Santeramo, tentano di bruciare vivo un uomo per i messaggi ad una ragazza: chieste due condanne – NOMI

La Procura di Bari ha chiesto due condanne a 4 anni e 8 mesi di reclusione per la violenta aggressione avvenuta a Santeramo in Colle il 14 maggio scorso, quando in tre avrebbero picchiato brutalmente un uomo, provando anche a dargli fuoco, per alcuni messaggi scritti su Instagram alla ex di uno di loro. Agli imputati, arrestati qualche settimana dopo la vicenda e tuttora detenuti, sono contestati i reati di tentato omicidio e lesioni personali aggravate.

Le richieste di condanna, con esclusione dell’aggravante della premeditazione, sono state avanzate nel processo con rito abbreviato nei confronti di Francesco Sgaramella (47 anni) e Leonardo Fraccalvieri (38 anni). La sentenza è attesa per il 20 gennaio 2026. Il terzo imputato, Francesco Molinari (35 anni) è a processo con rito ordinario.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini dei carabinieri, quel giorno Molinari e la vittima – che si conoscevano da circa sei mesi – si sarebbero dati appuntamento per un caffè.

Molinari si sarebbe presentato a casa dell’uomo insieme agli altri due aggredendolo con calci e pugni, fino al tentativo di bruciarlo vivo. Lo avrebbero bloccato a terra, cospargendone il corpo di benzina e usando anche un accendino. Il tentativo non riuscì perché l’uomo riuscì a liberarsi e a scappare.

Natuzzi, via libera alla proroga della cassa integrazione fino al 31 dicembre 2025: scongiurati 600 licenziamenti

Confermato il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) per un massimo di 1.787 dipendenti della Natuzzi S.p.A., con decorrenza dal 1° novembre al 31 dicembre 2025. La misura, prevista dall’art. 1, comma 196, della legge n. 207 del 2024, interesserà i lavoratori degli stabilimenti localizzati in Puglia e Basilicata dell’azienda fondata nel 1959 con sede centrale a Santeramo in Colle (Bari) e nota a livello internazionale per la produzione di divani, poltrone e complementi d’arredo.

La decisione è stata formalizzata durante il tavolo di confronto convocato in videoconferenza dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la partecipazione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dei rappresentanti dell’azienda, delle organizzazioni sindacali, di Confindustria e delle Regioni Puglia e Basilicata. Ha preso parte all’incontro, in qualità di uditrice, anche la Senatrice Maria Nocco (Fratelli d’Italia), componente della Commissione Bilancio del Senato.

“Ringrazio il Governo per aver garantito ancora una volta attenzione concreta a una realtà produttiva strategica per il Mezzogiorno – ha dichiarato la Sen. Nocco – Il rinnovo della CIGS è una misura cruciale e determinante per contenere l’impatto sociale di una fase complessa. È evidente, però, che sia necessario lavorare nel mentre ad una strategia industriale solida, capace di restituire prospettiva e centralità a una filiera che ha fatto la storia del distretto del mobile imbottito e che può ancora giocare un ruolo da protagonista sul mercato”. La Natuzzi S.p.A. con marchi distribuiti in oltre 100 Paesi, è considerata un simbolo del Made in Italy nel mondo.

Durante l’incontro, le parti sociali hanno avanzato anche l’ipotesi di ricorrere a strumenti alternativi di finanziamento, come l’emissione di bond aziendali per affrontare le tensioni di liquidità.

“Le proposte presentate meritano di essere considerate con attenzione, purché inquadrate in un piano di rilancio credibile e condiviso – ha aggiunto Maria Nocco (FdI) – Il compito delle istituzioni è accompagnare il percorso con equilibrio e responsabilità, tutelando il lavoro ma soprattutto promuovendo la permanenza di un presidio produttivo strategico per il nostro territorio. Seguirò da vicino ogni sviluppo e continuerò ad agire a sostegno dei lavoratori e delle comunità coinvolte – conclude – Difendere il lavoro significa difendere il cuore produttivo della nostra terra, la sua identità e il suo futuro”.

Omicidio Labarile a Santeramo, ucciso dopo lite per il bagno: Francesco Bradascio condannato a 24 anni

La Corte d’Assise ha condannato a 24 anni di reclusione Francesco Bradascio, il 49enne a processo per l’omicidio di Luigi Labarile, il 71enne assicuratore di Santeramo ucciso a pugni e calci nel settembre 2023 perché non gli aveva consentito di utilizzare il bagno.

L’uomo è andato a processo con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi. Nelle udienze precedenti era stata acquisita la testimonianza della psichiatra che ha stabilito come Bradascio fosse capace di intendere e di volere nonostante fosse affetto da semi infermità mentale. L’accusa aveva invocato l’ergastolo. 

La mattina del 22 settembre 2023 Bradascio è entrato nell’agenzia assicurativa di Luigi Labarile e avrebbe chiesto di usare il bagno. Al rifiuto del titolare, ex consigliere comunale del comune Barese, lo ha aggredito “per futili motivi” per poi colpirlo “con ferocia e crudeltà ripetutamente al volto e al corpo in maniera prolungata”, come si legge nel capo d’imputazione.

Colpi che, secondo quanto ricostruito dalla Procura di Bari, hanno causato la morte di Labarile. L’accusa inizialmente, era di omicidio preterintenzionale – dalle prime ricostruzioni sembrava che Labarile fosse morto dopo essere caduto e aver battuto la testa – poi riqualificata in omicidio volontario aggravato.

Nel processo la moglie e le due figlie della vittima si sono costituite parte civile. Per la prima riconosciuta provvisionale di 50mila euro, per le figlie una da 30mila.

Bitonto, tutto pronto per i 110 anni di suor Letizia: grande festa in convento per la religiosa nata a Santeramo

Tra due giorni soffierà su 110 candeline, celebrando una lunga vita di fede vissuta da 85 anni dietro le grate della clausura. È la storia di suor Letizia, nata con il nome di Maria Francesca Pastore il 16 ottobre del 1915 a Santeramo in Colle, nel Barese.

Oggi vive nel convento di Bitonto dove le consorelle si preparano a festeggiarla. Il suo compleanno segna anche un piccolo record perché suor Letizia, con ogni probabilità, è la religiosa più anziana d’Italia, sopravvissuta alle epidemie di spagnola, sars e coronavirus e alla seconda guerra mondiale. A segnalare la sua storia è anche l’associazione Giustitalia.

Omicidio Labarile a Santeramo, ucciso dopo lite per il bagno: chiesto l’ergastolo per Francesco Bradascio

Questa mattina la pm Carla Spagnuolo ha chiesto l’ergastolo per Francesco Bradascio, il 49enne a processo per l’omicidio di Luigi Labarile, il 71enne assicuratore di Santeramo ucciso a pugni e calci nel settembre 2023 perché non gli aveva consentito di utilizzare il bagno.

L’uomo è a processo con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi. Nella passata udienza è stata acquisita la testimonianza della psichiatra che ha stabilito come Bradascio fosse capace di intendere e di volere nonostante fosse affetto da semi infermità mentale. Nel processo la moglie e le figlie della vittima si sono costituite parte civile.

La mattina del 22 settembre 2023 Bradascio è entrato nell’agenzia assicurativa di Luigi Labarile e avrebbe chiesto di usare il bagno. Al rifiuto del titolare, ex consigliere comunale del comune Barese, lo ha aggredito “per futili motivi” per poi colpirlo “con ferocia e crudeltà ripetutamente al volto e al corpo in maniera prolungata”, come si legge nel capo d’imputazione.

Colpi che, secondo quanto ricostruito dalla Procura di Bari, hanno causato la morte di Labarile. L’accusa inizialmente, era di omicidio preterintenzionale – dalle prime ricostruzioni sembrava che Labarile fosse morto dopo essere caduto e aver battuto la testa – poi riqualificata in omicidio volontario aggravato.

Santeramo, assalto all’ufficio postale. Sportello fatto saltare in aria: ladri in fuga con il bottino. Il colpo ripreso

Paura nella notte a Santeramo in Colle dove si è registrato l’assalto al bancomat dell’ufficio postale situato nel centro del Paese. Sul posto è entrata in azione una banda che ha fatto saltare lo sportello con il metodo della marmotta.

A quanto pare il colpo, ripreso da un telefonino, è andato a buon fine. Il bottino è ancora da quantificare. Il boato ha svegliato i residenti. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri.

Omicidio Labarile a Santeramo, ucciso dopo lite per il bagno: “Bradascio era capace di intendere e di volere”

Francesco Bradascio, il 49enne a processo per l’omicidio di Luigi Labarile, il 71enne assicuratore di Santeramo ucciso a pugni e calci nel settembre 2023 perché non gli aveva consentito di utilizzare il bagno, era capace di intendere e di volere nonostante fosse affetto da semi infermità mentale.

L’uomo è a processo con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi. Nell’udienza di oggi è stata acquisita la testimonianza della psichiatra. Nel processo la moglie e le figlie della vittima si sono costituite parte civile.

La mattina del 22 settembre 2023 Bradascio è entrato nell’agenzia assicurativa di Luigi Labarile e avrebbe chiesto di usare il bagno. Al rifiuto del titolare, ex consigliere comunale del comune Barese, lo ha aggredito “per futili motivi” per poi colpirlo “con ferocia e crudeltà ripetutamente al volto e al corpo in maniera prolungata”, come si legge nel capo d’imputazione.

Colpi che, secondo quanto ricostruito dalla Procura di Bari, hanno causato la morte di Labarile. L’accusa inizialmente, era di omicidio preterintenzionale – dalle prime ricostruzioni sembrava che Labarile fosse morto dopo essere caduto e aver battuto la testa – poi riqualificata in omicidio volontario aggravato.

Santeramo, sogna di diventare Carabiniere e scrive la tesina su di loro: il 13enne Marco invitato in Caserma

A soli 13 anni, Marco Bosco, studente dell’Istituto Comprensivo “F. Netti” di Santeramo in Colle, ha già le idee chiare sul proprio futuro. La sua tesina di terza media, intitolata “I Carabinieri”, non è stata soltanto un elaborato scolastico, ma un atto d’amore verso un’Istituzione che ammira profondamente e alla quale sogna, un giorno, di appartenere.

Fin da bambino, Marco ha guardato con occhi pieni di ammirazione l’uniforme dei Carabinieri, riconoscendovi i simboli della legalità, del coraggio e del senso del dovere. Proprio da questa passione è nata la scelta di dedicare la sua tesina all’Arma, raccontandone la storia, i valori e il ruolo fondamentale che svolge ogni giorno nella società.

Il suo autentico entusiasmo non è passato inosservato agli occhi dei Carabinieri della Stazione di Santeramo in Colle che, colpiti dalla sua dedizione, hanno deciso di accoglierlo in caserma e di regalargli la possibilità di vivere una giornata speciale.

Tra sorrisi, racconti e momenti ricchi di emozione, Marco ha potuto toccare con mano il suo sogno. Un’esperienza che porterà sempre nel cuore e che ha rafforzato, ancor di più, il suo desiderio di entrare a far parte della grande famiglia dell’Arma dei Carabinieri.

La storia di Marco non è solo quella di un fanciullo determinato, ma la testimonianza di quanto sia ancora viva, tra le nuove generazioni, la forza degli ideali più nobili, quali l’onore e la giustizia, che continuano a ispirare i sogni dei ragazzi sulle cui spalle si reggerà il futuro dell’Italia.

Blocca il traffico, danneggia un’auto e picchia i carabinieri con l’amico. Serata di follia a Santeramo: 2 arresti

I Carabinieri della Stazione di Santeramo in Colle, nella serata di sabato, hanno tratto in arresto due persone, un 46enne ed un 25enne di origine albanese, ritenuti responsabili di danneggiamento, resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa).

Le forze dell’ordine sono state allertate, attraverso chiamate al 112 NUE, da numerosi cittadini in transito nel centrale corso Tripoli, ove era stato segnalato un soggetto, dalla corporatura molto robusta, il quale dopo aver interrotto la circolazione stradale, era intento a danneggiare i vetri di una autovettura posteggiata nei pressi di un bar.

I militari, giunti sul posto, hanno accertato effettivamente la presenza dell’uomo che stava continuando a colpire il mezzo posteggiato e, alla vista dei carabinieri, palesemente esagitato e verosimilmente sotto effetto di alcool, ha proferito parole minacciose ed offensive anche contro di essi.

Dopo un primo tentativo di calmare gli animi e far tranquillizzare l’individuo, uno dei militari è stato colpito al volto con un pugno, vedendosi costretto, unitamente al collega, ad utilizzare spray urticante. L’uomo, nonostante il tentativo energico dei militari, non si è calmato e ha continuato ad inveire, pertanto, approfittando dell’arrivo di altro connazionale. Entrambi hanno aggredito nuovamente i due carabinieri con pugni e schiaffi.

Nella circostanza sono giunte sul posto, di rinforzo, una pattuglia dei Carabinieri di Altamura e la Polizia Locale cittadina, solo in quel momento si sono riusciti a bloccare i due uomini e a condurli in caserma per procedere alla ricostruzione dei fatti.

Solamente dopo aver acquisito, nell’immediatezza, tutti i video registrati dalle persone presenti sul posto ed aver escusso tutti i testimoni, si appurava che lo stato di agitazione dell’uomo ed il danneggiamento della vettura erano scaturiti da un litigio stradale avvenuto in precedenza, sfociato successivamente nella violenza reiterata sul mezzo e sui militari intervenuti per sedare gli animi. Dalla attenta disamina di tutti gli elementi raccolti, i due uomini venivano dichiarati in arresto e sottoposti alla misura degli arresti domiciliari a disposizione dell’A.G., in attesa del rito direttissimo.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.