Pestaggio a Barivecchia, 38enne di Capurso aggredito da un gruppo. Trasferito al Policlinico: è grave

Violenta aggressione nella tarda serata di domenica a Barivecchia, nei pressi di via Girona. Un uomo di 38 anni, residente a Capurso, è stato brutalmente picchiato da un gruppo di persone dopo essere stato avvicinato mentre si trovava con amici in una cicchetteria del centro storico.

Secondo una prima ricostruzione, il 38enne sarebbe stato portato poco distante dal locale e aggredito. Gli amici, non vedendolo rientrare, hanno iniziato a cercarlo, trovandolo nei pressi del molo San Antonio con evidenti segni di violenza.

Trasportato al Policlinico di Bari, ha riportato gravi ferite: frattura scomposta dell’omero destro, frattura del setto nasale ed emorragia sottocongiuntivale. I medici hanno stabilito una prognosi superiore ai 30 giorni.

Ascoltato dai carabinieri del Nucleo Radiomobile, l’uomo non ha fornito elementi utili all’identificazione degli aggressori, riferendo soltanto di essere stato colpito da più persone. Sul luogo dell’aggressione sono state rinvenute tracce di sangue, mentre le telecamere di videosorveglianza della zona potrebbero risultare decisive per ricostruire l’accaduto.

Bari, i clan e il cimitero abusivo di animali a Japigia: via alla bonifica. Tra gli esemplari sepolti anche un pappagallo

A Japigia, tra la tangenziale e il centro studi polivalente di via Caldarola, sarà presto bonificata un’area nascosta tra gli alberi che ospitava un cimitero abusivo di animali domestici. Nel sito sono state individuate 56 sepolture tra cani, gatti e persino un pappagallino, tutte destinate alla rimozione.

La presenza del cimitero era già nota: in passato erano state segnalate tombe curate con lapidi, prati sintetici, peluche e piccoli simboli commemorativi, come croci o cerchi di pietre decorati con fiori. Alcuni degli animali sepolti apparterrebbero anche a esponenti della criminalità organizzata.

Nel territorio barese, l’unico cimitero autorizzato per animali si trova ad Acquaviva delle Fonti. La mancanza di strutture ufficiali rende spesso difficile per i proprietari separarsi dai propri animali, evitando soluzioni improvvisate e illegali.

Resta però ancora incerto il destino dei resti che saranno rimossi dall’area: sul caso si sarebbe già svolta una riunione a Palazzo di Città per definire le procedure da adottare.

Bari, false candele made in Italy. Fermato tir con targa bulgara: sequestrati 156mila prodotti

Trasportava un ingente carico di candele con un falso marchio “Made in Italy”, ma la merce proveniva in realtà dall’estero. La scoperta è stata effettuata dai militari della Guardia di Finanza insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli durante un controllo su un autoarticolato con targa bulgara, in arrivo dalla Grecia.

All’interno del mezzo sono state rinvenute circa 156mila candele in paraffina riportanti la bandiera italiana e il marchio “Made in Italy”. Gli accertamenti hanno però rivelato che i prodotti erano stati fabbricati in Bulgaria, configurando così un caso di falsa indicazione di origine.

Il legale rappresentante della società destinataria della merce è stato denunciato all’Autorità giudiziaria con le accuse di vendita di prodotti con segni mendaci e contraffazione. L’intero carico è stato posto sotto sequestro.

Bari, il pentito Sabino Pace dei Parisi spiega la sua scelta: “Hanno minacciato di morte me e la mia famiglia”

Dopo aver scelto di collaborare con la giustizia, Sabino Pace, 42enne noto come “Bino” e ritenuto vicino al clan Parisi, ha spiegato i motivi della sua decisione davanti ai magistrati.

Arrestato nell’aprile 2025 nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Lecce sul traffico di droga tra Ginosa e Bologna, Pace ha ammesso il proprio ruolo nel rifornimento di stupefacenti ai vertici dell’organizzazione.

Determinanti per la scelta di “pentirsi” sarebbero state le minacce di morte ricevute, anche attraverso i social, insieme a richieste estorsive fino a 20mila euro. “Se non paghi, ammazziamo te o la tua famiglia”, sarebbe stato l’avvertimento ricevuto.

Nel corso dell’udienza davanti al gup Maria Francesca Mariano, il 42enne ha collegato le intimidazioni a un omicidio avvenuto nel 2024 a Sannicandro di Bari, quello del 19enne Gabriele Decicco. Dopo quel delitto, ha raccontato, anche il figlio sarebbe stato minacciato di morte da un familiare della vittima.

Secondo la Dda di Bari, l’omicidio si inserisce nella faida per il controllo dello spaccio tra il gruppo legato a Pace e quello rivale vicino al clan Strisciuglio. Per il delitto è imputato il 24enne Alessio Gagliardi, ritenuto l’esecutore materiale.

Gli inquirenti ipotizzano che l’omicidio sia stato una ritorsione per un precedente agguato fallito, in un contesto di scontri tra fazioni per il controllo delle piazze di spaccio.

La collaborazione di Pace potrebbe ora rivelare nuovi dettagli sugli equilibri della criminalità organizzata nel Barese e chiarire ulteriormente il contesto in cui maturò il delitto.

Mistery box, arriva a Bari il negozio Crazyday Factory: con 20 euro caccia all’affare “al buio”. Come funziona

Il fascino della sorpresa diventa business anche in Puglia. Ha aperto in corso Cavour 114 il nuovo punto vendita di Crazyday Factory, catena specializzata nelle cosiddette “mistery box”, già presente in diverse regioni italiane.

Il meccanismo è semplice: con 20 euro si acquista una scatola misteriosa (50 euro per tre), scegliendola tra quelle disponibili in negozio senza conoscerne il contenuto. I pacchi provengono da resi o spedizioni smarrite dei grandi colossi dell’e-commerce come Amazon, Shein e AliExpress.

All’interno si può trovare di tutto: piccoli gadget, elettrodomestici, articoli sportivi, giocattoli o dispositivi elettronici anche di valore elevato. Tra i clienti presenti all’inaugurazione, alcuni hanno già “vinto” tablet e droni.

Per il lancio del negozio è stata organizzata anche una lotteria, valida fino a domenica, che mette in palio prodotti Apple per chi acquista una mistery box. Oltre alle scatole a sorpresa, il punto vendita propone anche articoli scontati fino al 70% rispetto ai prezzi online. Nei primi giorni di apertura, il negozio è stato preso d’assalto da curiosi e appassionati, molti dei quali già conoscevano il format grazie ai social.

Crazyday Factory sarà aperto tutti i giorni, dalle 9 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 21, puntando su un mix di convenienza e intrattenimento per attirare clienti di tutte le età.

“Non ascoltate Tommy Parisi”, polemica dopo l’appello della presidente Antimafia: scoppia la rivolta dei fan

Le parole della presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo, accendono il dibattito sul rapporto tra musica e criminalità. L’invito rivolto ai giovani a non ascoltare Tommy Parisi, né artisti legati a contesti mafiosi, ha provocato una dura reazione da parte dei fan del cantante neomelodico.

Sui social si è rapidamente diffusa una protesta in difesa dell’artista 43enne, figlio del boss di Japigia Savino Parisi. “Non è un cognome, ma una persona”, scrivono i sostenitori, rivendicando il valore emotivo della sua musica e respingendo ogni associazione automatica con l’illegalità.

A guidare il fanclub è Loredana Di Vincenzo, che contesta le dichiarazioni della deputata: “Si sta esagerando, si confonde la musica con la vita privata”. La fondatrice difende Parisi anche alla luce delle sue vicende giudiziarie: “Se ha sbagliato, sta pagando, ma non può essere denigrato come artista”.

Il cantante, attualmente detenuto, continua comunque a pubblicare musica tramite il suo staff. L’ultimo brano, “Malasuerte”, è uscito lo scorso dicembre, mantenendo vivo il legame con il pubblico.

Diversa la posizione della Direzione distrettuale antimafia e della magistratura. Secondo il giudice Giuseppe De Salvatore, Parisi sarebbe coinvolto nelle attività del clan familiare, come emerso nel processo “Codice interno”, che ha portato alla sua condanna a nove anni di reclusione. Intercettazioni e indagini lo collocherebbero in un ruolo attivo negli affari del gruppo, dal supporto organizzativo al riciclaggio.

Nonostante ciò, il sostegno dei fan resta forte. “Non ci fermeremo”, ribadisce Di Vincenzo, annunciando ulteriori iniziative per difendere il cantante e rivendicare la separazione tra arte e vicende personali.

Coppa Italia Promozione, scontri tra tifosi in Squinzano-Trani: 18enne colpito alla testa da una pietra

Momenti di tensione nel pomeriggio di ieri allo stadio comunale di Squinzano, dove si è disputata la gara d’andata della finale di Coppa Italia Promozione tra la squadra locale e il Soccer Trani, terminata con la vittoria degli ospiti per 1-0.

Gli scontri tra le due tifoserie sono scoppiati nei minuti finali dell’incontro, quando sono stati lanciati pietre e oggetti contundenti. Nel corso dei disordini, un tifoso squinzanese di 18 anni è stato colpito alla testa da una pietra.

Il giovane è stato soccorso dal personale del 118 e trasportato in ospedale: ha riportato una ferita lacero-contusa e un trauma cranico, ma le sue condizioni non destano preoccupazione.

Durante i momenti più concitati, alcune persone hanno tentato di scavalcare la rete divisoria tra i settori, ma l’intervento dei carabinieri ha evitato il contatto diretto tra le tifoserie. Registrati anche danni ai bagni dell’impianto sportivo.

La situazione è tornata alla normalità nel giro di poco tempo. Gli scontri hanno sorpreso, anche alla luce del gemellaggio esistente tra le due tifoserie, che lasciava presagire un clima disteso.

Lello diventa papà e scappa in Messico, la forza del meme: “Mimmo modem incontriamoci”

C’è un filone parallelo che va avanti con la storia di Lello e Angela. Mentre i lavori del cantiere della casa proseguono, nonostante qualche haters continua a dimostrare la sua stupidità, Lello continua ad essere oggetto di meme social divertenti soprattutto a firma di Mimmo Modem. L’ultimo, con Lello diventato papà più volte e costretto a scappare in Messico, ci ha conquistato e da qui nasce il nostro invito per un incontro memorabile.