Bari, crisi epilettica al porto durante i controlli prima dell’imbarco: Polizia e 118 salvano cittadino albanese

Lo scorso weekend, durante i consueti controlli presso il Porto di Bari, la Polizia di Stato è prontamente intervenuta in soccorso di un cittadino albanese, colto da un grave malore in prossimità di un varco carraio destinato al controllo dei veicoli in partenza per Durazzo.

Gli agenti della Polizia di Frontiera, resisi conto della gravità della situazione, hanno immediatamente richiesto l’intervento dei sanitari del 118 e, contestualmente, si sono adoperati per allertare anche il personale medico presente a bordo di una nave ormeggiata in banchina.

Fondamentale si è rivelata l’azione tempestiva degli agenti, che hanno adottato le manovre di primo soccorso utili a evitare il soffocamento, in attesa dell’arrivo dei soccorsi. L’uomo, successivamente assistito dal personale sanitario, è risultato vittima di una crisi epilettica.

L’episodio conferma ancora una volta il ruolo centrale della Polizia di Stato nel garantire la sicurezza e la tutela dei cittadini, anche in contesti operativi complessi e ad alta intensità, come successo al porto di Bari nel pieno di una giornata molto impegnativa sul fronte dei controlli di frontiera.

Bimba sottratta dal 27 maggio, coppia straniera arrestata al porto di Bari: minore finisce in struttura

La Polizia di Stato ha arrestato, nella serata del 20 luglio presso il porto di Bari, una coppia di coniugi – lui cittadino austriaco, lei slovacca – destinatari di Mandati di Arresto Europeo, emessi dal Tribunale Distrettuale di Steyr, Sezione 1, per il reato di sottrazione di minore.

La donna, sbarcata da una motonave proveniente da Dubrovnik, ha attirato l’attenzione degli agenti durante un controllo a campione, mostrando un comportamento sospetto mentre teneva in braccio una bambina ed era priva di documenti.

Poco dopo, il marito è stato identificato alla guida di un veicolo con targa tedesca. I successivi accertamenti hanno confermato la presenza dei mandati di arresto e una segnalazione internazionale per la bambina, sottratta il 27 maggio scorso, nonostante fosse stata affidata ad altra famiglia in seguito alla sospensione della potestà genitoriale.

La minore è stata affidata a una struttura protetta, mentre i due coniugi sono stati arrestati tradotti in carcere, l’uomo a Bari mentre la donna a Trani, a disposizione della Corte d’Appello territorialmente competente, che curerà la successiva procedura di estradizione, nei confronti dell’Autorità Giudiziaria che ha emesso il Mandato di Arresto Europeo.

.

Migranti salvati nel Mediterraneo dopo 5 giorni in mare: la nave Humanity One in arrivo a Bari

La nave Humanity One, della ong tedesca Sos Humanity, ha soccorso nelle prime ore di questa mattina più di 40 persone nel Mediterraneo dopo almeno cinque giorni passati in mare.

Lo comunica la ong sui suoi canali social evidenziando che “Malta ha nuovamente rifiutato il coordinamento, nonostante la segnalazione nella zona di sicurezza maltese”.

Le autorità italiane hanno assegnato Bari come porto sicuro, che si trova a “quasi 800 chilometri” dal luogo del salvataggio. La ong precisa che i migranti, che ora vengono assistiti a bordo della nave, si trovavano su “un’imbarcazione in vetroresina sovraffollata e inadatta alla navigazione”.

Pescatori in protesta contro norme Ue. Bombe carta, fumogeni e agenti feriti al porto di Bari: 5 condanne

l tribunale di Bari ha condannato cinque pescatori, protagonisti della manifestazione dell’8 ottobre 2019 a Bari per protestare contro le direttive dell’Unione europea sulle dimensioni delle reti e del caro carburante, a pene comprese tra gli otto mesi e i due anni e due mesi di reclusione.

I reati a loro contestati, a vario titolo, sono di lancio di oggetti pericolosi, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni aggravate e interruzione di pubblico servizio.

Nel corso della manifestazione, iniziata la mattina dal lungomare di Bari, circa 500 pescatori partirono in corteo dal molo san Nicola e arrivarono fino al varco della Vittoria del porto, lanciando fumogeni e bombe carta, ferendo agenti di polizia e carabinieri nel corso di alcuni tafferugli e impedendo per alcune ore l’ingresso e l’uscita dei mezzi dal porto.

Per cinque pescatori, imputati per la realizzazione di un corteo non autorizzato e (solo uno) per il rifiuto di fornire le proprie generalità alle forze dell’ordine, le accuse sono cadute per prescrizione. Quattro pescatori accusati di lancio di oggetti pericolosi, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate sono invece stati assolti “per non aver commesso il fatto”.

 

Pescatori in protesta contro norme Ue, bombe carta e fumogeni al porto di Bari: chieste 8 condanne

La Procura di Bari ha chiesto otto condanne da 10 mesi a un anno e 4 mesi di reclusione per altrettanti imputati nel processo seguito dalla manifestazione dei pescatori dell’8 ottobre del 2019, che si è tenuta nel capoluogo pugliese.

Alla manifestazione parteciparono circa 500 persone che, per oltre dieci ore, bloccarono l’attività del porto di Bari, lanciando fumogeni e bombe carta, ferirono agenti di polizia e carabinieri e impedirono l’ingresso e l’uscita dei mezzi.

La manifestazione fu organizzata per protesta contro le direttive dell’Unione europea sulle dimensioni delle reti e del caro carburante. La sentenza è prevista per il prossimo 16 aprile.

Porto Bari, sostanze vietate in Europa dal 2008: sequestrate tonnellate di fertilizzanti illegali dalla Cina. Tre denunce

Nel porto di Bari avevano portato dalla Cina oltre 40 tonnellate di Dormex, un prodotto vietato in Europa dal 2008 e usato in agricoltura per anticipare la crescita di viti, ciliegi, kiwi e altri alberi da frutto.

Una sostanza bandita perché tossica e potenzialmente dannosa per la salute e l’ambiente, “con possibili effetti di lunga durata”, come spiega la guardia di finanza in un comunicato.

Per questo, i finanzieri di Bari e funzionari dell’agenzia delle dogane hanno sequestrato il prodotto e denunciato tre persone per falso in atto pubblico (cioè le bollette doganali), frode in commercio e per la violazione della normativa europea di settore. Il Dormex, un fitostimolante, era arrivato a Bari dalla Grecia.

Le prime anomalie erano emerse dal controllo fisico della merce, ed erano relative alle date riportate e alle modalità di trasporto usate per l’importazione, nonché per l’assenza di una corretta etichettatura dei prodotti. Gli esami chimici svolti presso il laboratorio dell’agenzia delle dogane di Bari hanno poi certificato come il prodotto sequestrato fosse cianammide, comunemente chiamato Dormex.

Il sequestro, spiega sempre la finanza, “evidenzia l’esistenza di un mercato parallelo di fitostimolanti contraffatti illegali non rispettosi degli standard di sicurezza minimi imposti dall’Unione Europea”, e “il commercio e l’utilizzo di prodotti illegali oltre che costituire un fattore di pericolo per la salute dei consumatori, produce una distorsione del mercato con effetti di concorrenza sleale nell’economia reale, a danno di quelle aziende che, operando nella legalità e nel rispetto degli standard imposti dalla normativa vigente, sono obbligati ad adottare processi produttivi maggiormente costosi”.

Sfruttamento della prostituzione e riduzione in schiavitù: arrestato 49enne rumeno al porto di Bari

Venerdì scorso, a Bari, la Polizia di Stato ha arrestato un 49enne cittadino rumeno, raggiunto da sentenza della Corte di Assise di Perugia, divenuta irrevocabile il 28.03.2011, per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla riduzione o al mantenimento in schiavitù o in servitù, nonché allo sfruttamento della prostituzione ed alla violenza sessuale aggravata, per fatti commessi dal febbraio 2005 al settembre 2006.

In particolare l’arrestato, giunto nella mattinata di venerdì presso lo Scalo Marittimo di Bari a bordo di motonave proveniente dal porto albanese di Durazzo, è apparso ai varchi di ingresso nervoso al punto da insospettire il poliziotto impegnato nelle verifiche documentali; il successivo riscontro ha permesso di accertare la sussistenza di due provvedimenti restrittivi a suo carico:

– il primo emesso a seguito di sentenza della Corte di Assise di Perugia, in data 29.04.2010 e divenuta irrevocabile il 28.03.2011, per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla riduzione o al mantenimento in schiavitù o in servitù, nonché allo sfruttamento della prostituzione ed alla violenza sessuale aggravata, per fatti commessi dal febbraio 2005 al settembre 2006;

– Il secondo emesso a seguito di sentenza del Tribunale di Perugia del 20.09.2010, divenuta irrevocabile il 28.03.2011, per il reato di rapina in concorso.

Entrambi sono confluiti in un unico provvedimento di cumulo pena disposto dall’Ufficio Esecuzioni presso il Tribunale di Perugia in data 10.09.2014, che condanna l’uomo ad una pena residua di 14 anni, 11 mesi e 27 giorni di reclusione, nonché ad una multa di euro 1.032,00.

Al termine delle formalità di rito, il 49enne è stato associato presso la Casa Circondariale di Bari.

Sequestri, degrado e nessuna visione. Gli ultimi marinai in rivolta: “Torre a Mare sta sprofondando”

Ci troviamo nel porto di Torre a Mare, un luogo incantevole e frequentatissimo in estate, per parlare di una situazione davvero triste. Protagonisti sono gli ultimi marinai che portano avanti alcune tradizioni suggestive, a rischio estinzione.

Sono stati costretti a lasciare i “camerini”, ovvero i depositi utilizzati per custodire tutte le attrezzatture. Alcuni sono stati sequestrati, altri sono in concessione alla cooperativa San Nicola e il Comune ha chiesto loro di ristrutturarli per continuare ad utilizzarli.

Ma non è l’unico problema da fronteggiare, i marinai sono in rivolta e il futuro è davvero preoccupante. Nel video allegato la denuncia in coro degli ultimi marinai di Torre a Marre.