Tragedia nel Leccese, schianto sulla statale 275: muore il 28enne operaio Cosimo Bello. Tre feriti gravi

Un giovane operaio della nettezza di urbana a bordo di un mezzo compattatore è morto questa mattina a San Dana, frazione di Gagliano del Capo in seguito ad un incidente stradale che si è verificato sulla statale 275.

Altre tre persone sono rimaste gravemente ferite. La vittima si chiamava Cosimo Bello, 28 anni di Castrignano del Capo, dipendente della Bianco igiene ambientale. Era a bordo del mezzo compattatore che si è scontrato con un altro veicolo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.

Tragedia sulla Potenza-Melfi, sale a 4 il numero delle vittime: Foggia piange anche il 15enne tifoso Samuele Bruno

C’è da registrare purtroppo la quarta vittima del tragico incidente stradale avvenuto il 13 ottobre scorso sulla strada Potenza-Melfi. A perdere la vita erano stati Michele Biccari (17anni), Gaetano Gentile (21 anni) e Samuel Del Grande (13 anni), tre giovanissimi tifosi del Foggia di rientro dalla trasferta per assistere alla partita valida per il campionato di Lega Pro. Dopo un mese di agonia è morto il giovane 15enne Samuele Bruno, le sue condizione erano apparse gravi sin dal primo momento. Il decesso arriva pochi giorni dopo il trigesimo della tragica scomparsa degli altri tre tifosi rossoneri. Restano gravi le condizioni dell’altro tifoso coinvolto nello schianto, ancora ricoverato in terapia intensiva nell’ospedale di Potenza. 

Omicidio a Leporano, uccide a coltellate la mamma e le strappa il cuore: la difesa chiede la perizia psichiatrica

La difesa di Salvatore Dettori, l’ex sottufficiale della Marina militare di 46 anni, che ha confessato di aver ucciso giovedì scorso con diverse coltellate sua madre, Silvana La Rocca, ex insegnante di 73 anni, nel cortile della villetta in cui abitava la vittima, a Marina di Leporano (Taranto), chiederà la perizia psichiatrica dopo il racconto choc durante l’interrogatorio. “Una persona che racconta con semplicità quello che ha fatto nasconde un malessere psichiatrico che va approfondito”, le parole del legale che vuole puntare sulla sua incapacità di intendere e di volere.

L’uomo ha confermato la versione resa ai carabinieri e al pm inquirente Salvatore Colella, aggiungendo anche altri particolari sul movente. Dalle indagini è emersa l’esistenza di rapporti conflittuali tra la 73enne (originaria di Saracena, in provincia di Cosenza) e il figlio primogenito, determinati in particolare dalla sua precaria situazione economica. Aveva anche acceso un mutuo per acquistare un’abitazione a Pulsano, ma non riusciva più a pagare le rate e aveva accumulato un debito importante. Il 46enne ha parlato del rifiuto della madre di ospitarlo a casa e della gestione della villetta, divisa per successione tra la vittima e i due figli (l’altro vive in Francia). Ma ha fornito anche dichiarazioni contrastanti e alcune giudicate inverosimili, come quella di aver ammazzato la madre perché lo costringeva, “influenzata da altre persone”, a mangiare “carne umana”, ossia i resti del corpo di suo padre, Cataldo Dettori, ex operaio specializzato dell’Ilva, morto nel 2002 in un incidente sul lavoro nello stabilimento siderurgico.

Tragedia a Patù, 17enne muore nel suo letto: aveva sintomi influenzali. La Procura apre l’inchiesta

Tragedia a Patù, nel Salento, dove la 17enne Ludovica Muccio è deceduta per un arresto cardiocircolatorio. La giovane vittima è stata trovata senza vita nel suo letto, inutili i tentativi di rianimazione da parte del 118 intervenuto sul posto. La ragazza si trovava a letto da venerdì con sintomi da influenza, nulla faceva presagire al tragico evento. Sul caso indagano i Carabinieri e la Procura di Lecce.

Omicidio a Leporano, uccide a coltellate la mamma e le strappa il cuore: il figlio killer resta in carcere

Il gip di Taranto Francesco Maccagnano ha convalidato il fermo di Salvatore Dettori, l’ex sottufficiale della Marina militare di 46 anni, che ha confessato di aver ucciso giovedì scorso con diverse coltellate sua madre, Silvana La Rocca, ex insegnante di 73 anni, nel cortile della villetta in cui abitava la vittima, a Marina di Leporano (Taranto).

L’uomo ha confermato la versione resa ai carabinieri e al pm inquirente Salvatore Colella, aggiungendo anche altri particolari sul movente. Dalle indagini è emersa l’esistenza di rapporti conflittuali tra la 73enne (originaria di Saracena, in provincia di Cosenza) e il figlio primogenito, determinati in particolare dalla sua precaria situazione economica. Aveva anche acceso un mutuo per acquistare un’abitazione a Pulsano, ma non riusciva più a pagare le rate e aveva accumulato un debito importante. Il 46enne ha parlato del rifiuto della madre di ospitarlo a casa e della gestione della villetta, divisa per successione tra la vittima e i due figli (l’altro vive in Francia). Ma ha fornito anche dichiarazioni contrastanti e alcune giudicate inverosimili, come quella di aver ammazzato la madre perché lo costringeva, “influenzata da altre persone”, a mangiare “carne umana”, ossia i resti del corpo di suo padre, Cataldo Dettori, ex operaio specializzato dell’Ilva, morto nel 2002 in un incidente sul lavoro nello stabilimento siderurgico.

Il 46enne, ossessionato dall’idea che intorno ci fossero “i vampiri”, ha affermato di aver prima colpito la madre dietro la nuca e, successivamente, non essendo riuscito ad ucciderla subito, di averle inferto diverse coltellate alla gola, all’addome e infine allo sterno “per prelevarle il cuore”, restando a vegliarla “fino al momento del suo ultimo respiro”.

Omicidio a Leporano, il racconto choc del killer: “Mamma era un vampiro e mi faceva mangiare i resti di papà”

Non ci sono solo le tensioni economiche tra mamma e figlio dietro al macabro delitto di Leporano, c’è molto di più. Salvatore Dettori, il 46enne reo confesso dell’omicidio della madre, la 73enne Silvana Rocca, ha svelato altri raccapriccianti retroscena del delitto dopo aver già raccontato di aver accoltellato la donna e di averle estratto il cuore a mani nude. L’uomo era ossessionato dai vampiri, chiamati mangiacarne.

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Marina di Leporano, trovate ferite sul corpo della 73enne Silvana La Rocca: esplosione nell’appartamento. S’indaga

Sono state trovate alcune ferite, procurate probabilmente con un’arma da taglio, sul corpo di Silvana La Rocca, l‘insegnante in pensione di 73 anni, trovata morta ieri sera nel giardino della sua abitazione a Marina di Leporano (Taranto).

A dare l’allarme sarebbe stato un figlio della donna, di cui non aveva notizie da ore. Il pm di turno Salvatore Colella affiderà l’autopsia per chiarire la natura delle lesioni. Al momento non si esclude alcuna pista, compresa quella dell’omicidio. La donna era vedova e viveva da sola in casa. Suo marito, ex operaio specializzato dell’Ilva, morì nel novembre del 2002 in un incidente sul lavoro.

Nell’appartamento in cui viveva la 73enne ci sarebbe stata anche un’esplosione. Oltre ai carabinieri sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per le operazioni di messa in sicurezza. Al vaglio degli inquirenti, a cui sono affidate le indagini, ci sono le immagini di alcune telecamere di videosorveglianza della zona.

Tragedia nel Leccese, 22enne travolto da auto sulla Tricase-Lucugnano: arrestato 30enne. Positivo a droga e alcol

Danilo Sciurti, il 30enne di Specchia alla guida della Volvo che nel tardo pomeriggio di ieri ha investito e ucciso un giovane ragazzo del Bangladesh sulla 275 a bordo di un monopattino, è stato arrestato. I test alcolemici e tossicologici a cui è stato sottoposto sono risultati positivi, per lui sono scattati gli arresti domiciliari. L’amico, che viaggiava a bordo di una bici, invece è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Tricase.

Tragedia nel Leccese, auto travolge monopattino e bici sulla Tricase-Lucugnano: muore 22enne. Un ferito grave

Due giovani sono stati travolti da un’auto sulla strada provinciale che collega Lucugnano a Tricase, in provincia di Lecce. I due viaggiavano uno a bordo di una bicicletta, l’altro su un monopattino. Quest’ultimo di 22 anni, non ancora identificato, è morto nell’impatto mentre l’altro, originario del Bangladesh è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Tricase.

L’automobilista che li ha travolti era a bordo di una Volvo V 40, un giovane di 30 anni di Secchia, si è subito fermato a soccorrerli dando l’allarme. È stato portato in ospedale per essere sottoposto agli esami tossicologici. Sul posto per i rilievi i Carabinieri e la Polizia municipale.