Bari piange Marcello Pantanella: il comico e conduttore radiofonico si è spento all’età di 58 anni

Bari piange Marcello Pantanello, attore, conduttore radiofonico e comico che si è spento improvvisamente all’età di 58 anni. Faceva parte del duo “I tascavuota” con Nicola Capozzi, grande tifoso del Bari, era particolarmente legato ad Adelfia, dove aveva da poco partecipato a uno spettacolo e dove era atteso per un altro evento a dicembre.

“Il mio compagno di risate, la mia metà sul palco e nella vita, il mio amico vero, il mio respiro, è volato in cielo – ricorda Nicola Capozzi con un messaggio commovente sui social -. L’angelo che mi ha accompagnato in questi anni se n’è andato, lasciando un vuoto che non so spiegare. Di lui mi resta tutto: le sue 87 barzellette fresche fresche che ho pubblicato con orgoglio, la sua ironia pulita, la sua voglia di giocare con la vita anche quando la vita non giocava con noi. Ogni volta che ridevate grazie a lui, era come vederlo brillare. Oggi quella luce si è spenta qui, ma sono sicuro che da qualche parte, più in alto, si sta già inventando una nuova barzelletta”.

 

ItalVolley, lectio magistralis del ct De Giorgi ai dirigenti del Comune di Bari: “Essere squadra significa aiutare”

“Spesso ci chiedono cosa significhi essere una squadra, la pallavolo è molto interessante per spiegare questo concetto. Non ci sono trucchi o ricette, c’è un percorso, un metodo. Nel volley si possono fare massimo tre passaggi ed è obbligatorio passare la palla, per chiudere un punto tre persone si devono quindi passare la palla. Essere squadra significa interdipendenza e reciprocità, aiutare e non giudicare”.

Lo ha detto il commissario tecnico della nazionale maschile di volley, Fefè De Giorgi, cominciando la sua lectio magistralis che chiude il corso ‘Principi di management e leadership’, organizzato dal Comune di Bari in favore dei propri dirigenti.

Il coach, fresco campione del mondo, è pugliese. Così ha ricordato che “sono di Squinzano e il patrono della mia città è San Nicola”. Come nello sport, ha detto a margine dell’evento, nelle amministrazioni “ci sono le persone, che devono lavorare in un ambiente che le possa far esprimere. Ci sono persone che devono essere attente ad altre persone, che devono fare gioco di squadra per far funzionare bene tutti gli aspetti”.

Nascondigli segreti, comandi dal carcere e una cassa comune: così il clan Strisciuglio gestiva il mercato della droga

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, con il supporto del 6° Nucleo CC Elicotteri di Bari e del Nucleo Cinofili Carabinieri di Modugno, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari su richiesta della locale D.D.A., nei confronti di 12 soggetti, gravemente indiziati a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione e tentata estorsione aggravate, porto e detenzione di armi da sparo clandestine e da guerra, ricettazione, lesioni personali aggravate, accensioni ed esplosioni pericolose, reati aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose.

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L’indagine, denominata “Lockdown” e condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Bari San Paolo dal settembre 2019 al maggio 2023, con il costante coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, rappresenta un approfondimento dell’inchiesta “Vortice – Maestrale” e fotografa le attività della consorteria criminale “Strisciuglio” nel quartiere San Paolo di Bari.   L’ordinanza cautelare, condividendo le risultanze investigative, ha acclarato l’operatività in tali anni nel quartiere San Paolo di Bari del clan “Strisciuglio”,e le e le numerose attività illecite commesse dagli stessi per il predominio del territorio in particolare il traffico di stupefacenti e le estorsioni imposte ai cantieri, pena l’interruzione dei lavori.

Secondo l’impostazione accusatoria, accolta dal G.I.P. e fatta salva ogni necessaria valutazione nelle fasi successive del procedimento con il contributo della difesa, il clan gestiva un imponente traffico di sostanze stupefacenti, avvalendosi di luoghi di stoccaggio abilmente occultati e talvolta riconducibili a insospettabili, comunemente definiti “cupe”, in cui sono stati rinvenuti ingenti quantitativi di stupefacente, armi clandestine e da guerra, munizionamento e denaro contante; su alcune banconote sequestrate erano anche riportati a penna i nomi degli affiliati ai quali le stesse dovevano essere consegnate come sostentamento.

I proventi delle attività illecite, che confluivano in una cassa comune, erano invero utilizzati per l’acquisto di partite di droga da immettere nelle piazze di spaccio, per l’assistenza legale dei sodali tratti in arresto e per il sostentamento dei detenuti e dei loro familiari, anche per farli desistere da eventuali propositi di collaborare con la giustizia o di transitare in clan rivali.

Proprio dagli istituti di pena, i vertici del sodalizio criminale detenuti riuscivano, non solo attraverso le “ambasciate” comunicate all’esterno per il tramite di familiari, ma anche in via diretta tramite cellulari detenuti illegalmente, a impartire disposizioni agli affiliati liberi e a essere, da questi ultimi, quotidianamente aggiornati sulle dinamiche criminali.

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I referenti principali del clan, del quale è stato ricostruito un ben definito schema organizzativo di tipo piramidale, con regole precise e condivise, si riunivano ogni sabato per effettuare la contabilità ripartendosi i proventi, derivanti da tutti gli affari illeciti.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure cautelari odierne, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa.

Ssc Bari, Vivarini l’erede di Caserta. Le prime parole: “Qui ho lasciato qualcosa in sospeso bisogna vincere e basta”

Esonerato Fabio Caserta, il Bari riparte con in panchina Vincenzo Vivarini: quello dell’allenatore abruzzese è un ritorno in biancorosso, dopo l’esito sfortunato nei play off di Lega pro del 2020 (sconfitta in finale con la Reggiana).

Il tecnico è da ieri in città e in mattinata completerà le formalità del contratto: firmerà, secondo le indiscrezioni, un accordo fino a giugno prossimo.
“Qui ho ritrovato un po’ di amici. Ho lasciato qualcosa in sospeso. A Bari bisogna vincere e basta”, queste le prime parole di Vivarini appena arrivato nel capoluogo pugliese.

“Difenderò questa santa società con sangue, pelle e ossa”: i riti di affiliazione e i “battesimi” nel clan Strisciuglio

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, con il supporto del 6° Nucleo CC Elicotteri di Bari e del Nucleo Cinofili Carabinieri di Modugno, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari su richiesta della locale D.D.A., nei confronti di 12 soggetti, gravemente indiziati a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione e tentata estorsione aggravate, porto e detenzione di armi da sparo clandestine e da guerra, ricettazione, lesioni personali aggravate, accensioni ed esplosioni pericolose, reati aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose.

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L’indagine, denominata “Lockdown” e condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Bari San Paolo dal settembre 2019 al maggio 2023, con il costante coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, rappresenta un approfondimento dell’inchiesta “Vortice – Maestrale” e fotografa le attività della consorteria criminale “Strisciuglio” nel quartiere San Paolo di Bari.

L’ordinanza cautelare, condividendo le risultanze investigative, ha acclarato l’operatività in tali anni nel quartiere San Paolo di Bari del clan “Strisciuglio”,e le e le numerose attività illecite commesse dagli stessi per il predominio del territorio in particolare il traffico di stupefacenti e le estorsioni imposte ai cantieri, pena l’interruzione dei lavori.

Sono stati anche rinvenuti manoscritti in cui erano specificati e riportati i riti di affiliazione necessari per entrare a far parte della “società camorristica”, formule (Difenderò questa santa società fino all’ultima goccia del mio sangue e con le mie ossa), rituali (baci) e giuramenti della consorteria mafiosa.

 

Pestaggi, estorsioni e sparatorie anche durante il lockdown. Colpo al clan Strisciuglio: 12 arresti – VIDEO

Nella prima mattinata, a Bari, Triggiano e presso gli istituti penitenziari di Lecce, Trani, Larino (CB), Napoli, Lanciano (CH), San Gimignano (SI) e Viterbo, i Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, con il supporto del 6° Nucleo CC Elicotteri di Bari e del Nucleo Cinofili Carabinieri di Modugno, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari su richiesta della locale D.D.A., nei confronti di 12 soggetti, gravemente indiziati a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione e tentata estorsione aggravate, porto e detenzione di armi da sparo clandestine e da guerra, ricettazione, lesioni personali aggravate, accensioni ed esplosioni pericolose, reati aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose.

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L’indagine, denominata “Lockdown” e condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Bari San Paolo dal settembre 2019 al maggio 2023, con il costante coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, rappresenta un approfondimento dell’inchiesta “Vortice – Maestrale” e fotografa le attività della consorteria criminale “Strisciuglio” nel quartiere San Paolo di Bari.

L’ordinanza cautelare, condividendo le risultanze investigative, ha acclarato l’operatività in tali anni nel quartiere San Paolo di Bari del clan “Strisciuglio”, delineandone gli assetti organizzativi, i ruoli ricoperti dai singoli sodali, “battezzati” con riti di affiliazione, le dinamiche criminali interne alla compagine e le numerose attività illecite commesse dagli stessi per il predominio del territorio in particolare il traffico di stupefacenti e le estorsioni imposte ai cantieri, pena l’interruzione dei lavori. Sono stati anche rinvenuti manoscritti in cui erano specificati e riportati i riti di affiliazione necessari per entrare a far parte della “società camorristica”, formule, rituali e giuramenti della consorteria mafiosa.

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Nei mesi in cui vigevano le limitazioni di spostamento a causa della diffusione del covid-19 è stato possibile immortalare veri e propri summit di mafia sotto i portici dei complessi di edilizia popolare, roccaforte del clan, nel corso dei quali venivano prese le decisioni per compiere atti intimidatori, pestaggi e sparatorie. Emblematici a tal proposito sono gli attriti sorti con appartenenti alla famiglia “Vavalle”, storica antagonista degli “Strisciuglio” nel rione San Paolo culminati, nel marzo 2020, nell’esplosione di colpi d’arma da fuoco contro la porta di un bar della zona, all’indirizzo di un’autovettura e di una macelleria.

 

Bari, caos all’ospedale San Paolo. Personale sanitario aggredito e minacciato: arrestata 40enne

Nel pomeriggio del 24 novembre la Polizia di Stato ha tratto in arresto una donna di 40 anni presunta responsabile dei reati di lesioni personali, minacce gravi ed interruzione pubblico servizio. Si tratta di accertamenti attualmente in fase di indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale davanti al giudice nel contraddittorio con la difesa.

Gli equipaggi della Squadra Volante sono intervenuti presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale San Paolo a seguito della segnalazione relativa alla presenza di persone che stavano causando disordini all’interno dei locali del reparto pediatrico.

Gli operatori sanitari hanno richiesto l’intervento della Polizia di Stato poiché una donna, in attesa di visita per una minore, ha iniziato a proferire frasi minacciose nei confronti del personale sanitario, pretendendo informazioni e l’accesso immediato all’ambulatorio, nonostante la presenza di altri pazienti e le procedure medico–sanitarie in corso.

La donna avrebbe tentato fisicamente di impedirle l’accesso alla postazione medica ad un’infermiera ostacolando il corretto svolgimento dell’attività assistenziale. La situazione è degenerata ulteriormente quando un’altra persona, anch’essa accorsa sul posto in qualità di accompagnatrice della minore, ha adottato comportamenti aggressivi e minacciosi verso il personale sanitario, rifiutandosi di rispettare le indicazioni ricevute.

In tale frangente una delle due donne ha desistito mentre l’altra ha cercato di afferrare il monitor del computer della postazione medica, minacciando di sferrarlo addosso alla dottoressa. Tra le due si è posizionata un’infermiera, con l’intento di frapporsi tra utente e dottoressa ed evitare che la situazione degenerasse e che venisse aggredita fisicamente.

Gli agenti della Polizia di Stato e una Guardia Particolare Giurata sono riusciti a fermare l’aggressione, riportando la situazione alla calma. La 40enne è stata tratta in arresto e sottoposta alla misura degli arresti domiciliari

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Armi, estorsione e droga. Blitz all’alba al San Paolo: arresti nel clan Strisciuglio

I Carabinieri della compagnia Bari San Paolo hanno condotto questa mattina una operazione antimafia, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, a carico di presunti componenti del gruppo criminale Strisciuglio.

Secondo quanto si è appreso, sono una decina le persone coinvolte. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione e tentata estorsione aggravate, porto e detenzione di armi da sparo clandestine e da guerra, ricettazione, lesioni personali aggravate, accensioni ed esplosioni pericolose, reati aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose.

I dettagli sull’inchiesta saranno resi noti nel corso della conferenza stampa, che si terrà alle ore 10.30 in procura a Bari.

Bari, investito da auto sul lungomare: il 70enne Filippo Di Marzo muore dopo giorni di agonia

Non ce l’ha fatta Filippo Di Marzo, il 70enne investito lo scorso 3 novembre sul lungomare di Bari all’altezza della ruota panoramica. La vittima, direttore sportivo del circolo Barion, è morto dopo settimane di agonie.

Era stato travolto da un’auto, guidata da un 50enne, mentre stava attraversando le strisce pedonali. A causa dell’impatto ha rimediato un grave trauma cranico. Il conducente si è fermato per prestare soccorso, Di Marzo è stato trasportato d’urgenza in codice rosso al Policlinico di Bari. Le condizioni sono apparse subito gravi. È rimasto in prognosi riservata fino al decesso.

Le indagini sono affidate alla Locale. L’automobilista, forse, era distratto dall’uso del cellulare che è stato sequestrato. I funerali sono in programma oggi alle 16:30 presso la Parrocchia della Beata Vergine Immacolata.

Il Presidente e il Consiglio Direttivo del Circolo Canottieri Barion Sporting Club hanno espresso il loro più profondo cordoglio. “Filippo ha dedicato decenni della sua vita alla crescita della nostra Associazione, contribuendo con passione, competenza ed entusiasmo allo sviluppo dello sport e alla promozione dei valori che ci uniscono. La sua presenza discreta e costante, la sua pacatezza e generosità, e i suoi modi sempre gentili hanno rappresentato per tutti noi un esempio luminoso e hanno lasciato un segno indelebile nei nostri cuori», si legge nella nota. «Il Consiglio Direttivo, insieme a tutti i soci, atleti e dipendenti, si stringe con affetto sincero alla moglie Rosanna e alla figlia Giuliana, condividendone l’immenso dolore e ricordando con profonda gratitudine l’uomo che Filippo è stato: una guida, un punto di riferimento e, soprattutto, un amico. Il suo esempio e il suo ricordo continueranno ad accompagnare e ispirare il cammino della nostra Associazione. In segno di lutto domani il Circolo rimarrà chiuso”.

Milano Cortina 2026, la Fiamma Olimpica a Bari il 31 dicembre: evento in largo Giannella – LE INFO

La giunta comunale ha approvato il protocollo di intesa tra la Città di Bari e la Fondazione Milano Cortina 2026, propedeutico all’organizzazione dell’evento il “Viaggio della Fiamma Olimpica”, che si terrà a Bari il 31 dicembre 2025 in largo Giannella.

Dal 29 dicembre al 1° gennaio 2026, infatti, la Fiamma Olimpica dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026 attraverserà la Puglia, toccando 18 comuni e un sito Unesco, all’interno del percorso che coinvolgerà l’intero Paese in più di 60 tappe.

Nel dettaglio, mercoledì 31 dicembre il Viaggio chiuderà l’anno a Bari in largo Giannella, dove sono previsti eventi pomeridiani di musica, arte, sport e solidarietà. Ad accompagnare la Fiamma Olimpica in Puglia sarà Gerry Cassano, comico pugliese che racconterà le bellezze del territorio attraverso i propri profili social, e sarà presente alla city celebration di Bari sul palco.

Ogni giornata di staffetta si concluderà con l’accensione del braciere, un momento di festa e di partecipazione che segnerà il culmine delle attività nel luogo della city celebration, con spettacoli musicali, esperienze e performance artistiche con la partecipazione delle comunità locali.

Il Viaggio della Fiamma Olimpica rappresenta il veicolo promozionale dei Giochi e ha lo scopo di diffondere i simboli e i valori del Movimento Olimpico sul territorio, diventando anche occasione per comunicare al mondo le eccellenze dell’Italia, delle sue regioni e delle sue città. Con la firma del protocollo d’intesa, il Comune di Bari dichiara la sua disponibilità a offrire collaborazione e assistenza per l’organizzazione e lo svolgimento del percorso e della relativa Cerimonia Celebrativa in città.

Il Viaggio della Fiamma Olimpica

Un percorso lungo 63 giorni, 60 tappe in Italia per 12mila chilometri, toccando tutte le 110 province della penisola. Il Viaggio inizierà il 26 novembre 2025 a Olimpia, con l’accensione del sacro fuoco che arriverà poi in Italia, a Roma, il 4 dicembre da dove, due giorni dopo, inizierà il suo percorso. Sarà a Napoli a Natale e festeggerà il nuovo anno a Bari; il 26 gennaio tornerà invece, dopo 70 anni esatti dalla Cerimonia d’Apertura dei Giochi, a Cortina d’Ampezzo e concluderà il suo tragitto a Milano facendo il suo ingresso allo Stadio di San Siro, la sera di venerdì 6 febbraio 2026. Il percorso è pensato anche per rendere omaggio al grande patrimonio storico culturale italiano: la Fiamma illuminerà molti dei 60 luoghi iscritti nella lista dei patrimoni Unesco.