Boom di truffe online: video e foto rubate da account di bambini malati. Davi non è Rosa

A Natale si è più buoni si sa, ma attenzione. Da recenti studi è stato dimostrato come i social network italiani si siano trasformati in un ambiente ideale per la diffusione di truffe a sfondo solidale. Difatti, approfittando della buona fede altrui e della volontà di aiutare i più bisognosi alcuni utenti, senza scrupoli e valori, costruiscono racconti carichi di emozione con l’unico obiettivo di sottrarre denaro destinato a chi è davvero in difficoltà.

Di recente la famiglia di Quinto Potere sta curando da vicino una reale raccolta fondi con protagonista la dolce e giovane Rosa Cascione. La quattordicenne con tante patologie, tra le quali la paralisi celebrale infantile, ha dato vita ad un’iniziativa tramite la piattaforma gofundme volta al raccoglimento di fondi che possano consentirle di recarsi in Messico per svolgere sedute di Cytotron.

Differente è la situazione che vede coinvolto un bambino, Davi, e la sua mamma Rosa Caputo. Da quanto evince dai social la famiglia del piccolo avrebbe raccolto più di 11.000 euro tramite PayPal per cure specifiche all’Ospedale San Raffaele di Milano. La patologia di Davi, secondo quanto dichiarato sul profilo PayPal della donazione, è una leucemia linfatica. Diverse segnalazioni ci hanno portato a riscontrare come in realtà la situazione di Davi sia reale ma…non del tutto!

Fidas Bari, un 2025 da record: superate le 5000 donazioni. La metà nella fascia dai 18 ai 34 anni

Anno da record per la Fidas Bari che nel corso del 2025 ha tagliato un traguardo storico. Per la prima volta è stato infatti superato il tetto delle 5000 donazione di sangue annue, superando così le 4926 donazioni dello scorso anno.

Significativo è il dato qualitativo della raccolta: ben mille donazioni hanno riguardato l’aferesi (in particolare plasmaferesi). Questo risultato fornisce un contributo decisivo al mantenimento dell’autosufficienza regionale di sangue intero e, soprattutto, aiuta a colmare il gap ancora esistente per l’autosufficienza di farmaci plasmaderivati, una priorità sanitaria nazionale.

Sono invece oltre 2500 donazioni nella fascia d’eta compresa tra i 18 e i 34 anni, un dato sicuramente importante. Se da un lato oltre l’80% delle donazioni si svolge all’interno dei Centri Trasfusionali – con una presenza quotidiana dei volontari al Policlinico di Bari – dall’altro la Fidas mantiene saldo il suo impegno nel tessuto urbano difficile.

Lunedì l’addio a Denis, tanto affetto e donazioni per Katia. Antonio: “Fiero di voi siete speciali”

La nostra community si è dimostrata davvero speciale nelle ultime ore. Il riferimento è alla drammatica scomparsa di Denis, in tanti si sono fatti avanti, ognuno secondo le proprie possibilità. Nulla può cancellare il dolore immenso per la morte di Denis, ma Katia e i due bimbi sono stati travolti da una catena di solidarietà senza precedenti. Siamo orgogliosi della nostra community. Per chi volesse ancora contribuire ecco l’iban di Katia Casini: IT51J3608105138242416242473.

Donati 520 euro, Lisa e Gianni tolti dalla strada. La sorella di lei: “Non dicono tutta la verità”

La storia di Lisa e Gianni ha colpito gran parte della nostra community. I due si sono conosciuti su internet e la loro è stata una storia d’amore tormentata dalle origini. Vivono per strada da 4 mesi, hanno perso e venduto tutto per poter racimolare qualcosa per vivere e mangiare.

Abbiamo deciso di dare visibilità alla loro storia, con la speranza che qualcuno si faccia avanti per un lavoro da dove ripartire. Dopo aver provveduto noi primi aiuti, come l’acquisto di un nuovo telefonino e il rifornimento di vestiti e biancheria intima, siamo tornati da loro con importanti novità.

Sono stati donati 520 euro, parte di questi soldi serviranno per dormire al caldo in albergo. Ma qualcosa bolle in pentola. Intanto siamo stati contattati dalla sorella di Lisa. Nel video allegato tutti gli aggiornamenti.

Giuseppe nella casa-discarica, donati 150 euro: “Pagata la luce. La pulizia? Non è venuto nessuno”

Torniamo ad occuparci della storia di Giuseppe. Il 39enne, dal novembre 2022, è in stato di sorveglianza speciale e affidato ai servizi sociali. Sta scontando in una topaia a Santeramo la condanna a 3 anni e 8 mesi per il riciclaggio di auto rubate. Vive in condizioni igieniche-sanitarie ai limiti della dignità umana nella casa-discarica di proprietà di suo padre, tra topi e scarafaggi. Casualmente, dopo il primo servizio di denuncia che ha suscitato parecchio clamore, si sono palesati due operatori dell’ufficio igiene dell’Asl per un sopralluogo.

Al momento però nessuno è intervenuto per la pulizia. Abbiamo consegnato a Giuseppe i 150 euro donati da un nostro lettore, ha usato la metà dei soldi per pagare la bolletta della luce, come testimoniato anche dalla foto mandata pochi minuti dopo il nostro incontro. Le immagini parlano chiaro, non abbiamo la minima idea di come Giuseppe riesca a vivere in queste condizioni. L’appello è che si intervenga il prima possibile.