Attenzione a Perrone, Marzia: “Truffata come decine di clienti. Altro che associazione senza lucro”

Torniamo ad occuparci di Ludovico Perrone, il titolare del centro benessere di Casamassima su cui da alcune settimane abbiamo acceso i nostri riflettori dopo la segnalazioni di alcuni clienti circa trattamenti e pacchetti fantasma. L’inchiesta si è allargata con il passare dei giorni.

Dopo avervi parlato della truffa escogitata ai danni del disabile Matteo e della sua mamma malata, della storia di Pierpaolo Progida, dopo avervi mostrato le immagini del nostro secondo epico incontro con Perrone, con tanto di sceneggiata e dell’interpretazione da Oscar al telefono, questa volta vi raccontiamo la storia di Marzia.

Come tante altre persone aspetta il risarcimento dei pacchetti acquistati per lei e per la figlia minorenne (senza firmare nessuna liberatoria o nessun documento) per un totale di 400 euro. Il racconto di Cinzia smentisce tutte le storielle di Perrone, contraddicendolo e svelando ulteriori retroscena.

Massaggi e trattamenti “fantasma”, tensione al centro benessere: clienti delusi rivogliono i soldi

Un centro estetico che vende pacchetti con massaggi e trattamenti senza portare a compimento le prestazioni. Da Capurso a Casamassima, sono diversi i clienti delusi.

In redazione sono arrivate diverse segnalazioni, il caso è attenzionato anche dalla Guardia di Finanza. Abbiamo beccato sul posto il titolare del centro benessere, Ludovico Perrone, e il proprietario della struttura che lo ospita, Giuseppe Tatone. Tra i due c’è un contenzioso.

Dopo i primi momenti di tensione e un confronto con i due, Perrone ha voluto rilasciare un’intervista ai nostri microfoni per fornire la sua versione dei fatti.

Appartamenti in fiamme nel Barese: salvate 4 persone a Capurso. Anziana intrappolata e liberata dai vicini a Corato

Un intero stabile di via Casamassima a Capurso è stato evacuato ed è al momento inaccessibile dopo che un incendio lo ha parzialmente danneggiato. Le fiamme, sulla cui origine sono in corso accertamenti, sono divampate intorno alle 22 di sabato e ai vigili del fuoco sono servite quasi cinque ore per spegnerle. Nessuno è rimasto ferito e le quattro persone che abitavano all’ultimo piano sono state messe in salvo. Sul posto sono intervenuti anche i responsabili del Comune.

A Corato, ieri sera, è stata invece salvata un’anziana rimasta bloccata nel suo appartamento situato in via Aleardi sempre a causa di un incendio. A lanciare l’allarme sono stati i suoi vicini, due uomini sono riusciti a raggiungere la donna e a trascinarla fuori dall’appartamento prima dell’arrivo sul posto dei Vigili del Fuoco. Le squadre intervenute hanno lavorato fino a notte per circoscrivere il rogo, mettere in sicurezza l’area e verificare la stabilità dell’abitazione. La donna è stata poi affidata al 118. La strada è rimasta chiusa al traffico per tutta la durata degli interventi, mentre le cause dell’incendio sono ora al vaglio dei tecnici. Sul posto anche agenti della polizia di Stato e le guardie della vigilanza giurata.

Capurso, ruba la batteria della sedia elettrica di una donna disabile e la consegna dopo l’appello del Sindaco

“Questa mattina un cittadino ha consegnato alla Polizia Locale la batteria della sedia a rotelle di Annie, la nostra concittadina con disabilità a cui era stata rubata qualche giorno fa. Abbiamo già contattato Annie per restituirle ciò che le permette di muoversi liberamente e di vivere la sua quotidianità”.

Inizia così il racconto sui social del sindaco di Capurso, Michele Laricchia, che due giorni fa aveva diramato un appello. “Voglio ringraziare di cuore chi ha deciso di rimediare al gesto sbagliato e chi, in queste ore, ha mostrato vicinanza e solidarietà – aggiunge il primo cittadino -. A volte basta poco per rimettere in moto non solo una sedia a rotelle, ma anche il senso di comunità che tiene insieme un paese”.

Omicidio Vito Caputo a Capurso, condanna ridotta per Piero Canonico. I giudici: “Provocato e ha chiesto scusa”

La Corte d’Appello di Bari lo scorso maggio ha ridotto a 13 anni di reclusione (dai 18 del primo grado, in abbreviato) la condanna nei confronti del 28enne Piero Canonico, imputato per l’omicidio del 29enne Vito Caputo e per il tentato omicidio di Fabio Chiarelli.

I fatti risalgono al tardo pomeriggio del 16 marzo 2023 a Capurso, al termine di un inseguimento iniziato nel vicino comune di Cellamare tra l’auto su cui erano a bordo Chiarelli e Caputo e quella su cui c’erano Canonico e il padre. Arrivati in un parcheggio a Capurso, i quattro scesero dalle auto e ne nacque una violenta rissa, nella quale Canonico – secondo quanto ricostruito dai carabinieri – colpì con 12 coltellate Caputo, uccidendolo, e con nove Chiarelli, ferendolo gravemente.

L’azione di Canonico, secondo i giudici, ha avuto origine dalla “condotta tenuta da Chiarelli”. La vittima, “oltre ad aver precedentemente minacciato ripetutamente Canonico, dava altresì inizio all’inseguimento con speronamenti da cui scaturiva la rissa”. Ma non solo.

In aula, Canonico ha chiesto scusa ai familiari della vittima dicendosi “dispiaciuto” per quanto successo. L’imputato ha tenuto “un comportamento collaborativo e apprezzabile in un’ottica di economia processuale, mostrando “resipiscenza” e offrendo “le proprie scuse ai familiari di Caputo e Chiarelli, mostrando sincero pentimento per le proprie azioni”, come si legge nelle motivazioni della sentenza.

Il delitto, secondo quanto ricostruito, sarebbe maturato nell’ambito delle reciproche gelosia tra Canonico e Chiarelli, entrambi fidanzati con l’ex dell’altro. Nel giorno del delitto Chiarelli, accompagnato da Caputo, ha raggiunto Canonico a Cellamare “per un chiarimento” sfociato nell’inseguimento, nella rissa e negli accoltellamenti.

Tragedia a Capurso, 40enne si toglie la vita. Festa patronale interrotta per 30 minuti: “Riflettiamo insieme”

“Questa mattina Marco, un giovane di poco più di quarant’anni, ha deciso di togliersi la vita. Sono giorni di festa per Capurso, dedicati a Santa Maria del Pozzo. Giorni di luce, di musica e di comunità. Eppure, proprio in questi momenti, la fragilità dell’uomo può prendere il sopravvento. La morte prevale sulla vita. Il buio sembra avere la meglio sulla luce. In segno di rispetto, insieme a don Tonio, a fra Filippo, all’Amministrazione, abbiamo deciso di sospendere i festeggiamenti per mezz’ora a partire dalle ore 21: le luminarie si spegneranno, la banda interromperà l’esibizione e noi, insieme, ci fermeremo in silenzio per riflettere”.

Inizia così il post pubblicato su Facebook dal sindaco di Capurso, Michele Laricchia. “Quando accadono tragedie come questa, non possiamo sentirci estranei. Non accadono sempre altrove: possono riguardare chiunque, l’uomo della porta accanto, un amico, un conoscente”, si legge nel post.

“Un momento di debolezza può travolgere una vita, una famiglia. Per questo, come comunità, dobbiamo essere sentinelle gli uni degli altri, provare a riconoscere i segni di difficoltà, tendere una mano – conclude -. Pensiamoci. Riflettiamo. E facciamoci comunità. Ciao Marco. Stavolta l’hai fatta grossa. Mi mancherà il tuo saluto gentile”.

Paura a Capurso, fiamme e fumo dalla cantinola del palazzo: a fuoco bici elettriche. Vigili del Fuoco sul posto

I Vigili del Fuoco sono intervenuti nella serata di ieri a Capurso intorno alle 21.30 per fumo e fiamme provenienti da una cantinola in un condominio di quattro piani.

Immediato l’intervento di una squadra sul posto dove erano presenti alcune biciclette elettriche in manutenzione con diverse batterie in carica. Pronta e a disposizione anche l’autoscala per un’eventuale evacuazione degli appartamenti soprastanti.

L’incendio nel locale è stato presto controllato e non è stato necessario nessuno sgombro. Alle ore 23 si sono chiuse le operazioni di soccorso.

Capurso, incendio in un capannone nella zona industriale: in fiamme bare nel reparto verniciatura

I Vigili del Fuoco questa mattina sono intervenuti con diverse squadre in un incendio divampato in un capannone nella zona industriale di Capurso. L’allarme è scattato intorno alle ore 8.30 e quattro squadre di vigili del fuoco si sono alternate per domare il rogo che ha coinvolto materiale in legno, in particolare cofani funebri. Il rogo ha interessato la parte dell’azienda che si occupava della verniciatura. Le operazioni sono andate avanti per diverse ore.

Tragedia a Capurso, il 25enne Gianluca De Franciscis muore in un incidente: patente sospesa a 30enne di Valenzano

Inflitta la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un anno nei confronti di Alessandro Sassone, il trentenne di Valenzano accusato e condannato per il reato di omicidio stradale per aver causato il tragico incidente costato la vita, a soli 25 anni, a Gianluca De Franciscis, di Casamassima, e occorso il 2 marzo 2023 nella zona industriale di Capurso. Ad annunciarlo è lo Studio3A-Valore S.p.A. in una nota.

Lo scorso 12 giugno, in tribunale a Bari, avanti il giudice dott. Nicola Bonante, all’esito dell’udienza preliminare, il 30enne aveva patteggiato la pena di un anno e quattro mesi, con la sospensione condizionale. L’automobilista, immettendosi sulla viabilità principale da una stradina che conduceva a un’azienda, ha tagliato la strada alla vittima che sopraggiungeva in moto, con conseguenze fatali.

Il Sostituto Procuratore, che al termine delle indagini preliminari ha chiesto il rinvio a giudizio per Sassone, ha imputato al conducente della vettura, una Peugeot 308, di aver causato il decesso del motociclista “per colpa consistita in negligenza, imprudenza nonché nella violazione delle norme che regolano la circolazione stradale e segnatamente l’articolo 145 del Codice della Strada, che impone l’obbligo di dare la precedenza a chi proviene da destra, e dell’articolo 154, che impone, nell’effettuare una svolta, di assicurarsi di poter effettuare la manovra senza creare intralcio o pericolo per gli altri utenti della strada” per citare l’atto del magistrato.

Com’è stato infatti accertato dall’ingegner Giuseppe Brizzi, il consulente tecnico a cui il Pm inquirente ha affidato l’incarico di ricostruire la dinamica, le cause e tutte le responsabilità dello schianto, Sassone alle 18.25 si trovava a transitare su una stradina adiacente alla ditta Baritex, quando, giunto al varco che immette su via Casamassima, tratto della ex Statale 100, all’altezza del chilometro 12+500, “nell’effettuare la svolta a sinistra per immettersi sulla carreggiata a doppia corsia di marcia di quest’ultima strada – prosegue il dott. Dini Ciacci nella sua richiesta di processo – non si accorgeva dell’arrivo della moto Honda Africa Twin di De Franciscis che andava a collidere sulla fiancata destra dell’autovettura”. Il centauro, che a sua volta procedeva verso Cellamare, non è purtroppo riuscito a evitare l’impatto con la vettura che gli si è parata davanti, è stato sbalzato dalla moto e dopo un tragico volo di 12 metri è finito contro un palo della pubblica illuminazione, prima di rovinare esanime a terra: il casco che indossava regolarmente non gli è bastato, è deceduto praticamente sul colpo, troppo gravi i politraumi riportati.

“Pur avendo effettuato l’immissione su via Casamassima a bassa velocità, l’automobilista non ha prestato la richiesta attenzione nell’effettuare tale manovra – ha concluso nella sua perizia il consulente tecnico d’ufficio -, in quanto non possedeva appieno la visuale libera a destra, sia per il passaggio di un’altra auto che andava verso il centro di Capurso, e che quindi ostruiva la visuale a destra, sia per la presenza degli alberi sul marciapiede a destra del varco della Baritex nonché, in ultimo, per la presenza di un dosso a 180 metri dal varco stesso”. Di qui dunque la richiesta di rinvio a giudizio spiccata dal Pm nei confronti dell’imputato che, di fronte alle sue schiaccianti responsabilità, all’udienza preliminare di mercoledì ha chiesto e ottenuto di patteggiare la pena di un anno e quattro mesi.

Gianluca De Franciscis ha lasciato in un dolore immenso la compagna, il figlioletto di soli quattro anni, i genitori, il fratello e i nonni che, per essere assistiti, fare piena luce sui fatti e ottenere giustizia, tramite l’Area Manager per la Puglia e responsabile della sede di Bari, Sabino De Benedictis, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e tutela dei diritti dei cittadini, che si è avvalso della consulenza tecnica dell’esperto ingegnere forense Pietro Pallotti per la ricostruzione e valutazione del sinistro, oltre che della collaborazione dell’avv. Fabio Ferrara del Foro di Bari.

I congiunti della vittima confidavano in una condanna congrua alla gravità del fatto che, per quanto molto parziale, ora è arrivata, ma adesso, anche in forza di questo punto fermo, si aspettano un’assunzione di responsabilità anche dalla compagnia di assicurazione della vettura, Assimoco, che sin qui ha avanzato proposte risarcitorie del tutto inadeguate con la conseguenza che, dopo tutto ciò che hanno passato, dovranno anche intentare una causa civile.