Bari, studenti del Marconi-Hack in protesta per i doppi turni. Incontro con il sindaco Leccese: “Sede pronta”

Il sindaco della Città metropolitana di Bari, Vito leccese, ha incontrato ieri i rappresentanti degli studenti dell’istituto Marconi-Hack, accompagnati dalla dirigente scolastica Rosanna Brucoli, per comunicare loro che sono stati “completati i lavori di adeguamento della sede temporanea di via Re David, destinata ad accogliere gli studenti in attesa della conclusione del grande intervento di riqualificazione della sede centrale, finanziato con fondi del Pnrr”.

Negli ultimi giorni i ragazzi avevano protestato proprio per i disagi causati da queste opere. Durante il confronto, il sindaco ha ascoltato le osservazioni e le preoccupazioni espresse dagli studenti, ribadendo la “disponibilità dell’ente a mantenere un dialogo costante e costruttivo”.

È stato inoltre concordato per la prossima settimana un sopralluogo congiunto, alla presenza anche degli studenti, nella sede di via Re David. “Il Marconi-Hack è una delle scuole simbolo del nostro territorio – ha detto Leccese – e stiamo lavorando con grande impegno per restituirle la dignità e la sicurezza che merita. Gli interventi realizzati in tempi record per rendere fruibile la sede di via Re David sono la testimonianza concreta della nostra attenzione verso gli studenti e le loro famiglie”.

I lavori in corso nella sede centrale dell’istituto, per un valore di oltre otto milioni di euro, interessano l’adeguamento sismico, il rifacimento degli impianti tecnologici, la sostituzione degli infissi, la ristrutturazione dei servizi igienici e la messa in sicurezza generale dell’edificio.

Università Bari, studenti ancora in protesta. Cambiare Rotta: “Rompere tutti gli accordi con Israele”

Stamattina alcuni studenti universitari baresi, aderenti all’associazione Cambiare Rotta, sono tornati in presidio davanti al rettorato dell’università Aldo Moro, in concomitanza con la riunione del Senato accademico, per chiedere ancora una volta l’istituzione “di un osservatorio contro la militarizzazione, la revisione di tutti i bandi presenti e futuri dell’università e una soluzione concreta per il problema delle aule sovraffollate nei dipartimenti di Scienze Politiche e ForPsiCom”.

Lo comunica in una nota la coordinatrice, Antonella De Renzo. Una delegazione, a quanto si apprende, sarà ricevuta dal rettore, Roberto Bellotti.

“Di fronte a un’università che non garantisce realmente il diritto allo studio – conclude – e preferisce investire i propri fondi in accordi bellici, gli studenti vogliono dare un messaggio chiaro e forte: l’UniBa deve rompere tutti gli accordi che la legano alla guerra e allo Stato genocida di Israele”.

Fuggiti dopo due anni di genocidio: l’UniBa accoglie tre studenti palestinesi. La storia di Osama, Awni e Katia

Osama, 39 anni da Gaza. Il suo concittadino 29enne Awni. E poi Katia, 27 anni da Betlemme. Sono i tre studenti palestinesi iscritti all’università Aldo Moro di Bari grazie al corridoio universitario Iuplas (Italian universities for palestinian students), iniziativa ideata dalla Crui e realizzata in collaborazione con i ministeri degli Esteri e dell’Università e il consolato generale d’Italia a Gerusalemme. I tre studenti si sono presentati oggi, accompagnati fra gli altri dal rettore di UniBa, Roberto Bellotti.

Osama e Awni sono arrivati all’aeroporto Ciampino di Roma lo scorso primo ottobre, dopo essere stati evacuati da Gaza il 29 settembre. Il primo è già laureato in Palestina in Management and information technology, a Bari studierà Lingue e culture per il turismo e la mediazione internazionale.

Lo stesso corso scelto dal suo concittadino Awni, già laureato in Scienze e tecnologie alimentari all’università Al Azhar di Gaza. Katia ha, invece, un diploma biennale in Travel agency management e a Bari studierà Nuovi turismi.

“Sono venuto qui dopo due anni di occupazione e genocidio – ha detto Awni -. Oggi non ci sono comunicazioni fra Gaza e altri luoghi della Palestina, tutto il mondo dovrebbe vedere com’è la situazione”.

Osama ha ricordato che a Gaza “possiamo essere vivi un giorno e l’altro no. Viviamo per aiutare le nostre famiglie e i nostri bambini.  L’occupazione, a Gaza, non è iniziata due anni fa, ma dopo il 1948”. Katia è invece arrivata all’aeroporto di Bari il 7 ottobre. “Per me è una grandissima opportunità essere qui”, ha detto visibilmente emozionata.

Il rettore ha ricordato che il progetto “è nato anche grazie al rettore Stefano Bronzini, che mi ha preceduto, stiamo ottenendo i frutti di un percorso lungo di partecipazione”.

Bari, ancora doppi turni per 800 studenti del Marconi-Hack. Slitta il trasferimento in via Re David: polemiche e disagi

Slitta il trasferimento delle 34 classi dell’istituto Marconi-Hack nella sede dell’ex Provveditorato in via Re David è stato rimandato. La data cerchiata in rosso sul calendario era quella di venerdì 24 ottobre, ma tutto resta in stand-by.

I lavori nell’edificio sono stati terminati nei tempi previsti e i locali sono pronti, ma manca il certificato di prevenzione incendi che garantisce la piena sicurezza dei luoghi. Si andrà così avanti con i doppi turni in attesa di risolvere tutte le partiche burocratiche.

Agli 800 studenti interessati è stata inviata una nota dalla dirigente e così continueranno a svolgere le lezioni secondo la turnazione in vigore. Ad esempio le classi del triennio di Informatica svolgeranno le attività didattiche solo in orario antimeridiano nel plesso di via Viterbo. Quelle del triennio di Grafica e Comunicazione svolgeranno le attività didattiche solo in orario antimeridiano nel plesso di via Rosselli, di pertinenza dell’Istituto Santarella e situato in un’area dell’Istituto autonoma e con ingresso indipendente.

“Buongiorno sono la mamma di un alunno che frequenta il terzo anno indirizzo meccatronica all’istituto tecnico Marconi, la situazione della turnazione che sta diventando veramente insostenibile – si legge nella denuncia arrivata in redazione -. Troppe contraddizioni. La scuola non dà spiegazioni in merito, non si può avere un dialogo telefonico e nemmeno di persona. Stanno creando un disagio ai ragazzi, oltre che alle famiglie che seguono i ragazzi. Non ci sono trasporti per i comuni limitrofi, i ragazzi devo rinunciare allo sport”.

Bari, studenti ammassati nelle aule sovraffollati. Lezioni bloccate e protesta: “Condizioni inaccettabili”

“Lezione annullata”, questa la scritta apparsa oggi sul cartello affisso sulla porta dell’aula del dipartimento di scienze della formazione, psicologia e comunicazione dell’Università di Bari.

Ad entrare in azione l’associazione studentesca “Cambiare rotta” che ha voluto accendere i riflettori sul disagio causato dal sovraffollamento delle aule. Diversi studenti, secondo quanto denunciato, sono costretti a seguire i corsi seduti a terra o in piedi a causa delle dimensioni delle aule.

“Abbiamo bloccato simbolicamente le lezioni al Forpsicom per denunciare ancora una volta le condizioni inaccettabili in cui siamo costretti a studiare: aule sovraffollate, spazi fatiscenti e mancanza di servizi fondamentali – le parole di un esponente dell’associazione -. Vediamo chiaramente dove finiscono le risorse  i nostri atenei continuano a firmare accordi di ricerca e collaborazioni che alimentano l’industria bellica e la militarizzazione, dirottando ingenti somme di denaro che dovrebbero invece essere investite immediatamente nel miglioramento delle strutture, nell’aumento dei servizi e nel potenziamento del diritto allo studio per tutti gli studenti”.

Agli studenti è stata concessa un’assemblea straordinaria, per affrontare pubblicamente il tema “e dare voce a chi ogni giorno vive l’università”. Nella giornata di domani è prevista una mobilitazione al consiglio di dipartimento per ottenere “risposte concrete, chiarezza sui tempi di intervento e un impegno economico e strutturale reale da parte dell’amministrazione e della direzione del dipartimento”.

 

Infissi rotti, bagni sporchissimi e invasi da mozziconi di sigarette: sciopero degli studenti del De Lilla a Bari

Sciopero questa mattina da parte degli studenti della sede dell’istituto socio-sanitario Santarella-De Lilla situata in via Celso Ulpiani a causa delle condizioni del plesso scolastico.

“Dobbiamo convivere tra blatte, muri cadenti e sporcizia ovunque. La scuola è pericolante”, lamentano gli studenti. Immagini e video arrivati in redazione denunciano una precaria e sconcertante condizione igienico-sanitaria soprattutto dei bagni, sporchissimi e pieni di mozziconi di sigarette.

Ma non solo. “Anche gli infissi sono rotti e le tapparelle non funzionano”, aggiunge qualcuno. “In una scuola dove studiano igiene e cultura si possono avere dei bagni in questa situazione? Le ragazze non possono neanche andare a fare la pipì a rischio di infezioni”, conclude.

Università Bari, gli studenti dopo incontro con il Rettore Bellotti: “Bloccare subito accordi con Israele”

“Dare piena attuazione alla mozione approvata dal Senato accademico il 22 luglio 2025, che prevede l’istituzione di un sistema di verifica sui progetti scientifici e didattici in essere con istituzioni accademiche, enti e aziende israeliane coinvolte, anche indirettamente, nelle violazioni del diritto internazionale”.

E’ ciò che anche ieri, nel corso di un’assemblea pubblica, gli studenti universitari di Udu Bari hanno chiesto nel corso di un’assemblea pubblica alla quale ha partecipato anche il rettore, Roberto Bellotti. Pochi giorni fa proprio il rettore aveva annunciato l’imminente creazione di un’osservatorio sulla pace, nel quale ci sarà spazio anche per gli studenti.

“Accogliamo con favore la disponibilità – spiega Sahar Locaputo, coordinatrice di Udu Bari – ma non possiamo più accontentarci di promesse: vogliamo azioni concrete. La delibera del Senato esiste, è stata votata, ora va applicata. Non possiamo permettere che l’inerzia burocratica continui a essere un alibi mentre fuori dai nostri confini si consuma un genocidio”.

I ragazzi denunciano anche “l’inconsistenza della discussione svoltasi all’interno della commissione Accordi, che avrebbe dovuto porre le basi per la creazione dell’Osservatorio permanente. La commissione si è invece limitata ad affrontare, in modo generico, il tema delle tecnologie dual-use, ignorando completamente quanto stabilito dalla delibera del Senato”.

“Non possiamo più tollerare ambiguità o lentezze – conclude Gabriele Tedesco, senatore accademico dell’università di Bari per Udu – il Senato accademico deve assumersi la responsabilità di dare seguito agli impegni presi”. Udu Bari annuncia anche una mobilitazione a favore della Global Sumud Flotilla per domani.

Due studenti di Gaza a Bari con corridoi universitari: “Stanchi ma felici. Un pensiero a chi è rimasto indietro”

Sono arrivati a Bari i primi due studenti di Gaza iscritti all’università Aldo Moro attraverso i corridoi umanitari con la Palestina, con il sostegno del Maeci, Mur, Crui e del Consolato di Gerusalemme.

Frequenteranno i corsi del dipartimento di Ricerca e innovazione umanistica. Lo annuncia UniBa in una nota. I due studenti sono arrivati ieri sera all’aeroporto militare di Ciampino (Roma), sono usciti da Gaza attraverso un corridoio universitario straordinario aperto grazie alla mediazione del ministero degli Esteri.

I due ragazzi fanno parte di un primo gruppo di studenti vincitori delle cento borse di studio messe a disposizione da 35 Atenei italiani con il progetto Iupals – Italian universities for palestinian students della Crui. Nei mesi scorsi proprio la Conferenza dei rettori delle università italiane ha avviato il progetto di accoglienza accademica per sostenere economicamente un ciclo completo di studi universitari in Italia di studenti palestinesi residenti a Gaza. I due studenti, spiega UniBa, sono “atterrati stanchi ma felici, i loro primi pensieri sono andati a chi è rimasto indietro”.

“Questo risultato – ha dichiarato la professoressa Fausta Scardigno, che li ha accolti a Ciampino a nome del rettore Roberto Bellotti e di tutta l’università Aldo Moro – è un traguardo del nostro Ateneo che ha creduto in questo progetto”.

Bellotti aggiunge che “in continuità con le azione avviate dal precedente rettore, Stefano Bronzini, crediamo fortemente in un’università sempre più inclusiva e che promuova l’integrazione sociale”.

Paura a Casamassima, pullman FSE in fiamme: studenti messi in salvo dall’autista

Attimi di paura e tensione nel primo pomeriggio di oggi a Casamassima a causa di un incendio che ha interessato un pullman della linea Ferrovie del Sud-Est proveniente da Bari mentre era in marcia.

L’autista è riuscito a far scendere i tanti studenti a bordo, scongiurando il peggio. Nel cielo si è alzata una colonna di fumo nero, sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno provveduto a spegnere l’incendio e a mettere in sicurezza l’area. Non si registrano feriti.

Violenza sessuale su 19enne a Malta, indagati 5 ragazzi di Brindisi. Spuntano video: telefonini sequestrati

Sono cinque i ragazzi di Brindisi indagati con l’accusa di violenza sessuale di gruppo aggravata nei confronti di una 19enne di Treviso durante una vacanza in Malta. Tra loro c’è anche un minorenne, indagato pur senza aver preso parte attivamente alla violenza.

Dopo gli esami di Maturità, il gruppo decide di regalarsi una vacanza nell’isola e conosce la ragazza. Dopo qualche giorno di conoscenza e una serata alcolica, tutti si spostano nell’abitazione affittata dai ragazzi per il soggiorno a Malta.

La presunta vittima racconta di essere stata immobilizzata sul letto della camera dell’appartamento. “Qui i cinque, approfittando delle condizioni di inferiorità psichica e fisica della 19enne costringendola a ripetute violenze”, si legge nelle carte dell’inchiesta. Sono stati girati anche alcuni video.

Il fascicolo d’indagine è stato aperto dopo la denuncia formalizzata dalla ragazza in Italia ed è stato inoltrato alla procura brindisina perché si tratta di un reato commesso all’estero da cittadini italiani ai danni di una connazionale.

Sono stati sequestrati i telefonini dei protagonisti che saranno analizzati da alcuni consulenti. Perquisite anche le abitazioni dei ragazzi alla ricerca di indumenti intimi della 19enne. I cinque pugliesi hanno respinto ogni accusa, parlando di rapporto consenziente.