Aggressioni e baby gang, a Bari dilaga la paura. Il sindaco Leccese: “Più controlli telecamere e illuminazione in città”

“Il senso di insicurezza dei baresi, in questo momento, è comprensibile. Per questa ragione stiamo cercando di affrontare questo problema sotto tutti i punti di vista”. Questo è l’annuncio del sindaco di Bari, Vito Leccese, dopo le due violente aggressioni avvenute nei giorni scorsi a Pane e Pomodoro e quanto accaduto in piazza a Picone. 

L’amministrazione comunale si dice pronta a prendere provvedimenti, a partire dal potenziamento dei presidi delle Forze dell’Ordine fino all’incremento di telecamere e illuminazione nei luoghi della movida.

“Abbiamo affrontato più volte questo tema durante le riunioni del Comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica in Prefettura – le parole di Leccese riportate da La Gazzetta del Mezzogiorno -. Comprendo il senso di insicurezza vissuto dai cittadini soprattutto alla luce degli ultimi episodi di cronaca e per questo, d’intesa con il prefetto, adotteremo tutto quanto è necessario per potenziare il controllo del territorio, soprattutto nei luoghi di aggregazione giovanile. La sicurezza pubblica, nonostante non rientri tra le competenze dirette di un sindaco, è un tema su cui l’amministrazione comunale sta prestando attenzione ed energie, a cominciare dalla spiaggia di Pane e Pomodoro dove, negli ultimi dieci giorni, sono accaduti due episodi molto spiacevoli”.

“Abbiamo già verificato la possibilità di potenziare la pubblica illuminazione, cosa che riusciremo a fare entro poche settimane, e contestualmente di rafforzare il sistema di videosorveglianza. Di pari passo, in accordo con il Welfare, le equipe dell’Educativa di strada stanno monitorando alcune aree pubbliche, recentemente oggetto di alcune aggressioni – ha poi aggiunto -. Ho chiesto al comandante della polizia locale, già impegnata su più fronti, di incrementare determinati presidi in città. Insomma, stiamo cercando di affrontare il tema della sicurezza, reale e percepita, sotto diversi punti di vista e senza nasconderci”.

Aggredisce Antonio e vigilessa, Novira non ha più un tetto per i domiciliari: di giorno torna libero

Torniamo a parlare di Iheb Novira, il 25enne di nazionalità tunisina che ha aggredito verbalmente la nostra troupe e ferito una vigilessa in piazza Moro lo scorso 14 aprile.

Il giovane, processato con rito abbreviato, è stato condannato a 2 anni di reclusione, prima di essere scarcerato e posto ai domiciliari a casa della fidanzata.  Le accuse nei suoi confronti sono quelle di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.

Ci sono novità importanti, Novira si è lasciato con la ragazza e l’avvocato ha presentato un’istanza. Ora il 25enne non si trova più ai domiciliari e di giorno è libero.

 

Max lancia la birra contro Carolina, svolta nelle indagini: Polizia Locale torna a casa della coppia

Torniamo ad occuparci della storia di Max e Carolina. Nell’ultimo weekend è successo davvero di tutto e sono arrivate diverse segnalazioni. Il figlio Luciano è riuscito a registrare il racconto della madre in lacrime. La novità è che la Polizia Giudiziaria della Polizia Locale è intervenuta nell’abitazione e ha portato via la coppia.

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“Fai schifo muori”, umilia e picchia la moglie per 10 anni: braccialetto elettronico per avvocato barese

“Fai schifo”. “Muori. “Sei una donna inutile, incapace di fare la madre. Non vali nulla, senza di me morirai di fame”. Queste sono solo alcune delle frasi proferite da un avvocato civilista barese di 36 anni nei confronti della moglie. Vessazioni che sarebbero andate avanti per 10 anni e che hanno portato la vittima a denunciare.

La gip Paola Angela De Santis ha disposto nei confronti delll’avvocato il divieto di avvicinamento alla persona offesa, con applicazione del braccialetto elettronico. Umiliazioni, pressioni psicologiche e anche violenze fisiche. La denuncia è scatta dopo l’ennesima aggressione, la donna si è recata al Policlinico con lividi sulle braccia.

Nell’inchiesta sono state anche acquisite le testimonianze e i racconti dei genitori di lei e degli amici della coppia. I maltrattamenti sarebbero iniziati quando la donna era incinta della primogenita e proseguiti negli anni successivi, anche alla presenza della figlia. L’uomo è stato interrogato e ha negato ogni accusa. 

Aggressioni a medici, infermieri e operatori sanitari: in Puglia +180% di casi in un anno

In Puglia gli episodi di violenza ai danni di medici, infermieri e operatori socio-sanitari sono aumentati del 180% in un anno, passando dai 116 casi registrati nel 2023 ai 325 dello scorso anno. I dati, raccolti nelle aziende sanitarie e ospedaliere, sono stati diffusi dalla Regione Puglia in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari.

Le forme di aggressione più frequenti sono quelle verbali: 224 episodi (80 nel 2023); fisiche: 101 episodi (60 del 2023) a cui vanno sommati i 42 episodi di danneggiamento, rispetto ai 12 del 2023. In tre casi su quattro gli autori delle aggressioni sono i pazienti stessi. I luoghi più a rischio risultano essere i pronto soccorso, i servizi psichiatrici di diagnosi e cura, e i reparti ospedalieri. I professionisti più colpiti sono gli infermieri, seguiti dai medici e operatori socio-sanitari.

I dati, precisa la Regione, “sono ancora in corso di consolidamento e di progressivo perfezionamento nel sistema di monitoraggio, necessario per far confluire i dati nell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio sanitarie”. “La tutela di pazienti, medici, infermieri e operatori sanitari – commenta il governatore, Michele Emiliano – deve essere una condizione che va garantita e assicurata sempre. L’accordo con le Prefetture mira ad aumentare la sorveglianza e il pronto intervento delle forze dell’ordine e agisce sul fronte della protezione e della repressione”.

Emiliano ricorda che “stiamo lavorando anche sulla formazione degli operatori sanitari per migliorare la loro comunicazione con pazienti e familiari per prevenire sul nascere ogni forma di aggressività. E infine vogliamo sensibilizzare l’intera popolazione sul tema ed è questo il fine della campagna di comunicazione che lanciamo oggi in tutti gli ospedali pugliesi”.

Bari, baby gang xenofoba semina il terrore al Libertà: 3 aggressioni in pochi giorni. Caccia ai bulletti del quartiere

Non si arrestano le aggressioni nel quartiere Libertà di Bari. Dopo quella del 31 ottobre, in cui un lavoratore straniero è stato aggredito e colpito con calci e pugni da un gruppetto di ragazzi incappucciati, se ne sono verificate altre due. La prima la sera dopo, in via Manzoni. Vittima un 44enne del Bangladesh con  regolare permesso di soggiorno: l’uomo è stato circondato da cinque ragazzini incappucciati e picchiato senza ragione. Soccorso da un connazionale e da un agente fuori servizio, è stato trasportato al pronto soccorso del Policlinico di Bari. Ha rimediato un trauma cranico, contusioni all’anca, al ginocchio e al bacino.

Due giorni dopo è toccato invece a due giovanissimi pakistani. Sul caso indaga la Polizia, tutte le tre aggressioni hanno evidenziato il carattere xenofobo e mostrano similitudini inquietanti. I feriti sono stati ascoltati e gli agenti hanno acquisito le immagini della videosorveglianza della zona. Pare che alcuni possano essere stati già identificati, nonostante il tentato “mascheramento”, in quanto già noti alle Forze dell’Ordine.

Aggressioni negli ospedali pugliesi, l’annuncio del ministro Schillaci: “Arresto in flagranza o differito entro 48 ore”

“Ci siamo confrontati anche con il ministro Nordio. In questo momento riteniamo che lo strumento più utile per cercare di combattere questo fenomeno inaccettabile, ovvero le aggressioni al personale sanitario, è quello di introdurre sempre l’arresto in flagranza di reato, anche differito”. L’annuncio è del ministro della Salute, Orazio Schillaci, dopo la riunione che si è tenuta con tutti gli Ordini professionali sanitari. Negli ultimi giorni in Puglia si sono registrati diversi episodi di violenza in ospedale.

“A breve incontreremo i sindacati, oggi abbiamo avuto una riunione con tutti gli ordini professionali sanitari e anche il sottosegretario alla salute Marcello Gemmato. Come governo siamo intervenuti da subito contro questo che purtroppo è un problema annoso della sanità italiana. Lo scorso anno abbiamo aumentato le pene per chi commette violenza contro i sanitari e istituito la procedibilità d’ufficio, ma questo come è evidente non è più sufficiente – le sue parole -. Voglio sottolineare che i posti di polizia nell’ultimo anno sono aumentati in maniera significativa, e quindi il governo è assolutamente sul pezzo contro quello che è però anche un problema culturale. Bisogna in questo momento rapidamente trovare degli strumenti per contrastare questo fenomeno inaccettabile”.

“Bene il ministro Schillaci sull’uso della flagranza di reato anche differito entro 48 ore contro chi commette violenze ai danni degli operatori sanitari. Ora il problema da risolvere è dotare tutti gli ospedali di videosorveglianza e impedire a chiunque di entrare. L’episodio gravissimo di Foggia dimostra che chiunque può entrare in un ospedale e arrivare alla sala chirurgica – il commento di Filippo Anelli, presidente della Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) -. Questo va impedito. Abbiamo chiesto anche al Governo di difendere i medici perché noi siamo il baluardo della scienza, quindi non possono prevalere sui media le fake news sulla medicina e la scienza che alimentano un clima di diffidenza nei confronti della categoria”.