Bari, dopo 9 anni chiude il locale Dexter: “Nulla è eterno qui mostre eventi e 1700 concerti. Grazie a tutti”

“Tutto quello che inizia ha una fine, inevitabilmente. Nulla è eterno. Certo, è lapalissiano. Ma quando ho aperto il Dexter, poco più di nove anni fa, non pensavo minimamente al fatto che dovesse esserci una fine. Eppure quel momento è arrivato”.

Inizia così il post pubblicato sui social che annuncia la chiusura del Dexter Art Bistrot, locale del quartiere Poggiofranco situato in via Giulio Petroni per 9 anni punto di riferimento per la vita culturale di Bari. Le saracinesche saranno abbassate definitivamente il 31° dicembre.

“In questi anni abbiamo accolto migliaia e migliaia di clienti organizzando più di 1700 concerti, oltre a mostre di arte varia, presentazioni di libri e presentazioni di dischi – si legge nel post -. Abbiamo ospitato anche saggi di fine anno di scuole di musica e di scuole di teatro, serate di stand up comedy e sessioni di live painting, serate di poesia e letteratura. Tutto questo ha fatto diventare il Dexter, più che un bistrot, un contenitore culturale dove le persone potessero gustare la loro cena immersi nella musica e nell’arte tutta”.

“Arrivato a 65 anni è il momento per me di abbassare la saracinesca soddisfatto però del cammino fatto insieme a tutti i clienti, che hanno scelto il Dexter per passare le loro serate, a tutto il personale, dipendente e di consulenza, a tutti i fornitori e a tutti i musicisti, che si sono avvicendati in questo periodo e che hanno contribuito alle fortune di questo mio “sogno” – spiega il titolare Antonio Lorusso -. Si, è il momento di salutare, sicuramente con il cuore gonfio di commozione ma anche, e soprattutto, con tanta serenità sperando che il Dexter rimanga nel cuore di chi lo ha frequentato, apprezzato, amato”.

Bari in balia delle onde: Caserta verso l’esonero, è l’unico colpevole del disastro?

È quasi mezzogiorno. Questa l’unica certezza di un mercoledì dal sapore aspro. In casa Bari dal post-partita contro il Frosinone di Alvini tanti sono stati i rumors e poche le conferme. “Caserta esonerato?” o “Vivarini il nuovo tecnico biancorosso?” o ancora “Ritorna Moreno Longo?” queste le domande più quotate nei tre giorni successivi alla gara casalinga. Interrogativi che hanno alimentato polemiche e malumori nella piazza.

Due i punti saldi della vicenda, l’aver visto il tecnico Fabio Caserta alla guida dell’allenamento della squadra nel pomeriggio di ieri presso l’antistadio del San Nicola, circostanza nella quale si vocifera che abbia seguito in maniera distaccata i biancorossi, e la poca professionalità dimostrata da una società che si dimostra sempre più allo sbaraglio.

Nulla più sorprende della gestione Magalini a Bari. Dall’esonero di Moreno Longo avvenuto il 16 giugno scorso dopo settimane di silenzio dalla fine del campionato al “problema” Caserta. Paga pegno sempre l’allenatore e questa è una garanzia fissa nel panorama calcistico contemporaneo, ma è davvero lui il colpevole?

Il Bari con al comando i due DS, Magalini e Di Cesare, parrebbe aver lasciato più interrogativi che certezze in una piazza satura di gestioni approssimative, poco competitive e prive di un’idea concreta. Temporeggiare, questo il verbo che descrive il modus operandi. Difatti, nel caso di Caserta si è affidata al Dio tempo la decisione di proseguire o meno con il tecnico.

Tempo che ha prodotto svariati risultati: sconfitte, pareggi e vittorie inaspettate. Fattore comune di tutte le gare è stata una prestazione insufficiente ed incolore per una squadra presentata a giugno dai vertici della SSC Bari come competitiva e da playoff.

Caserta parrebbe essere arrivato ai titoli di coda di un film che in molti avevano previsto da agosto. Tecnico che, come nel caso di Moreno Longo, parrebbe non essere riuscito a far emergere il meglio dalla rosa allestita. Due allenatori su due salutano la piazza in malo modo, ma non sarà mica che il pegno debba essere pagato anche da altri protagonisti della vicenda?

Foto: SSC Bari

Bari, l’Istituto Comprensivo Gabelli piange la scomparsa della dirigente Liliana De Robertis: “Punto di riferimento”

“Oggi l’Istituto Comprensivo Aristide Gabelli perde un pezzo indimenticabile, un punto di riferimento senza eguali. La nostra Dirigente Scolastica, Prof.ssa Liliana De Robertis, questa volta è stata sconfitta da un male probabilmente più grande di lei”.

Inizia così il post di cordoglio dell’Istituto comprensivo Aristide Gabelli per la scomparsa di Liliana De Robertis. La docente si è spenta a 64 anni. “Liliana De Robertis è nata con la valigia in mano: la sua inesauribile curiosità per le mete più conosciute e quelle più improbabili è stata il motore che ha guidato il nostro istituto verso l’apertura all’Erasmus, permettendo ai nostri alunni di diventare cittadini del mondo, consapevoli e pronti ad affrontarlo – si legge nel post -. Ma questo non bastava. Bisognava lavorare anche “da casa”, perché conoscere le lingue è il primo passo per respirare la vita oltre i nostri confini. Così sono nate le classi Cambridge il cui metodo si sposa perfettamente con il nostro modello SZ, un altro importante tassello del suo progetto di scuola aperta e moderna”.

“E neanche questo era sufficiente per lei. Voleva un istituto capace di affrontare con coraggio le sfide educative del presente: ecco allora il progetto contro il bullismo, da lei fortemente voluto, convinta che parlarne a scuola fosse il primo, essenziale passo – si legge ancora -. Poi sono arrivati i progetti PNRR, la voglia inesauribile di migliorare i nostri spazi, la ricerca costante di fondi per creare aule immersive, laboratori scientifici e informatici, ambienti capaci di accendere nei ragazzi curiosità e desiderio di imparare. La sua vita apparteneva alla scuola. Non ha mai guardato l’orologio: era sempre lì, in presidenza, a dirigere con passione, con dedizione, e nonostante la stanchezza… con il sorriso”.

“Fino all’ultimo giorno a scuola. La Dirigente De Robertis non ha mai smesso di pensare a noi: si preoccupava di ogni dettaglio, sosteneva il suo staff, guidava con fermezza e affetto, finché ha potuto – conclude l’Istituto -. Lei è parte del nostro istituto, che ha condotto con coraggio oltre i confini del suo piccolo microcosmo. La ricorderemo sempre con immenso affetto e profonda gratitudine”.

Anche il sindaco Vito Leccese esprime il cordoglio suo e della città di Bari per la scomparsa di Liliana De Robertis. “Liliana De Robertis abitava la scuola con naturalezza, come fosse una casa: non un edificio ma un luogo vivo, attraversato ogni giorno dal futuro dei ragazzi. È rimasta fino all’ultimo dentro quel lavoro che considerava, prima di tutto, un dovere civile: allargare gli orizzonti, dare spazio, fiducia. Ha lavorato senza risparmiarsi per aprire la sua scuola alla città e al mondo, rafforzando i programmi di scambio culturale, valorizzando esperienze di cura condivisa degli spazi, investendo energie e risorse per offrire ai suoi studenti ambienti didattici stimolanti secondo un’idea di scuola inclusiva in cui il coinvolgimento e il protagonismo di ogni studente diventa elemento qualificante dell’intero percorso curricolare. Il suo impegno e la sua passione sono stati un esempio straordinario per tutti noi. Alla sua famiglia e alla comunità scolastica che ha guidato con dedizione giunga il mio abbraccio insieme a quello della città”.

Bari, Davide Champagne va in carcere e saluta su TikTok: “Ci vediamo tra due anni è giusto che paghi” – VIDEO

“Buongiorno a tutti da Davide Champagne. Come sapete tutti oggi è il mio compleanno, 32 anni, e mi hanno fatto un bellissimo regalo. Da oggi non sarò più sui social per un paio di anni. Devo scontare pene vecchie con la giustizia. È giusto che paghi e che sconti le mie pene. Mi mancherete, ma ci rivedremo. Vi voglio bene a tutti, passerà”.

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Con questo annuncio a sorpresa tre giorni fa Davide Caricola, in arte Davide Champagne, ha salutato i suoi 12mila followers su TikTok. Tre anni fa, nella notte del 31 dicembre 2022, fu coinvolto in una sparatoria nei pressi del castello Svevo per il mancato pagamento di alcune bottiglie di champagne. Caricola, chiamato anche “u sangisen” si occupa infatti proprio della vendita di bottiglie pregiate. Da qui il soprannome “Davide Champagne”.

L’Università di Bari accoglie altri sei studenti palestinesi: sono arrivati con il corridoio Iupals

Sono sei, tre ragazze e tre ragazzi, gli studenti palestinesi arrivati a Bari grazie al corridoio universitario Iupals – Italian universities for palestinian students, avviato nei mesi scorsi dalla Conferenza dei rettori delle università italiane.

Sono giunti nel capoluogo pugliese con il secondo gruppo previsto dal corridoio e frequenteranno i corsi dell’università Aldo Moro. La presentazione è avvenuta oggi alla presenza del rettore Roberto Bellotti, dell’ambasciatrice della Palestina in Italia, Mona Abuamara, e del governatore Michele Emiliano.

I tre ragazzi sono Fares, Yahya e Serajeddin e frequenteranno, rispettivamente, i corsi di studio triennali in Scienze politiche, Informatica e tecnologie per la produzione del software ed Economia e management. Le ragazze sono Mirak, Ola e Sozan e anche loro frequenteranno, rispettivamente, le triennali in Scienze politiche e Scienze della comunicazione.

Il progetto di accoglienza e inclusione accademica, ricorda UniBa, è sviluppato in collaborazione con il ministero degli Affari esteri e della cooperazione, il ministero dell’Università e della ricerca, il Consolato generale d’Italia a Gerusalemme, le scuole di Terrasanta, la guardia di finanza, la Protezione civile e Meccanismo europeo di protezione civile, l’Ambasciata d’Italia in Giordania, l’Unità di crisi della Farnesina e la Fondazione Giovanni Paolo II.

Il progetto prevede 140 borse di studio, messe a disposizione da 35 università italiane per studenti palestinesi interessati a frequentare un intero ciclo di studi universitari (laurea triennale, laurea magistrale o laurea a ciclo unico) in Italia.

Palazzina crollata in via Pinto a Bari, perizia “positiva” nel 2021: salgono a 9 gli indagati. È un perito di Monopoli

Giulio Madaro, 53enne di Monopoli, è il nuovo nome iscritto nel registro degli indagati della Procura di Bari nell’inchiesta sul crollo della palazzina di Via Pinto, avvenuto il 5 marzo scorso. Nel 2021 aveva attestato in una perizia che la stabilità dell’edificio non era compromesso e che i lavori di messa in sicurezza non erano necessari, nonostante alcuni problemi emersi durante il sopralluogo, come il degrado delle armature in ferro e del calcestruzzo. Lo stesso Madaro era stato nominato curatore fallimentare nell’ambito della procedura fallimentare per la vendita del piano interrato, dove si sono poi sgretolati i pilastri e dove erano stati disposti i puntelli.

Erano già indagati i progettisti e il direttore dei lavori delle opere architettoniche e strutturali Stefano Simone, Giuseppe Carlo Marano, Giuseppe Antonio Massa e Giuseppe Davide Tasso, il collaudatore delle opere strutturali Vincenzo Fanelli e il legale rappresentante dell’impresa che stava eseguendo i lavori, Vito Modesto Dell’Aera.

Per gli inquirenti questi sei avrebbero omesso di effettuare una completa caratterizzazione delle connotazioni meccaniche dell’edificio, avrebbero elaborato un progetto di ripristino per la messa in sicurezza inidoneo, non avrebbero considerato la circostanza che l’edificio fosse parte di un “aggregato edilizio”, avrebbero usato elementi di puntellamento non sufficienti ad assicurare un sostegno efficace alla struttura. Avrebbero inoltre sottovalutato il rischio di collasso dell’edificio sia nella fase della direzione dei lavori che in quella dell’esecuzione, e avrebbero usato procedure di manipolazione degli elementi strutturali non consone ai criteri di sicurezza dell’edificio.

Indagate anche due aziende, la CN Energia e la Sociedil, che un anno primo del crollo avevano eseguito la messa in sicurezza piazzando i puntelli che poi hanno ceduto. Si tornerà in aula il 12 dicembre, all’udienza erano presenti anche alcuni condomini. I legali delle parti hanno chiesto di citare assicurazioni e imprese per eventuali contestazioni in sede civile.

Bari, abusi sessuali su ragazzino minorenne disabile: 60enne condannato a 8 anni. Dovrà risarcire la vittima

Un uomo di 60 anni è stato condannato a Bari a 8 anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per aver abusato sessualmente di un minorenne disabile.

Secondo quanto ricostruito, il 60enne avrebbe approfittato delle condizioni del 17enne, affetto da una disabilità intellettiva di grado moderato e facilmente riconoscibile. Il giovane seguiva infatti un programma educativo predisposto proprio per la sua particolare fragilità, ma questo non ha fermato l’uomo.

I fatti risalgono al 2023, gli abusi si sono verificati all’interno di un locale di proprietà dell’uomo che frequentava i campetti di calcio insieme a gruppi di ragazzi.

Il 60enne riuscì ad attirare con una scusa il giovanissimo all’interno del locale, prima di indurlo a subire atti sessuali. Fortunatamente grazie all’intervento di alcuni amici della vittima, i genitori del ragazzo sono venuti subito a conoscenza dell’accaduto e hanno denunciato, dando così il via alle indagini. I giudici hanno condannato anche l’imputato al risarcimento dei danni in favore della vittima per un valore di 30mila euro.

Parco della giustizia a Bari, colpo di scena. Accolto il ricorso contro Cobar-Sac: conteggio da rifare

Il Tar di Bari ha accolto parzialmente il ricorso presentato dal raggruppamento di imprese che si è classificato secondo nella gara per la realizzazione del Parco della Giustizia di Bari, aggiudicato a giugno scorso per 367 milioni da Cobar di Altamura e Sac di Roma.

Tutto ora viene rimesso in discussione. Tutto ruota attorno all’attribuzione di cinque punti a Cobar-Sac in relazione al sub criterio D2 – ottimizzazione del livello di certificazione Leed”.

Tolti quei cinque punti, le due società slitterebbero in seconda posizione nella graduatoria finale, con conseguente attribuzione dell’appalto alle seconde classificate. Ma secondo i giudci andranno comunque rivalutati anche 3,68 punti attribuito al gruppo che si è classificato secondo.

Al parcheggiatore abusivo non basta l’euro, aggredite due ragazze: “Mai sentite così in pericolo”

Sputi al finestrino, danni all’auto e minacce ripetute. È accaduto sabato sera a Bari, protagonista un parcheggiatore abusivo che non ha accettato il solo euro lasciato da due ragazzine del San Paolo dopo aver parcheggiato. Una delle due vittime ha raccontato sui social la paura provata in quegli attimi, la situazione resta grave e compromessa e a quanto pare non si riesce a porre rimedio.