Truffa delle orecchiette all’Arco basso, presentato il disciplinare: disattesi tutti i requisiti

Torniamo a parlare delle orecchiette di Barivecchia con importanti novità. La tradizione è salva. Da ora le orecchiette dovranno essere rigorosamente preparate in casa, dove dovranno essere posizionati anche tavoli in acciaio e lavabo. Sarà assolutamente vietata la vendita di quelle industriali. E noi siamo tornati all’Arco Basso per festeggiare questo speciale traguardo per Quinto Potere e la nostra richiesta. 

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Bari, Umbertino Fratino è il nuovo Rettore del Politecnico per il sessennio 2025-2031

Umberto Fratino è il nuovo rettore del Politecnico di Bari, resterà in carica fino al 2031 prendendo il posto di Francesco Cupertino.

Il professore ordinario di Costruzioni idrauliche e marittime e idrologia ed ex presidente dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Bari è stato eletto al termine della prima giornata di voto, ottenendo la maggioranza assoluta, ovvero 270.29 voti ponderati da parte dei docenti a tempo indeterminato e ricercatori a tempo determinato Rutdb e Rtt, ricercatori a tempo determinato Rutda, personale dirigente, tecnico, amministrativo e bibliotecario e rappresentanti degli studenti.

L’altro candidato, Giuseppe Carbone, professore ordinario di Meccanica applicata alle macchine ed ex direttore del dipartimento di Meccanica, ha ottenuto 163.72 voti ponderati.

Ha partecipato al voto il 96,31% dei 785 aventi diritto. I seggi, aperti alle 9 e chiusi alle 16 di oggi, sono stati allestiti a Bari, nell’aula magna Attilio Alto, e a Taranto (quartiere Paolo VI). L’elezione è stata accolta da un lungo applauso nell’aula magna gremita.

Bari, il Tribunale dichiara infondato il ricorso contro il sindaco Leccese: “Era eleggibile quando si è candidato”

“Dalla documentazione in atti risulta inequivocabilmente che il Leccese all’epoca della sua candidatura non versava in alcuna causa di ineleggibilità, essendosi risolto il rapporto di lavoro quale Capo di Gabinetto dal 1.1.2024 ed essendo cessato anche l’incarico a titolo gratuito dal 2.5.2024”.

Per questo, il Tribunale civile di Bari ha respinto il ricorso con cui il cittadino barese Donato Cippone, candidato al consiglio comunale nelle ultime amministrative, chiedeva di accertare l’ineleggibilità del sindaco di Bari Vito Leccese (candidato ed eletto alle amministrative di giugno 2024) e la sua decadenza dalla carica di sindaco.

Nel respingere il ricorso, il Tribunale ha anche condannato Cippone a pagare le spese legali sostenute da Leccese per la causa. Leccese, secondo quanto sostenuto dal ricorrente, si sarebbe trovato in una situazione di ineleggibilità per aver ricoperto, anche dopo l’accettazione della candidatura e «fino al turno del ballottaggio» l’incarico di capo di gabinetto dell’ex sindaco Antonio Decaro.

Leccese ha invece evidenziato come il Comune avesse risolto il suo contratto di lavoro e di essersi «astenuto dal compimento di qualsiasi atto inerente al suo pregresso incarico di Capo di Gabinetto» dal primo gennaio 2024, e di “essersi dimesso anche dall’incarico a titolo gratuito per il supporto all’Ufficio di Gabinetto a far data dal 2.5.2024, prima del termine stabilito per la presentazione delle candidature». Argomenti che hanno convinto i giudici, che hanno respinto il ricorso ritenendolo «infondato».

Bari, cuccioli di cinghiali travolti e uccisi nella notte al San Paolo: “Un problema ancora irrisolto”

Investiti la scorsa notte, da un automezzo a due passi dal pronto soccorso dell’ospedale San Paolo, due cuccioli di cinghiale, apparsi inaspettatamente lungo la carreggiata.L’impatto, avvenuto in pochi istanti, è stato fatale per i due cuccioli, che hanno perso la vita sul colpo.

A darne notizia sui social è il consigliere del terzo municipio, Umberto Carli. Sul posto è intervenuta la Polizia Locale in attesa dei veterinari dell’Agenzia per la tutela della salute che provvederanno alla rimozione e allo smaltimento delle carcasse degli animali.

“La presenza di cinghiali in lungo e in largo per il nostro bel paese non è una novità, così come la loro presenza all’interno dei centri abitati, per un problema di cui si discute da tanto tempo, e al quale al momento non vede una valida soluzione”, le parole di Carli.

Baby escort a Bari, l’avvocato Stefano Chiriatti a processo: chiesti 2 anni di reclusione e 3000 euro di multa

Chiesta una condanna a 2 anni di reclusione e 3.000 euro di multa per l’avvocato leccese Stefano Chiriatti, accusato di prostituzione minorile nell’inchiesta a Bari sul giro di cui sarebbero state vittime, tra il 2021 e il 2022, quattro giovani baresi.

Questa è la richiesta avanzata dal pm del Tribunale di Bari Matteo Soave. Chiriatti ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato che si sta celebrando davanti al gup Anna Perrelli.

Secondo l’accusa l’avvocato avrebbe avuto nel gennaio 2022 un rapporto sessuale a pagamento con due ragazze minorenni in un hotel di Bari. La prossima udienza è fissata il 15 ottobre e verrà dato spazio alla difesa. Chiriatti ha detto di non essere consapevole dell’età anagrafica delle ragazze.

Ricordiamo che Antonella Albanese e Nicola Basile sono stati condannati rispettivamente a 3 anni e un mese e a tre anni e quattro mesi di reclusione. Albanese, 21enne, avrebbe – insieme a Marilena Lopez, Federica Devito ed Elisabetta Manzari, attualmente a dibattimento con rito ordinario – indotto, favorito, sfruttato e gestito la prostituzione delle minorenni, «traendone un vantaggio economico», come scritto nel capo di imputazione.

Stessa accusa mossa a Basile, imputato anche per aver avuto dei rapporti sessuali a pagamento con due minori. Albanese e Basile hanno risarcito le due ragazze costituite parti civili. Un presunto cliente ha poi patteggiato a un anno e otto mesi.

Mercato del sesso senza freni, prostitute inferocite: Antonio e Tino aggrediti con pietre e bastoni

Il video che vi mostriamo è davvero forte. Ci siamo recati in via Glomerelli dove una decina di ragazze si prostituiscono ogni giorno, dalle 17 a mezzanotte. Tutto creando enormi disagi ai residenti della zona.

Tra loro ci sarebbero anche ragazze minorenni. Ci siamo avvicinati a loro con il pretesto di invitarle ad una festa, dopo aver incassato il loro sì siamo tornati sul posto con la telecamera accesa. E qui è scoppiato il manicomio.

Antonio e Tino sono stati aggrediti prima con borse, poi con pietre, bastoni, bottiglie di birra e tutto quello che si trovava nei paraggi. Inizialmente erano solo tre ragazze che si sono accanite con inaudita violenza nei confronti della nostra troupe, poi sono arrivati anche i rinforzi.

Sul posto è intervenuta poi la Polizia. Ringraziamo una ragazza che ha assistito all’aggressione e che si è fermata per testimoniare.

Bari, maxi evasione milionaria. Nei guai azienda di abbigliamento e imprenditore: scattano i sequestri

I finanzieri del Comando Provinciale di Bari hanno scoperto un’evasione fiscale milionaria e hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo fino a un valore complessivo superiore a 1,7 milioni di euro nei confronti di una società con sede nella provincia di Bari, nonché del suo amministratore legale, quale profitto del reato di dichiarazione infedele.

Il provvedimento di natura cautelare è stato emesso dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della Procura della Repubblica. L’imprenditore è attivo nel settore del confezionamento in serie di abbigliamento del Barese.

Dall’analisi della contabilità aziendale sono emersi numerosi elementi di criticità. La società non avrebbe osservato gli obblighi fiscali relativi alla commercializzazione di parte dei capi di abbigliamento prodotti. I finanzieri hanno ricostruito il reale volume di venduto, facendo emergere una base imponibile sottratta a tassazione superiore a 3,5 milioni di euro e violazioni all’Iva per oltre 1,5 milioni di euro.

La società avrebbe evaso il fisco per oltre 1.700.000 euro, con conseguente rilevanza penale delle condotte accertate, a cui ha fatto seguito la segnalazione alla Procura della Repubblica di Bari.

Al termine delle attività investigative è stato eseguito il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, beni immobili/mobili registrati nei confronti della società e dell’amministratore, accusato di ‘dichiarazione infedele’.

Villa, centro estetico, polizza, soldi e aziende: beni confiscati a Eugenio Palermiti e al figlio Giovanni

Una villa abusiva, un fondo rustico, un centro estetico, un locale in cui si trova un salone da parrucchiere, poco meno di 64mila euro e una polizza assicurativa.

Sono questi i beni che il Tribunale della prevenzione di Bari ha confiscato oggi a Eugenio Palermiti, 71enne capo dell’omonimo clan del quartiere Japigia, e a suo figlio Giovanni, 49 anni. Entrambi sono in carcere, i beni a loro confiscati oggi furono sequestrati nel 2022 su richiesta della Dda di Bari.

Nel sequestro originario erano anche compresi fabbricati, beni e patrimonio aziendali della srl Centro Carni Pugliesi, il cui sequestro è però stato revocato perché la società non è più attiva, e alcuni mezzi di trasporto ritenuti obsoleti.

Nella richiesta di confisca, la Dda aveva sottolineato la «pericolosità sociale» di entrambi, gravati da condanne definitive per associazione mafiosa e reati in materia di droga e armi. Entrambi hanno ancora carichi pendenti sempre per la stessa tipologia di reati.

Venerdì scorso Eugenio e Giovanni Palermiti sono stati condannati rispettivamente a 20 e 18 anni di reclusione (in abbreviato) per associazione finalizzata al traffico di droga con aggravante mafiosa.

Bari, cocaina nascosta nella fodera del sedile e nel cofano motore: arrestato 24enne rumeno

Nei giorni scorsi la Polizia di Stato, a Bari, ha tratto in arresto un giovane di 24 anni, incensurato, ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente (con la doverosa precisazione che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa).

I poliziotti della Squadra Volante della Questura di Bari hanno proceduto al controllo di un’autovettura, guidata dal 24enne, che nelle fasi di identificazione appariva, senza apparente motivo, nervoso ed in stato di agitazione.

Insospettiti, i poliziotti hanno approfondito il controllo e sottoposto a perquisizione l’uomo e la sua vettura. Celate all’interno della fodera del sedile anteriore lato guida e nel cofano motore sono state rinvenute e sequestrate 207 dosi di cocaina, per un peso lordo complessivo pari a 128.51 grammi. Il giovane, tratto in arresto, è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura pre-cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.