Il caso dei missili sequestrati a Bari, traffico di armi o trasporto regolare? La difesa: “Autorizzati dalla Francia”

Resta ancora da chiarire la vicenda del 46enne francese Regis Claude Albert Normand, arrestato lo scorso 9 giugno nel porto di Bari dopo il ritrovamento nel suo furgone di cinque contenitori con sistemi d’arma anticarro, tra cui tre missili Akeron.

L’uomo, fermato dalla Guardia di Finanza dopo essere sbarcato dalla Grecia, è in carcere da oltre due mesi e mezzo con l’accusa di introduzione non autorizzata di armi da guerra. Secondo gli inquirenti, alcuni missili presentavano una banda blu, utilizzata per identificare materiale da addestramento, mentre sotto il nastro sarebbe stata visibile la colorazione Nato giallo-nera associata al munizionamento ad alto esplosivo. Un elemento che, secondo la gip Valeria Isabella Valenzi, potrebbe indicare un tentativo di occultare la reale natura delle armi.

La documentazione presentata dal camionista avrebbe inoltre sollevato dubbi: al momento del controllo erano state esibite tre lettere di vettura internazionale, con diciture generiche e senza packing-list. Normand ha riferito di aver trasportato il materiale a Creta per conto di Mbda France, affinché venisse sottoposto a interventi di riparazione, prima del rientro in Francia. La sua versione è stata però ritenuta dalla giudice non pienamente compatibile con la normativa italiana sul transito e sul trasporto di armamenti.

A difesa del 46enne interviene l’avvocato Fabio Schino, che contesta la ricostruzione accusatoria. «Il trasporto oggetto del procedimento era pienamente autorizzato dal Ministero della Difesa francese ed era destinato a una base Nato in Grecia», sostiene il legale. Secondo Schino, inoltre, «il materiale trasportato è composto da modelli inerti, privi di qualsiasi capacità offensiva» e Mbda France avrebbe fornito documentazione tecnica e giuridica in grado di dimostrare la regolarità dell’operazione.

La difesa ribadisce quindi che Normand è «estraneo a qualsiasi condotta illecita» e sottolinea la sua collaborazione con le autorità fin dall’inizio dell’indagine. Intanto, la Procura di Bari, coordinata dal pm Lanfranco Marazia, ha disposto ulteriori accertamenti tecnici sui materiali sequestrati. Saranno proprio le verifiche sulle caratteristiche dei missili e sulla documentazione relativa al trasporto a contribuire a chiarire se si sia trattato di un’operazione regolare, gestita con irregolarità, oppure di un trasporto non autorizzato di armamenti.

Muore durante il trasporto in ospedale: la salma della 76enne Antonia Notarangelo sarà riesumata

Sarà riesumata la salma della donna di Vieste (Foggia) Antonia Notarangelo, morta a 76 anni il 31 agosto dello scorso anno mentre, in assenza di ambulanze disponibili, era a bordo di un’auto guidata dalla figlia per raggiungere l’ospedale a San Giovanni Rotondo dopo un malore.

Lo ha disposto il sostituto procuratore di Foggia Matteo Stella, che ha iscritto nel registro degli indagati, oltre a tre sanitari, anche la figlia della donna per concorso in omicidio colposo.

Il conferimento dell’incarico per lo svolgimento dell’esame autoptico è stato fissato per il 17 marzo, contestualmente allo svolgimento dell’autopsia “al fine di determinare le cause del decesso e riscontrare eventuali violazioni di cautele doverose o di regole precauzionali di condotta nell’approccio diagnostico e terapeutico e nell’assistenza al paziente, rilevato che il suddetto accertamento è urgente, in quanto verte su cosa suscettibile di modificazione nel tempo e non è altresì ripetibile”.

Undici le parti offese nel procedimento, tutti familiari della 76enne. La donna, stando a quella che fu la ricostruzione dell’epoca denunciata anche in una lettera aperta dal figlio, morì mentre la figlia la stava accompagnando in auto nell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo perché tra Vieste e Peschici nessuna ambulanza era disponibile e dopo avere atteso oltre un’ora al pronto soccorso di Vieste, dove non sarebbe stata rilevata la gravità della situazione. La donna morì dopo pochi chilometri da Vieste, all’altezza di Baia delle Zagare, tra le braccia della figlia.

Regionali Puglia, si vota il 23 e 24 novembre: garantito il servizio gratuito di trasporto sociale – LE INFO

La Ripartizione Servizi alla Persona rende noto che, in occasione delle elezioni regionali della Puglia di domenica 23 e lunedì 24 novembre 2025, sarà garantito il servizio gratuito di accompagnamento ai seggi per consentire ai cittadini con disabilità di esprimere il proprio voto.

Hanno diritto al servizio i cittadini con: invalidità totale con diritto all’indennità di accompagnamento; o invalidità al 100 % con difficoltà motoria debitamente documentata; o cecità assoluta o parziale con un residuo visivo non superiore a 1/20 o ipovedenza grave, come previsto dagli articoli 2, 3, 4, della legge n.138 del 3 aprile 2001.

I requisiti dovranno essere autocertificati sul modello disponibile in allegato su questa pagina, che dovrà essere consegnato allo sportello di Segretariato Sociale in largo Chiurlia, 27 (dal lunedì a venerdì, dalle ore 9 alle 12 e il giovedì, dalle ore 15:30 alle 17:30), oppure trasmesso via e mail ai seguenti indirizzi: [email protected][email protected] entro le ore 12 di mercoledì 19 novembre 2025.

Il servizio è disponibile solo su prenotazione. Pertanto, chi intende avvalersene, dovrà prenotare la corsa entro le ore 12 di venerdì 21 novembre 2025, per consentire al fornitore un’organizzazione ottimale del servizio stesso. Il numero telefonico da contattare per la prenotazione è il seguente: TAXI BARI: 3663038415 (dalle ore 8:00 alle ore 12:00)

Trasporto dei pazienti disabili, il Tar accoglie i ricorsi dei centri diurni: condannate Asl Bari e Regione Puglia

Il Tar di Bari ha dichiarato illegittimo il provvedimento con cui l’Asl Bari, negli anni passati, aveva rinviato la presa in carico del servizio di trasporto dei disabili di quattro centri diurni del Barese, condannando la stessa azienda sanitaria e la Regione Puglia, in solido, a risarcire i costi sopportati dai centri dall’1 gennaio 2021.

L’Asl, secondo una legge regionale del 2010, ha infatti il compito di garantire il servizio di trasporto dei pazienti disabili presso i centri diurni socio-operativi ma, «nonostante le molteplici diffide per l’attivazione del servizio ricevute dalla cooperativa Ruah e dalla Starbene srl, titolari di quattro centri diurni» tra Bari e Rutigliano – si legge in un comunicato rilasciato dallo studio legale Gaballo di Nardò -, il servizio non era stato avviato. Solo nel 2020, in via eccezionale, l’Asl aveva consentito proprio ai centri diurni di provvedere al trasporto dei pazienti, corrispondendo agli stessi una tariffa di 6,51 euro per utente che, come notano gli avvocati «non copriva i costi realmente sopportati».

Una situazione che ha costretto i centri, assistiti dall’avvocato Paolo Gaballo, a rivolgersi al Tar. I giudici amministrativi hanno rilevato la «grave negligenza imputabile sia alla Asl di Bari sia alla Regione Puglia» e la situazione di «coercizione» in cui si sono ritrovati i centri, costretti a garantire un servizio «essenziale per i propri utenti disabili» in «condizioni antieconomiche». Ancora oggi, scrivono i giudici, «l’Asl Bari non solo non ha preso in carico il servizio, ma non ha neppure svolto alcuna delle attività per finanziarlo, gestirlo in proprio o affidarlo a terzi». Il Tar ha anche disposto la trasmissione degli atti alla Corte dei Conti per individuare eventuali responsabilità.

Policlinico Bari, emorragia cerebrale a 3 anni: bimbo trasportato d’urgenza al Bambin Gesù di Roma

Un bimbo di 3 anni di Andria, ricoverato nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari a causa di un’emorragia cerebrale, è stato trasportato d’urgenza in elicottero questa mattina al Bambin Gesù di Roma. Il trasporto sanitario è stato eseguito da Alidaunia, grazie alla collaborazione delle centrali 118 di Foggia e Bari. Il piccolo è giunto nella Capitale in due ore.