stazione Carabinieri di Grumo Appula hanno tratto in arresto in flagranza di reato F.F. di 47 anni e deferito in s.l. un minorenne (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa), ritenuti responsabili di truffa aggravata ai danni di un’anziana signora, messa in atto con il modus operandi del “falso carabiniere”.

La donna poco prima aveva ricevuto una telefonata il cui interlocutore, qualificatosi come Maresciallo dei carabinieri, comunicava che la figlia si era resa responsabile di un sinistro stradale investendo un ragazzo che era in pericolo di vita all’ospedale. Per tale situazione, la figlia rischiava l’arresto e per evitare ulteriori conseguenze era necessario versare la cifra di euro 14.000 ad un altro carabiniere che sarebbe passato di lì a poco presso la sua abitazione.

Durante la telefonata, l’anziana parlava con una donna che si presentava come sua figlia e che, in lacrime, chiedeva aiuto alla mamma invitandola a consegnare i soldi ai carabinieri. Contestualmente, il sedicente Maresciallo contattava l’86enne su altre utenze da ella stessa fornite al fine di isolarla e non darle la possibilità di contattare parenti/ conoscenti o forze dell’ordine.

Poco dopo, presso l’abitazione, si presentava il finto carabiniere a cui la donna consegnava 10.000 € e, a seguito di ulteriore richiesta di denaro, la donna era in procinto di preparare monili in oro al fine di raggiungere la cifra concordata come cauzione da versare. In quel frangente, mentre il minore si trovava nei pressi dell’abitazione, in attesa del via libera per poter andare a ritirare i gioielli, e il complice era in macchina ad attenderlo, sono intervenuti i carabinieri che bloccavano i malviventi e ritrovavano occultata nell’auto quasi tutta la cifra già consegnata.

L’uomo veniva quindi tratto in arresto e associato alla Casa Circondariale di Bari, mentre il minore veniva deferito in s.l. e affidato all’esercente la patria potestà. L’operazione si inquadra nel più ampio servizio di prossimità e di controllo del territorio posto in essere quotidianamente dai Carabinieri.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che seguirà il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Corruzione elettorale a Grumo e Triggiano, voti a 50 euro e posti di lavoro: chiesta l’archiviazione per 51 indagati

La Procura di Bari ha chiesto l’archiviazione per le 51 persone indagate con l’accusa di corruzione elettorale nell’ambito dell’inchiesta che ad aprile 2024 portò ai domiciliari l’allora sindaco di Triggiano, Antonio Donatelli, e l’allora numero uno di Sud al Centro, Sandrino Cataldo, marito dell’allora assessore regionale della Puglia, Anita Maurodinoia.

Secondo quanto riporta un articolo della Gazzetta Mezzogiorno, i voti venduti in cambio di 50 euro o della promessa di un posto di lavoro sono stati ritenuti, dal punto di vista penale, un peccato veniale che non merita di finire a processo.

Gli indagati, molti dei quali appartengono agli stessi nuclei familiari, ascoltate dai militari hanno confermato di aver avuto soldi: qualcuno ha detto di averlo fatto per pagare le bollette.

Il 3 luglio davanti al gup Susanna De Felice si aprirà l’udienza preliminare nei confronti di Cataldo, Maurodinoia, Donatelli e di altre 15 persone accusate – a vario titolo e secondo le rispettive responsabilità – di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione elettorale, calunnia, corruzione e falso.

Secondo l’accusa il meccanismo per procacciare voti che avrebbe funzionato non solo nelle elezioni 2019 di Triggiano, ma anche in quelle di Grumo Appula del 2020 quando agli elettori veniva chiesto di votare sia per il candidato al Comune che per Maurodinoia, poi eletta alla Regione con 22mila preferenze e ribattezzata ‘lady preferenze’ del Pd pugliese.