Importante risultato della ricerca internazionale sul carcinoma renale, con il contributo del Policlinico di Bari. Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, a cui ha partecipato anche il professor Camillo Porta, direttore dell’Oncologia universitaria, dimostra che la combinazione dei farmaci belzutifan e pembrolizumab riduce del 28% il rischio di recidiva del tumore o di morte rispetto alla sola immunoterapia.
La ricerca, condotta in diversi centri internazionali, tra cui il Policlinico di Bari e altri due ospedali italiani, evidenzia che a due anni dall’intervento chirurgico l’80,7% dei pazienti trattati con la terapia combinata è vivo e libero dalla malattia, contro il 73,7% di chi ha ricevuto il solo pembrolizumab.
Belzutifan è un farmaco di nuova generazione che ostacola la crescita del tumore bloccandone i meccanismi di alimentazione. Secondo il professor Porta, i risultati aprono nuove prospettive per i pazienti ad alto rischio di recidiva dopo l’asportazione del tumore.
Pur registrando un’incidenza maggiore di effetti collaterali rispetto alla monoterapia, il profilo di sicurezza della combinazione è stato giudicato accettabile, con eventi avversi generalmente reversibili e gestibili. Gli esperti sottolineano comunque la necessità di un’attenta valutazione clinica del paziente e di un confronto sul rapporto tra benefici e rischi prima dell’avvio del trattamento.










