La storia di Alessandro, 56enne che vive nel centro storico di Grumo in una casa senza luce e acqua, ha colpito e diviso la nostra community. Siamo entrati con lui nell’abitazione, Alessandro non paga l’affitto da oltre due anni e le condizioni della casa sono indecenti. Le immagini parlano da sole. Vi mostriamo la seconda parte dell’intervista registrata in casa.
Abusivo nella casa senza luce e acqua (1), Alessandro in condizioni disperate: “Non è colpa mia”
Dopo avervi introdotto la storia di Alessandro, 56enne che vive nel centro storico di Grumo in una casa senza luce e acqua, è arrivato il momento di entrare con lui nell’abitazione. Alessandro non paga l’affitto da oltre due anni, come ipotizzabile le condizioni della casa sono indecenti. Le immagini parlano da sole.
I soliti lavori dell’Arca: “Tanto attesi e fatti male. La perdita in bagno si è solo spostata”
Torniamo ad occuparci dell’Arca Puglia che continua a fare acqua da tutte le parti. Ci siamo recati a casa di Vincenzo che ci aveva chiamato già due anni fa per alcuni problemi nel bagno della sua abitazione a causa di una perdita dal bagno superiore. Così si è innescata la solita telenovela burocratica tra chiamate, pec e sopralluoghi. Fino alla svolta dopo mesi di attesa e all’inizio dei lavori al piano superiore. Ma indovinate un po’? La perdita in bagno si è solo spostata di un metro. Abbiamo ascoltato i protagonisti di questa incredibile vicenda, l’ennesima targata Arca Puglia.
Abusivo senza luce e acqua, Alessandro cerca una svolta: “Ho perso tutto mi sento in trappola”
Questa volta ci siamo recati nel centro storico di Grumo Appula dove abbiamo incontrato Alessandro, 56enne alla ricerca di una svolta. Ha voluto contattarci per chiedere aiuto e diffondere un appello. Dopo una vita normale, ora è in grande difficoltà. Vive senza luce e acqua, cerca lavoro, ha tutte le sue cose in un deposito che non paga da diverso tempo. Ci siamo recati anche nella casa dove vive. Ecco la sua storia.
Esonda il fiume Idume a causa del maltempo in Salento: acqua anche in casa. Il livello ha raggiunto gli 80 centimetri
Nella Marina di Torre Chianca, in provincia di Lecce, è esondato il fiume Idume che si trova nell’area del parco naturale di Rauccio. L’allarme dei residenti è scattato nella serata di ieri.
Il livello dell’acqua, che è entrata in alcune abitazioni, ha raggiunto gli 80 centimetri. Le piogge intense e le mareggiate di questi giorni e delle ultime ore, a cui si aggiunge l’ostruzione della foce che si ripete ciclicamente con le forti ondate di maltempo, hanno causato l’esondazione.
Sul posto stanno operando i vigili del fuoco e i tecnici comunali. E sta per arrivare una squadra della Protezione civile per aprire un canale artificiale e ripristinare il deflusso naturale delle acque.
Nella casa popolare senz’acqua calda coi figli psichiatrici, Elisa all’Arca: “Fate presto ho paura”
Bari, auto supera i controlli dell’imbarco e precipita in mare al Porto: conducente “distratto” dalla forte pioggia
Disavventura nel porto di Bari dove un’auto è finita in acqua. Secondo quanto ricostruito il conducente della vettura, dopo aver superato i varchi di controllo per l’imbarco in Albania, a causa della forte pioggia non si è reso conto della situazione e non è riuscito a fermarsi in tempo.
Fortunatamente era solo, con lui non c’era nessuno in auto. L’uomo è riuscito ad uscire dalla vettura e a mettersi in piedi sul tettuccio in attesa dei soccorsi.
Il recupero è stato effettuato poco dopo dalla capitaneria di porto, sul posto sono intervenuti anche i sommozzatori dei vigili del fuoco per recuperare la macchina.
Terrore a Pane e Pomodoro, uomo tenta il suicidio e si getta nudo in mare: “Voglio morire”. Recuperato vivo
Panico sulla spiaggia di Pane e Pomodoro dove una persona risulta essere dispersa in acqua. Le ricerche sono state subito attivate dopo l’allarme di una turista.
Aggiornamento ore 16 – L’uomo è stato recuperato vivo. Secondo le prime ricostruzioni si tratta di un tentato suicidio. L’uomo, prima di buttarsi in mare, ha nascosto gli indumenti nel bidone della spazzatura e si è buttato a mare dopo i frangiflutti gridando “Voglio morire”. Sul posto è intervenuta la Guardia Costiera con il 118, l’uomo è stato portato in ospedale.
Manca l’acqua, in Puglia Aqp riduce pressione su rete idrica a partire dal 20 ottobre: “Contenere i consumi”
A partire da lunedì 20 ottobre Acquedotto Pugliese attuerà ulteriori riduzioni di pressione su tutta la rete per “allontanare il rischio di emergenza idrica che comporterebbe restrizioni più dure come le turnazioni nell’erogazione”.
Lo comunica in una nota l’ente, evidenziando che quella in atto è “l’acqua a disposizione del potabile è sempre meno” e che è necessario “contenere il più possibile i consumi, tutelandosi con l’autoclave”.
Con i livelli attuali di prelievo (irriguo e industriale oltre quello per usi civili) e con i regimi di precipitazioni e temperature registrati a oggi, prosegue Aqp, “l’acqua a disposizione per il potabile è sufficiente a coprire l’intero fabbisogno garantito, oltre 4,3 milioni di persone, fino a gennaio. Le nuove riduzioni di pressione, insieme al risparmio di ognuno, possono allontanare questa scadenza, nell’auspicio di un miglioramento della tendenza climatica”.
L’ente evidenzia anche che “l’Osservatorio permanente dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino meridionale ha portato il livello di severità idrica al massimo. Oggi la disponibilità delle sorgenti è inferiore del 28% rispetto alla media dell’ultimo decennio e da queste dipende quasi un terzo dell’acqua potabile distribuita da Aqp”.
“Ancora più critica – prosegue – è la situazione degli invasi, che garantiscono i restanti due terzi del fabbisogno idrico: le loro riserve sono crollate del 61%. E meno della metà di quest’acqua è effettivamente destinata all’uso potabile, il resto viene assorbito da usi irrigui e industriali”. Le nuove riduzioni programmate si sommano a quelle in atto da fine 2024.
Molfetta, entra in sala alle 8 e dopo quattro ore viene trasferito a Bari: “Non possiamo operarlo manca l’acqua”
“Vorrei denunciare una situazione molto grave. Mio padre era ricoverato da due giorni in ospedale a Molfetta, questa mattina hanno deciso di operarlo d’urgenza”. Inizia così il racconto di un nostro lettore che ha voluto denunciare un caso di malasanità.
“E’ entrato in sala operatoria alle 8 in condizioni gravi. Alle 12 i medici sono usciti e mi hanno detto che non si poteva procedere con l’operazione perché mancava l’acqua – continua -. Siamo stati costretti a portarlo d’urgenza all’ospedale San Paolo di Bari in ambulanza, in condizioni critiche”
“Ditemi voi se è normale che in un ospedale possa mancare l’acqua e che non si possa procedere con un intervento urgente”, conclude rammaricato.
La precisazione dell’Asl Bari
“Non un caso di malasanità” ma un guasto assolutamente imprevedibile che ha causato il blocco di entrambe le pompe della centrale idrica dell’Ospedale di Molfetta. L’interruzione delle attività in sala operatoria è durata dalle ore 11 alle 13,30, il tempo strettamente necessario affinchè i tecnici potessero riparare il guasto. Il trasferimento in altro Ospedale del paziente, che al momento del guasto stava per entrare in sala operatoria, è stato attuato in via del tutto precauzionale non essendo possibile prevedere i tempi di ripristino che in ogni caso, vista la prontezza dell’intervento dei tecnici, sono stati notevolmente ridotti”, si legge nella nota.










