Offese agli influencer, chiesti 7mila euro di risarcimento da Elisa Esposito: “Tutto un bluff”

Si arricchisce di un nuovo capitolo la nostra inchiesta sulle offese ai vip e alle richieste di risarcimento danni inviate tramite studi legali. Protagonisti questa volta un carabiniere e l’influencer Elisa Esposito.

Secondo quanto riferito dall’uomo, tutto sarebbe nato da un commento pubblicato online, ritenuto offensivo dalla controparte. Attraverso il proprio legale, Esposito avrebbe inizialmente richiesto un risarcimento di 7mila euro per chiudere la vicenda tramite mail. Una proposta che il carabiniere ha deciso di non accettare, alla quale sarebbe seguita la presentazione della querela.

Nel frattempo, il giudice ha condannato il militare al pagamento di una sanzione di 3.800 euro in favore dello Stato. Il carabiniere ha però impugnato la decisione, presentando ricorso. L’ultima udienza si è svolta il 6 luglio. Il militare si è regolarmente presentato in aula, mentre la controparte non era presente. In quella sede, il pubblico ministero ha disposto un rinvio a settembre, invitando nuovamente Elisa Esposito a comparire.

Secondo quanto sostenuto dal carabiniere, tuttavia, l’influencer non avrebbe potuto costituirsi parte civile perché la querela sarebbe nel frattempo decaduta. Il militare ha infine espresso una dura critica nei confronti della strategia adottata dalla controparte, sostenendo che vengano inviate richieste economiche a numerosi destinatari con la speranza che qualcuno scelga di pagare per evitare conseguenze giudiziarie.

 

IL LEGALE – Risarcimento da 10mila euro, Del Campo ignora i solleciti. Genchi: “Facciamo sul serio”

Prosegue la vicenda legale che coinvolge l’influencer Del Campo, destinataria di una richiesta di risarcimento danni da 10mila euro avanzata da Antonio, tramite lo studio legale Genchi. Ai solleciti inviati nei giorni scorsi non è arrivata ad oggi alcuna risposta.

A intervenire è lo stesso avvocato Genchi che ha ribadito la volontà di proseguire con determinazione, lasciando intendere che, in assenza di riscontri, potrebbero essere intraprese ulteriori iniziative sul piano giudiziario.

Emergono inoltre novità anche riguardo alle persone che nei giorni scorsi hanno ricevuto una email contenente una richiesta di risarcimento danni per presunta diffamazione via social.

Omicidio Di Giacomo a Poggiofranco, la famiglia chiede oltre 2 milioni di danni: “Vassalli lucido nel delitto”

La famiglia di Mauro Di Giacomo, il fisioterapista ucciso il 18 dicembre 2023 a Poggiofranco da Salvatore Vassalli, operaio di Canosa, con 7 colpi di pistola, ha chiesto un risarcimento danni complessivo da 2 milioni di euro.

Nel corso dell’udienza celebrata ieri è stato il turno delle parti civili, ovvero della moglie e dei due figli della vittima. Alla sbarra c’è Vassalli, reo confesso, con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà e dalla minorata difesa della vittima. Per lui è stata invocata la condanna alla pena massima dell’ergastolo con isolamento diurno per 10 mesi.

Secondo quanto ricostruito dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis e ilpm Matteo Soave l’agguato è durato “due minuti scarsi”: alle 20.22 le telecamere della zona hanno inquadrato l’auto di Di Giacomo che rientra verso casa. Tre minuti dopo, le stesse telecamere immortalano la macchina di Vassalli che va via.

“Nessuno potrà restituire loro un marito, un padre, ma la giustizia penale serve anche a fare chiarezza, a eliminare le ombre, a ristabilire la verità, a restituire dignità ai vivi e ai morti – le parole dell’avvocato Laforgia che assiste la famiglia Di Giacomo -. Abbiamo assistitoa un reo confesso di omicidio volontario che si è difeso nel processo puntando il dito contro la vittima. Sottolineo l’ossessione, la determinazione, la lucida determinazione maturata da Vassalli nel corso degli anni e dei mesi precedenti, senza le quali il delitto non troverebbe spiegazione logica. Perché Vassalli non voleva solo uccidere Di Giacomo, lo voleva fare a viso aperto (e scoperto), da uomo a uomo”.

“Il suo comportamento è univoco e dimostra la lucida preparazione del delitto. Non c’è nulla che consenta di ritenere che l’arma sia stata contesa e abbia esploso colpi a casaccio. Neanche uno: sono tutti diretti verso parti vitali della vittima, a distanza ravvicinata – ha poi aggiunto -. Vassalli ha agito per vendetta, per la convinzione che il giudizio civile avrebbe avuto esito sfavorevole, con l’ovvia conseguenza che non sarebbe stata soddisfatta la pretesa risarcitoria della figlia. Un disegno che l’imputato ha pervicacemente continuato a perseguire in aula, offendendo la memoria della vittima”.

Si tornerà in aula il 13 novembre quando la parola passerà alla difesa dell’imputato. Vassalli ha sostenuto nei mesi scorsi di aver avuto una colluttazione con Di Giacomo e di essere stato colpito dal professionista con le buste della spesa che aveva in meno. Una versione che non combacia visto che le buste sono state trovate intatte e all’interno c’era tutto il contenuto.

A giugno è stata ascoltata Ornella Vassalli, la figlia dell’operaio, come testimone della difesa. Qualche anno fa aveva intentato una causa civile contro Di Giacomo per delle presunte manipolazioni, fatte dal fisioterapista durante una visita, che le avrebbero causato dei danni permanenti. E proprio nel rancore serbato da Salvatore Vassalli per quella vicenda ci sarebbe, per la Procura, il movente dell’omicidio.

Malamovida all’Umbertino, i residenti passano all’azione: richiesta di risarcimento danni al Comune di Bari

Una ventina di residenti del quartiere Umbertino di Bari hanno presentato una richiesta di risarcimento da 49.990 euro al Comune di Bari per i “danni alla salute, per perdita del riposo notturna, per i danni esistenziali e alla quiete domestica” provocati da gli effetti negativi della malamovida.

Tra i residenti ci sono famiglie e persone con disabili. La richiesta della procedura della negoziazione assistita, obbligatoria quando la proposta di risarcimento è sotto i 50mila euro, è stata avanzata pochi giorni fa. Il Comune è chiamato a rispondere entro 30 giorni, altrimenti sono previsti altri sviluppi legali.

L’ipotesi è che il numero di richieste di risarcimento possa aumentare nel corso del tempo. Se il Comune dovesse procedere alla soddisfazione complessiva di questo primo gruppo di residenti, tutto questo costerebbe alle casse comunali poco meno di un milione.

 

Crolla palazzo a Bari, al via la guerra giudiziaria: c’è già la prima doppia richiesta di risarcimento danni

Via alla guerra giudiziaria per il risarcimento danni dopo il crollo della palazzina in via De Amicis a Bari. Due proprietari delle unità immobiliari, che si trovavano al piano terra, hanno inviato una formale messa in mora alla ditta Dell’Aera Costruzioni di Casamassima che stava effettuando i lavori di ristrutturazione, all’amministratore di condominio e agli ingegneri che avevano redatto il progetto di risanamento.

La quantificazione del danno non è stata ancora indicata. Viene contestato nell’atto l’inadempimento dell’obbligo di progettazione, direzione dei lavori e di realizzazione delle opere di risanamento strutturali. Potrebbe essere un’azione preliminare prima di una citazione di giudizio davanti al giudice civile.

Canfora a processo per diffamazione a Bari: la premier Meloni chiede 20mila euro come risarcimento danni

La richiesta è contenuta nell’atto con cui Meloni, difesa dall’avvocato Luca Libra, si è costituita parte civile nel processo per cui stamattina si è svolta l’udienza predibattimentale. La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio di Canfora, mentre il suo difensore, (avvocato Michele Laforgia) ha chiesto che venga prosciolto.

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