Cinque anni di giudizio per mezzora di ritardo, l’ex finanziere assolto: “Spreco di soldi pubblici”

Torniamo a parlare della storia di Paolo Marti, il luogotenente con carica speciale della Guardia di Finanza in pensione che ci ha chiamato dopo essere stato assolto da accuse infamanti per fatti che risalgono a 8 anni fa.

La sua è una storia controversa a causa dell’accanimento del pm e di alcuni superiori che gli hanno riservato nel periodo interessato. Per questo Marti ha scelto noi per rivolgere un appello ai colleghi e attaccare il sistema. Siamo tornati da lui dopo la messa in onda del primo servizio che ha generato scalpore.

Assolto da accuse infamanti, ex finanziere ai colleghi: “Denunciate questo sistema medievale”

Vi raccontiamo la storia di Paolo Marti, luogotenente con carica speciale della Guardia di Finanza in pensione. Ci ha chiamato dopo essere stato assolto da accuse infamanti per fatti che risalgono a 8 anni fa. La sua è una storia controversa a causa dell’accanimento del pm e di alcuni superiori che gli hanno riservato nel periodo interessato. Per questo Marti rivolge un appello ai colleghi e attacca il sistema.

Accusato di calunnie verso il pm in udienza, assolto il boss di Bitonto Domenico Conte: “Voleva difendersi”

Il boss di Bitonto, Domenico Conte, è stato assolto dal reato di calunnia e oltraggio a magistrato in udienza “perché il fatto non costituisce reato”. A stabilirlo la gup del Tribunale di Lecce, Valeria Fedele.

La vicenda risale al 16 marzo 2023 quando Conte era imputato in un processo per traffico di droga. Rilasciò alcune dichiarazioni spontanee, accusando il pm della Dda di Bari che aveva indagato su di lui.

“Su di me il pubblico ministero sta dicendo un sacco di bugie, un mucchio, come in ogni processo”, le parole del boss Conte in aula. Secondo il giudice che lo ha assolto, “nel corso delle sue dichiarazioni l’imputato ripete più volte di non voler offendere, accusare o calunniare alcuno e le parole usate per esternare le sue considerazioni risentono del suo basso livello di istruzione»”

“Tutte le frasi pronunciate da Conte possono dirsi frutto del suo tentativo di difendersi dalle accuse rivoltegli, negando la verità dei fatti sostenuti dal pm attraverso la critica del suo operato”, ha aggiunto il giudice.

Tentato sequestro di una bimba, Lamanuzzi assolto in Appello: “Mio figlio scippa non fa ste cose”

La Corte d’Appello di Bari ha assolto nei giorni scorsi Lamanuzzi Giuseppe, il 36enne barese accusato di aver tentato di sequestrare una bambina di 5 anni lo scorso 2 gennaio mentre passeggiava con la madre nel quartiere San Pasquale.

I giudici hanno annullato la sentenza di condanna a 4 anni rimediata in primo grado. Il presunto tentativo di rapimento della piccola viene definito “assurdo e contrario ad ogni logica”.

Il caso fece discutere parecchio e creò scalpore, intervistammo anche la mamma della piccola. Torniamo ad occuparcene con le novità giudiziarie e con le parole della madre di Lamanuzzi e del suo avvocato.

Bari, condannato con l’accusa di aver tentato di rapinare una bimba di 5 anni: 36enne assolto e scarcerato

La Corte d’Appello di Bari ha assolto Lamanuzzi Giuseppe, il 36enne barese accusato di aver tentato di sequestrare una bambina di 5 anni lo scorso 2 gennaio mentre passeggiava con la madre nel quartiere San Pasquale.

I giudici hanno annullato la sentenza di condanna a 4 anni rimediata in primo grado. Il presunto tentativo di rapimento della piccola viene definito “assurdo e contrario ad ogni logica”.

“Appare più veritiero che vi sia stata una fase ideativa del furto di un borsello che la mamma della bambina aveva in mano”, si legge nelle carte. Il 36enne è stato scarcerato.

 

Spreco di soldi pubblici, Bari Multiservizi porta in Cassazione ex operaio: assolto già due volte

Vi parliamo della storia giudiziaria con protagonista un ex dipendente della Bari Multiservizi, andato in pensione. L’uomo è stato assolto già due volte dall’accusa di aver contagiato alcuni colleghi nel periodo Covid, ma la società non si arrende e ha deciso di portare la vicenda anche in Cassazione. Tutto questa ostinazione comporta uno spreco di soldi pubblici. Nel video allegato tutti i dettagli del caso.

Polignano, appalto pilotato in favore di una società amica. Assolto l’ex sindaco Vitto: “Il fatto non sussiste”

L’ex sindaco di Polignano a Mare, Domenico Vitto, è stato assolto dall’accusa di turbativa d’asta in relazione all’appalto per l’organizzazione della manifestazione Meraviglioso Modugno del 2018.

Con lui assolti anche il dirigente comunale, Domenico Matarrese, gli imprenditori Giuseppe Girolami e Francesco Tedone perché “il fatto non sussiste”.

Secondo la tesi dell’accusa, l’ex primo cittadino avrebbe esercitato pressioni per affidare i lavori ad una ditta “amica”, spingendo un’altra società concorrente a ritirarsi dalla gara. Un’ipotesi che però non ha trovato alcun riscontro durante il processo.

Vitto resta coinvolto in un altro procedimento penale nel quale è coinvolto con altre 17 persone tra amministratori, imprenditori e dirigenti comunali su presunti appalti pilotati in cambio di sostegno elettorale. 

Policlinico Bari, 78enne muore per la pinza dimenticata nell’intestino durante l’intervento: assolto medico

Onofrio Caputi Iambrenghi, professore di Gastroenterologia, è stato assolto della terza sezione penale della Corte d’appello di Bari il 23 ottobre scorso “per non aver commesso il fatto” nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del 78enne Antonio Gigliola, deceduto al Policlinico di Bari nel 2017.

I Giudici della Corte hanno riconosciuto che il prof. Caputi Iambrenghi non ha avuto, né poteva avere, alcuna parte nella “dimenticanza” della pinza nel corpo del paziente che ne ha poi causato il decesso e hanno pertanto escluso ogni sua responsabilità.

La Corte d’appello ha travolto la sentenza del Gup del 2022 che, in giudizio abbreviato, aveva invece ritenuto la responsabilità del prof. Caputi Iambrenghi, condannandolo ad un anno.

L’inchiesta prese il via dalla denuncia dei nipoti della vittima. Dopo il primo intervento il 78enne iniziò ad accusare forti dolori e dai drenaggi fuorusciva fluido verde scuro, le condizioni peggiorarono sempre di più con il passare del tempo fino al coma e al ricovero in Rianimazione. Secondo i periti la presenza della pinza ha causato la compressione della zona digiunale che è stata fatale.

 

Falso ideologico, assolto l’ex sindaco di Grumo Michele D’Atri: “Il fatto non costituisce reato”

Ancora un’assoluzione, la settima su sette, per D’Atri Michele ex Sindaco del Comune di Grumo Appula. Il Tribunale di Bari, in Seconda Sezione Penale in Composizione Collegiale, presidente Dott Marco Guida, ha assolto “perché il fatto non costituisce reato” per difetto di dolo, Michele D’Atri, difeso da sempre e anche in questa occasione dall’avvocato Antonio La Scala.

I fatti contestati, risalenti al 2019, vedevano D’Atri imputato in concorso per il reato di falso ideologico perché, in qualità di Sindaco, formava una delibera in data 2019 avente ad oggetto “Piano Sociale di Zona 2018/20” in cui attestava falsamente alla pag. 4 della medesima delibera, secondo quanto sosteneva l’accusa, che “con delibera di coordinamento istituzionale erano stati approvati 6 disciplinari, nonché che era stato acquisito il parere di regolarità “contabile”, nonostante fosse stato espresso parere “sfavorevole” da parte del responsabile del Servizio;

L’ex Sindaco Michele D’Atri, difeso dall’Avv. Antonio Maria La Scala ha dimostrato l’assoluta buona fede e inconsapevolezza rispetto alle presunte divergenze formali riscontrate in atti e ha visto riconoscersi l’assoluzione dalle imputazioni ascritte, parimenti al soggetto chiamato in concorso, anch’essa assolta perché il fatto non sussiste.

“Pressioni” sulla titolare del centro scommesse dove lavorava la sorella: assolto finanziere a Bitonto

Un maresciallo della Finanza, residente a Bitonto, è stato assolto dall’accusa di tentata concussione dal Tribunale di Bari. Il militare, difeso dall’avvocato Antonio Maria La Scala, era accusato di aver esercitato pressioni sulla titolare di un centro scommesse in cui aveva lavorato la sorella per ottenere una “quietanza del rapporto di lavoro”.

Secondo l’accusa, abusando del suo status da finanziere, il 48enne avrebbe provato ad obbligare la titolare del centro a rilasciare una dichiarazione per evitare ripercussioni negative nei confronti della sorella, accusata di aver sottratto somme di denaro.

Il finanziere, assieme alla sorella e ad un 43enne barese, sono stati prosciolti per remissione di querela dall’accusa di lesioni personali nei confronti della titolare del centro scommesse.