Il motivo fu legato all’interruzione dei colloqui con i familiari che contemporaneamente manifestavano in strada. Tra loro ci sono volti noti della criminalità barese.
Continue readingCarcere di Foggia, detenuto aggredisce infermiere e poliziotto in servizio. Osapp: “La politica è assente”
Nel carcere di Foggia, sempre ieri, gli agenti della penitenziaria hanno trovato due microcellulari con schede sim.
Continue readingDetenuto barese semi paralizzato in carcere, la denuncia da Caltanisetta: “Mi vengono negate le cure”
La denuncia di Domenico Antonio Guglielmi, pregiudicato barese di 53 anni attualmente detenuto a Caltanissetta per reati legati alla criminalità organizzata.
Continue readingIncendio nel carcere di Bari, la denuncia del Sappe: “Tragedia evitata ma nulla è cambiato. Detenuti a rischio”
Il SAPPE invita chi di dovere ad intervenire affinché tutti i detenuti malati nel carcere di Bari, soprattutto quelli più a rischio, siano evacuati e distribuiti in altri centri clinici carcerari della nazione.
Continue readingSofia in lacrime ritira la denuncia, Mohamed resta in carcere: “Lui è tutto per me”
Ieri pomeriggio avevamo pubblicato il video (rimosso dopo poche ore) in cui raccontavamo dell’ennesima lite tra i due, con l’intervento dei Carabinieri e con il successivo arresto di Mohamed. Sono legati da un rapporto malato e Sofia non riesce a venirne fuori.
Continue readingFoggia, detenuto muore a 34 anni in carcere: Procura apre un’inchiesta e dispone l’autopsia
Il detenuto era un paziente fragile, con problemi di tossicodipendenza e si trovava nel carcere di Foggia da settembre scorso. Mistero sulle cause del decesso.
Continue readingMafia, Marco Raduano catturato in Francia: il boss di Vieste evase dal carcere di Nuoro un anno fa
Il 40enne riuscì a scappare dal carcere di Badu’ e Carros calandosi dal muro di cinta del penitenziario con delle lenzuola annodate.
Continue readingMichele Misseri presto libero, fuori dal carcere l’11 febbraio. Il sindaco di Avetrana: “No circo mediatico”
Il timore di tutta Avetrana è che i riflettori possano nuovamente accendersi attorno a questa terribile vicenda.
Continue readingIncendio nel carcere di Bari, centro medico in fiamme. SAPPE: “Evitata una carneficina ora i responsabili paghino”
Sarebbe stato un corto circuito a provocare l’incendio nel centro clinico del carcere di Bari, causando l’intossicazione di 5 agenti di polizia penitenziaria (giunti al Policlinico con mezzi propri) e di tre detenuti, trasportati in codice rosso – per le inalazioni – al Policlinico e agli ospedali Di Venere e Mater Dei. A comunicarlo è l’Osapp, l’Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria, in un comunicato a firma del segretario regionale pugliese, Ruggiero Damato. “Solo il pronto intervento della polizia penitenziaria ha evitato il peggio e messo in sicurezza il reparto”, si legge nel comunicato sindacale.
“Da qualche mese il SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria, dopo aver visitato il carcere di Bari compreso il centro clinico ha denunciato pubblicamente la gravissima situazione presente proprio presso il centro clinico in cui a fronte di 25 posti disponibili sono giunti nel penitenziario barese più di 100 detenuti con gravissime patologie (allettati, super obesi, su sedia a rotelle, etc) che non trovando posto nella struttura medica sono stati alloggiati nelle sezioni detentive ove la situazione igienico sanitaria è molto precaria anche a causa delle barriere architettoniche presenti che creavano gravi problemi ai detenuti malati. Inoltre il SAPPE aveva evidenziato come la presenza di barriere architettoniche per detenuti su sedie a rotella poteva costituire grave pericolo per gli stessi in mancanza di vie di fuga adeguate, per cui in caso di eventi critici non avrebbero avuto scampo se non venivano aiutati. Le nostre denunce in cui chiedevamo l’intervento del Governatore, dell’assessore alla sanità, dei responsabili dell’asl sono sempre caduti nel vuoto, forse perché si doveva proteggere qualcuno all’interno del centro clinico”. Inizia così la nota del Sindacato Sappe dopo l’incendio divampato in mattinata nel carcere di Bari.
“Abbiamo scritto anche ad altri enti, quali magistrato di sorveglianza, garante dei detenuti, associazioni (che a chiacchiere) che dicono di difendere i diritti dei detenuti, anche in questo caso inutilmente. Nei giorni scorsi abbiamo scritto anche alle autorità di pubblica sicurezza preposti alla sicurezza dei luoghi di lavoro i cui alleghiamo copia – si legge nella nota -. Non può stupire, così come accade spesso nel nostro paese che tragedia annunciate, poi si verifichino puntualmente tra il disappunto anche di chi sapeva ed ha messo la testa sotto la sabbia. Ed è quello che è accaduto in data odierna presso il primo piano del Centro clinico ove per cause ancora da accertare ha preso fuoco tra gli altri il materasso ignifugo ed altro di una stanza ove non c’era nessun detenuto, con il fumo che si è propagato nell’intero piano avvolgendolo in una cappa maleodorante e molto pericolosa poiché velenosa . Tra il fuggi fuggi generale, alcuni detenuti su sedia a rotella sono rimasti bloccati senza alcuna possibilità di potersi salvare, se no grazie all’intervento di alcuni poliziotti che hanno messo a rischio la propria pelle per prendere in braccio i detenuti e portarli in salvo , e poi finire in ospedale (cinque) con segni di intossicazione. Nel frattempo con l’intervento di altri poliziotti si è riusciti a spegnere anche l’incendio ed a riportare la calma”.
“La notizia buona è che si è riusciti ad evitare una carneficina ampiamente prevista dal SAPPE, quella cattiva è che in mancanza di morti, la questione non verrà affrontata nella dovuta gravità, poiché solo con l’onda dello sdegno popolare per una situazione mille volte peggio della tortura, si sarebbero ben definite le responsabilità e chiesto conto a chi finora ha sempre girato la testa dall’altra parte – conclude il Sindacato -. Noi del SAPPE non ci fermeremo e continueremo a denunciare la gravissima situazione del centro clinico di Bari, con la speranza di trovare qualche autorità che possa intervenire per mettere fine a questo situazione scandalosa tenuta in piedi solo per proteggere qualcuno”.
Incendio nel carcere di Bari, intossicati agenti e detenuti. Non si esclude l’origine dolosa
Sarebbero una decina, tra detenuti e agenti della polizia penitenziaria, le persone rimaste intossicate nell’incendio scoppiato nel carcere di Bari. Soccorsi da mezzi del 118, sono stati trasportati in codice rosso in ospedale. I rilievi sono affidati alla polizia penitenziaria, sul posto anche alcune pattuglie della polizia impegnate in attività di supporto alle ambulanze. Sul posto sono intervenuti due mezzi dei vigili del fuoco, che hanno spento il rogo in poco tempo, e quattro mezzi del 118. Ancora da accertare la natura dell’incendio, ma non si esclude nessuna pista, anche quella dolosa.









