Bari, mangiano e bevono “gratis” da Giotto: furbetti saldano il conto da 80 euro dopo la denuncia social

Una storia a lieto fine per la pizzeria Giotto, situata in via Mazzitelli nel quartiere Poggiofranco di Bari. I tre furbetti che lo scorso sabato erano andati via dal locale senza saldare il conto, sono tornati sul posto.

Hanno chiesto scusa ai titolari, che avevano denunciato la vicenda sui social, e hanno pagato 80 euro. “Il giorno successivo uno dei tre commensali ha contattato il mio cliente, procedendo con il mancato pagamento. Hanno fatto giusto in tempo, visto che avevo appena concluso la predisposizione della denuncia”, spiega uno dei titolari a La Repubblica.

Bari, il Comune sospende la sperimentazione del taser per la polizia locale. Leccese: “Attendiamo riforma”

Il Consiglio comunale ha discusso e approvato ieri il nuovo “Regolamento per la disciplina dell’armamento e degli strumenti di autotutela del corpo di Polizia locale di Bari”, in attuazione della legge 65 del 7 marzo 1986 (“Legge quadro sull’ordinamento della polizia municipale”) e della legge 37 della Regione Puglia del 14 dicembre 2011 (“Ordinamento della Polizia locale”).

Il documento, che negli scorsi mesi ha ottenuto il parere favorevole dei cinque Municipi ed è stato approvato dalla giunta comunale, recepisce quanto previsto dalla normativa e da accordi nazionali (D.L. 14 del 20/02/2017, D.M. 145 del 04 marzo 1987, etc).

Il Corpo di Polizia Locale è infatti chiamato sempre più a svolgere una complessa attività di vigilanza, prevenzione e repressione degli illeciti (non solo di natura amministrativa) in numerosissimi ambiti tra cui Polizia Amministrativa, Polizia Giudiziaria, Polizia Stradale, Pubblica Sicurezza, Vigilanza a tutela dell’ambiente.

A fronte della complessità degli impegni che gli agenti si trovano ad affrontare quotidianamente per garantire la serenità dei cittadini e la vivibilità urbana, è stata, dunque, ravvisata la necessità di migliorare l’assetto del servizio, affinché i molteplici compiti – delicati per contesti d’intervento – siano svolti in maniera ottimale, sicura e altamente operativa, riducendo i fattori di rischio e potenziando gli strumenti di autotutela.

Il Regolamento, in attuazione del decreto ministeriale 145 del 4 marzo 1987, disciplina le dotazioni di armi degli appartenenti al Corpo di Polizia Locale del Comune di Bari, in possesso della qualifica di agenti di Pubblica Sicurezza.

Particolare importanza riveste nel Regolamento la disciplina degli strumenti di autotutela (bracciali di contenimento, distanziatore o bastone estensibile omologato, giubbotti di protezione balistica antitaglio, spray OC antiaggressione, guanti antitaglio e antiperforazione), richiesti dagli appartenenti al Corpo come strumenti di difesa personale e di deterrenza. Nel documento grande spazio viene anche riservato alla disciplina sulla formazione professionale, ai servizi di collegamento e di rappresentanza, ai servizi al di fuori dell’ambito territoriale per soccorso e Protezione civile.

“Per quanto riguarda il taser, come annunciato nei giorni scorsi e condiviso in conferenza dei capigruppo, il Consiglio comunale ha approvato un emendamento che ne sospende la sperimentazione – ha spiegato il sindaco Vito Leccese -. Non si tratta di una scelta di tipo ideologico. È una valutazione che tiene conto dell’attuale assetto normativo. Da tempo, infatti, è attesa una riforma organica dell’ordinamento della Polizia Locale. Gli interventi adottati negli anni passati dal legislatore risultano parziali e incompleti. Il pacchetto sicurezza promosso nel 2017 dall’allora ministro Minniti, prevedeva per esempio l’adozione di quattro decreti attuativi non ancora emanati, nonostante siano trascorsi ben 8 anni. Parliamo di norme fondamentali, come l’accesso alle banche dati interforze, l’interoperabilità delle sale operative, la formazione congiunta con le altre forze di polizia e l’equiparazione del sistema di tutele. E ancora, la mancanza di addestramenti tattico operativi. Perfino lo spray al peperoncino in dotazione alla polizia locale è diverso da quello utilizzato dalle altre forze dell’ordine. A questo si aggiunge un elemento di prudenza: in Italia si sono registrati cinque decessi a seguito dell’utilizzo del taser, l’ultimo dei quali nell’ottobre scorso a Napoli. Da qui la scelta, condivisa dalla maggioranza, di attendere un intervento più chiaro e strutturato da parte del Governo prima di procedere anche con la sperimentazione del taser”.

“Il regolamento approvato oggi dal Consiglio comunale – osserva l’assessora alla Vivibilità urbana Carla Palone – dota finalmente gli agenti di nuovi strumenti utili ad affrontare le diverse mansioni che oggi sono affidate al Corpo di Polizia Locale in termini di vigilanza, prevenzione e repressione di diverse tipologie di illeciti.

Attraverso l’adozione di questo regolamento, l’amministrazione mira a migliorare l’assetto complessivo del servizio nell’interesse della collettività e degli stessi agenti, che d’ora in avanti potranno disporre di dispositivi adeguati a svolgere in modo più efficace i compiti loro assegnati.

Il regolamento, d’altronde, non è un mero atto tecnico, ma un tassello fondamentale della politica cittadina per la sicurezza, la legalità e la tutela degli operatori della nostra Polizia Locale. Con un obiettivo molto chiaro: definire regole certe, trasparenti e rigorose sull’uso delle armi e degli strumenti di autotutela, per migliorare l’efficacia del Corpo di Polizia Locale e la sicurezza di tutta la comunità barese.

Ci tengo, infine, a sottolineare un aspetto. Questo regolamento colloca al centro un tema che dovrebbe essere sempre prioritario: la formazione. Perché Bari sceglie la sicurezza come diritto e come dovere. Sceglie la professionalità. Sceglie la legalità.

Credo che garantire condizioni operative di maggiore sicurezza alle donne e agli uomini della Polizia Locale impegnati quotidianamente ad assicurare il rispetto delle regole e la convivenza civile nella nostra città sia un atto doveroso, e ringrazio il Consiglio comunale per l’approvazione del nuovo regolamento”.

Il Regolamento entrerà in vigore il primo giorno successivo a quello di esecutività della deliberazione di approvazione del Consiglio comunale.

Bari, Volante si schianta in pieno centro con furgone: gravi due poliziotti

Due poliziotti sono stati stati trasportati in codice rosso in seguito a un incidente stradale. Lo schianto è avvenuto prima delle 5 nel pieno centro di Bari, tra via Cardassi e via De Giosa. Tutta da chiarire la dinamica, per il momento si sa che è rimasto coinvolto anche un furgone, ma l’autista non ha subito conseguenze.

I due poliziotti sono stati estratti dalle lamiere solo grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco. Gli occupanti sono stati trasportati al Policlinico e all’ospedale Di Venere.

Sul posto sono intervenuti i colleghi della Polizia, Carabinieri, Polizia Locale e tre ambulanze del 118. Pare che la Volante procedesse ad alta velocità per sventare un furto.

Gran premio di Bari, nona edizione sul lungomare: appuntamento dal 23 al 26 aprile con le auto d’epoca

Tornerà dal 23 al 26 aprile prossimi il Gran premio di Bari, la rievocazione della storica corsa automobilistica che si disputò tra il 1947 e il 1956 nel capoluogo pugliese.

Organizzata da Old cars club, la nona edizione porterà sul lungomare auto da corsa d’epoca, con quattro giorni dedicati ad adrenalina, esposizioni, sfilate ed eventi.

Quella in programma, anticipano gli organizzatori in una nota, sarà una rievocazione “ancora più ricca delle precedenti, che porterà in città grandissimi ospiti del mondo dei motori e non solo, nonché piloti provenienti da tutta Italia e da numerosi Paesi europei”.

Bari, scende dal bus e inciampa in una buca: donna cade e batte la testa

Scende dal bus della linea 11, inciampa in una buca del marciapiedi, cade e batte la testa contro il muro di un’abitazione. L’incidente è avvenuto questa mattina a Bari all’altezza di via Quintino Sella.

Secondo le prime ricostruzioni, la donna è caduta a causa di alcune mattonelle sconnesse in prossimità di un tombino. Sul posto è intervenuto il 118, la vittima ha riportato un trauma alla testa e alla caviglia.

I passeggeri sono stati fatti scendere dal mezzo e hanno dovuto attendere il pullman successivo per continuare la corsa. Il bus infatti è stato costretto a fermarsi in attesa dell’ambulanza e della Polizia Locale.

L’annuncio dell’ad di Trenitalia: “Collegheremo Bari a Napoli in due ore e Bari a Roma in tre ore”

“I cantieri che oggi comportano inevitabilmente dei disagi, forniranno i presupposti di un’infrastruttura molto migliore in futuro”. Lo ha detto a Bari, a margine della inaugurazione di ‘Pensiero binario’, l’amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia, Gianpiero Strisciuglio, evidenziando che “nonostante i cantieri, l’offerta dell’Alta velocità su Roma è rimasta sostanzialmente inalterata con cinque coppie di servizi giornali di 10 treni”. Per l’ad è “importantissima l’offerta che collega la Puglia lungo l’Adriatica a tutto il resto del Paese con decine di treni, sia Freccia Intercity che Intercity notte”.

“La prospettiva futura è quella di sfruttare gradualmente, progressivamente e a ogni occasione il rilascio delle nuove infrastrutture: l’obiettivo che raggiungeremo è di collegare Bari con Napoli in 2 ore e Bari con Roma in 3 ore e grazie a questi cantieri ce la faremo”, ha continuato Strisciuglio ribadendo che “ovviamente sono importanti anche i collegamenti lungo l’Adriatica: è in corso il raddoppio della Termoli- Lesina che verrà ulteriormente sfruttato con un potenziamento dell’offerta”. “L’impegno del gruppo ferrovie di Trenitalia è massimo per la regione”, ha sottolineato.

Bari, una sala d’attesa per i migranti in Questura: 28 posti a sedere e uno spazio per i bimbi

È stata inaugurata questa mattina a Bari, in via Oriani, la nuova sala d’attesa destinata agli utenti dell’ufficio immigrazione della Questura di Bari. L’ambiente, con 28 posti a sedere e uno spazio per i bambini, consentirà a chi è in attesa di presentare un’istanza o ritirare un permesso di soggiorno di aspettare il proprio turno al riparo e non, come avvenuto fino ad oggi, in coda per strada all’esterno dell’ufficio.

La cerimonia di inaugurazione, alla presenza del questore Massimo Gambino, del prefetto Francesco Russo e del sindaco Vito Leccese, è stata preceduta da un momento di preghiera con benedizione dei nuovi spazi e dalla lettura di un racconto africano su un piccolo colibrì che, una goccia dopo l’altra, cerca di spegnere un incendio che sta distruggendo la foresta spingendo tutti a collaborare, raggiungendo il risultato.

“Questa sala è una goccia d’acqua nell’oceano ma è importante, è un presidio di civiltà, solidarietà, umanità e accoglienza” ha detto il sindaco, annunciando che il Comune donerà libri per i bambini e giocattoli. “Lavoreremo – ha aggiunto Leccese – per rendere sempre più accoglienti le strutture di questa città”.

Per il prefetto Russo “il senso vero dell’accoglienza è la dignità e questa inaugurazione è il segno caratteristico di un territorio che sa accogliere”. “Questo luogo serve a dare dignità alle persone che accedono ai nostri uffici” ha detto il questore. La sala sarà aperta seguendo gli orari dell’ufficio immigrazione e avrà anche finalità informative.

Bari, al Policlinico rimosso tumore “inoperabile” del cuoio capelluto: salvata 52enne

Una donna di 52 anni, residente in Calabria, è stata sottoposta con successo al Policlinico di Bari a un intervento considerato da molti specialisti estremamente rischioso o non eseguibile. La paziente presentava un carcinoma basocellulare molto invasivo del cuoio capelluto che aveva distrutto la cute e l’osso cranico, arrivando a minacciare le strutture cerebrali. Era stata trattata con terapie alternative risultate inefficaci tanto che la neoplasia aveva raggiunto dimensioni tali da mettere a rischio la vita.

L’elevata complessità del caso ha portato la donna a scegliere il Policlinico di Bari come centro di riferimento per la chirurgia ad alta complessità nel Sud Italia, dove è stato possibile affrontare un intervento che necessitava di un approccio multidisciplinare.

L’intervento, durato molte ore, è stato eseguito da un’équipe integrata che ha unito le competenze dei medici della Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica diretta dal prof. Giuseppe Giudice e della Neurochirurgia diretta dal prof. Francesco Signorelli.

La massa tumorale sanguinante aveva completamente eroso il cuoio capelluto e il tavolato osseo. “La priorità assoluta era garantire la sicurezza delle strutture cerebrali e rimuovere tutto il tessuto patologico possibile”, spiega il professor Signorelli.

L’intervento è stato eseguito dal team di microchirurgica diretto dal professor Maruccia ed affiancato dalla professoressa Rossella Elia in collaborazione con il dott. Carlo Del Vecchio della Neurochirurgia che ha proceduto all’asportazione della lesione che arrivava a contatto con il cervello. L’equipe di chirurgia plastica ha poi eseguito una complessa ricostruzione microchirurgica utilizzando un lembo libero vascolarizzato prelevato dalla coscia. “In casi così avanzati, solo una ricostruzione microchirurgica permette di ripristinare una copertura stabile e funzionale, restituendo protezione al cranio ed alle strutture cerebrali. Questo tipo di procedure richiede la più alta esperienza in ambito microchirurgico ed un lavoro d’equipe ben organizzato”, sottolinea il prof. Maruccia.

La fase post-operatoria è stata seguita nel reparto di Chirurgia Plastica, dove la paziente ha ricevuto assistenza continua da parte degli specializzandi, degli infermieri e degli operatori socio-sanitari, che hanno monitorato la vitalità del lembo, gestito le medicazioni e offerto supporto costante anche psicologico alla paziente ed al marito. La paziente, oggi in buone condizioni post-operatorie, è tornata a casa.

“I tumori cutanei maligni vengono spesso sottovalutati e devono essere assolutamente asportati il prima possibile per evitare che vadano ad invadere le strutture sottostanti richiedendo ricostruzioni molto complesse e che possono portare in alcuni casi anche alla morte del paziente”, evidenzia il Prof. Giudice.

“La presenza di competenze integrate, la multidisciplinarità delle nostre equipe ci permette di affrontare interventi ad altissima complessità che magari altrove vengono giudicati impraticabili. La qualità e l’eccellenza possono essere raggiunte anche nel Sud Italia, senza dover necessariamente percorrere centinaia di chilometri verso centri in altre regioni”, conclude il direttore generale, Antonio Sanguedolce.

Bari, mangiano e bevono “gratis” alla pizzeria. Via senza pagare il conto da 80 euro: la denuncia di Giotto

“Un grande applauso a questi tre geni che hanno passato il loro sabato sera a bere e mangiare Gratis…… Io mi chiedo cosa vi passa per la testa? Avete fatto una figuraccia per un conto da 80 euro”.

Recita così il post di denuncia pubblicato sui social dai titolari di Giotto, pizzeria situata in via Mazzitelli a Poggiofranco. Il messaggio di sfogo è accompagnato da una faccina che vomita e dalla foto che immortala i furbetti, con i volti coperti dall’emoticon della “cacca”.

Bari, cellulari nel carcere: assolti tre detenuti e una dottoressa in servizio durante il blitz

Il Tribunale di Bari ha assolto una dottoressa del carcere di Bari e tre ex detenuti imputati, questi ultimi, per aver usato telefonini durante la detenzione e il medico per non averlo segnalato.

I quattro sono stati processati con rito abbreviato mentre per altri 14 ex detenuti, accusati dello stesso reato di «accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione» il dibattimento inizierà il 6 febbraio.

Stando all’indagine, coordinata dalla pm Desirè Digeronimo e delegata al nucleo investigativo dell’amministrazione penitenziaria, i reclusi avrebbero «mantenuto rapporti con l’esterno» e, in particolare, «con familiari, amici e conviventi» attraverso l’uso di cellulari illegittimamente custoditi in cella.

I dispositivi, due telefoni e sei sim intestate a soggetti fittizi, furono trovati dagli agenti il 14 ottobre 2022 durante una perquisizione. I tabulati telefonici hanno rivelato che sarebbero stati utilizzati almeno dall’agosto precedente per chiamare figli, mogli, madri e amici.

La dottoressa, che era in servizio il giorno della perquisizione, è stata assolta dall’accusa di omessa denuncia “perché il fatto non sussiste». A uno dei tre detenuti imputati in abbreviato è stata riconosciuta la «particolare tenuità del fatto» (avrebbe contattato la convivente per tre giorni), mentre gli altri due sono stati assolti «per non aver commesso il fatto». Non c’è prova, cioè, che fossero i responsabili delle decine di telefonate che venivano loro addebitate.