Tra loro anche pazienti gravi. L’incendio dovrebbe essere partito da una cella vuota al primo piano, non è chiaro ancora se si tratti di un incidente o di un atto volontario.
Continue readingDetenuto torturato nel carcere di Bari, agente condannato. La sentenza: “Ha agito con crudeltà”
Depositate le motivazioni della sentenza della gup di Bari, Rossana De Cristofaro, con cui a luglio scorso è stato condannato, al termine del rito abbreviato, a 3 anni e 6 mesi di reclusione Domenico Coppi, l’ex sovrintendente della polizia penitenziaria di Bari, per tortura, rifiuto d’atti d’ufficio e falso ideologico.
Continue readingNuova aggressione nel carcere di Bari, detenuto colpisce poliziotto a pugni. Sappe: “Una tortura”
Un poliziotto in servizio nel carcere di Bari è stato colpito al volto e al corpo da un detenuto. L’aggressione si è verificata ieri ed è stata denunciata in una nota dal SAPPE. L’agente è stato costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso con una prognosi di dieci giorni.
“Anche in questo caso il detenuto in questione, un uomo della provincia di Bari di circa 40 anni in carcere per reati contro il patrimonio, ha girato parecchi penitenziari della Puglia e della Basilicata creando disordini, aggredendo detenuti e poliziotti. Avremmo voluto anche in questo caso mostrare i danni che il detenuto ha causato al poliziotto, per far capire in che razza di manicomio e con quale tensione e stress sono costretti a lavorare gli agenti di Bari, ma la riservatezza e la dignità del lavoratore non lo ha permesso – si legge nella denuncia del SAPPE -. A questo punto ci chiediamo e chiediamo a Antigone, radicali, politici che hanno voluto una legge assurda che serve solo a colpire e delegittimare le forze dell’ordine che a questo punto devono solo subire sennò rischiano una condanna superiore all’omicidio nonostante una la legge sugli abusi ci sia, chi sono i “torturatori”? Un detenuto che senza alcun motivo colpisce un poliziotto mandandolo all’ospedale con vari giorni di prognosi, oppure dei poliziotti che rischiano di morire avvelenati dal fumo per salvare la vita ad un detenuto, e nel contempo violano i regolamenti carcerari ed aprono da soli 130 detenuti per evitare una sanguinosa rivolta e strage? Il SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria ritiene che un servitore dello Stato che compie atti vergognosi in maniera cosciente e violenta debba pagare molto di più di un normale cittadino, ma se nella concitazione di momenti molto difficili, stressanti come quelli accaduti quella notte da cui dipendeva la vita e la sicurezza di tante persone avvengono atti deplorevoli, questi non possono essere misurati sempre con lo stesso metro. La parola ‘tortura’ vuol dire coercizione fisica o psicologica, per cui vorremmo chiedere a questi signori come può essere un torturatore chi salva, anche con atti riprovevoli, la vita al torturato? In queste settimane abbiamo denunciato pubblicamente le condizioni di vita in cui sono costretti decine e decine di detenuti giunti al carcere di Bari da tutta la nazione con patologie gravi(allettati, sedia a rotelle , grandi obesi) per essere curati al locale centro clinico ma buttati nelle normali sezioni detentive fatiscenti e con barriera architettoniche, anziché in ambienti igienico sanitari decenti, poiché la struttura è strapiena. Abbiamo chiesto al Presidente della Regione, all’Assessore regionale alla salute, ai responsabili dell’ASL di Bari, al Sindaco di Bari, alle autorità preposte di verificare tale situazione, ma nulla! Il SAPPE ritiene che anche quella sia ‘tortura’ nei confronti dei poveri malati, ma forse chi e responsabile di tale situazione può contare su appoggi così potenti che può starsene tranquillo e beato pensando alla propria carriera, a differenza di 11 poliziotti a 1500 euro al mese, che pensavano di aver conosciuto l’inferno lavorando per decenni nelle carceri, ma che hanno scoperto che l’inferno è fuori dal carcere, poiché vieni messo alla berlina, perdi la dignità e il sostentamento economico”.
Ricercato da mesi, passeggia con un trolley a Trani: arrestato 44enne latitante
I militari stavano percorrendo le arterie principali del centro della città quando lo hanno individuato mentre si aggirava con circospezione. Deve scontare una condanna di tre anni e 4 mesi.
Continue readingBari, medico e infermiera escono dal carcere. La denuncia: “Tampone Covid a conoscente sul marciapiedi”
La segnalazione è arrivata alla nostra redazione da parte di una lettrice. La donna racconta di aver visto un’infermiera e un medico uscire dal carcere ed effettuare sul marciapiede un tampone per rilevare il Covid ad un uomo.
Continue readingFemminicidio ad Andria, domani l’autopsia sul corpo di Vincenza. Il marito Luigi resta in carcere
La gip del Tribunale di Trani, Anna Lucia Altamura, ha emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i gravi indizi di colpevolezza dell’omicidio della moglie
Continue readingAccusato di omicidio a Bitonto, detenuto evade in ospedale: trovato nascosto sotto un’auto – VIDEO
Geovani Bernia Castillo, 30enne accusato dell’omicidio di un 50enne a Bitonto avvenuto nello scorso aprile e detenuto nel carcere di Lecce per omicidio, è fuggito dall’ospedale Vito Fazzi dove era stato portato per una visita.
Continue readingBari, le mani del clan Parisi nei cantieri e nell’edilizia popolare: 5 finiscono in carcere – I NOMI
Le investigazioni hanno documentato che il clan sfruttava l’attività dell’imprenditoria edile, comportandosi come un vero e proprio broker o intermediario che interviene sul mercato suggerendo, ma sostanzialmente imponendo, le proprie scelte da cui, naturalmente, guadagnava una percentuale sugli utili e sui compensi.
Continue reading“Pagate per lavorare sereni”, al rifiuto pestano gestore del chiosco alla stazione: 4 arresti a Lucera
La donna si è rifiutata di pagare e il compagno è stato violentemente pestato, finendo così in ospedale.
Continue readingFumo passivo nelle carceri italiane, agente penitenziario leccese muore a 44 anni. Sappe: “Lo Stato dichiarato responsabile”
“Nonostante una sentenza dichiara lo Stato responsabile della morte di un poliziotto, fanno finta di nulla, condannando ad ammalarsi migliaia di poliziotti penitenziari” continua il sindacato autonomo di Polizia penitenziaria.
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