Bari, sgomberate le case popolari occupate da abusivi: sequestri convalidati

Sono stati convalidati i sequestri preventivi in base ai quali martedì scorso sono stati sgomberati tre alloggi popolari nel quartiere San Pio di Bari. Le case erano state occupate abusivamente.

Oggi tre gip hanno convalidato quei provvedimenti, mentre si è ancora in attesa della convalida del provvedimento nei confronti di Luca Marinelli, che insieme alla madre avrebbe occupato abusivamente un appartamento nel quartiere di Ceglie del Campo.

Le operazioni sono nate in seguito a un’indagine dei carabinieri di Bari, grazie alla quale è emerso come 26 case popolari, di proprietà del Comune di Bari o dell’Arca Puglia centrale (l’agenzia regionale per la casa e l’abitare) siano occupate abusivamente da persone con precedenti, alcuni dei quali anche per associazione mafiosa.

Così, dopo un comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica tenuto la settimana scorsa in Prefettura a Bari, è stato disposto lo sgombero delle prime quattro abitazioni, occupate (oltre che da Marinelli) da Giovanni Faccilongo, Lorenzo Pesce e Daniele Grieco.

Come emerso, in nessun caso gli occupanti avevano il titolo per poter risiedere regolarmente, con le proprie famiglie, in quegli appartamenti, che anzi – in due casi – risultavano assegnati ad altre persone.

Bari, lesioni gravi ai pilastri e rischio crollo: sgomberate due palazzine di 7 piani in via Capriati

Sgombero immediato per due palazzine di sette piani in via Capriati, traversa di viale Einaudi. In totale sono 24 le abitazioni interessate dallo sgombero, altrettante le famiglie al momento senza casa.

Da alcuni giorni erano stati avviati i lavori di messa in sicurezza di alcuni pilastri, ma il direttore dei lavori si è accorto di alcune lesioni gravi e sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco. Dopo il sopralluogo è stato richiesto lo sgombero.

Un’altra palazzina di quattro piani è stata sgomberata qualche giorno fa in via Caldarola, negli ultimi mesi, dopo il crollo in via Pinto, diversi edifici sono stati sgomberati per effettuare ispezioni e controlli.

Bari, criticità sulla colonna esterna: sgomberata palazzina popolare in via Caldarola a Japigia

Una palazzina popolare di quattro piani situata in via Caldarola, nel quartiere Japigia di Bari, è stata fatto sgomberare ieri sera dopo la segnalazione da parte dell’amministratore di condominio per criticità emerse su una colonna esterna. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco. Gli inquilini e le 8 famiglie hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni.

 

Bari, sgombero dell’ex Socrate occupato. Don Angelo Cassano in aula: “Non si poteva lasciare al freddo la gente”

Don Angelo Cassano, oggi parroco della chiesa di San Carlo al quartiere Libertà e referente regionale di Libera contro le mafie, è stato ascoltato come testimone della difesa nel processo in cui sono imputate 30 persone dopo la protesta contro lo sgombero dell’ex liceo Socrate di via Fanelli avvenuto il 22 dicembre 2020 in seguito ad un incendio.

La struttura negli anni si era trasformata in un rifugio per migranti, alla sbarra ci sono trenta persone, accusate di manifestazione non autorizzata e due di loro anche di resistenza a pubblico ufficiale. Don Angelo Cassano, ai tempi parroco di San Sabino, si recò sul posto in qualità di punto di riferimento di diverse associazioni che si occupavano di assistenza ai migranti.

“Sono arrivato nel primo pomeriggio e, siccome si era parlato di incendio, chiesi agli assessori Giuseppe Galasso e Francesca Bottalico di fare una visita nella struttura per capire qual era l’entità del rogo – le sue parole -. Arrivando, mi permetto di dire che l’incendio non aveva questa entità così grave, perché era in un sottoscala dove c’erano dei borsoni, delle cose degli abitanti che erano andate a fuoco, avevano fatto molto fumo”.

Don Angelo richiese l’intervento sul posto dell’allora sindaco Antonio Decaro “perché non si poteva lasciare al freddo la gente in pieno Covid”. La presenza di persone all’interno dell’ex scuola “non era illegittima perché si stava ragionando su una possibilità di far sì che quel luogo diventasse un’abitazione per chi ci stava, non un luogo occupato ma dove la gente viveva, c’era un po’ di tensione ma io onestamente non ho visto difficoltà”.

 

 

Bari, palazzina sgomberata in via de Deo a San Pasquale: firmata l’ordinanza di evacuazione immediata – I DIVIETI

Il sindaco ha firmato un’ordinanza con cui dispone l’evacuazione immediata delle unità immobiliari del fabbricato di via Emanuele de Deo 81, 83, 85 e 87 e via dei Mille 117, 119 e 121 e si inibisce l’accesso alle stesse, e relative pertinenze, a causa dell’inagibilità dell’edificio nel quartiere San Pasquale. Attraverso il provvedimento, emanato a tutela della pubblica incolumità, si ordina ai proprietari di predisporre, entro sette giorni dalla notifica dell’ordinanza, tutti gli accorgimenti e le opere provvisionali in modo da evitare eventuali conseguenze determinate dal dissesto statico dell’immobile, come riscontrato durante il sopralluogo di questa mattina a cura del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e dei tecnici comunali.

Un tecnico competente dovrà, quindi, effettuare una scrupolosa verifica delle condizioni statiche di tutti gli elementi strutturali dell’immobile al fine di mettere in sicurezza definitiva il fabbricato. Pertanto, potrà essere consentita l’agibilità delle unità immobiliari in questione solo dopo l’adempimento degli obblighi descritti, e comunque quando sarà ripristinata l’idoneità statica della palazzina.

Contestualmente l’ordinanza vieta il transito, la sosta e la fermata veicolare e il transito pedonale nei tratti di via Emanuele de Deo e via dei Mille prospicienti l’immobile.

A seguito del sopralluogo di questa mattina sono diverse le anomalie strutturali rilevate dai tecnici:

· dissesto statico di un pilastro in cemento armato nel piano interrato (accesso dal civico 81 di via Emanuele de Deo) con completa espulsione del copriferro, svergolamento delle barre di armatura in avanzato stato di ossidazione, conseguente apertura della staffa;

· dissesto statico della trave portante in cemento armato in corrispondenza della sezione di testa del predetto pilastro, con espulsione del copriferro e fenomeni ossidativi delle barre di armatura e presenza di quadro lesionativo diffuso in corrispondenza del nodo strutturale;

· dissesto statico del pilastro in cemento armato nel piano interrato (accesso dal civico 81 di via Emanuele de Deo) con completa espulsione del copriferro e avanzato stato di ossidazione delle barre di armatura, corrose sino alla completa riduzione della sezione effettiva di armatura;

· dissesto statico di pilastro in cemento armato nel locale tecnico al piano interrato (accesso dal civico 83 di via Emanuele de Deo) con completa espulsione del copriferro e avanzato stato di ossidazione delle barre di armatura, corrose sino alla completa riduzione della sezione effettiva di armatura;

· presenza di un sistema provvisorio di puntellamento installato a presidio delle travi in cemento armato e di parte dei solai del piano interrato (accesso dal civico 81 di via Emanuele de Deo).

Pertanto, per tutte queste motivazioni la situazione costituisce grave pericolo per la pubblica incolumità a causa dello stato avanzato del dissesto e dell’impossibilità di prevederne eventuali evoluzioni.

Bari, tre pilastri a rischio collasso. Sgomberata palazzina in via De Deo a San Pasquale: “Inagibile”

La palazzina in via De Deo 83 a Bari, nel quartiere San Pasquale, è stata sgomberata questa mattina a causa della presenza di tre pilastri ammalorati nei locali interrati, che avrebbero determinato una situazione di “rischio statico” dell’edificio.

Lo spiega il Comune in una nota, specificando che a breve sarà emanata un’ordinanza del sindaco Vito Leccese per attestare l’inagibilità dell’edificio e intimarne la messa in sicurezza.

La situazione critica dei pilastri è emersa durante un sopralluogo fatto dal tecnico incaricato dal condominio per i lavori di manutenzione straordinaria del palazzo.

Il tecnico ha chiesto l’intervento dei vigili del fuoco e dei tecnici comunali del settore edilizia pericolante. “Momentaneamente tutti i condomini hanno trovato ospitalità presso familiari, ad eccezione di una persona che, necessitando di assistenza medica, è stata presa in carico dal PIS del Welfare comunale”, conclude la nota.

Il 5 marzo scorso era crollata la palazzina di via De Amicis già stata sgomberata e dichiarata inagibile da un anno, dove da poco erano stati avviati i lavori di manutenzione. Nel crollo era rimasta ferita in modo non grave Rosalia De Giosa, estratta viva dalle macerie dopo più di un giorno dal crollo.

La nipote del boss sgomberata dalla casa popolare: alta tensione fra Antonio e amministratore Arca

Abbiamo più volte cercato di ottenere una posizione ufficiale dell’Arca Puglia sulle innumerevoli storie denunciate da Quinto Potere nel corso di questi anni, senza successo. Approfittando dello sgombero a Japigia, abbiamo provato ad ottenere risposte dall’amministratore unico Pietro De Nicolo. Come prevedibile, a differenza di altri colleghi, la nostra presenza non è gradita. Ecco come è andata.

Continue reading

Mamma e figlio autistico sfrattati a Taranto, c’è lo sgombero: “Presi in giro non so dove andremo”

È stato eseguito ieri lo sfratto dall’appartamento di Taranto in cui risiedevano di Adriana Parisi e del figlio autistico Saverio, di 34 anni, dopo la vendita della casa all’asta in quanto la donna e suo marito (che si sono separati nel 2016), non sono più riusciti a pagare le rate del mutuo.

Adriana aveva presentato nuove offerte economiche per l’acquisto o semplice affitto dell’immobile, e chiesto quanto meno di differire lo sgombero per consentire al figlio ad abituarsi gradualmente alla nuova destinazione, considerando che i cambiamenti improvvisi potrebbero provocargli stress emotivo. Ieri mattina, dopo il rinvio ottenuto lo scorso mese, è avvenuto lo sgombero esecutivo dell’immobile.

Non è bastata la raccolta fondi avviata dal Comitato spontaneo #iostoconSaverio. “Questa – ha dichiarato Adriana Parisi – è l’epilogo di 3 anni di battaglie. Avevo chiesto 24 ore di tempo per spostarmi con Saverio e svuotare casa e sistemarmi in un B&B che avrei dovuto visionare per valutare se risultava idoneo. Mi hanno presa in giro, mi hanno detto di mandare via la stampa e togliere qualcosa per far vedere la buona volontà, assicurandomi che avrei anche potuto restare qui con Saverio per la notte. Questa è stata l’ennesima bufala”.

“I servizi sociali – ha aggiunto la donna – hanno trovato un posto che probabilmente sarà pronto tra un paio di mesi, poi sono andati via. E sono stata costretta a sgombrare casa alla meno peggio. Non vi fidate, anche se c’è un ragazzo disabile non importa a nessuno. Dove andrò? Non lo saprà nessuno”.