Bari, il molo San Nicola si rifà il look: El Chiringuito costretto a traslocare da ottobre. Via anche i pescatori

Prosegue il progetto di riqualificazione del waterfront di Bari Vecchia. Dopo il completamento entro fine anno del tratto tra Santa Scolastica e il molo Sant’Antonio, i lavori interesseranno il molo San Nicola, noto come “El Chiringuito”, grazie a un finanziamento di 7 milioni di euro del programma PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027.

Dal 5 ottobre 2026 i cantieri si sposteranno nell’area di fronte al Teatro Margherita e, fino al 30 maggio 2027, saranno sospese le concessioni demaniali marittime. Di conseguenza, il chiosco di ristorazione El Chiringuito e i pescatori della cooperativa “Fra Pescatori” dovranno trasferire temporaneamente le proprie attività, mantenendo l’utilizzo dei soli box destinati alle attrezzature da pesca.

Il progetto prevede la riqualificazione estetica e funzionale del mercato del pescato, con una nuova struttura organizzata in sette unità: cinque dedicate alla lavorazione e vendita dei prodotti ittici, una destinata alla ristorazione e una ai servizi igienici pubblici. Ogni spazio sarà dotato di attrezzature adeguate, depositi e servizi conformi alle norme igienico-sanitarie e di sicurezza.

Intanto il Comune è al lavoro per garantire continuità alle attività presenti sul molo. Secondo quanto riferito dall’assessore Pietro Petruzzelli, il titolare di El Chiringuito potrà trasferirsi temporaneamente con un nuovo chiosco nell’area dei giardini Fabrizio De André, a pochi passi dalla sede attuale.

Bari, estorsioni ai pescatori di Santo Spirito: condannato a 4 anni il 53enne Domenico Sidella. Due assolti

Il Tribunale di Bari ha condannato alla pena di 4 anni Domenico Sidella, pluripregiudicato 53enne, per aver costretto i pescatori di Santo Spirito a pagare dai 10 ai 100 euro al mese in cambio di protezione.

Il pm antimafia Marco D’Agostino aveva chiesto 12 anni di reclusione, i giudici hanno escluso l’aggravante mafiosa e hanno assolto gli altri due imputati, la moglie Caterina Santoro, di 47 anni, che secondo l’accusa aveva il ruolo di cassiera (per lei la Dda aveva chiesto la condanna a 6 anni e 7 mesi di reclusione) e il presunto complice Raffaele Altieri, di 60 anni, accusato di aver avuto il compito di riscuotere il pizzo (il pm aveva chiesto 9 anni).

Nel processo il Comune di Bari e la Regione Puglia si sono costituiti parti civili.

Pescatori in protesta contro norme Ue. Bombe carta, fumogeni e agenti feriti al porto di Bari: 5 condanne

l tribunale di Bari ha condannato cinque pescatori, protagonisti della manifestazione dell’8 ottobre 2019 a Bari per protestare contro le direttive dell’Unione europea sulle dimensioni delle reti e del caro carburante, a pene comprese tra gli otto mesi e i due anni e due mesi di reclusione.

I reati a loro contestati, a vario titolo, sono di lancio di oggetti pericolosi, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni aggravate e interruzione di pubblico servizio.

Nel corso della manifestazione, iniziata la mattina dal lungomare di Bari, circa 500 pescatori partirono in corteo dal molo san Nicola e arrivarono fino al varco della Vittoria del porto, lanciando fumogeni e bombe carta, ferendo agenti di polizia e carabinieri nel corso di alcuni tafferugli e impedendo per alcune ore l’ingresso e l’uscita dei mezzi dal porto.

Per cinque pescatori, imputati per la realizzazione di un corteo non autorizzato e (solo uno) per il rifiuto di fornire le proprie generalità alle forze dell’ordine, le accuse sono cadute per prescrizione. Quattro pescatori accusati di lancio di oggetti pericolosi, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate sono invece stati assolti “per non aver commesso il fatto”.

 

Pescatori in protesta contro norme Ue, bombe carta e fumogeni al porto di Bari: chieste 8 condanne

La Procura di Bari ha chiesto otto condanne da 10 mesi a un anno e 4 mesi di reclusione per altrettanti imputati nel processo seguito dalla manifestazione dei pescatori dell’8 ottobre del 2019, che si è tenuta nel capoluogo pugliese.

Alla manifestazione parteciparono circa 500 persone che, per oltre dieci ore, bloccarono l’attività del porto di Bari, lanciando fumogeni e bombe carta, ferirono agenti di polizia e carabinieri e impedirono l’ingresso e l’uscita dei mezzi.

La manifestazione fu organizzata per protesta contro le direttive dell’Unione europea sulle dimensioni delle reti e del caro carburante. La sentenza è prevista per il prossimo 16 aprile.

Bari, blitz nel porto di Torre a Mare: sequestrati i camerini dei pescatori abusivi – FOTO

“Un altro passo importante nella lotta contro l’abusivismo nel nostro porto. Dopo la rimozione dei corpi morti abusivi nello specchio d’acqua, oggi è toccato alla messa sotto sequestro, da parte della Capitaneria di Porto, dei camerini dei pescatori, occupati in modo improprio da chi non era autorizzato”. Ad annunciarlo è Lorenzo Leonetti, consigliere comunale e Sindaco della Notte di Bari.

“Con una rappresentanza della Cooperativa dei Pescatori, ho effettuato un sopralluogo per verificare lo stato dei luoghi e discutere sul futuro di questa categoria lavorativa, che rappresenta una risorsa preziosa e rara nel panorama lavorativo di Bari – le sue parole -. Un lavoro fondamentale per garantire la legalità e il rispetto delle regole, ma anche per tutelare e valorizzare il futuro dei nostri pescatori, che merita un ambiente di lavoro sicuro e regolamentato. Grazie alle forze dell’ordine per l’impegno costante. Continuiamo a lavorare insieme per una città più sicura e giusta”.