Bari, storia a lieto fine a Palese: trovati e riposizionati i due defibrillatori spariti

I due defibrillatori, spariti nei giorni scorsi a Palese, sono stati recuperati e già riposizionati all’ingresso della parrocchia di San Michele Arcangelo e all’esterno della farmacia Negro.

Ad annunciarlo è Antonio Ranieri, vicepresidente della Fratres che con altre organizzazioni di volontariato e con il supporto di alcuni commercianti aveva donato i due dispositivi medici nel 2023 all’intera comunità.

A ritrovarli i carabinieri della stazione di Bari San Paolo. “Esprimo tutta la nostra riconoscenza per i militari dell’Arma e per il loro impegno giornaliero per la salvaguardia del territorio che episodi del genere non accadano più e che tutti comprendiamo l’importanza vitale di tali strumenti a beneficio della comunità”, si legge nel post pubblicato sui social da Ranieri.

Bari, a 80 migranti chiesto di lasciare il Cara di Palese entro 5 giorni. Lettera a Leccese: “Non sanno dove andare”

“Da giorni una ottantina di migranti titolari di protezione internazionale e ospitati nel Cara di Bari-Palese sono preoccupati, disorientati, e confusi a causa di una informazione che hanno ricevuto con la quale viene loro intimato di abbandonare, entro cinque giorni, il centro di prima accoglienza per richiedenti asilo”.

Lo denuncia in una nota il comitato ‘Io accolgo Puglia’, composto da associazioni e sindacati, che ha inviato una lettera aperta al sindaco, Vito Leccese, e al prefetto, Francesco Russo, chiedendo di “operare perché queste persone possano accedere al circuito della seconda accoglienza come è previsto dalla normativa”.

La richiesta è anche di “un incontro congiunto per chiarire la nostra posizione e per cercare insieme soluzioni condivise che vadano nella direzione della tutela dei diritti e del rispetto della Costituzione”.

Il comitato evidenzia che della sorte dei migranti, una volta fuori dal Cara, “non sembra importare gran che ad alcuno: considerando che si tratta di persone completamente prive di autonomia in quanto impossibilitate quasi del tutto a trovare un lavoro che dia un minimo sostegno nelle more della lunga procedura di riconoscimento”, per questo la decisione “ha il sapore di una condanna permanente alla marginalizzazione”.

Il comitato chiarisce che i migranti “avrebbero come primo problema quello di individuare un tetto per passare la notte”, subito dopo “quello di procurarsi i beni adeguati a soddisfare bisogni elementari di base funzionali alla propria stessa sussistenza”, con il rischio di “aumento della precarietà delle condizioni di vita, creazione di una situazione di potenziale devianza, produzione di un contesto sociale escludente e induzione alla formazione di un clima ostile nei confronti di chi fugge da guerre, violenze e persecuzioni”.

Bari, furto senza pietà a Palese: spariti i due defibrillatori del quartiere. L’appello sui social: “Restituiteli”

“Comunichiamo al territorio che è proibiti sentirsi male in queste ore. Abbiamo scoperto che i defibrillatori posizionati presso la Parrocchia San Michele Arcangelo – Palese e la farmacia Dott. Negro sono stati sottratti e non riposizionati”.

Inizia così il posti di denuncia pubblicato sui social da Antonio Ranieri, vicepresidente dell’associazione Fratres. “Si invita chi li ha sottratti alla restituzione nel più breve tempo possibile. Contestualmente come capofila si informa che sono attive le indagini da parte degli organi competenti”, si legge nella parte finale del post.

I furti sarebbero stati commessi nel primo pomeriggio di domenica 2 febbraio a distanza di nemmeno un’ora. I due defibrillatori, a disposizione della comunità, sono stati donati nel 2023 dalla stessa associazione.

Secondo le prime ricostruzioni e grazie alle immagini dei filmati delle telecamere di videosorveglianza, ad agire sarebbe stato un uomo.

Bari, nuovo video denuncia dai migranti del Cara di Palese: “Container pieni di blatte e sovraffollati”

In un nuovo video denuncia i migranti che risiedono nel Centro accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Bari tornano a parlare delle condizioni di vita all’interno della struttura e mostrano container “infestati da blatte e cimici” e sovraffollati. “Si continua a vivere in dieci persone quando invece si dovrebbe essere in quattro”, spiega lo sportello sindacale Fuorimercato di Bari, che ha diffuso il filmato.

Agli inizi di dicembre i migranti hanno consegnato alla prefettura di Bari una lettera in cui elencavano tutti i disagi ma – evidenzia l’associazione – “non hanno ricevuto alcuna risposta” e non c’è stato “nessun intervento concreto”. I richiedenti asilo ribadiscono “i lunghissimi tempi di attesa per essere ascoltati dalla Commissione territoriale, anche due anni, quando invece entro tre mesi chi richiede la protezione internazionale ha diritto a ricevere l’esito della sua istanza”.

Nel centro, evidenzia Fuorimercato, “manca la manutenzione” e “l’assenza di qualità nell’erogazione dei servizi di cura verso i migranti sono la prova del modo in cui il governo continua a ignorare la dignità e i diritti delle persone”. “Sono la prova – sottolineano – del razzismo istituzionale di cui sono impegnate le politiche governative.

Tutto questo accade purtroppo nell’indifferenza delle istituzioni locali: Comune di Bari e Regione Puglia continuano a rimanere in silenzio, un silenzio assordante, a dimostrazione che le persone migranti, una volta arrivate in Italia, sono soprattutto funzionali a soddisfare la richiesta di manodopera da parte di settori produttivi che necessitano di forza lavoro usa e getta”. “Non è un caso – prosegue lo sportello sindacale – che nella lettera protocollata in prefettura siano state denunciate anche le condizioni di lavoro sommerso e di sfruttamento a cui gli e le ospiti del Cara sono sottoposti”.

Bari, gara per 8 concessioni di aree demaniali da Palese a Torre a Mare: “Occasione per far vivere la costa”

È online la procedura pubblica per il rilascio di otto concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreativa, della durata di due anni ciascuna, avente ad oggetto l’occupazione di immobili demaniali marittimi per l’esercizio di attività di somministrazione di bevande e cibi e correlate funzioni complementari per lo svago e il tempo libero. Si tratta di otto aree lungo la costa cittadina localizzate a Santo Spirito, Palese, su lungomare Di Cagno Abbrescia (3), in via Giovine (2) e a Torre a Mare.

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Bari, ospite del Cara muore a 33 anni. L’autopsia: “Nessuna pila ingerita Bangaly aveva un’ulcera mai curata”

Bangaly Soumaoro, il 33enne guineano ospite del Cara deceduto all’ospedale San Paolo di Bari poco prima di essere operato, è morto a causa di un’ulcera non curata. Questo è quanto emerso dai primi risultati dell’autopsia svolta dal professore Introna dell’istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari. Contrariamente a quanto ricostruito nei primi momenti, non avrebbe ingerito pile o altri oggetti metallici.

Restano 9 le persone (4 medici e infermieri del San Paolo, 5 del presidio medico del Cara) iscritte nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo. L’inchiesta dovrà stabilire eventuali responsabilità mediche. Secondo quanto raccontato dagli altri migranti il 33enne da giorni lamentava forti dolori allo stomaco, i quali i sanitari del centro gli avrebbero prescritto solamente della tachipirina.

Cara sovraffollato, blitz della Polizia a Palese: fuori i migranti abusivi. Oggi i funerali di Bangaly Soumaoro

Fuori dal Cara di Palese tutti i migranti irregolari. Ieri c’è stato un blitz della Polizia, nei prossimi giorni verrà reso noto il numero delle persone trovate all’interno, ma molte di loro sono scappate via all’arrivo delle Forze dell’Ordine. Altre sono state portate in Questura per accertamenti. Si vuole tentare di arginare il fenomeno del sovraffollamento all’interno del Cara, dopo il decesso del 33enne Bangaly Soumaoro. Molte persone infatti scavalcano quotidianamente i muri di cinta.

In giornata saranno celebrati proprio i funerali del 33enne guineano, deceduto all’ospedale San Paolo di Bari poco prima di essere operato. Sono 9 le persone (4 medici e infermieri del San Paolo, 5 del presidio medico del Cara) iscritte nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo. L’inchiesta dovrà stabilire eventuali responsabilità mediche.