Furto di materiale ferroso sulla linea ferroviaria di FS e ricettazione: 3 assoluzioni a Bari – I NOMI

Il Tribunale di Bari ha assolto Francesco Murgolo, Michele e Raffaele Cardone, al termine del processo sul presunto furto di materiale ferroso dalla linea ferroviaria di FS e sulla successiva ricettazione.

Il fatto risale al maggio 2019. Murgolo, imputato del furto aggravato di decine di contrappesi sottratti dai pali delle linee ferroviarie baresi, è stato assolto per non aver commesso il fatto.

Gli imprenditori Cardone, titolari della omonima ditta proprietaria di un deposito di materiale ferroso situato nella periferia di Bari, erano invece accusati di ricettazione per aver comprato da Murgolo 82 contrappesi per un peso totale di 2 tonnellate. Entrambi sono stati accusati dal giudice perché “il fatto non costituisce reato”.

La difesa ha dimostrato come i contrappesi, ritenuti provento di furto, non avevano alcun elemento esteriore di riconoscibilità o stemma delle ferrovie e che il materiale era stato acquisito con regolare acquisto con fatture. A riportarlo è la Gazzetta del Mezzogiorno.

Ricettazione e riciclaggio, 16 arresti a Barletta: tra loro 6 donne. Sequestrati 5 bar e una ditta di surgelati

La Polizia di Stato ha eseguito 16 misure cautelari a Barletta nei confronti di soggetti ritenuti responsabili di aver costituito un’associazione a delinquere finalizzata al trasferimento fraudolento di valori, ricettazione, riciclaggio, autoriciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

Tutti hanno tra i 21 e i 57 anni, nove persone sono finite in carcere e altre sette ai domiciliari. Tra gli indagati ci sono sei donne. Disposto anche il sequestro preventivo finalizzato alla successiva confisca di 6 compendi aziendali (5 bar e una ditta di rivendita all’ingrosso di prodotti surgelati) nel comune di Barletta.

Anziani rapinati, estorsioni, ricettazione e armi clandestine. Colpi da Monopoli a Fasano: 6 arresti

Questa mattina, i Carabinieri del Comando Compagnia di Monopoli, coadiuvati in fase esecutiva dai militari dei reparti territorialmente competenti, dal Nucleo Cinofili di Modugno, dal personale dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Puglia” e dal 6° Nucleo Elicotteri di Bari, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Brindisi, su conforme richiesta della Procura della Repubblica di Brindisi, nella quale sono stati evidenziati (fatta salva la diversa eventuale valutazione nelle fasi successive del procedimento e del processo), gravi indizi di colpevolezza a carico di sette indagati, sospettati di essere gli autori dei reati di tentate rapine, furti di autovettura, tentate estorsioni, ricettazione e detenzione di armi clandestine.

Il provvedimento è scaturito dall’indagine diretta e coordinata dalla Procura della Repubblica di Brindisi e svolta dagli Ufficiali di P.G. della Sezione Operativa del Comando Compagnia di Monopoli, mediante intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, nonché servizi tradizionali di osservazione e pedinamento, e attività di perquisizione e sequestro, che hanno consentito di riscontrare diverse tentate rapine, furti di autovetture ed estorsioni nei comuni di Monopoli (BA), Fasano (BR) e Martina Franca (TA).

All’esito dell’operazione, cinque indagati sono stati tradotti in carcere, uno è stato ristretto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione mentre per un altro indagato è stata disposta la misura dell’obbligo di presentazione alla P.G.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure cautelari odierne, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere poi accertata in sede processuale.

Furti e ricettazione auto, blitz nel nord Barese: 15 arresti e 26 indagati

È in corso una vasta operazione congiunta condotta dalla polizia di Stato e dell’arma dei carabinieri, che hanno arrestato 15 persone (7 in carcere, 8 ai domiciliari) ed eseguito altre 11 misure cautelari tra obbligo di dimora e presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

L’indagine condotta dalla polizia stradale di Bari e dai carabinieri della sezione operativa della compagnia di Barletta, coordinata dalla procura della Repubblica di Foggia, nasce da un’approfondimento sui reiterati furti, ricettazione e riciclaggio di veicoli, che vengono impiegati nel redditizio mercato clandestino italiano ed estero di vendita dei pezzi di ricambio.

Furti d’auto, estorsione e ricettazione: 8 arresti a Brindisi. In 5 finiscono in carcere

I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Brindisi, su richiesta della procura, nei confronti di otto persone accusate a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio, estorsione, ricettazione, furto aggravato in concorso e violazione agli obblighi e prescrizioni imposti alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. Per cinque indagati è stata disposta la detenzione in carcere, mentre sono tre le persone finite agli arresti domiciliari.

Il provvedimento di questa mattina è stato emesso nell’ambito dell’inchiesta che il 17 settembre scorso aveva portato all’esecuzione di altre cinque misure restrittive per una serie di presunti furti d’auto che sarebbero avvenuti tra le aree parcheggio dell’ospedale ‘Perrino’ di Brindisi e di un centro commerciale della zona. La nuova misura cautelare è scaturita invece all’esito degli interrogatori preventivi effettuati dal giudice per le indagini preliminari nei confronti degli altri 8 indagati. Nell’ordinanza notificata a settembre emerse l’ipotesi di una presunta compravendita di voti per le amministrative del Comune di Brindisi del maggio del 2023. Preferenze che sarebbero state ‘comprate per 30 euro ciascuno’, anche se non si conosce né chi avrebbe commissionato il procacciamento dei voti né chi sarebbe stato il destinatario.

Falso, ricettazione, furti di auto e in casa: 8 arresti nel Barese. Morto un componente della banda

+++ A CAPO DELLA BANDA IL FRATELLASTRO DI CASSANO +++

Questa mattina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, coadiuvati in fase esecutiva dai militari dei reparti competenti per territorio, 6° Nucleo Elicotteri di Bari, Squadrone Eliportato Cacciatori di Puglia, Aliquota di Primo Intervento di Bari e del Nucleo Cinofili di Modugno, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal GIP del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nella quale vengono riconosciuti, secondo l’impostazione accusatoria accolta dal GIP (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa) gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati ritenuti appartenenti ad un sodalizio dedito ai furti in abitazione nei comuni delle provincie di Bari e BAT. Sono contestati anche reati di furti di autovetture e su autovetture, tentata rapina in abitazione, ricettazione, falso e violazione delle prescrizioni imposte dalla Sorveglianza Speciale di PS.

Il provvedimento scaturisce dall’indagine, convenzionalmente denominata “Infiniti”, condotta da novembre 2020 a dicembre 2021, dalla Compagnia Carabinieri di Monopoli – con le attività tecniche, Geo-localizzazioni, perquisizioni, sequestri ed analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza – che hanno consentito di individuare una struttura criminale ben organizzata, incline all’uso di minacce e violenza alla persona, con l’unico proposito di appropriarsi di ingenti quantitativi di danaro ed oggetti di valore che le vittime custodivano all’interno delle casseforti installate nelle proprie abitazioni, scardinate con l’impiego della fiamma ossidrica. Inoltre è stato documentato l’uso di auto di grossa cilindrata di provenienza furtiva, l’uso di targhe falsificate applicate su altri veicoli “propri” dei sodali, per non renderli rintracciabili, radio ricetrasmittenti e apparati telefonici dedicati all’attività illecita, disturbatori di frequenza (cd. jammer), flessibili ed attrezzi vari da taglio e scasso. Infine, è stata localizzata e documentata l’esistenza di una base logistica usata per occultare i mezzi rubati, gli attrezzi da scasso e, talvolta, la refurtiva trafugata in attesa di essere avviata nei canali del riciclaggio.

L’indagine trae origine da eventi denunciati nei mesi di novembre e dicembre 2020, nei comuni di Castellana Grotte (BA) e di Conversano (BA). Le indagini hanno permesso di raccogliere indizi anche sulle scelte delle vittime da colpire con l’acquisizione di informazioni sulle abitudini di vita e le disponibilità economiche, anche tramite pedinamenti e appostamenti ripetuti.

In particolare:

– gli associati utilizzavano, per introdursi nelle abitazioni, sia chiavi sottratte alle vittime che quelle riprodotte col favore del titolare di un negozio di ferramenta, al quale venivano fornite le foto delle chiavi da duplicare e che avrebbe percepito un compenso di 70/80 euro per ogni richiesta;

– l’individuazione delle abitazioni da colpire avveniva anche attraverso l’accesso illecito alla banca dati per la visura delle targhe di autovetture, eseguito tramite operatori compiacenti di un’agenzia di pratiche automobilistiche, in seguito al pagamento di somme di danaro;

– il gruppo aveva a disposizione anche telefoni e schede telefoniche dedicati che venivano utilizzati solo nelle attività illecite per le comunicazioni tra gli associati, intestate fittiziamente a terze persone ignare, per la riconducibilità ai reali utilizzatori;

– gli indagati disponevano di più autovetture di provenienza furtiva adoperate per raggiungere gli obiettivi già prefissati. Dalle indagini è emerso anche l’uso di un’autovettura cui era stato alterato il numero di targa per impedire di risalire all’effettivo proprietario;

– gli associati, durante i furti, erano soliti indossare parrucche da donna, cappellini, mascherine e passamontagna, rendendo difficoltosa l’identificazione.

Il quadro indiziario raccolto dai Carabinieri a carico degli indagati è stato condiviso dalla Procura della Repubblica di Bari che ha avanzato la richiesta di emissione di misura cautelare. Il GIP del Tribunale di Bari, accogliendo la richiesta, ha disposto la cattura dei soggetti. All’esito dell’operazione, 3 indagati sono stati tradotti in carcere e 5 posti in regime di arresti domiciliari presso le proprie abitazioni. Uno degli indagati è deceduto prima dell’esecuzione della misura cautelare. Ai destinatari della misura cautelare vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, dodici furti in abitazione, cinque furti su auto, un furto di auto, ricettazione di un’autovettura, due reati di falso (alterazione di targhe), una violazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di PS. L’operazione odierna testimonia la costante attenzione dell’Autorità Giudiziaria e dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto alle organizzazioni criminali dedite dei furti in abitazione ed ai reati predatori in genere che incidono sulla percezione della sicurezza da parte dei cittadini. È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure cautelari odierne, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.