Tassista accoltellato, Francesco un anno dopo: “Stessa paura e troppi dolori. Non è cambiato niente”

A distanza di un anno, da quel 8 dicembre, siamo tornati a intervistare Francesco Rubini, il tassista accoltellato da Giovanni Monno e Angela De Vincenzo a Bari.

I due sono stati condannati, rispettivamente a 6 anni e mezzo e 2 anni e 8 mesi di reclusione, con l’accusa di lesioni personali e tentata rapina con le aggravanti della crudeltà e dell’uso dell’arma. Quella sera, fingendosi clienti, aggredirono il tassista Francesco Rubini nel tentativo di rapinarlo ferendolo con una ventina di coltellate.

Dopo essere saliti a bordo del taxi guidato da Rubini, che era alla sua prima settimana di lavoro, hanno finto di non avere soldi convincendolo ad accostare per poi accoltellarlo ripetutamente. L’aggressione fu registrata dalla dashcam montata nel taxi. Le immagini hanno mostrato Monno che, dopo avere puntato il coltello alla gola di Rubini, lo ha minacciato di morte per poi sferrare più di venti coltellate a viso, spalle e dorso. I due sono poi fuggiti dopo l’intervento di un soccorritore richiamato dalle urla del tassista. Rubini fu poi medicato al Policlinico di Bari con oltre 120 punti di sutura e una prognosi di 25 giorni. La coppia venne stata arrestata nel giro di poche ore.

La storia ebbe parecchio clamore, soprattutto per le dinamiche violente dell’aggressione. A distanza di un anno siamo tornati a parlare con Francesco per capire se qualcosa è effettivamente cambiato.

Bari, coetanei picchiati a Parco 2 Giugno e ragazze minacciate con una pistola: indagati 5 giovanissimi

Minacciano e picchiano tre studenti foggiani nella zona di Parco 2 Giugno per farsi consegnare telefonini e portafogli. Protagonisti 5 giovanissimi baresi. A distanza di un anno e mezzo, dopo essere stati identificati, le indagini sono state chiuse.

L’episodio risale al 30 maggio 2024. Protagonisti Mirko Gelao di 20 anni, Pasquale Gallone di 21 e Antonio Francesco Loiacono di 24, oltre a due 18enni, all’epoca dei fatti minorenni. La Procura, nei confronti dei primi, contesta i reati di concorso in rapina e lesioni. Gli altri due sono stati ammessi dai giudici minorili alla messa alla prova per 18 mesi.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa i cinque, entrati in azione con i volti coperti da bandane, avrebbero colpito con pugni e calci i tre studenti, tutti 24enni, scaraventando per terra uno di loro, prima di impossessarsi di cellulari ed effetti personali. Uno dei cinque avrebbe impugnato una pistola con la quale avrebbe minacciato le vittime.

Le vittime, nella denuncia presentata, hanno raccontato di essere stati sorpresi alle spalle, poi accerchiati, spintonati e colpiti violentemente con pugni. Una di loro sarebbe stata anche colpita alla testa con il calcio della pistola. Tra gli oggetti sottratti anche alcune carte di credito che poco dopo sarebbero state usate per prelevare denaro all’interno di una sala giochi della città.

Sempre nella stessa sera, uno dei cinque, armato di pistola, avrebbe tentato di rapinare altre due ragazze ferme in un’auto, non portando a termine il colpo per le urla delle donne che lo avrebbero messo in fuga.

Follia a Trani, 15enne trascinata per capelli e picchiata da coetanee: tutto parte da un meme di sfottò sui social

Domenica sera da incubo per una 15enne di Trani. La ragazzina stava passeggiando con un’amica in via San Giorgio quando è stata accerchiata da un gruppo di coetanee e aggredita.

La 15enne sarebbe stata trascinata per i capelli, buttata per terra e colpita con calci e pugni. Poi ha chiesto aiuto ed è stata soccorsa da una commerciante. Sul posto l’ha poi raggiunta la madre che l’ha portata subito al Pronto Soccorso.

La ragazzina ha riportato lividi diffusi, escoriazioni, tumefazioni al volto e un forte stato d’ansia. All’origine dell’aggressione uno scambio di meme in cui era ritratta una delle ragazzini responsabili dell’aggressione.

Panico sul treno regionale della tratta Bari-Foggia: passeggero aggredisce un ferroviere e una capotreno

Personale ferroviario ed un viaggiatore sono stati aggrediti, minacciati ed insultati ieri mattina a bordo del treno regionale 4300 di Trenitalia lungo la tratta Bari Foggia all’altezza della stazione di Incoronata da un passeggero, un cittadino straniero in stato di agitazione.

Lo denunciano in un comunicato unitario le sigle sindacali della provincia di Foggia della Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil, Ugl Fer, Orsa -Fer e Fast Confsal. Stando a quanto si apprende, l’aggressione sarebbe avvenuta a carico del viaggiatore, peraltro un ferroviere che a bordo del treno si stava recando al lavoro a Foggia, e successivamente anche una giovane capotreno sarebbe stata aggredita verbalmente e minacciata mentre tentava di sedare l’aggressione.

«Ancora una volta – scrivono le organizzazioni sindacali – ci troviamo di fronte ad una cronaca tristemente scontata, conclusasi soltanto grazie all’intervento delle forze dell’ordine presso la stazione di Foggia. Assistiamo quotidianamente ad atti di violenza che troppo spesso rimangono impuniti e che, oltre al dolore fisico, lasciano segni profondi a chi li subisce: lavoratrici e lavoratori che svolgono il proprio dovere con serietà e abnegazione, ma che hanno il diritto di tornare a casa incolumi come i viaggiatori, senza dover subire sputi, minacce, percosse o correre il rischio di essere accoltellati o colpiti con oggetti contundenti. Ci rifiutiamo di attendere in silenzio che si verifichi una tragedia irreparabile».

Le organizzazioni sindacali, oltre «a manifestare solidarietà nei confronti del personale e del viaggiatore colpito, chiedono un intervento immediato e deciso con il rafforzamento dei presidi di sicurezza su tutto il territorio, misure concrete e tempestive, tolleranza zero verso chi mette a rischio il personale e l’utenza».

Aggredito da una candidata durante il concorso: dirigente scolastico pugliese denuncia e scrive al ministro Valditara

Denuncia «i gravissimi atti di violenza, insubordinazione e resistenza subiti nell’esercizio delle mie mansioni», il dirigente scolastico e presidente del Comitato di vigilanza per le prove concorsuali in Puglia Ivano De Luca, che si è rivolto al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara parlando di «attacco frontale alla dignità della Scuola dello Stato e un sintomo di una profonda crisi etica».

I fatti in questione si sono verificati il 1 dicembre durante la sessione pomeridiana del concorso Pnrr. In particolare il dirigente riferisce di una candidata sorpresa a dialogare con una collega, «contravvenendo palesemente alle disposizioni concorsuali che vietano qualsiasi comunicazione tra i candidati».

Quando le è stato comunicato l’annullamento della prova, racconta il dirigente, «la reazione è stata incontrollata e intollerabile. La candidata ha inveito contro il sottoscritto accusandolo di abuso di potere, e ha proceduto all’aggressione fisica, strappando con forza il computer di servizio e il telefono personale, con l’intento di compromettere la procedura. L’episodio è culminato nella mossa di accusarmi falsamente di aggressione, costringendo me, il pubblico ufficiale aggredito, a richiedere l’intervento sia del 112 che del 118». «La mia successiva necessità di ricorrere a cure sanitarie è sintomo di una profonda e intima rabbia per aver visto la dignità del mio ruolo calpestata da chi aspira a far parte del mondo scuola. È intollerabile che chi ambisce a un ruolo educativo ricorra a violenza e menzogna, denigrando l’onorabilità della Scuola», conclude De Luca.

Per il ministero dell’Istruzione, «i gravissimi comportamenti denunciati dal professor De Luca, sono del tutto inaccettabili. L’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia sta ricostruendo la dinamica dell’accaduto. Qualora i fatti fossero confermati, l’Amministrazione saprà adottare provvedimenti adeguati».

Bari, follia al Policlinico: pretende visita immediata per un familiare e colpisce guardia giurata. Arrestato

Nel primo pomeriggio del 4 dicembre 2025, la Polizia di Stato è intervenuta presso il reparto di Ostetricia e Ginecologia del Policlinico cittadino, a seguito di una segnalazione di lite animata all’interno della struttura, ed ha tratto in arresto un uomo di 61 anni con segnalazioni di polizia.

Si evidenzia che questi sono accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

Giunti sul posto, gli agenti della Squadra Volante della Questura di Bari hanno appreso che un addetto alla vigilanza, impiegato per garantire la sicurezza e il regolare funzionamento delle attività sanitarie nei reparti, sarebbe stato aggredito da un uomo che pretendeva con insistenza una visita immediata per un familiare anziano.

Secondo quanto riferito dal personale ospedaliero, l’individuo, prima dell’arrivo della Polizia, disturbava le attività mediche in corso, urlando e richiedendo l’immediata consulenza dei sanitari. Invitato dalla guardia giurata a rispettare l’ordine del reparto, l’uomo avrebbe reagito con violenza, gridando frasi minacciose e tentando di impossessarsi di un estintore presente nel corridoio.

Nel tentativo di riportarlo alla calma, la guardia giurata sarebbe stata colpita con schiaffi e calci, riportando ferite giudicate guaribili in 10 giorni. L’aggressore, già noto per aver nel 2024 minacciato personale sanitario dell’Ospedale Di Venere, è stato rintracciato dai poliziotti e tratto in arresto. Attualmente è sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. Si evidenzia che sono accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa

Follia sulla tratta Foggia-Bari: una famiglia non riesce a scendere dal treno e minaccia di morte una capotreno

Un’altra aggressione in Puglia ai danni di un capotreno dopo quanto accaduto la scorsa settimana sulla tratta Lecce-Bari. Questa volta l’episodio si è verificato a bordo del treno AV 9809 della tratta Foggia-Bari.

A darne notizia sono i sindacati dei trasporti in Puglia. Protagonista una famiglia diretta a Cerignola. Non riuscendo ad aprire la porta e a scendere alla stazione di Foggia, è rimasta sul treno accidentalmente.

“Nonostante la piena disponibilità della capotreno nel fornire assistenza per risolvere l’inconveniente – si legge nella nota -, i componenti del nucleo familiare hanno reagito con insulti e violente minacce di morte nei confronti della lavoratrice. Pur avendo ottenuto una fermata straordinaria a Barletta per consentire loro la discesa, gli aggressori hanno continuato a inveire, molestare verbalmente la capotreno e impedire la ripartenza del convoglio, di fatto tenendo in ostaggio treno e passeggeri – si legge nella nota -. Risultato vano anche il tentativo di coinvolgere l’autorità competente, che non è intervenuta, lasciando la capotreno e l’utenza esposte all’azione degli aggressori”.

“Siamo di fronte all’ennesimo episodio di una preoccupante escalation di violenze che colpisce il personale ferroviario, sempre più esposto a rischi durante lo svolgimento delle proprie mansioni e troppo spesso lasciato senza adeguata tutela. È inaccettabile che simili episodi diventino la nuova e tragica normalità”, concludono i sindacati.

Bari, caos all’ospedale San Paolo. Personale sanitario aggredito e minacciato: arrestata 40enne

Nel pomeriggio del 24 novembre la Polizia di Stato ha tratto in arresto una donna di 40 anni presunta responsabile dei reati di lesioni personali, minacce gravi ed interruzione pubblico servizio. Si tratta di accertamenti attualmente in fase di indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale davanti al giudice nel contraddittorio con la difesa.

Gli equipaggi della Squadra Volante sono intervenuti presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale San Paolo a seguito della segnalazione relativa alla presenza di persone che stavano causando disordini all’interno dei locali del reparto pediatrico.

Gli operatori sanitari hanno richiesto l’intervento della Polizia di Stato poiché una donna, in attesa di visita per una minore, ha iniziato a proferire frasi minacciose nei confronti del personale sanitario, pretendendo informazioni e l’accesso immediato all’ambulatorio, nonostante la presenza di altri pazienti e le procedure medico–sanitarie in corso.

La donna avrebbe tentato fisicamente di impedirle l’accesso alla postazione medica ad un’infermiera ostacolando il corretto svolgimento dell’attività assistenziale. La situazione è degenerata ulteriormente quando un’altra persona, anch’essa accorsa sul posto in qualità di accompagnatrice della minore, ha adottato comportamenti aggressivi e minacciosi verso il personale sanitario, rifiutandosi di rispettare le indicazioni ricevute.

In tale frangente una delle due donne ha desistito mentre l’altra ha cercato di afferrare il monitor del computer della postazione medica, minacciando di sferrarlo addosso alla dottoressa. Tra le due si è posizionata un’infermiera, con l’intento di frapporsi tra utente e dottoressa ed evitare che la situazione degenerasse e che venisse aggredita fisicamente.

Gli agenti della Polizia di Stato e una Guardia Particolare Giurata sono riusciti a fermare l’aggressione, riportando la situazione alla calma. La 40enne è stata tratta in arresto e sottoposta alla misura degli arresti domiciliari

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Aggredisce compagna con gravi disabilità dopo incidente, lei chiama i Carabinieri: arrestato 48enne nel Salento

La scorsa notte è stato arrestato in flagranza dai carabinieri con l’accusa di maltrattamenti in famiglia un agricoltore 48enne di Matino (Lecce).

L’uomo, secondo quanto accertato dai militari, avrebbe più volte aggredito la sua compagna, poco più giovane di lui, con gravi disabilità in seguito a un incidente stradale.

A chiamare i carabinieri, che sono subito intervenuti a casa della coppia, è stata la stessa vittima in seguito all’ennesimo episodio di violenza che stava subendo al culmine di una lite per futili motivi. La donna, in evidente stato di agitazione, ha riferito ai militari di essere da tempo vittima di ripetuti episodi caratterizzati da minacce verbali e aggressioni fisiche, spesso aggravati dall’abuso di alcol da parte dell’uomo.

I militari hanno potuto constatare nel corso del loro intervento l’aggressività dell’indagato, un comportamento che li ha spinti a porre immediatamente in sicurezza la vittima e procedere all’arresto dell’uomo. Il 48enne è stato arrestato e portato in carcere a Lecce. Il caso è all’attenzione della locale procura.