Malamovida all’Umbertino, i residenti passano all’azione: richiesta di risarcimento danni al Comune di Bari

Una ventina di residenti del quartiere Umbertino di Bari hanno presentato una richiesta di risarcimento da 49.990 euro al Comune di Bari per i “danni alla salute, per perdita del riposo notturna, per i danni esistenziali e alla quiete domestica” provocati da gli effetti negativi della malamovida.

Tra i residenti ci sono famiglie e persone con disabili. La richiesta della procedura della negoziazione assistita, obbligatoria quando la proposta di risarcimento è sotto i 50mila euro, è stata avanzata pochi giorni fa. Il Comune è chiamato a rispondere entro 30 giorni, altrimenti sono previsti altri sviluppi legali.

L’ipotesi è che il numero di richieste di risarcimento possa aumentare nel corso del tempo. Se il Comune dovesse procedere alla soddisfazione complessiva di questo primo gruppo di residenti, tutto questo costerebbe alle casse comunali poco meno di un milione.

 

Movida a Bari, dall’Umbertino a Poggiofranco: stop alle aperture facili nelle aree tutelate. Petruzzelli: “Svolta storica”

È entrato in vigore da ieri, lunedì 16 giugno, il “Regolamento comunale sulla disciplina di insediamento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande e delle attività artigianali alimentari per il consumo sul posto”, approvato dal Consiglio comunale lo scorso aprile.

Il documento, nato dal lavoro del gruppo di lavoro intersettoriale e passato dalla consultazione nei Municipi, disciplina l’insediamento delle attività di somministrazione di alimenti e bevande e delle attività artigianali alimentari per il consumo sul posto, rispettando la normativa comunitaria e nazionale.

“Siamo giunti a un punto di svolta, chiesto e atteso prima dai residenti, e poi dalle attività di somministrazione, con cui in questi mesi abbiamo condiviso riflessioni, analisi e strategie – commenta l’assessore allo Sviluppo locale e alla Blue economy Pietro Petruzzelli -. Oggi i tempi sono maturi per immaginare non un formale cambio nelle procedure di autorizzazione di apertura di nuove attività, ma una sostanziale, diversa visione dello sviluppo commerciale e ricreativo della città. Da ieri, infatti, nelle aree tutelate, non basterà più presentare agli uffici la semplice Scia, segnalazione certificata di inizio attività, ma occorrerà sottoporre agli stessi una domanda di autorizzazione, da valutare secondo precisi criteri stabiliti dal regolamento, che contribuiranno a formare un punteggio minimo, indispensabile per avviare l’impresa. La novità è di portata storica: sarà più complicato avviare imprese il cui progetto, già in partenza, non contempli la sostenibilità dell’attività rispetto alla vita del quartiere e alla serenità dei residenti. Ci piacerebbe, quindi, che gli imprenditori e le imprenditrici che vogliono investire in città, allarghino con convinzione i loro orizzonti ad altre zone da raggiungere/contaminare con le loro idee e il loro talento. Sarà importante, d’ora in poi, comprendere i confini delle aree tutelate, che sono state individuate nel centro città e nei quartieri San Pasquale Carrassi, Picone Poggiofranco, Santo Spirito e Torre a Mare, comprendendo alcune delle strade da mesi al centro del dibattito sulla conciliazione tra divertimento e riposo dei residenti, come via Mazzitelli, via Volta, il cosiddetto ‘punto X’ a Poggiofranco, viale Einaudi, Bari vecchia e la zona umbertina, ma anche il lungomare di Santo Spirito e la piazzetta di Torre a Mare. Infine, tengo a ribadire, ancora una volta, che il regolamento è uno strumento dinamico, che potrà essere modificato ogni due anni proprio perché vogliamo valutarne l’efficacia in corso d’opera e adeguarlo eventualmente ai cambiamenti della città”.

L’obiettivo del regolamento è bilanciare l’interesse delle imprese con quello della collettività, il diritto al divertimento con quello al riposo, salvaguardando l’ordine pubblico, la sicurezza, la salute, l’ambiente e il patrimonio storico-artistico della città.

Il regolamento individua aree del territorio comunale da sottoporre a tutela (AST – indicate sulle planimetrie con la lettera B) e aree da sottoporre a elevata tutela (ASET – indicate sulle planimetrie con la lettera C), soggette a un regime autorizzatorio specifico per l’apertura e il trasferimento di attività, al fine di garantire la qualità del servizio e la sostenibilità sociale e ambientale delle stesse.

Sono escluse dall’applicazione del regolamento le attività di somministrazione di alimenti e bevande presenti:

· negli esercizi annessi a strutture ricettive come alberghi e pensioni;

· nei locali con attività di spettacolo, intrattenimento, sale da gioco, impianti sportivi, cinema, teatri, ecc.;

· nelle aree di servizio delle strade principali e delle autostrade, nelle stazioni dei mezzi di trasporto pubblico e sui mezzi di trasporto pubblico;

· presso gli impianti di distribuzione carburanti;

· nelle mense aziendali, circoli cooperativi e altre attività non aperte al pubblico;

· in strutture come ospedali, scuole, caserme, strutture di accoglienza e simili, nei limiti dei loro compiti istituzionali e senza fini di lucro;

· nei centri polifunzionali e nelle attività temporanee;

· al domicilio del consumatore.

Nelle aree tutelate le aperture degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e delle attività artigianali alimentari per il consumo sul posto saranno soggette a una specifica disciplina autorizzatoria. In allegato al regolamento sono indicate le localizzazioni delle aree individuate sulla base di indicatori territoriali e dell’analisi degli indicatori di criticità di contesto territoriale.

Gli indicatori di criticità di contesto territoriale sono i seguenti:

· distribuzione delle attività di somministrazione di alimenti e bevande;

· distribuzione della popolazione residente con classe di età ≥ 50 anni;

· presenza di “luoghi sensibili” distinti in edifici (scuole di ogni ordine e grado, ospedali, case di cura e di riposo, RSA, convitti e dormitori, ecc.) e nelle aree a verde (giardini, parchi urbani, ecc.);

· presenza di zone di pregio artistico, storico e architettonico;

· quantità di rifiuti urbani prodotti;

· numero dei verbali elevati dalla Polizia Locale;

· orario di apertura;

· equilibrio tra superficie di somministrazione/vendita e capacità di ospitare avventori;

· accessibilità alle persone con disabilità;

· insonorizzazione dei locali;

· presenza e caratteristiche delle occupazioni esterne (plateatico);

· perseguimento di pratiche di sostenibilità ambientale.

Il territorio comunale, ai fini dell’applicazione del regolamento, è considerato come un’unica zona commerciale in cui individuare le aree da sottoporre a tutela attraverso l’introduzione di nuovi criteri qualitativi, con l’obiettivo di qualificare l’offerta di somministrazione garantendo la qualità dei locali, delle strutture e della gestione.

I criteri individuati costituiscono requisiti indispensabili per il rilascio e il mantenimento in vita dell’autorizzazione. I divieti e le limitazioni previsti dal regolamento si applicano in caso di trasferimento di sede delle attività da una area non soggetta a tutela all’interno di una tutelata e in caso di trasferimento interno alle medesime tutelate.

Le attività presenti nelle AST e ASET, dopo l’autorizzazione, dovranno sempre rispettare le prescrizioni, le condizioni e gli impegni riportati nel titolo: in caso di modifiche degli elementi di qualità del locale e del servizio che comportino complessivamente una diminuzione del punteggio attribuito nel procedimento autorizzatorio, si procederà a nuova istruttoria da parte degli uffici comunali, che si concluderà con il rilascio del nuovo titolo, salvo revoca in caso di punteggio insufficiente per l’area in questione. Tutte le altre modifiche, comprese quelle che comportano l’aumento del punteggio attribuito, seguono la disciplina della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA).

Le domande di avvio di una nuova attività e/o di trasferimento di sede sono soggette a regime autorizzatorio mediante istruttoria tesa a valutare il raggiungimento del punteggio desunto dalla somma dei singoli punti attribuiti agli indicatori.

La somma dei punteggi massimi assegnati ai predetti indicatori è pari a 150. Il punteggio di qualità minimo previsto per il rilascio dell’autorizzazione è differenziato a seconda della zona di insediamento. Per il rilascio delle autorizzazioni dovrà essere raggiunto un punteggio superiore o uguale a 70 per le zone AST e superiore o uguale a 100 punti per le zone ASET.

Movida selvaggia, karaoke a cielo aperto. Denunciato 25enne: “Volevamo solo divertirci chiedo scusa”

Antonio Nettis, il 25enne barese protagonista del karaoke a cielo aperto inscenato durante la festa di San Nicola nel quartiere Umbertino di Bari, è indagato per disturbo del riposo delle persone.

Ad annunciarlo via social è stato lo stesso ragazzo che ha voluto incontrarci per ricostruire le varie tappe della vicenda. I video pubblicati sui social avevano creato parecchia discussione.

Lo stesso sindaco Leccese aveva condannato con fermezza quanto accaduto, salvo poi fare dietrofront limando i toni dell’attacco. Ma la vicenda è andata avanti e ora rischia di approdare in Tribunale.

Bari, Umbertino senza pace. Ragazzi provocano residenti alle 2 di notte: “Se non butti l’acqua non ce ne andiamo”

“Ore 01,48 di questa notte (17-18 maggio 2025) la situazione reale e abituale nell’ Umbertino. ‘Se non butti l’acqua noi non c’è ne andiamoooo’. Coo intonato dopo la registrazione). Altro che ‘tutto va bene’ o ‘quanto avvenuto nelle notti in concomitanza con San Nicola è stato un episodio’ che sentiamo ripetere nelle ‘narrazioni” di comodo”.

Inizia così /* “Ci domandiamo: ma la somministrazione all’ esterno di alcool non è vietata dalla normativa nazionale dopo le ore 24,00? Chi controlla il rispetto di tale divieto normativo (se non erro la sanzione va da 4mila a 12mila euro oltre in caso di reiterazione chiusura dell’ esercizio)? A che serve la pattuglia della Polizia locale ferma sul lungomare, a debita distanza dal punto caldo, se non interviene per il rispetto della legalità?”, si legge nel post pubblicato sul gruppo Facebook.

“Dove sono tutti quegli accorgimenti (Noise Ambassador, Personale della security d’area, telecamere in rete e altro) o i comportamenti virtuosi tanto decantati nel c.d. codice di autoregolamentazione sottoscritto oltre 4 mesi fa? Noi continuiamo a documentare, altro allo stato non possiamo fare – lamenta il residente -. Un domani qualcuno dovrà rispondere per questa persistente lesione di diritti costituzionalmente garantiti, che oramai si protrae da anni”.

“I residenti non sono cittadini di serie B, e i loro diritti non possono essere continuamente sacrificati per meri interessi effimeri (altro che ci vuole buon senso da parte di tutti includendo nel tutti i residenti). Ci sarà pure un giudice a Berlino”, si legge nella parte finale.

Movida a Bari, flashmob e nuove polemiche. Riunione in Prefettura: “Obiettivo decongestionare l’Umbertino”

Trovare soluzioni condivise per permettere ai giovani di divertirsi e ai residenti del quartiere Umbertino di Bari di non vivere notti insonni. Magari decentrando la concentrazione dei locali in modo da non causare affollamento – e rumore – in poche strade del centro città.

Si è parlato di questo nel comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica svolto oggi in Prefettura a Bari e convocato specificatamente per affrontare la questione dell’Umbertino, dopo le polemiche della scorsa settimana per due ‘flashmob’, avvenuti il 7 e 8 maggio, con centinaia di ragazzi ammassati e coinvolti in canti andati avanti fino a tarda notte.

“Bisogna porsi il problema della fortissima concentrazione di locali in quella zona della città, facendo i conti anche con il diritto al riposo e alla tranquillità dei cittadini”, ha detto a margine del comitato il prefetto Francesco Russo. “Non è un problema di ordine pubblico – ha aggiunto -, ma in alcuni momenti può diventarlo. Dobbiamo trovare delle situazioni concordate, in modo tale che anche l’opinione pubblica si convinca della bontà di alcune soluzioni”.

“Stiamo analizzando soluzioni che possano decongestionare l’Umbertino senza intaccare la voglia di intrattenersi la sera nelle strade e nelle piazze della città. Ci siamo riservati di presentare proposte e scenari nei prossimi giorni su cui lavorare. È un fenomeno che dobbiamo riuscire a governare tutelando il diritto di tutti, dobbiamo chiedere agli attori di questa vicenda di ispirarsi al buonsenso”, ha detto al termine dell’incontro il sindaco di Bari, Vito Leccese.

“Nei prossimi giorni – ha aggiunto – riconvocheremo il tavolo di confronto con gli operatori economici e con i residenti, abbiamo proposto un’assemblea aperta alla partecipazione dei ragazzi in forma singola o associata. Vogliamo che queste soluzioni vengano condivise da tutti”. Obiettivo del Comune, ha spiegato ancora il sindaco, è “lavorare sulla prevenzione, non sulla repressione. Bisogna individuare luoghi in cui far confluire i ragazzi, magari sempre all’interno del centro cittadino ma in modo di non creare problemi ai residenti”.

“Vorrei evitare – ha concluso Leccese – una nuova ordinanza, perché parto dal presupposto della condivisione responsabile: se tutti si ispirassero al buonsenso si potrebbero trovare dei punti di compatibilità”.

Secchi d’acqua sulla movida selvaggia. L’ira dei residenti: “Chiasso, droga e alcol ora basta”

Nei giorni della festa di San Nicola di Bari, l’Umbertino è tornato a far parlare di sé. Centinaia di giovani si sono ritrovati nella zona della movida barese più discussa dell’ultimo periodo, festeggiando il santo patrono fino all’alba tra musica, karaoke all’aperto, persone salite sulle auto parcheggiate e alcol.

Alcuni residenti, tramite alcuni video pubblicati sui social e diventati presto virali, sono tornati a denunciare. Anche il sindaco Leccese, con un duro post pubblicato su Facebook, ha mostrato tutto il suo disappunto. 

Residenti contro giovani, sono volati anche secchi d’acqua per cercare di ribellarsi alla movida selvaggia. Nel video allegato la ricostruzione della vicenda e il pensiero di alcuni residenti.

Far West all’Umbertino per San Nicola, l’ira del sindaco Leccese: “Inaccettabile tradita la mia fiducia”

“Ciò che è accaduto in queste sere in alcune strade del quartiere Umbertino è ingiustificabile e inaccettabile. E non perché tanti ragazzi abbiano deciso di vivere la festa del Santo Patrono per strada, divertendosi, ma perché chi ha organizzato questi “eventi” e chi ballava e cantava a squarciagola fino a notte fonda, non solo violava la legge, ma lo faceva anzi nel totale disinteresse e disprezzo delle più semplici regole di rispetto, convivenza e civiltà nei confronti non solo dei residenti, ma anche del resto della città”.

Inizia così il post social di sfogo del sindaco di Bari, Vito Leccese. “L’atteggiamento di sfida e tracotanza che abbiamo visto nei video e nelle immagini passate in queste ore sui social network, non può coesistere con la città che vogliamo vivere – si legge -. Sono stato attaccato duramente per le ordinanze che imponevano regole alla movida prevedendo la chiusura dei locali oltre una certa soglia oraria. Mi è stato detto che ero contro i giovani, contro la libertà, contro la vita negli spazi pubblici”.

“Ora faccio io una domanda a tutti: è questa la libertà? Non avere rispetto di chi ci sta intorno solo perché pensiamo di avere il diritto di fare quello che ci pare? Chiedo ai gestori dei locali della zona che in questi mesi ci hanno chiesto fiducia, questa è la movida che una città può tollerare? Nella totale mancanza di rispetto verso gli altri? Molti dei protagonisti di questa follia bevevano alcolici che qualcuno avrà venduto in tarda notte. E secondo la legge anche questo è un reato – aggiunge -. Fermo restando che non è mia intenzione archiviare quanto accaduto in queste notti e che riguarda l’ambito penale, chiederò per stasera e per i giorni a venire un’azione coordinata con tutte le Forze dell’ordine nella zona dell’Umbertino, perché se qualcuno pensa di scambiare la socialità con il caos si sbaglia di grosso”.

“A volte si è costretti a prendere delle decisioni impopolari, ma che sono necessarie per tutelare la città e l’incolumità pubblica. La festa, la nostra festa, è tale se è di tutti, nel rispetto di ognuno – conclude Leccese -. Purtroppo la fiducia che avevamo riposto nel buon senso è stata tradita nella peggiore maniera”.

Festa di San Nicola a Bari, all’Umbertino festeggiamenti con musica fino all’alba: “Occorre tornare alle ordinanze”

“E anche questa notte sino alle prime ore dell’alba nel far west dell’ Umbertino dj set ed inquinamento acustico a gogò. Dove sono i controlli? Questi i risultati del codice di autoregolamentazione”.

Recita così il post di denuncia pubblicato da un residente dell’Umbertino su un gruppo Facebook. In occasione del primo giorno della festa di San Nicola, centinaia di ragazzi hanno dato il via ad un karaoke con musica proveniente da una cassa situata su un’auto. 

“Situazione oramai da tempo insopportabile. Occorre ritornare alle ordinanze e ripristinare i controlli a tutela del diritto alla salute dei residenti”, conclude il residente nel post. 

Malamovida a Bari, riflettori puntati sull’Umbertino: nuovi controlli dell’Arpa sull’inquinamento acustico

Il Comune di Bari ha rinnovato la convenzione con Arpa Puglia per la campagna di rilevamento del livello di inquinamento acustico legato alle zone principali della movida della città.

Secondo quanto filtra, l’Amministrazione Comunale sarebbe intenzionata a eseguire nuovi e ulteriori monitoraggi per la verifica del clima acustico nella zona Umbertina, tornata nuovamente al centro delle polemiche dopo lo sfogo di alcuni residenti.

Il sindaco di Bari, Vito Leccese, aveva firmato nei mesi scorsi un’ordinanza per disciplinare la movida nell’Umbertino sulla base proprio del risultato delle analisi condotte da Arpa con le centraline posizionate nelle vie della zona.