Il servizio sulla gigantesca discarica a cielo aperto alle spalle dell’ospedale San Paolo di Bari ha scosso gran parte della nostra community e non solo. Grazie ad una segnalazione ricevuta in redazione, ci siamo recati sul posto e quello che abbiamo visto con i nostri occhi è stato sconcertante. SherLocont non ha perso tempo e ha cercato indizi tra i rifiuti, trovando qualcosa di molto interessante. Così si è recato nella maxi casa “svuotata” e ha raccolto importanti indiscrezioni.
Policlinico di Bari, terzo espianto di midollo osseo in 20 giorni: è il quinto nel 2025
Al Policlinico di Bari è stato effettuato il terzo espianto di midollo osseo in venti giorni in un donatore non familiare, il quinto nel 2025.
Lo comunica in una nota il presidio universitario sanitario, evidenziando che grazie all’intervento “pazienti con un tumore del sangue, senza legami familiari o di consanguineità con il donatore, potranno ricevere un trapianto allogenico di cellule staminali emopoietiche, che può rappresentare l’unica possibilità terapeutica potenzialmente curativa per alcune gravi patologie ematologiche, quando le terapie convenzionali non sono sufficienti o non più efficaci”.
Per il Policlinico si tratta del più alto numero registrato in questi anni della procedura. Pellegrino Musto, direttore dell’Ematologia con trapianto, sottolinea “l’importanza e la necessità delle donazioni di cellule staminali e la grande generosità dei ragazzi pugliesi che in questi giorni abbiamo toccato con mano”. Le donazioni sono state effettuate da cinque giovani pugliesi (per poter donare occorre avere dai 18 ai 35 anni), in maniera anonima.
Bari, lavori abusivi per creare box nella palazzina Arca a San Girolamo. Blitz della Locale: scatta il sequestro
Blitz della Polizia Locale di Bari nella serata di ieri in un edificio della proprietà dell’Arca Puglia situato in via De Fano, nel quartiere San Girolamo.
Gli agenti hanno accertato dei lavori abusivi con l’intento di realizzare dei box all’interno di un grande vano condominiale situato al pian seminterrato dello stabile.
Trovati sul posto secchi, cazzuole, cemento e un muro divisorio fatto di mattoni. La Polizia Locale ha sottoposto l’area a sequestro preventivo, affidandola a un custode giudiziale. Sono in corso le indagini per risalire al responsabile dei lavori.
Bari, Giacomo Olivieri e l’attico in via Melo da oltre mezzo milione di euro: processo bis per riciclaggio
Giacomo Olivieri, l’ex consigliere regionale condannato a 9 anni di reclusione nell’ambito dell’inchiesta Codice Interno, si trova ad affrontare un nuovo procedimento giudiziario.
Tutto ruota attorno all’attico in via Melo da 570mila euro. Secondo il capo d’imputazione della Procura, sarebbe stato comprato con denaro proveniente da reati di riciclaggio e fittiziamente intestato alla moglie Maria Carmen Lorusso, ex consigliera comunale di Bari. Olivieri ci abitava lì prima di essere arrestato con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso. Ora ci vive la moglie, mentre l’ex consigliere regionale è confinato ai domiciliari a Parabita.
L’inchiesta nasce dagli accertamenti patrimoniali sui beni sequestrati. Olivieri è imputato per due ipotesi di autoriciclaggio e, insieme con la moglie Maria Carmen, per trasferimento fraudolento di valori. I riflettori sono accesi sul crac Immoberdan, per il quale Olivieri è attualmente sotto processo (è accusato di aver intascato parcelle da 2,7 milioni di euro per attività mai svolte contribuendo a provocare la bancarotta della società) e sulla Fondazione Maria Rossi onlus, intestata alla madre di Olivieri e in cui confluivano i fondi raccolti con le donazioni del cinque per mille.
Nella giornata di ieri si è tenuta l’udienza preliminare, subito rinviata su richiesta della pm Bruna Manganelli che ha chiesto tempo per esaminare la documentazione della difesa.
Lutto nel mondo della politica, Bari piange il senatore Ettore Bucciero: l’avvocato si è spento a 87 anni
Bari piange Ettore Bucciero, senatore del MSI-Alleanza Nazionale dal 1994 al 2006. Avrebbe compiuto 88 anni a febbraio. Diplomato al liceo Flacco e laureato in Giurisprudenza nel 1968, a Bari Bucciero è stato anche consigliere della ormai ex Provincia dal 1970 al 1975. Diversi i messaggi di cordoglio sui social.
Troppi vizi e atteggiamenti balordi, Anna ci prova. Convivenza disastrosa: Carolina torna a Bari
Missione fallita. Carolina ha lasciato casa di Anna ed è tornata a Bari. In redazione, nelle ultime ore, sono arrivate diverse segnalazioni. Per noi è arrivato il momento di alzare bandiera bianca. Abbiamo provato di tutto, ma Carolina ha bisogno di un altro tipo di aiuto. Noi ci auguriamo e le auguriamo il meglio possibile per il futuro, seppure è ora di farci da parte.
Bari, fuga di notizie su Emiliano: l’ex giornalista Nicola Pepe finisce a processo per favoreggiamento
Il giudice del Tribunale di Bari Valentina Tripaldi ha disposto la prosecuzione del giudizio per l’ex giornalista Nicola Pepe, accusato di favoreggiamento personale nei confronti del governatore uscente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Il processo partirà il 3 aprile 2026.
Pepe, all’epoca dei fatti dipendente della Gazzetta del Mezzogiorno, è accusato di aver parlato al presidente Emiliano di una imminente perquisizione domiciliare e negli uffici della presidenza regionale, con sequestro ed acquisizione di documenti, da parte della Guardia di Finanza.
Emiliano all’epoca dei fatti era indagato per finanziamento illecito ed abuso d’ufficio in relazione alla campagna elettorale per le primarie del Pd, accuse dalle quali è stato poi assolto dal Tribunale di Torino.
Secondo l’accusa il 9 aprile 2019 il giornalista si recò negli uffici della presidenza e riferì al governatore uscente della Regione Puglia quanto aveva appreso poco prima nella redazione della Gazzetta, in qualità di redattore della redazione web. Quel giorno lo stesso Emiliano denunciò i fatti alla magistratura.
Pepe è accusato così di aver provocato “un grave nocumento all’attività investigativa”, consistita nel rinvio delle perquisizioni e nella conoscenza da parte degli indagati dell’inchiesta a loro carico e dei provvedimenti da eseguirsi. Le indagini hanno accertato che Pepe aveva appreso la circostanza nella redazione del quotidiano dal collega Massimiliano Scagliarini (costituito parte civile), inizialmente co-indagato e la cui posizione è stata poi archiviata.
Tassista accoltellato, Francesco un anno dopo: “Stessa paura e troppi dolori. Non è cambiato niente”
A distanza di un anno, da quel 8 dicembre, siamo tornati a intervistare Francesco Rubini, il tassista accoltellato da Giovanni Monno e Angela De Vincenzo a Bari.
I due sono stati condannati, rispettivamente a 6 anni e mezzo e 2 anni e 8 mesi di reclusione, con l’accusa di lesioni personali e tentata rapina con le aggravanti della crudeltà e dell’uso dell’arma. Quella sera, fingendosi clienti, aggredirono il tassista Francesco Rubini nel tentativo di rapinarlo ferendolo con una ventina di coltellate.
Dopo essere saliti a bordo del taxi guidato da Rubini, che era alla sua prima settimana di lavoro, hanno finto di non avere soldi convincendolo ad accostare per poi accoltellarlo ripetutamente. L’aggressione fu registrata dalla dashcam montata nel taxi. Le immagini hanno mostrato Monno che, dopo avere puntato il coltello alla gola di Rubini, lo ha minacciato di morte per poi sferrare più di venti coltellate a viso, spalle e dorso. I due sono poi fuggiti dopo l’intervento di un soccorritore richiamato dalle urla del tassista. Rubini fu poi medicato al Policlinico di Bari con oltre 120 punti di sutura e una prognosi di 25 giorni. La coppia venne stata arrestata nel giro di poche ore.
La storia ebbe parecchio clamore, soprattutto per le dinamiche violente dell’aggressione. A distanza di un anno siamo tornati a parlare con Francesco per capire se qualcosa è effettivamente cambiato.
Canoni e utenze non pagate, nei mercati di Bari oltre un milione di euro di evasione: revocate 20 licenze
Debiti da un milione e 100mila euro nei mercati di Bari per canoni e utenze non pagate. Questa è la scoperta dell’ultimo monitoraggio avviato dal Comune che ha potenziato i controlli.
In alcuni casi si sta cercando di trovare un accordo per la rateizzazione del debito accumulato, ma sono state già 20 le licenze revocate. Due al mercato ortofrutticolo all’ingrosso, le altre nei vari mercati rionali.
E la grande fuga nei mercati di Bari continua. Al momento sono 261 i stalli vuoti sia in quelli giornalieri che in quelli settimanali.
Borse di studio, protesta davanti alla sede di Adisu a Bari. Studentesse si incatenano: “Vogliamo date certe”
Un gruppo di studentesse del gruppo ‘Cambiare Rotta su Bari’ si è incatenato questa mattina davanti alla sede barese dell’Adisu, l’Agenzia per il diritto allo studio universitario della Regione Puglia, per protestare “contro il grave ritardo nell’erogazione delle borse di studio”.
“Nei giorni scorsi – spiegano – è arrivata la comunicazione ufficiale che gli studenti idonei non riceveranno la borsa entro il 31 dicembre”. L’agenzia “ha annunciato che circa 4.400 studenti idonei – continuano – riceveranno la borsa solo nei primi mesi del 2026”, mentre “la Regione Puglia dichiara di aver approvato uno stanziamento di 21 milioni di euro a favore dell’Adisu, ma i fondi non sono ancora stati trasferiti, causando ulteriori ritardi.
Nel frattempo, migliaia di studenti si trovano ad affrontare difficoltà economiche concrete, dovendo sostenere spese di affitto, trasporti e vita quotidiana senza alcun sostegno”. “Questa situazione – denunciano gli studenti – rischia di peggiorare ulteriormente nei prossimi anni”, visto che “nella manovra finanziaria, la ministra Bernini annuncia 250 milioni di euro aggiuntivi per il diritto allo studio, ma questo dato nasconde i pesanti tagli all’università effettuati lo scorso anno. In realtà, la manovra comporta una riduzione di almeno 150 milioni di euro destinati al diritto allo studio e ai servizi essenziali per gli studenti”.
Nel frattempo “aumentano le spese militari, – aggiungono – in linea con le scelte politiche del governo e dell’Unione europea. Le priorità restano quindi riarmo e militarizzazione, a discapito di un diritto allo studio realmente garantito”. La richiesta degli studenti è di “un incontro con il direttore dell’Agenzia per il diritto allo studio universitario” e “che venga fissata una data di erogazione di tutte le borse di studio per gli studenti idonei il prima possibile”.










