Movida a Bari, gruppo di residenti dell’Umbertino propongono negoziazione assistita: no del Comune

A seguito dell’istruttoria condotta dagli uffici competenti e della successiva disamina effettuata dall’Avvocatura civica, il Comune di Bari ha scelto di non aderire alla negoziazione assistita proposta dall’avvocato Ascanio Amenduni per conto di una ventina di cittadini residenti nel quartiere Umbertino.

La decisione, in linea con la deliberazione approvata dalla giunta comunale lo scorso 22 luglio, nasce dalla valutazione dell’assenza di elementi di responsabilità imputabili al Comune in relazione alle richieste risarcitorie avanzate dai residenti a fronte degli effetti negativi che sarebbero stati provocati dalla movida notturna in alcune aree del quartiere.

Bari, al Policlinico inaugurato il nuovo padiglione Asclepios: 8 piani, 200 posti letto e 24 sale operatorie

Otto piani, compreso uno interrato, 200 posti letto, dieci dei quali in terapia intensiva e 16 in terapia intensiva cardiologica, 24 sale operatorie. Sono i numeri del nuovo padiglione Asclepios 3 del Policlinico di Bari, del quale oggi è stata inaugurata l’ultima parte: quella dedicata alla cardiologia, angiografia e chirurgia cardiologica.

Presenti, fra gli altri, l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Piemontese, il direttore generale del Policlinico Antonio Sanguedolce e il direttore del dipartimento Salute della Regione Puglia, Vito Montanaro, e in collegamento da Taranto il presidente della Regione, Michele Emiliano. I primi pazienti arriveranno a settembre, mentre sono già operativi i reparti di area medica (malattie dell’apparato respiratorio e medicina interna ad alta intensità di cura), chirurgia toracica e chirurgia vascolare.

Il nuovo blocco operatorio cardiologico è costituito da quattro sale, di cui una ibrida dotata di tecnologie all’avanguardia, e tre sale angiografiche. Sono 48 i posti letto a disposizione, ai quali si aggiungono i 16 in terapia intensiva cardiologica (due con isolamento), disposti lungo un corridoio lungo 200 metri, il più lungo in Puglia. Qui ogni paziente sarà monitorato h24, con i parametri proiettati su schermi lungo tutto il reparto, grazie ai quali sarà possibile intervenire in massimo tre minuti.Per inaugurare il nuovo padiglione la Regione ha investito oltre 65 milioni di euro. I lavori, iniziati prima del Covid, hanno subito un’accelerazione negli ultimi cinque anni.

Asclepios 3 ha anche un collegamento diretto con il blocco Aclepios 1 ed è dotato di percorsi e ascensori distinti per visitatori, pazienti, personale sanitario, materiale sporco e materiale pulito. Entro settembre saranno trasferiti i pazienti di cardiochirurgia, Centro trapianti di cuore, cardiologia e terapia intensiva cardiologica. Fra le novità presenti ci sono i centro trauma, il centro trapianti fegato-rene che sarà potenziato con sale operatorie dedicate, e il centro cuore, che riunisce in un’unica sede cardiochirurgia ad alta complessità, chirurgia vascolare, cardiologia interventistica avanzata e trapianto di cuore.

Cuori Urbani, Cuori Urbani 2025, si ride con l’Anonima GR: la favola barese di Biancaneve e i due nanetti

All’Anfiteatro della Pace del centro Mongolfiera di Bari Japigia è andato in scena uno dei più grandi successi dell’Anonima GR, lo spettacolo teatrale “Biancaneve”, che ha debuttato nel 1987 ed è andato in scena negli anni più di 1500 volte, con un cast tutto nuovo: Dante Marmone, Tiziana Schiavarelli, Brando Rossi, Antonello D’Onofrio e Claudio Giovanniello.

Biancaneve è una ironica rilettura della famosa favola dei fratelli Grimm destinata ad un pubblico adulto ma amata anche molto dai ragazzini. Il linguaggio è un italiano baresizzato, che dà alla favola una forte impronta regionale.

Lo spettacolo, tradotto in LIS – lingua dei segni italiana, sarà replicato oggi e rientra nel palinsesto di AncheCinema per Le Due Bari, evento culturale promosso dal Comune di Bari. 

Bari, ha un tumore al seno e congela gli ovuli prima della radioterapia: dopo 4 anni diventa mamma

“Perché proprio a me? Riuscirò mai a diventare madre?”. Sono le prime domande che una donna originaria di Molfetta si è fatta quando ha ricevuto la diagnosi di tumore al seno. Ma la sua non è solo la storia di una malattia, bensì una storia a lieto fine, di guarigione dal tumore e di cicli di PMA che hanno portato alla nascita di una nuova vita.

È il dicembre 2019 quando S. – così chiameremo la donna protagonista di questa testimonianza –, che da tempo si sottoponeva a cicli di Procreazione Medicalmente Assistita presso altra struttura senza però riuscire a concepire, effettua una visita di controllo con il dott. Donatello Iamele, senologo presso Santa Maria Hospital di Bari, struttura di GVM Care & Research accreditata con il SSN.

“Il dott. Iamele durante un’ecografia ha notato che la cisti al seno sinistro aveva cambiato forma. Mi sono quindi sottoposta ad una biopsia. Dopo l’Epifania, mi ha chiamata e con grandissima delicatezza mi ha spiegato la situazione: la cisti era diventata un tumore maligno e andava asportata. È stato diretto, sincero ma soprattutto empatico, ha saputo trovare le parole giuste e mi ha rassicurata sulle possibilità di terapia per guarire dal tumore al seno”.

A gennaio 2020, quando iniziavano i primi segnali dell’emergenza Covid, il dott. Stefano Rinaldi, chirurgo senologo sempre presso la struttura barese di GVM Care & Research, esegue l’intervento chirurgico e rimuove il quadrante interessato dalla neoplasia e anche alcuni linfonodi già compromessi.

“La diagnosi oncologica è sempre un evento particolarmente forte – commenta la dott.ssa Antonietta Ancona, responsabile della Breast Unit a Santa Maria Hospital –. La medicina oggi ha il dovere non solo di curare, ma di custodire la qualità della vita futura. La nostra équipe lavora con un approccio integrato, clinico e umano, che accompagna la donna in ogni fase, inclusa la possibilità di essere madre”.

Nel periodo post-operatorio, la paziente viene affiancata dagli specialisti della Breast Unit di Santa Maria Hospital, con colloqui psicologici e informazioni sui percorsi per preservare la fertilità. È qui, grazie all’Unità di Procreazione Medicalmente Assistita del Santa Maria Hospital, diretta dal dott. Pasquale Totaro, che scopre la possibilità di congelare gli ovuli prima di intraprendere la radioterapia, per avere più possibilità di concepimento a guarigione avvenuta.

Conclusa la radioterapia, effettuata in piena pandemia a Barletta, S. si rivolge nuovamente al centro PMA di Santa Maria Hospital per utilizzare finalmente gli ovuli congelati in precedenza. Il primo tentativo nel novembre 2023 non va a buon fine. Lo sconforto è grande, ma a febbraio 2024 arriva la notizia tanto attesa: S. è incinta.

“Quando un ciclo non va a buon fine la prima cosa da fare è non scoraggiarsi e avere fiducia nelle tecniche di fecondazione assistita che oggi sono sempre più sicure e affidabili. Tuttavia le percentuali di successo non sono molto elevate, quindi se ci sono le condizioni e la coppia è in buona salute, questa viene invitata a riprovare perché più tentativi si fanno e maggiori sono le possibilità di riuscita – spiega il dott. Totaro –. Per quanto riguarda il tema del congelamento degli ovuli, suggerisco sempre di non aspettare oltre i 34 anni per provvedere a congelare gli ovociti. Si chiama “social freezing” ed è particolarmente consigliato quando la donna è in carriera e non ha al momento un partner “giusto”, o presenta qualche problematica che la induce a posticipare il progetto di genitorialità. Possiamo considerarlo un “tesoretto di fertilità” che viene messo da parte e si può utilizzare anche dopo 5-6 anni nel momento in cui la donna desidererà la gravidanza. A 40 anni avrà così degli ovociti più “giovani” da poter impiegare per il concepimento e quindi maggior possibilità di successo e soprattutto di avere un bambino sano”.

“Il dott. Totaro è stato un punto di riferimento. Con calma e pacatezza mi ha aiutata a dosare energia e fiducia. Se oggi ho una bambina è anche grazie a lui – racconta S. –. Spero che la mia storia possa incoraggiare le donne che ricevono una diagnosi come la mia e sognano di diventare madri. Non bisogna mai perdere la speranza. Anche quando tocchi il fondo, puoi risalire. E anche qualora non si riuscisse a realizzare il desiderio di maternità, non si diventa donne incomplete. Mi sono sentita libera di esprimere le mie emozioni, i miei timori e le mie sensazioni grazie alla grande umanità ed empatia dei medici e del personale di Santa Maria Hospital”.

Oggi, S. guarda al futuro con speranza. Allatta al seno la sua bambina, ha ritrovato un equilibrio e sogna di darle presto un fratellino o una sorellina in vista del compimento dei suoi 40 anni. “Ho ancora un ovulo congelato, il percorso di PMA questa volta lo affronterei con più serenità, sempre con accanto la mia famiglia, presente in ogni momento. La forza me l’hanno data loro e sono sicura di poter affrontare anche questa nuova sfida con loro accanto”.

“L’approccio integrato e umano alla cura può fare la differenza, nella malattia ma soprattutto nella vita – conclude la dott.ssa Ancona –. Santa Maria Hospital rinnova il proprio impegno nella promozione della salute femminile, nella diagnosi precoce, nella tutela della fertilità e nell’ascolto profondo delle storie di chi cura e di chi viene curato”.

Roghi tossici tra Ceglie e Valenzano, sequestrata maxi discarica abusiva: due denunciati – VIDEO

I militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale del Gruppo Carabinieri Forestale di Bari, con il supporto della Stazione Carabinieri di Bari Carbonara, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, hanno proceduto al sequestro di un terreno di circa 10.000 mq, situato tra Bari – Ceglie del Campo e Valenzano, adibito a discarica abusiva di rifiuti speciali pericolosi e non. Nella discarica i rifiuti venivano accumulati e successivamente bruciati, sprigionando fumi tossici visibili in tutto il circondario.

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L’indagine, svolta grazie all’ausilio di telecamere, droni e servizi di appostamento, ha consentito di ricostruire le condotte illecite: un soggetto trasportava rifiuti presso la discarica quasi quotidianamente e il gestore di fatto del sito dirigeva le operazioni di scarico e procedeva periodicamente alla combustione di grossi cumuli di rifiuti. I roghi generavano colonne di fumo nero che erano visibili dalle zone limitrofe ed erano oggetto di lamentele da parte dei residenti.

Oltre al sequestro della discarica, si è proceduto anche a quello dell’autocarro con cui i rifiuti venivano trasportati e scaricati in loco che, come previsto dalla normativa vigente in materia di rifiuti, sarà oggetto di confisca.

Il gestore della discarica e il trasportatore dei rifiuti, fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per i reati di discarica abusiva e combustione di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, puniti rispettivamente dagli artt. 256, co. 3, e 256 bis del D.Lgs. n. 152/2006 e ss.mm.ii.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e all’esecuzione della predetta attività seguirà il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Il sindaco Vito Leccese, appresa la notizia del sequestro del suolo adibito a discarica abusiva nell’agro tra Ceglie del Campo e Valenzano, esprime la propria soddisfazione: “A nome della città, ringrazio la magistratura e i Carabinieri forestali per il lavoro di indagine condotto, che ha consentito di ottenere questo risultato importante a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente urbano. Da anni, nel territorio del Municipio IV, specie durante la stagione estiva, giungono decine di segnalazioni da parte dei residenti esasperati per i roghi di rifiuti che sprigionano fumi tossici rendendo l’aria irrespirabile. Aver individuato i responsabili di questo scempio è un dato che ci conforta e che conferma la necessità di rafforzare le azioni di monitoraggio anche in altre zone di quel territorio a contrasto di questo tipo di fenomeni, grazie anche alla preziosa collaborazione dei cittadini. Quello degli ecoreati è un filone in crescita nella nostra regione come nel resto del Paese ed è all’attenzione del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico: proprio negli ultimi incontri il Prefetto di Bari ha condiviso con noi sindaci l’urgenza di affrontare questa piaga in modo sempre più deciso e sinergico, mettendo a sistema informazioni e competenze”.

Il San Nicola di Bari sogna gli Europei di calcio nel 2032, incontro Uefa-Comune: richiesti 130 requisiti

Nel pomeriggio di ieri il sindaco Vito Leccese ha incontrato, a Palazzo di Città, Michele Uva, direttore esecutivo Uefa per la sostenibilità sociale e ambientale e delegato ufficiale del Comitato organizzatore italiano per gli Europei 2032, e Giovanni Spitaleri, responsabile Area progetti innovativi della FIGC, in visita a Bari per verificare con l’amministrazione comunale la fattibilità della candidatura della città a Euro 2032 e supportare al meglio le fasi di sviluppo della candidatura stessa ai campionati europei.

Alla riunione hanno partecipato anche il direttore generale del Comune di Bari Davide Pellegrino e due rappresentanti della Ssc Bari, in qualità di attuale concessionaria dell’impianto sportivo San Nicola.

“Nel corso dell’incontro è emersa innanzitutto la necessità di valutare attentamente i 130 requisiti richiesti dalla Uefa affinché lo stadio San Nicola possa essere scelto per Euro 2032 – ha spiegato Vito Leccese -. Si tratta di un evento importantissimo, il terzo a livello mondiale per attrattività e accoglienza di spettatori. L’aspetto più rilevante da tenere in considerazione è che la Uefa non fa affidamento su impianti contemporanei o, ancor meno, realizzati negli ultimi 20 o 30 anni, ma su strutture molto innovative, totalmente sostenibili, con un elevato grado di accessibilità, ampi spazi dedicati all’ospitality e una serie di altre prescrizioni stringenti. Quindi sono requisiti che vanno ben al di là degli adeguamenti e dei relativi interventi di manutenzione straordinaria affrontati negli ultimi anni per riqualificare il San Nicola. Perciò dobbiamo fare lo sforzo di immaginare uno stadio proiettato nel prossimo decennio, condizione che attualmente nessun impianto sportivo in Italia riesce a garantire ad eccezione di uno.

Tre anni fa abbiamo presentato la nostra candidatura a Euro 2032, forti anche di diverse operazioni di manutenzione che fanno del San Nicola uno stadio efficiente e rinnovato in tutti i suoi aspetti strutturali e tecnologici, così come richiede la Figc per i campionati professionistici. Adesso, però, dobbiamo analizzare al meglio tutta la situazione in modo da capire se esistono le condizioni, economiche e materiali, per poterci proiettare nel 2032, come richiesto dalla Uefa, e presentarci con uno stadio di un altro livello. Sarà necessario verificare il cronoprogramma degli interventi da portare a termine ed, entro metà settembre, dare una risposta alla Uefa, ovvero dire se possiamo o meno elaborare un piano di fattibilità, con dotazione finanziaria, che rispetti i 130 requisiti richiesti, precondizione per l’eventuale scelta del San Nicola da parte della Uefa.

Ovviamente ce la metteremo tutta: come sempre, cercheremo di essere franchi, leali e trasparenti e faremo ogni sforzo necessario per raggiungere l’obiettivo”.

Bari, propone rapporti sessuali al figlio di 11 anni: mamma lo scopre e lo tortura in casa. Condanna confermata

Una mamma barese di 42 anni è stata condannata a due anni di reclusione e rischia di finire in carcere per aver torturato un uomo che, durante lezioni gratuite di doposcuola, aveva proposto al figlio di avere rapporti sessuali nel 2018.

La donna, dopo aver scoperto qualcosa, decise di chattare direttamente con l’uomo al posto del figlio, scoprendo le richieste esplicite di avere rapporti sessuali con il ragazzino e di inviare video di natura sessuale.

La mamma così lo invitò a casa e la vittima venne picchiata con schiaffi e pugni, prima di essere ferita con un taglierino. L’aggressione fu postata sui social e divenne virale. L’uomo fu costretto anche ad ammettere di essere un pedofilo.

Fondazione Petruzzelli, Emiliano si “autonomina” nel Consiglio: “Era una cosa risaputa come la fai la sbagli”

“Per evitare di nominare per 5 anni una persona che poi non corrispondeva all’identikit del mio successore, ho concordato con quello che potevo concordare, perché non so il centrodestra chi candiderà, però ho concordato con il mio possibile successore di non nominare nessuno in particolare, di fare questa nomina temporanea in modo tale che poi quando lui, insomma o lui o lei, diventeranno presidenti, potranno nominare chi vogliono. Tutto qua”.

Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha spiegato il perché ha firmato il decreto di nomina per se stesso, nel consiglio di indirizzo della Fondazione lirico-sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari. Un passaggio che ha spinto il ministero della Cultura a chiedere verifiche e chiarimenti e con il successivo intervento dell’Anac.

“Era una cosa risaputa – ha aggiunto Emiliano – che tutti conoscevano. Non ha nessuna funzione di gestione, è solo un ruolo di natura onorifica però bisognava fare la nomina subito perché bisogna nominare il sovrintendente. È chiaro, quindi, che le nomine andavano fatte”.

“Se avessimo nominato un’altra persona – ha concluso il presidente – avrebbero fatto le stesse polemiche dicendo che Emiliano a tre mesi dalla fine del mandato ha nominato per cinque anni un’altra persona. Come la fai la sbagli con questi”.