Tranciati i cavi di rete in via Cairoli, il Comune di Bari resta senza copertura. Indaga la Polizia: “Atto doloso”

Sono in via di ripristino i servizi di rete di Palazzo di Città, interrotti dalla scorsa notte in seguito a un atto doloso da parte di ignoti, che hanno tranciato i cavi di rete su via Cairoli che assicurano la connettività agli uffici del Comune.

Dalle prime ore della mattina i tecnici sono al lavoro ed entro la serata di oggi saranno nuovamente operativi tutti i servizi.

A seguito di denuncia contro ignoti, sono ora in corso le indagini di Polizia giudiziaria finalizzate a  individuare i responsabili.

Lo conosci Andrea? Dal Comune pranzo a domicilio. Il Sindaco: “Sospeso l’aiuto. Situazione grave”

Torniamo a parlare di Andrea, il ladro che sta seminando il panico tra Casamassima e Putignano. Ci siamo recati al Comune di Casamassima per parlare con il sindaco Giuseppe Nitti di questa storia.

L’Amministrazione è a conoscenza della situazione che rischia di precipitare ancora di più. Per diverso tempo, Andrea ha avuto la possibilità di avere il pranzo a domicilio tramite i servizi sociali, dopo aver manifestato la volontà di intraprendere un percorso di recupero. Servizio mensa subito sospeso dopo alcune verifiche.

Bari, insediata la commissione Antimafia del Comune: Giuseppe Carrieri (Lega) nominato presidente

Si è ufficialmente insediata oggi a Bari la commissione Antimafia del Comune, nata in seguito all’inchiesta Codice Interno che ha portato allo svelamento di presunti rapporti fra mafia e politica e all’invio di una commissione di accesso da parte del ministero dell’Interno.

La commissione è composta da otto consiglieri ed è dotata di poteri specifici. La presidenza è andata a Giuseppe Carrieri, in quota Lega, la vicepresidenza a Marco Bronzini (Pd).

“Ringrazio tutte le forze politiche, il sindaco che ha voluto questa commissione e i componenti per la fiducia riposta – ha detto Carrieri-. Non è certamente da festeggiare l’istituzione di una commissione Antimafia nella nostra Città, poiché dimostra l’esistenza di una grave patologia in tema di sicurezza urbana”.

“Crediamo – ha aggiunto – che questo nuovo istituto municipale potrà cooperare con le istituzioni preposte al contrasto alla criminalità organizzata e essere utile per diffondere le buone pratiche”.

Carrieri ha inoltre annunciato che a Francesca Morvillo, Giovanni Falcone e agli uomini della scorta uccisi nell’attentato di Capaci “sarà dedicato l’impegno che la commissione metterà in campo nei prossimi anni, nella speranza che Bari possa affrancarsi dai clan criminali che minano da troppo tempo la sicurezza dei cittadini”.

Al Comune esposta la Mitropa Cup vinta dal Bari contro il Genoa nel 1990: “Il passato per un futuro di traguardi”

È stata esposta nel pomeriggio, nella sala Massari di Palazzo di Città, la Mitropa Cup, la coppa vinta il 21 maggio del 1990 dalla società di calcio del Bari. Si tratta del trofeo legato alla più antica competizione calcistica europea per squadre di club, disputata per l’ultima volta nel 1992.

La coppa, quindi, è tornata a Bari dopo 35 anni dalla vittoria in finale dei biancorossi sulla squadra del Genoa, grazie alla disponibilità della società di calcio bosniaca della F.K. Borac Banja Luka, che per ultima ha vinto il trofeo nel 1992, e all’intermediazione di Casa Bari, store di abbigliamento, accessori e cimeli storici della squadra di calcio cittadina.

Per l’occasione sono intervenuti il sindaco Vito Leccese, la presidente della Commissione permanente per le Pari opportunità Angela Perna, che ha promosso l’iniziativa a Palazzo di Città, l’assessore Pietro Petruzzelli, Gianni Morisco e Gigi Franco di Casa Bari, il direttore generale della F.K. Borac Banja Luka Dejan Čato e il capitano della squadra vincitrice della competizione del ‘92 Stojan Malbasic.

“È emozionante rivedere qui, a Bari, un trofeo così importante che proiettò la nostra squadra di calcio sul palcoscenico internazionale – ha dichiarato Vito Leccese -. Quella vittoria fu una grande festa per l’intera città, che si strinse con gioia e attaccamento attorno ai propri idoli. Quindi inevitabilmente tornano alla mente ricordi bellissimi ed emozioni incancellabili. Come mi capita spesso di ripetere, mi auguro che il passato possa tornare a ispirare la squadra e a tracciare un percorso sportivo ricco di soddisfazioni e di altri traguardi”.

Il sindaco, infine, ha consegnato ai rappresentanti della F.K. Borac Banja Luka una targa dell’amministrazione comunale per ringraziarli a nome della città.

Malamovida a Bari, tornano le polemiche e il “far west” all’Umbertino: il Comune valuta nuove ordinanze

Ritorno al passato? L’amministrazione comunale di Bari sta valutando l’ipotesi di adottare nuove contromisure dopo quanto accaduto nello scorso weekend nelle zone della movida della città, se nei prossimi giorni la “musica” non cambierà.

I residenti dell’Umbertino sono tornati a lamentarsi sui social, parlando di un ritorno al “Far West” e puntando il dito contro i gestori delle attività. Al centro della polemica dei residenti la mancata applicazione del patto di autoregolamentazione con il quale i gestori si erano impegnati al rispetto di alcune regole.

E non sono da escludere dietrofront da parte del Comune che potrebbe già nelle prossime ore pensare di rispolverare le ordinanze che hanno regolamentato la movida barese. Non solo l’Umbertino, osservati speciali anche i quartieri Poggiofranco, Libertà e Murat.

Poliziotta locale diventa cieca, Giudice “restituisce” indennità revocata: scoppia il caso politico

Questa volta vi parliamo della storia di una ex poliziotta locale diventa cieca. Il Comune di Cassano le ha riconosciuto ai tempi una indennità, poi revocata e la così la dipendente si è rivolta al Giudice. A dicembre scorso le è stata riconosciuta, condannando l’ente al pagamento relativo al periodo in cui non l’ha più percepita, ma la vicenda è diventata intanto una querelle politica, fatta di accuse e propositi di querela.

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Pizzo alle bancarelle abusive dei botti di Natale al Libertà: in 4 a processo. Comune e Regione parti civili – NOMI

Nel periodo di Natale del 2018 avrebbero costretto, o tentato di costringere, i venditori ambulanti di fuochi d’artificio del quartiere Libertà di Bari a consegnare loro dei soldi – dai 100 ai 300 euro per bancarella – o delle batterie di fuochi per proseguire con la loro attività. A due venditori, in particolare, sarebbero stati chiesti 4000 euro, più altri mille in fuochi, necessari per mantenere in carcere amici e parenti.

Ma ci sarebbero state anche le intimidazioni in stile mafioso, come i colpi sparati in aria per intimorire la popolazione e imporre la propria presenza sul territorio, oltre che per spaventare uno spacciatore che avrebbe iniziato a vendere droga nel quartiere senza autorizzazione del clan Strisciuglio. E si sarebbero aggirati armati per difendersi o per essere pronti a colpire in caso di agguati del clan Palermiti, con cui era in corso una guerra per il controllo dello spaccio nel quartiere Madonnella.

Per questo, quattro imputati saranno processati con rito abbreviato: si tratta dei 24enni Ivan Caldarola e Antonio Raggi, di Francesco Mastrogiacomo (35 anni) e Saverio De Santis (37), accusati a vario titolo di estorsione e tentata estorsione, minacce e vari episodi di porto e detenzione abusiva di arma da fuoco, reati con aggravante mafiosa. I fatti si riferiscono al periodo tra novembre e dicembre 2018, e per questo – dopo gli arresti dello scorso novembre – i primi tre sono in carcere e il quarto è ai domiciliari. L’inchiesta, coordinata dalla Dda di Bari, è stata condotta dalla squadra mobile, il processo comincerà il prossimo 12 maggio.

Nell’udienza di oggi si sono costituiti parte civile il Comune di Bari e la Regione Puglia. Il Comune (avvocato Fernando Tripaldi) si è costituito contro Raggi e Caldarola chiedendo loro un risarcimento da 100mila euro, 50 a testa; la Regione (avvocato Enrico Dellino) si è costituita anche contro De Santis chiedendo agli imputati 35mila euro e il pagamento di una provvisionale da 10mila euro.

Dal socio del boss a chi convive con un mafioso, a Bari trasferiti 9 agenti della Polizia Locale: “Sono vicini ai clan”

Stamattina nove agenti della Polizia municipale di Bari saranno trasferiti ad altre mansioni che non richiedono l’uso della pistola perché – secondo gli accertamenti della commissione nominata dopo il blitz Codice Interno che ha portato a più di 130 arresti per voto di scambio politico-mafioso – avrebbero avuto contiguità inopportune con i clan mafiosi.

La notizia è pubblicata dalla Gazzetta del Mezzogiorno in un articolo in cui si precisa che, ufficialmente, i vigili sono trasferiti per “esigenze di servizio” ma questo sarebbe un espediente per rendere difficile l’impugnazione del provvedimento.

Il quotidiano evidenzia poi che nella relazione trasmessa dalla commissione al Viminale viene evidenziato quanto emerso sugli agenti, ovvero elementi che risalgono anche a più di dieci anni fa e che – secondo gli ispettori – sono sintomo di una vicinanza non consentita a persone controindicate.

I nove vigili (tutti incensurati) sono ritenuti in qualche modo contigui a persone che orbitano nell’alveo del clan Parisi-Palermiti di Japigia. C’è ad esempio un agente che, in tempi non recenti, sarebbe stato socio di un boss nella gestione di un noto locale notturno; c’è un altro agente che più volte sarebbe stato, nel corso degli anni, in compagnia di persone che un tutore della legge non dovrebbe frequentare (l’uomo si è giustificato spiegando che si tratta di amici di infanzia). Altri casi ancora riguarderebbero parentele con pregiudicati, in alcuni casi acquisite, che rendono problematico lo svolgimento di mansioni di controllo del territorio o a volte anche di indagine.

Il 18 febbraio il prefetto Francesco Russo, nella lettera con cui ha comunicato al sindaco Vito Leccese che non ci sono i presupposti dello scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, aveva anche preannunciato un provvedimento di sospensione per una vigilessa (già eseguito) e di un altro per la revoca del titolo di pubblica sicurezza (e dunque del porto d’armi) ad altri nove agenti. Il Comune ha deciso di non aspettare la prefettura.

Codice Interno, il centrodestra barese chiede la nota del Prefetto. No della maggioranza: “Bocciatura sospetta”

“È questo il tratto distintivo della maggioranza consiliare di centrosinistra che con motivazioni pretestuose e illogiche (‘è inutile’…’non ci serve’) ha bocciato in Commissione Trasparenza la richiesta dei consiglieri di minoranza di avere notizia della nota che il Prefetto di Bari ha inviato al Comune, a conclusione delle verifiche della Commissione di Indagine a suo tempo nominata per accertare eventuali infiltrazioni mafiose nell’Amministrazione Comunale”.

Inizia così la denuncia del centrodestra barese. “Una bocciatura/contrarietà peraltro sospetta, poiché dovrebbe essere interesse e dovere di tutti gli amministratori comunali (seri) conoscere gli interventi di risanamento amministrativo indicati dalla Prefettura – affermano i partiti -. Prendiamo comunque atto che taluni a sinistra vogliono assurgere a paladini e difensori (scopriremo a breve di chi), ostacolando l’accesso ad atti significativi e rilevanti, poiché connessi a una brutta vicenda che ha interessato l’Amministrazione Comunale di Bari e le sue aziende partecipate”.

“Rappresentiamo fin da ora che in forza dei poteri ispettivi propri di ciascun consigliere comunale, invieremo noi ai Sindaco la richiesta di acquisizione della nota prefettizia, così da conoscere quanto rilevato e osservato in conseguenza dell’accesso dei Commissari”, concludono.

Punta Perotti, risarcimento ai proprietari dei suoli: il Tribunale di Bari accoglie l’istanza del Comune contro lo Stato

Oggi il Tribunale di Bari ha emesso la sentenza relativa alla causa civile promossa dal Comune di Bari contro lo Stato Italiano per “accertare e dichiarare l’insussistenza dei presupposti del diritto di rivalsa dello Stato Italiano nei confronti del Comune di Bari in relazione alle sentenze della Corte E.D.U. del 20.01.2009 e del 10.05.2012” sulla vicenda Punta Perotti, al fine di accertare e dichiarare l’infondatezza della pretesa creditoria vantata dallo Stato italiano in relazione agli oneri finanziari sostenuti per risarcire i proprietari dei suoli, confiscati dallo Stato, per un ammontare di 46.080.000.

La sentenza odierna del Tribunale, accogliendo le tesi formulate dal Comune di Bari, dichiara l’insussistenza del diritto dello Stato a rivalersi nei confronti del Comune di Bari di quanto corrisposto in esecuzione della sentenza di condanna della Corte E.D.U. del 10.05.2012, nei confronti dei proprietari.

Questo perché all’ente locale non è addebitabile alcuna responsabilità sul danno subito dai proprietari a seguito della confisca disposta dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 11716/2001. Il Comune di Bari, dunque, si legge nella sentenza, essendo intervenuto nella fase di rilascio delle autorizzazioni edilizie, è estraneo al segmento a valle della vicenda, rappresentato dalla confisca dei beni posta a fondamento della pronuncia resa dalla Corte E.D.U., oggetto dell’azione di rivalsa.