Portatore inciampa sui gradini del sagrato, la bara si apre e la defunta esce allo scoperto: panico in chiesa

Disavventura clamorosa ieri pomeriggio a Presicce-Acquarica all’esterno della chiesa di S. Andrea Apostolo. Al termine di un funerale, uno dei quattro portatori del feretro è inciampato sui gradini del sagrato, facendo così cadere la bara.

Nella caduta si è aperta e la defunta riposta è stata scoperta. Tutto ha generato panico, urla e pianti tra familiari e presenti. La situazione è stata risolta con fatica e con una nuova bara.

Papa Francesco nella bara con la casula rossa, da domani salma esposta a San Pietro: i funerali sabato 26 aprile

I funerali di Papa Francesco si terranno sabato 26 aprile, alle 10, sul sagrato della basilica di San Pietro. La liturgia sarà presieduta dal cardinale decano Giovanni Battista Re.

Dopo i funerali, il feretro di Papa Francesco sarà portato nella Basilica di San Pietro e da lì nella Basilica di Santa Maria Maggiore per la tumulazione.

Questa mattina sono state diffuse le prime foto di Papa Francesco, deposto nella bara nella Cappella di Santa Marta, con un rosario tra le mani. Come atteso, è vestito con la casula rossa, il pallio e in testa la mitra bianca.

A partire da domani, mercoledì 23 aprile 2025 alle ore 9.00, la bara sarà invece portata dalla Cappella della Domus Sanctæ Marthæ alla Basilica Papale di San Pietro. “Dopo il momento di preghiera, presieduto da Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Kevin Joseph Farrell, Camerlengo di Santa Romana Chiesa, ha inizio la traslazione. La processione percorrerà la Piazza Santa Marta e la Piazza dei Protomartiri Romani; dall’Arco delle Campane uscirà in Piazza San Pietro ed entrerà nella Basilica Vaticana attraverso la porta centrale – si legge nella nota dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche -. Presso l’altare della Confessione il Cardinale Camerlengo presiederà la Liturgia della Parola, al termine della quale avranno inizio le visite alla salma del Romano Pontefice”.

Bari, l’Amiu verso il commissariamento: nel 2011 la bara del mafioso Cesare Diomede portata a spalla in sede

Nel settembre 2011 nella sede della municipalizzata barese Amiu, che si occupa di raccolta e smaltimento di rifiuti, sarebbe stata portata a spalla la bara di Cesare Diomede, figlio di Biagio, all’epoca dei fatti uno degli esponenti di spicco della mafia barese. L’Amiu è una delle due aziende baresi, insieme alla Multiservizi, destinata al commissariamento oltre l’Amtab.

Sarebbe questo – secondo la Gazzetta del Mezzogiorno – uno degli episodi che porterà il prefetto di Bari a decidere se commissariare la società comunale al termine degli accertamenti della commissione di accesso che ha portato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a decidere di non sciogliere il Comune di Bari per infiltrazioni mafiose, ma ad avviare l’iter di commissariamento per alcune aziende comunali e a sanzionare diversi dipendenti, anche della Polizia locale.

Cesare Diomede fu ammazzato a colpi di pistola a 39 anni, il 28 agosto 2011, a Bari: era un sorvegliato speciale, indagato per fatti di droga. Lui e diversi suoi parenti erano dipendenti dell’Amiu. La storia dell’omaggio a Cesare Diomede è emersa dal verbale di un ‘pentito’ e all’epoca sarebbe anche stata segnalata in Procura dall’allora sindaco Michele Emiliano.

Per gli ispettori e il ministero dell’Interno – secondo il quotidiano – sarebbe indice di quella “agevolazione occasionale” della criminalità organizzata che consente alla Prefettura di disporre la “prevenzione collaborativa”. Significa che verrà nominata una terna di esperti per garantire il “tutoraggio” della società e adottare “provvedimenti organizzativi di risanamento”.

Mistero al cimitero di Lecce, trovate ossa umane sopra una bara: si farà esame del Dna. Ipotesi sepoltura abusiva

Mistero al cimitero di Lecce dove nel corso di una estumulazione sono emerse ossa umane poste direttamente sulla terra ad una profondità di appena 50 cm, al di sopra di due bare che dovevano essere disseppellite.

Si tratta di un’operazione che viene compiuta una volta scaduti il termine dei 10 anni dalla sepoltura. La scoperta è stata fatta dai necrofori della Lupiae Servizi che hanno subito allertato la polizia che è giunta sul posto con agenti delle volanti. Le ossa per disposizione del magistrato inquirente Luigi Mastroniani sono state collocate in una cella frigorifera del cimitero a disposizione del medico legale che dovrà per prima cosa individuare il sesso e l’età e capire da quanto tempo i resti si trovassero lì sotto e se ci sia corrispondenza con qualcuno che risulti scomparso.

Sul teschio sono stati trovati ancora dei capelli e questo permetterà di risalire al Dna del defunto. Tuttavia l’ipotesi di una sepoltura legata ad un caso di lupara bianca è quella meno battuta dagli investigatori che propendono invece per una sepoltura abusiva.