Malamovida a Bari, musica oltre la mezzanotte e locali sovraffollati: scattano le multe tra Poggiofranco e Murat

Nel quadro delle strategie di prevenzione e contrasto ai fenomeni di illegalità legati alla vita notturna, su preciso impulso del Ministero dell’Interno, volto a rafforzare la sicurezza urbana e il rispetto delle normative vigenti, la Polizia di Stato a Bari ha disposto una serie di servizi straordinari di controllo dei locali pubblici.

Le attività, disposte dal Questore Annino Gargano, hanno visto l’impiego sinergico di personale della Divisione PAS (Polizia Amministrativa e Sociale), unitamente ad aliquote del Commissariato sezionale “Bari-Nuova Carrassi” e specialisti del Settore Polizia Annonaria, Ecologica e Attività Produttive del Comune di Bari. L’operazione ha riguardato le zone Murat e Poggiofranco, aree a forte vocazione commerciale e di aggregazione sociale giovanile.

Al termine delle ispezioni, sono state rilevate gravi irregolarità che hanno portato a sanzionare i titolari dei locali pubblici, per violazione del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza), avendo organizzato attività di pubblico spettacolo senza i necessari requisiti di sicurezza.

Quindi sono state elevate numerose sanzioni per altrettante infrazioni, tra cui: diffusione sonora oltre l’orario consentito (dopo le ore 24.00), sovraffollamento dei locali, con conseguente rischio per l’incolumità degli avventori, pubblicità non autorizzata di eventi tramite i canali social.

L’azione della Polizia di Stato mira a garantire che il divertimento dei cittadini avvenga in una cornice di assoluta sicurezza, tutelando al contempo i residenti e gli imprenditori che operano nel pieno rispetto delle regole. I controlli, promossi nell’ambito delle direttive ministeriali, proseguiranno con cadenza regolare su tutto il territorio cittadino e provinciale.

Omicidio Di Giacomo a Poggiofranco, Vassalli condannato all’ergastolo: “Ha agito con crudeltà e premeditazione”

La Corte di Assise di Bari ha condannato alla pena dell’ergastolo Salvatore Vassalli, l’operaio 60enne di Canosa di Puglia (Barletta-Andria-Trani) imputato per l’omicidio del fisioterapista 63enne barese Mauro Di Giacomo, ucciso la sera del 18 dicembre 2023.

Dopo oltre sette ore di camera di consiglio, i giudici (presidente Sergio Di Paola, a latere Michele Parisi) hanno ritenuto Vassalli responsabile di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà e dall’aver agito per motivi futili, come contestato dalla Procura, escludendo l’aggravante della minorata difesa.

Stando alle indagini della squadra mobile di Bari, coordinate dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis e dal sostituto Matteo Soave, movente del delitto sarebbe una causa civile in corso tra la vittima e la figlia dell’imputato, per una manovra fisioterapica che avrebbe causato alla donna lesioni ad un braccio.

La sera dell’omicidio Vassalli, arrestato il 16 maggio 2024 e tuttora detenuto in carcere, attese Di Giacomo nel piazzale davanti la casa del professionista, nel quartiere Poggiofranco di Bari, e, dopo una breve discussione verbale, esplose sette colpi di pistola che colpirono la vittima al volto e alle spalle, per poi infierire sul corpo esanime di Di Giacomo – di qui l’aggravante della crudeltà – colpendo il volto con il calcio dell’arma. Le motivazioni della sentenza si conosceranno tra 90 giorni.

I giudici hanno, inoltre, condannato l’imputato a risarcire le parti civili costituite, la moglie e i due figli, assistiti dagli avvocati Michele Laforgia e Antonio Del Vecchio, con provvisionali immediatamente esecutive di 75mila euro per la moglie e 50mila per ciascuno dei due figli. “Sicuramente è stata fatta giustizia – il commento dell’avvocato Laforgia -. Nessuno può essere contento quando viene comminato un ergastolo, ma questo è stato un fatto drammatico per la famiglia e per la città”.

Omicidio Di Giacomo a Poggiofranco, oggi la sentenza. Vassalli rischia l’ergastolo: “Ho distrutto due famiglie”

È attesa nelle prossime ore la sentenza nei confronti di Salvatore Vassalli, il 59enne operaio di Canosa reo confesso dell’omicidio del fisioterapista barese Mauro Di Giacomo, ucciso il 18 dicembre 2023 a Poggiofranco con 7 colpi di pistola sotto la sua abitazione.

L’imputato ha fornito dichiarazioni spontanee questa mattina in Corte d’Assise, chiedendo scusa alla famiglia della vittima e alla sua. “Sono consapevole di aver distrutto la mia e la sua famiglia, e non me lo perdonerò ma. Vi giuro che non erano queste le mie intenzioni quella sera – le sue parole -. Da genitore, provo un enorme dispiacere nei confronti dei due figli per la perdita del padre e per tutta la brutta storia che li ha travolti, non chiedo loro perdono perché una persona che ti priva di un padre non può essere perdonato, ma spero che con il tempo il loro odio si plachi e trovino serenità nella vita”.

L’accusa ha invocato l’ergastolo per omicidio volontario pluriaggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà e dalla minorata difesa della vittima.  Secondo quanto ricostruito l’agguato è durato “due minuti scarsi”: alle 20.22 le telecamere della zona hanno inquadrato l’auto di Di Giacomo che rientra verso casa. Tre minuti dopo, le stesse telecamere immortalano la macchina di Vassalli che va via. 

Vassalli ha sostenuto nei mesi scorsi di aver avuto una colluttazione con Di Giacomo e di essere stato colpito dal professionista con le buste della spesa che aveva in meno. Una versione che non combacia visto che le buste sono state trovate intatte e all’interno c’era tutto il contenuto.

A giugno è stata ascoltata Ornella Vassalli, la figlia dell’operaio, come testimone della difesa. Qualche anno fa aveva intentato una causa civile contro Di Giacomo per delle presunte manipolazioni, fatte dal fisioterapista durante una visita, che le avrebbero causato dei danni permanenti. E proprio nel rancore serbato da Salvatore Vassalli per quella vicenda ci sarebbe, per la Procura, il movente dell’omicidio.

Bari, scippo in pieno giorno a Poggiofranco: pensionata rapinata da un gruppo di giovanissimi

Una donna anziana è stata rapinata lunedì pomeriggio a Poggiofranco da un gruppo di ragazzi. La pensionata stava camminando da sola ed è stata colta di sorpresa, la banda è riuscita ad approfittare di un suo momento di distrazione e a scappare via con denaro ed effetti personali.

La vittima, in stato di shock per l’accaduto, si è rifugiata in una farmacia poco distante. Qui ha ricevuto le prime cure. Sono state avviate le indagini, al vaglio anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona che potrebbe aiutare nella ricerca dei responsabili.

Omicidio a Poggiofranco, choc in aula. Il legale di Vassalli: “Ha sparato perché provocato da Di Giacomo”

“Vassalli è una persona perbene, ha sempre lavorato, mai sanzionato, mai una multa per guida spericolata. Ha sempre vissuto in maniera onesta. Voleva parlare da uomo a uomo quella sera”. Queste le parole in aula del legale di Salvatore Vassalli, l’operaio a processo per l’omicidio di Mauro Di Giacomo, il fisioterapista ucciso il 18 dicembre 2023 a Poggiofranco nei pressi della sua abitazione.

Secondo l’avvocato Vassalli avrebbe sparato dopo essere stato provocato e minacciato dalla vittima. Le dichiarazioni hanno provocato l’indignazione dei parenti della vittima in aula.

Secondo la difesa di Vassalli inoltre il decesso sarebbe avvenuto anche a causa del ritardo dell’ambulanza sul posto. L’avvocato, al termine della sua arringa, ha anche chiesto il minimo della pena, ricordando che il suo assistito ha offerto come risarcimento anche la casa e l’auto in suo possesso. La sentenza è attesa per l’8 gennaio 2026, l’accusa ha invocato l’ergastolo.

Omicidio Di Giacomo a Poggiofranco, la famiglia chiede oltre 2 milioni di danni: “Vassalli lucido nel delitto”

La famiglia di Mauro Di Giacomo, il fisioterapista ucciso il 18 dicembre 2023 a Poggiofranco da Salvatore Vassalli, operaio di Canosa, con 7 colpi di pistola, ha chiesto un risarcimento danni complessivo da 2 milioni di euro.

Nel corso dell’udienza celebrata ieri è stato il turno delle parti civili, ovvero della moglie e dei due figli della vittima. Alla sbarra c’è Vassalli, reo confesso, con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà e dalla minorata difesa della vittima. Per lui è stata invocata la condanna alla pena massima dell’ergastolo con isolamento diurno per 10 mesi.

Secondo quanto ricostruito dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis e ilpm Matteo Soave l’agguato è durato “due minuti scarsi”: alle 20.22 le telecamere della zona hanno inquadrato l’auto di Di Giacomo che rientra verso casa. Tre minuti dopo, le stesse telecamere immortalano la macchina di Vassalli che va via.

“Nessuno potrà restituire loro un marito, un padre, ma la giustizia penale serve anche a fare chiarezza, a eliminare le ombre, a ristabilire la verità, a restituire dignità ai vivi e ai morti – le parole dell’avvocato Laforgia che assiste la famiglia Di Giacomo -. Abbiamo assistitoa un reo confesso di omicidio volontario che si è difeso nel processo puntando il dito contro la vittima. Sottolineo l’ossessione, la determinazione, la lucida determinazione maturata da Vassalli nel corso degli anni e dei mesi precedenti, senza le quali il delitto non troverebbe spiegazione logica. Perché Vassalli non voleva solo uccidere Di Giacomo, lo voleva fare a viso aperto (e scoperto), da uomo a uomo”.

“Il suo comportamento è univoco e dimostra la lucida preparazione del delitto. Non c’è nulla che consenta di ritenere che l’arma sia stata contesa e abbia esploso colpi a casaccio. Neanche uno: sono tutti diretti verso parti vitali della vittima, a distanza ravvicinata – ha poi aggiunto -. Vassalli ha agito per vendetta, per la convinzione che il giudizio civile avrebbe avuto esito sfavorevole, con l’ovvia conseguenza che non sarebbe stata soddisfatta la pretesa risarcitoria della figlia. Un disegno che l’imputato ha pervicacemente continuato a perseguire in aula, offendendo la memoria della vittima”.

Si tornerà in aula il 13 novembre quando la parola passerà alla difesa dell’imputato. Vassalli ha sostenuto nei mesi scorsi di aver avuto una colluttazione con Di Giacomo e di essere stato colpito dal professionista con le buste della spesa che aveva in meno. Una versione che non combacia visto che le buste sono state trovate intatte e all’interno c’era tutto il contenuto.

A giugno è stata ascoltata Ornella Vassalli, la figlia dell’operaio, come testimone della difesa. Qualche anno fa aveva intentato una causa civile contro Di Giacomo per delle presunte manipolazioni, fatte dal fisioterapista durante una visita, che le avrebbero causato dei danni permanenti. E proprio nel rancore serbato da Salvatore Vassalli per quella vicenda ci sarebbe, per la Procura, il movente dell’omicidio.

Omicidio Di Giacomo a Poggiofranco, chiesto l’ergastolo per il killer Salvatore Vassalli: “Lo ha ucciso in due minuti”

La Procura di Bari ha chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per 10 mesi per Salvatore Vassalli, l’operaio di Canosa di Puglia a processo per l’omicidio di Mauro Di Giacomo, il fisioterapista ucciso a Bari la sera del 18 dicembre 2023 a colpi di pistola.

Secondo quanto ricostruito dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis e ilpm Matteo Soave l’agguato è durato “due minuti scarsi”: alle 20.22 le telecamere della zona hanno inquadrato l’auto di Di Giacomo che rientra verso casa. Tre minuti dopo, le stesse telecamere immortalano la macchina di Vassalli che va via.

Vassalli ha sostenuto nei mesi scorsi di aver avuto una colluttazione con Di Giacomo e di essere stato colpito dal professionista con le buste della spesa che aveva in meno. Una versione che non combacia visto che le buste sono state trovate intatte e all’interno c’era tutto il contenuto.

A giugno è stata ascoltata Ornella Vassalli, la figlia dell’operaio, come testimone della difesa. Qualche anno fa aveva intentato una causa civile contro Di Giacomo per delle presunte manipolazioni, fatte dal fisioterapista durante una visita, che le avrebbero causato dei danni permanenti. E proprio nel rancore serbato da Salvatore Vassalli per quella vicenda ci sarebbe, per la Procura, il movente dell’omicidio.

Bari, mezzo chilo di hashish in casa: arrestato pusher 23enne a Poggiofranco

Dopo una mirata attività di indagine condotta dagli agenti della Polizia Locale di Bari, con appostamenti, informazioni ed osservazione mirate nelle strade interessate, è stato individuato un giovane che da tempo, usando come base logistica il proprio domicilio, spacciava stupefacenti mantenendo una rete capillare di “clienti” dei quali deteneva addirittura una lista dei contatti e riferimenti.

Ieri sera gli agenti lo hanno tratto in arresto, sequestrando oltre 500 grammi di sostanza stupefacente, bilancini per la pesatura e somme di denaro. Nel rispetto del contraddittorio e del diritto alla difesa, il 23enne è comparso davanti al Giudice competente che ha convalidato l’arresto e accolto le richieste del Pubblico Ministero di custodia cautelare in carcere con rinvio per l’eventuale. Il giovane, già gravato da numerosi precedenti penali, risponde del reato di spaccio e detenzione di sostanza stupefacente.

Dal barbiere (3) – Coccole e massaggi nella black room. Gianni: “Barbus è uno stile di vita”

Quinto Potere entra nelle barberie e lo fa al fianco di Pgroupitalia, azienda che opera da trent’anni nel settore dell’arredamento e servizi per parrucchieri, barbieri e centri estetici.

Dopo aver incontrato Giancarlo Palmieri e dopo il blitz in via Lembo a Bari dal barber shop Lo Sceicco con Lello, questa volta ci siamo recati in viale S. Josemaría Escrivá, a Poggiofranco, da Barbus.

Giovanni Panza è stato uno dei primi a dare il via alla “rivoluzione” dell’experience nei barber shop. Ogni dettaglio è curato al massimo per offrire al cliente il miglior trattamento possibile. E anche da Barbus le sorprese non mancano.

Omicidio Di Giacomo a Poggiofranco, ascoltati i poliziotti intervenuti sul luogo del delitto: a novembre la sentenza

Ieri, dinanzi alla Corte di Assise di Bari, è andata in scena l’udienza del processo sull’omicidio di Mauro Di Giacomo, il fisioterapista ucciso nel quartiere Poggiofranco di Bari la sera del 18 dicembre 2023.

Salvatore Vassalli, operaio 59enne di Canosa, è imputato per omicidio volontario pluriaggravato. Nell’udienza di ieri sono stati ascoltati gli ultimi testimoni, i due poliziotti arrivati per prima sul luogo del delitto.

Si è cercato di stabilire la dinamica dell’aggressione. Vassalli ha sostenuto di aver avuto una colluttazione con Di Giacomo e di essere stato colpito dal professionista con le buste della spesa che aveva in meno. Una versione che non combacia visto che le buste però erano intatte e all’interno c’era tutto il contenuto.

L’istruttoria è stata dichiarata chiusa, a novembre è attesa la sentenza. A giugno è stata ascoltata Ornella Vassalli, la figlia dell’operaio, come testimone della difesa. Qualche anno fa aveva intentato una causa civile contro Di Giacomo per delle presunte manipolazioni, fatte dal fisioterapista durante una visita, che le avrebbero causato dei danni permanenti. E proprio nel rancore serbato da Salvatore Vassalli per quella vicenda ci sarebbe, per la Procura, il movente dell’omicidio.