Schianto auto-moto a Triggiano, polemica sui soccorsi. L’Asl Bari: “Nessun ritardo intervento dopo 14 minuti”

“Non c’è stato alcun ritardo: la tempistica dell’intervento rientra pienamente nei tempi standard fissati dal legislatore per i casi di emergenza. Nel dettaglio, infatti, la prima richiesta di soccorso è pervenuta alla Centrale Operativa alle ore 13:19″.

Inizia così la nota dell’Asl Bari in merito alle tempistiche dei soccorsi relativi all’incidente avvenuto ieri a Triggiano. Testimoni hanno raccontato di aver aspettato 30 minuti sul posto l’arrivo di un’ambulanza, nonostante la gravità dell’incidente che ha coinvolto un’auto e una moto.

“A seguito di accurato intervista telefonica da parte dell’operatore di centrale, il mezzo di soccorso è stato inviato alle ore 13:21 – si legge -. Il primo mezzo è giunto sul luogo dell’incidente alle ore 13:33, ovvero 12 minuti dopo l’invio e 14 minuti dopo la chiamata, nonostante provenisse da fuori distretto.
Si sottolinea, dunque, la prontezza, la professionalità e la tempestività degli operatori intervenuti”.

Scandalo appalti, Regione Puglia e Asl Bari parti civili: Sansolini e Iacobellis vogliono patteggiare

Regione Puglia e Asl di Bari hanno chiesto di costituirsi parte civile nell’udienza preliminare sul presunto giro di tangenti in cambio di appalti in cui sono coinvolti imprenditori e tre ex funzionari della Asl.

La richiesta è stata avanzata ieri. La Regione ha chiesto il risarcimento dei danni d’immagine, la Asl invece un risarcimento di diversi milioni che equivale al valore degli appalti e degli affidamenti che, secondo quanto ricostruito dalla Procura, sono stati affidati dietro il pagamento di tangenti.

Nell’udienza che si è svolta è arrivato il via libera alla richiesta di patteggiamento a 5 anni per gli ex funzionari e ingegneri Nicola Sansolini e Nicola Iacobellis, ex direttore dell’area gestione tecnica ed ex dirigente di Ingegneria clinica e responsabile dell’edilizia sanitaria.

Va trovata un’intesa sulla cifra per poter patteggiare, quantificate dall’accusa in 80mila euro a testa. Si tornerà in aula il prossimo 8 luglio quando bisognerà discutere la posizioni anche degli altri imputati che hanno chiesto il rito abbreviato. Tra questi anche l’ex funzionaria Concetta Sciannimanico. 

Tangente per appalto al Di Venere, a processo Giuseppe Rucci: Regione e Asl Bari si costituiscono parte civile

Regione Puglia e Asl di Bari hanno chiesto di costituirsi parte civile nel processo a carico di Giuseppe Rucci, rappresentante legale della srl ‘Ism Impianti servizi medicalì e unico dei dieci imputati dell’inchiesta sul presunto giro di tangenti nella Asl di Bari ad aver scelto il rito ordinario.

Rucci è accusato di corruzione insieme all’ex dirigente della Asl Nicola Sansolini, relativamente a un appalto da 148mila euro per i servizi di manutenzione degli impianti di distribuzione dei gas medicali nell’ospedale Di Venere di Bari.

Sansolini, secondo l’accusa, avrebbe ricevuto da Rucci una tangente «quale compenso illecito per avere compiuto atti contrari ai doveri d’ufficio e per quelli da compiere in futuro», come si legge nel capo di imputazione.

L’importo della presunta mazzetta non è determinato. L’udienza è stata rinviata al 14 maggio per un difetto di notifica. Degli altri imputati, in tre hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato (l’ex funzionaria Concetta Sciannimanico e gli imprenditori Ignazio Gadaleta e Nicola Murgolo) e altri cinque hanno chiesto di patteggiare.

Tra questi, anche Sansolini e il collega Nicola Iacobellis, per i quali però è stata respinta la richiesta di patteggiare una pena di cinque anni perché, tra difese e accusa, non si è trovato un accordo sull’importo da restituire come profitto illecito che i due avrebbero ricevuto a titolo di tangente.

A sei imputati – Sansolini, Iacobellis, Sciannimanico, Gadaleta e gli altri imprenditori Giovanni Crisanti e Nicola Minafra – è contestata l’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.

Asl Bari, innovazione al Di Venere: nuova risonanza magnetica e nuovi ambulatori di Otorinolaringoiatria

Una nuova risonanza magnetica ad alto campo con una tecnologia digitale che permette l’indagine precisa e complessa di tutti i distretti corporei, compreso lo studio non invasivo del feto e dei neonati prematuri, finora possibile solo negli ospedali del Nord Italia o nei centri europei. E la più grande piastra ambulatoriale di Otorinolaringoiatria presente in Puglia con 14 stanze dedicate a diagnosi e trattamento dei disturbi di naso, orecchio, gola, collo e tiroide, dove si erogano 800 prestazioni alla settimana.

Sono le ultime innovazioni della offerta assistenziale garantita dall’ospedale Di Venere, nel quartiere Carbonara, il più grande presidio ospedaliero gestito dalla ASL di Bari, e tra i più importanti dell’area metropolitana.

Questa mattina il direttore generale, Luigi Fruscio, e il direttore medico di presidio, Maurizio Marra, hanno visitato gli ambienti della Radiologia dell’ospedale che si è dotato di una seconda e nuova Risonanza magnetica, da 1,5 Tesla, una delle 35 apparecchiature acquistate dall’azienda sanitaria, inserite nel programma di rinnovo del parco tecnologico aziendale, nell’ambito della Missione 6 Salute del PNRR – sub-investimento 1.1.2 dedicato all’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero. Al sopralluogo hanno partecipato anche Michele Tricarico, direttore del Dipartimento Radiologico della ASL, Paolo Volpe, direttore del Dipartimento Gestione Avanzata Rischio Riproduttivo e Gravidanze a Rischio, e Michele Barbara, direttore Unità operativa complessa di Otorinolaringoiatria e Chirurgia cervico-facciale.

“L’Ospedale Di Venere è proiettato a fare grandi cose – ha commentato a margine il presidente della Regione Michele Emiliano – con il supporto della tecnologia e delle persone che ci lavorano, ogni giorno, a tutti i livelli, è diventato uno dei più attrattivi ospedali della regione. Quello di oggi non è solo un momento per inaugurare la nuovissima risonanza magnetica e gli ambulatori specialistici di Otorinolaringoiatria, ma rappresenta una risposta importante che la sanità regionale dà alla popolazione: il raddoppio degli esami, la possibilità di offrire più posti, ridurre le attese e prospettive di diagnosi e cura che prima non erano percorribili in Puglia”.

Sulla implementazione delle tecnologie ospedaliere è intervenuto a distanza anche l’assessore alla Sanità Raffaele Piemontese, per il quale: “Avere apparecchiature sanitarie moderne e tecnologicamente avanzate è fondamentale per garantire ai cittadini pugliesi diagnosi più rapide e cure più efficaci. Grazie alle risorse del PNRR, stiamo rinnovando in tutti i centri pugliesi le grandi apparecchiature diagnostiche, introducendo software di intelligenza artificiale e immagini 3D. Ma la vera differenza la fanno i professionisti della sanità pugliese, il cui impegno è determinante per offrire un servizio di qualità. Qui al Di Venere si sta sviluppando un polo materno-infantile di eccellenza, e tutti i professionisti devono sentirsi protagonisti di questa crescita. Continuiamo a rafforzare la rete ospedaliera, organizzando i servizi e potenziandoli con nuovi programmi assistenziali, con l’obiettivo di garantire un’assistenza sempre più efficiente, moderna e vicina alle esigenze dei pazienti.”

“L’Ospedale Di Venere conferma il suo ruolo di hub nella rete dell’assistenza metropolitana – ha dichiarato il dg Luigi Fruscio – sia per le innovazioni tecnologiche di cui si è dotato, sia per la qualità delle prestazioni che oggi può assicurare ai cittadini, come testimoniano i servizi dell’Otorinolaringoiatria. Siamo già al lavoro – ha continuato – per realizzare qui una Radiologia d’urgenza presso il Pronto Soccorso dove verrà installata una TAC di nuova acquisizione assistita da intelligenza artificiale e un apparecchio radiologico polifunzionale robotizzato, determinando un ulteriore incremento della rapidità di diagnosi nelle patologie tempo-dipendenti”.

Il percorso diagnostico in Radiologia avviene all’interno di ambienti riqualificati secondo le linee guida dell’ospitalità e della umanizzazione delle cure. Il paziente durante l’esame può scegliere quale musica ascoltare attraverso delle cuffie che gli vengono fornite dal personale sanitario ed è circondato da immagini di paesaggi rilassanti sulle pareti: senza dimenticare il comfort assicurato dal tunnel più ampio e spazioso per una migliore posizione.

La grande macchina del Di Venere – già in funzione e completamente digitalizzata – risponde ad un livello diagnostico di particolare complessità, mirato a riconoscere i segni precoci di patologie oncologiche e infiammatorie. I sistemi avanzati consentono di visualizzare tutte le strutture anatomiche in modo da riuscire a studiare accuratamente anche quelle più piccole.

“Diversi sono gli ambiti di indagine che la nuova risonanza può esplorare – ha spiegato Michele Tricarico – grazie ad evoluti software che forniscono immagini 3D degli organi interni, dei tessuti e delle articolazioni. Abbiamo predisposto sessioni di studio dedicate a: apparato cardiovascolare, urologico, gastroenterologico e sistema neurologico comprendente anche lo studio del collo. Un’altra sessione è riservata all’attività diagnostica dei pazienti talassemici in rete con il CNR di Pisa e un turno è dedicato alla risonanza magnetica fetale e dei neonati prematuri”.

La risonanza magnetica fetale offre una valutazione dettagliata e non invasiva del feto, con particolare riferimento all’anatomia e patologia cerebrale del feto. L’introduzione di questa nuova tecnica ha comportato un miglioramento della diagnosi e della gestione delle malformazioni cerebrali del feto a livello internazionale. “È nota l’importanza di una diagnosi prenatale delle malformazioni cerebrali fetali – ha illustrato Paolo Volpe – dato l’impatto sociale che esse possono avere, sia in termini di assistenza ai bambini affetti da anomalie cerebrali, che nell’ottica di garantire alla coppia scelte difficili in epoca prenatale relative alla tutela di una maternità consapevole. Questa è una grande occasione – ha concluso – perché in tutti quei casi in cui diagnostichiamo all’ecografia una patologia del cervello fetale, l’approfondimento attraverso la risonanza magnetica può essere eseguito in Puglia, evitando migrazioni verso il Nord o altre nazioni europee”.

I 14 nuovi ambulatori di Otorinolaringoiatria

Il sopralluogo è proseguito nella nuovissima piastra ambulatoriale della U.O.C. di Otorinolaringoiatria e Chirurgia cervico-facciale – la più grande presente in Puglia – diretta dal dottor Michele Barbara. Quattordici nuovi ambienti in cui si svolgono attività diagnostiche e terapeutiche con metodiche evolute delle patologie che interessano il naso, l’orecchio, la gola, il collo e la tiroide.

“Abbiamo concentrato – ha dichiarato Michele Barbara – in un unico posto, in una sola struttura, un vero e proprio reparto ambulatoriale che può erogare 15 prestazioni all’ora, per 10 ore di attività per un totale di 800 prestazioni settimanali. Il vero salto di qualità è stato quello di organizzare i servizi e potenziarli con nuovi programmi assistenziali”.

Sul piano diagnostico sono attivi i servizi di: Rino–allergologia (permette la diagnosi precoce delle diverse forme di rinopatie e valuta la presenza di alterazioni anatomiche del distretto rino-sinusale); Audiologia (esami per la diagnosi di Sindrome di Ménière, ipoacusie da traumi acustici, ipoacusie dell’anziano, sordità improvvise, otosclerosi ipoacusie infantili); Vestibologia (studio delle vertigini di origine periferica); Foniatria (tratta le patologie della voce, della deglutizione e paralisi); Day Service chirurgico e Logopedia.

Sono altamente specialistici i trattamenti dei disturbi della deglutizione e della fisiopatologia della comunicazione, così come l’attività specifica sui professionisti della voce parlata e cantata e la riabilitazione post chirurgica, ad esempio, sui pazienti laringectomizzati.

Il centro del Di Venere è, infine, di secondo livello nella rete regionale dedicata ai disturbi del sonno e apnee notturne. Vengono eseguiti: il monitoraggio cardiorespiratorio notturno attraverso dispositivi ad utilizzo domiciliare e il DISE (Durg-Induced Sleep Endoscopy), esame strumentale eseguito in sedazione, in regime di Day Service, che consente di individuare la sede anatomica del collasso delle alte vie respiratorie nonché il tipo di ostruzione e, quindi, di identificare l’adeguato trattamento chirurgico o conservativo del caso.

Parto in anonimato, aggiornate le linee guida nei 5 centri dell’Asl Bari: “Maggiore tutela per mamme e neonati”

Partorire in anonimato garantendo la salute del neonato e della madre in un contesto assolutamente protetto. Nei cinque Centri Nascita della ASL Bari è possibile sin dal 2014, quando sono state adottate le linee guida aziendali aggiornate di recente in attuazione del DPR 396 del 2000 che consente alla madre di non riconoscere il bambino e di lasciarlo nell’ospedale in cui è nato.

“Un evento estremamente delicato – commenta il Direttore generale ASL Bari, Luigi Fruscio – che rende necessario fornire le giuste e pronte tutele alla madre e al neonato, a beneficio dei quali la Asl mette in campo una vera propria rete di protezione fatta di procedure chiare, semplici e definite, strutture adeguate e professionisti preparati”.

Secondo la procedura denominata “Parto in anonimato e abbandono di neonato in ospedale”, infatti, la donna avrà a disposizione un percorso protetto e sicuro – spiega il direttore di dipartimento Paolo Volpe – all’interno del quale riceverà tutta l’assistenza necessaria per partorire in sicurezza e il nascituro verrà immediatamente accudito dal punto di vista sanitario e tutelato giuridicamente”. Le linee guida contengono, in dettaglio, tutte le indicazioni operative e le procedure previste per i casi di parto in anonimato, dall’accesso e presa in carico della donna sino alla gestione dei dati sanitari e anagrafici e, in ultimo, le segnalazioni inviate all’Autorità giudiziaria competente per le successive procedure di affidamento del bambino”.

Le linee guida aziendali prevedono, inoltre, che tutto il personale ospedaliero sia tenuto alla massima riservatezza. Per informazioni: 333.6230365 (Servizi Sociali Ospedalieri) 366.6240059 (EvƏ – Servizio di Salute sessuale).

Scandalo Asl Bari, Connie Sciannimanico fa mea culpa. Lady tangenti: “Sono divorata dalla vergogna”

“Ho ricevuto dazioni di denaro, sono divorata dalla vergogna e non potrò mai perdonarmi”. Questa è l’ammissione di Connie Sciannimanico, la funzionaria dell’Asl di Bari arrestata il 12 novembre scorso nell’ambito dell’inchiesta sui presunti appalti truccati con l’accusa di associazione a delinquere.

Dopo Natale ha lasciato il carcere e si trova ora ai domiciliari, a casa dei genitori, dopo che il gip ha accolto l’istanza di revoca avanzata dalla difesa, avvalorata da un documento che attestava come le condizioni psicologiche della donna non fossero compatibili con la sua permanenza in carcere.

È stata sospesa dal lavoro e rischia di essere licenziata. Nella caserma dei carabinieri in cui viveva con il marito, durante la perquisizione di novembre, furono trovati 22mila euro in contanti e 17 borse tra Gucci, Prada e Vuitton. Dopo l’iniziale silenzio nel primo interrogatorio, ha messo per iscritto pensieri e pentimenti riconoscendo le proprie responsabilità. “Voglio liberarmi di un peso che ho dentro e non intendo più rimandare questo atto di dolore”, le parole riportate da La Repubblica.

“Le dazioni sono avvenute nei pressi della mia abitazione a Santo Spirito e nel mio ufficio all’interno del giubbotto – ha raccontato -. È iniziato senza che quasi me ne rendessi conto, essendo stata oggetto inizialmente di alcune regalie presentate come iniziative personali di chi voleva fornirmi attenzioni galanti. Sono cosciente che questo nulla toglie alla rilevanza penale di quanto accaduto”.

Asl Bari, oltre 3mila interventi chirurgici nel 2024. Al Di Venere incremento del 139% dal 2021

Più di tremila interventi chirurgici nel 2024, di cui la metà in urgenza, e un “forte potenziamento” in campo oncologico. Sono questi i dati dell’ultimo anno relativi all’attività chirurgia dell’Asl Bari.

A certificarlo è il report del controllo di gestione in relazione alla performance del dipartimento di Area chirurgica diretto da Michele Simone. Sono in particolare 3.168 gli interventi – con 5.916 ricoveri complessivi – nelle sette unità operative di Chirurgia generale degli ospedali aziendali: Di Venere e San Paolo a Bari, Altamura, Corato, Monopoli, Putignano e Molfetta.

“Crescita nettissima, dell’82%, rispetto all’anno dell’emergenza Covid-19 (2020), quando – si legge in una nota dell’Asl Bari – le operazioni chirurgiche erano state 1.742, ma anche nel confronto (+28%) con le 2.473 del periodo pre-pandemico (2019)”.

Il Di Venere, in particolare, è cresciuto del 139% dal 2021 al 2024, passando da 296 interventi a 710, a fronte di 1081 ricoveri. “Dietro a questi numeri davvero significativi – commenta il direttore generale, Luigi Fruscio – vi è un connubio importante fatto di competenza, professionalità, esperienza, formazione e qualità umane di tantissimi professionisti: chirurghi, anestesisti e rianimatori, infermieri, personale di sala operatoria”.

“Fondamentale nella gestione ottimale – aggiunge – è anche il ruolo dell’organizzazione a livello dipartimentale e nelle singole unità operative di Chirurgia”. “Riuscire ad abbattere i viaggi della speranza – conclude Simone – dà ancora più senso al nostro lavoro perché, oltre a garantire la cura dei tumori, può realmente ridurre anche il disagio socio-economico che tocca profondamente la vita delle persone e delle famiglie”.

Psichiatra uccisa a Bari, la sentenza d’Appello rinviata al 26 febbraio. L’Asl si difende: “Omicidio non prevedibile”

È slittata al prossimo 26 febbraio la sentenza d’Appello relativa al procedimento sulle presunte responsabilità della Asl di Bari in relazione all’omicidio di Paola Labriola, la psichiatra uccisa da un paziente il 4 settembre 2013 con 57 coltellate nel centro di salute mentale in via Tenente Casale, nel quartiere Libertà.

Per l’omicidio è stato condannato in via definitiva a 30 anni di carcere Vincenzo Poliseno. Nel processo parallelo, in primo grado, era stato condannato a 3 anni e 6 mesi per omicidio colposo l’ex dg della Asl di Bari Domenico Colasanto, accusato della violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e di omissione di atti d’ufficio.  La Procura ha chiesto la conferma della condanna, la difesa ha sostenuto che l’omicidio “non era prevedibile né evitabile”.

Per l’ex funzionario della Asl Alberto Gallo, accusato invece di falso (avrebbe compilato il “Documento di valutazione dei rischi della struttura” dopo l’omicidio e retrodatato “per coprire le sue mancanze e sviare le indagini”) è stata chiesta la prescrizione.

Si allarga lo scandalo Asl Bari, altri 8 indagati: tra loro il sindaco di Gioia. Ombre sul Comune di Bitritto – NOMI

L’inchiesta che ha travolto l’Asl Bari si allarga e rischia di creare un terremoto politico anche nei Comuni di Gioia del Colle e di Bitritto. Nell’informativa conclusiva dell’inchiesta che lo scorso novembre ha portato all’arresto di alcuni dirigenti dell’Asl bari e di imprenditori, si fa riferimento anche ad altri appalti aggiudicati in cambio di favori e soldi da parte di funzionari dei Comuni. Al centro ancora una volta c’è l’imprenditore Donato Mottola, lo stesso coinvolto nell’inchiesta sugli appalti della Protezione Civile per aver consegnato una mazzetta di 20mila euro all’ex capo Mario Lerario.

Nella giornata di ieri è stato notificato un provvedimento di proroga delle indagini allo stesso Mottola e ad altre 7 persone. Tra queste l’imprenditore Francesco Girardi, il sindaco di Gioia del Colle Giovanni Mastrangelo, il dirigente Asl Nicola Sansolini, il funzionario dell’Asl Nicola Iacobellis (entrambi agli arresti domiciliari e sospesi nell’inchiesta sulle presunte tangenti alla Asl Bari), il responsabile dell’Ufficio Lavori pubblici di Gioia Antonino Del Vecchio, il responsabile dell’Ufficio Lavori pubblici di Bitritto Lorenzo Fruscio e il funzionario della ripartizione Infrastrutture del Comune di Bari Raffaele Amato. A riportarlo è La Repubblica. Le accuse ipotizzate a vario titolo sono turbativa d’asta, corruzione aggravata e falso. 

Mottola è il “fattor comune”, per la Finanza, delle irregolarità commesse da pubblici ufficiali. Nella vicenda che ha travolto l’Asl Bari, l’imprenditore di Noci  sarebbe coinvolto grazie alla fittizia partecipazione alla gara per la riqualificazione della sede del servizio di neuropsichiatria infantile dopo aver presentato un’offerta solo per simulare un confronto concorrenziale nella procedura che, a priori, si sapeva sarebbe stata vinta da Girardi. Stesso modus operandi anche per l’asta per le strutture modulari da adibire ad aule scolastiche, indetta dal Comune di Gioia, e quella per la realizzazione della scuola primaria del Comune di Bitritto. Secondo l’accusa Mottola, con la complicità di amministratori pubblici, sarebbe riuscito a ideare stratagemmi per dirottare appalti apparentemente assegnati in modo regolare. Toccherà al procuratore Rossi, all’esito di tutte le verifiche, valutare se chiudere le indagini per tutti e otto o chiedere l’archiviazione di alcune posizioni. Le persone coinvolte, in caso di chiusura indagini, avranno la possibilità di chiedere interrogatori o presentare memorie.