Grata in ferro nell’appartamento per spacciare droga: arrestato 25enne a Taranto

La polizia ha arrestato un 25enne di Taranto accusato di detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. Il giovane, già noto alle forze dell’ordine, cedeva le dosi di droga direttamente dal suo appartamento attraverso una massiccia grata in ferro, messa a protezione dell’uscio che rendeva di fatto inaccessibile l’ingresso.

Dalle indagini è emerso che il sospettato sin dalle prime ore del mattino preparava il quantitativo da smerciare per poi nascondere il tutto all’interno del vano scala adiacente alla sua abitazione in modo tale che un’eventuale ritrovamento di droga non sarebbe stato a lui addebitato.

Dopo una fase di osservazione, il 25enne è stato rintracciato in una via limitrofa mentre tornava a casa. I poliziotti hanno recuperato nel suo borsello circa 700 euro in banconote di vario taglio, un cellulare e le chiavi della sua abitazione.

Durante la perquisizione domiciliare sono stati trovati materiali per il confezionamento della sostanza stupefacente, un barattolo di vetro con evidenti tracce di hashish e un foglio manoscritto presumibilmente riconducibile alla sua attività illecita.

Il controllo è stato esteso al vano scale dove sono stati recuperate 30 cartucce calibro 22 e alcuni involucri di cellophane contenti 55 grammi di cocaina divisa in dosi e circa 80 grammi di hashish.

Droga venduta in chat, sequestro di persona e sfruttamento della prostituzione: 8 arresti tra Cassano e Santeramo

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, coadiuvati dal Nucleo Cinofili di Modugno e dal 6° Nucleo Elicotteri di Bari e con il supporto dei reparti competenti per territorio, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 9 indagati (7 in carcere, 1 ai domiciliari ed 1 destinatario del divieto di dimora nei Comuni di Cassano delle Murge e Santeramo in Colle), emessa dal Gip presso il Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica, nella quale vengono riconosciuti gravi indizi di colpevolezza a carico di altrettanti indagati ritenuti dediti allo spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti, minaccia, estorsione, sequestro di persona e sfruttamento della prostituzione.

Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa), le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bari e condotte nel periodo da aprile 2022 a novembre 2023 dalla Sezione Operativa della Compagnia di Altamura, mediante servizi di osservazione controllo e pedinamento, perquisizioni e sequestri, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza in merito alle attività illecite poste in essere dai soggetti nella vendita della droga commissionata anche da consumatori provenienti dai Comuni limitrofi.

L’indagine trae origine da due denunce – querele da parte di una donna, vittima di minacce, sequestro di persona a scopo di estorsione, sfruttamento della prostituzione. Nel corso delle indagini, oltre alle attività tecniche di intercettazione, sono stati effettuati numerosi servizi di osservazione da parte di personale nelle aree interessate dagli eventi criminosi, dove veniva riscontrata una cospicua presenza di soggetti consumatori di droghe di ogni genere ed in particolare cocaina e marijuana.

Attraverso l’ulteriore azione investigativa è stato possibile accertare la presenza sul territorio di numerosi soggetti che, in concorso tra loro, ma senza un vincolo associativo, avevano posto in essere una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti. La droga richiesta e poi ceduta, veniva chiamata con nomi convenzionali ed è stato possibile altresì documentare come l’attività di spaccio si svolgesse in forma “itinerante”, con una vera e propria “pubblicità” dello stupefacente tramite applicazioni di messaggistica istantanea.

Gli acquirenti venivano informati del “menu” disponibile, del prezzario al grammo delle dosi in base al tipo di droga e della possibilità di accedere al servizio di “consegna a domicilio h24”. Il quadro indiziario raccolto dai Carabinieri a carico degli indagati è stato condiviso dalla Procura della Repubblica di Bari che ha avanzato richiesta di emissione di misura cautelare. Il Gip del Tribunale di Bari, accogliendo la richiesta, ha disposto la cattura dei soggetti.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione delle misure cautelari odierne, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

L’operazione odierna testimonia ancora una volta la costante attenzione dell’Autorità Giudiziaria e dell’Arma dei Carabinieri al delicato fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, evidenziando il ruolo delle Istituzioni quale punto di riferimento per un’efficace azione di contrasto al fenomeno criminale.

Droga, rapine, sequestri di persona e sfruttamento della prostituzione: 9 misure cautelari tra Cassano e Santeramo

Dalle prime ore di questa mattina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, coadiuvati dal Nucleo Cinofili di Modugno e dal 6° Nucleo Elicotteri di Bari, a conclusione di un indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Bari, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 9 indagati.

Sono ritenuti dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti, minacce, rapine, estorsioni, sequestro di persona e sfruttamento della prostituzione, nella città di Cassano delle Murge e Santeramo in Colle.

Forzano il posto di blocco e tentano la fuga, in auto pistole e droga: arrestati padre e figlio a Bari

Due uomini, rispettivamente padre e figlio di 49 e 26 anni, sono stati arrestati ieri mattina a Bari dai carabinieri con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, detenzione e porto illegale di armi e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Secondo quanto accertato i due, entrambi con precedenti di polizia, avevano pistole e munizioni oltra a quattro chili di droga. L’arresto è stato eseguito nell’ambito delle attività di monitoraggio del territorio.

Intorno alle sei del mattino, i militari all’altezza di via Conenna stavano facendo i controlli a un posto di blocco e hanno intimato l’alt a un Suv a bordo del quale viaggiavano gli indagati. Questi, invece di fermarsi, hanno accelerato innescando un breve inseguimento. La corsa del fuoristrada è terminata in via Gentile contro una delle auto dell’Arma intervenute per supportare i colleghi.

Inutile è stato da parte di padre e figlio sia il tentativo di fuga sia quello di liberarsi di una pistola che è stata recuperata dai carabinieri. Le perquisizioni eseguite, anche a casa, hanno permesso di sequestrare anche una pistola semiautomatica con colpo in canna e altri 5 nel caricatore, oltre a 4 chili di sostanze stupefacenti di diverso tipo.

Al momento dell’arresto è stato necessario l’intervento del personale del 118 che si è occupato del 49enne finito in manette ma anche di uno dei carabinieri rimasto ferito. Nei prossimi giorni saranno svolti accertamenti sulle armi sequestrate.

Spaccio di droga nei locali a Brindisi, 4 arresti. Dosi nascoste in edifici e nella carrozzeria di auto parcheggiate

Avrebbero spacciato droga all’interno e in prossimità dei locali più frequentati del centro storico di Brindisi quattro persone che sono state arrestate dalla squadra mobile sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Brindisi, su richiesta della procura.

I quattro, di età compresa tra i 41 e 52 anni, si trovano ora ai domiciliari con le accuse di detenzione ai fini di spaccio e spaccio in concorso e continuato.

Per le indagini i poliziotti hanno utilizzato numerose telecamere posizionate in centro città, e intercettazioni telefoniche e ambientali. Secondo quanto accertato dalle forze dell’ordine, i quattro indagati (di cui due già con precedenti specifici) sarebbero diventati un punto di riferimento per decine di avventori dei locali, ai quali avrebbero venduto dosi di cocaina e hashish nascoste in anfratti di edifici e nella carrozzeria delle auto parcheggiate.

I nascondigli erano usati per evitare di essere scoperti durante i controlli delle forze dell’ordine.

Armi, munizioni e droga. Blitz dei Carabinieri: arrestata coppia di Modugno e 19enne barese

Le recenti operazioni di controllo e prevenzione, effettuate dai Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno portato a 3 arresti nella provincia. In particolare, l’azione di contrasto al fenomeno del traffico di armi e droga ha permesso recentemente di rinvenire sette pistole di illecita provenienza, oltre che munizionamento vario, sostanza stupefacente di tipo marijuana, 180 dosi di cocaina già confezionate nonché 41 panetti di hashish.

Nella mattinata del 28 gennaio, i Carabinieri della Stazione di Modugno, coadiuvati da due unità del Nucleo Carabinieri Cinofili di Modugno, hanno tratto in arresto in flagranza di reato (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) due coniugi, C.F. 48enne e G.F. 44enne, rispettivamente originari di Bari e Modugno, per di detenzione illegale di 5 pistole e possesso di oltre 3 Kg e mezzo tra cocaina, marijuana e hashish. L’attività dei Carabinieri ha permesso di individuare un locale in uso all’uomo dove sono state rinvenute, oltre ad un ingente quantitativo di munizioni e droga, le armi che sono state sequestrate. In particolare, si tratta di 5 pistole, di cui 2 clandestine – una modificata e l’altra con matricola abrasa – e 3 comuni da sparo, detenute illegalmente e occultate nel locale perquisito dai militari dell’Arma.

La droga, rinvenuta nell’abitazione ove era presente anche la donna, era in parte già suddivisa in dosi pronta per essere immessa sul mercato. Complessivamente, sono stati sequestrati oltre 180 dosi già confezionate, nonché 41 panetti di hashish, 2 barattoli di marijuana e 2 buste in cellophane contenete cocaina. A tutto ciò, si aggiungono telefoni cellulari, bilancini e vario materiale per il confezionamento. L’uomo è stato associato alla casa circondariale di Bari, mentre la donna è stata sottoposta alla misura degli arresti domiciliari.

I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Bari hanno poi arrestato in flagranza (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa), per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione e detenzione e porto di arma comune da sparo un giovane residente a Bari.

La notte dello scorso 27 gennaio, durante un normale controllo alla circolazione stradale sul Lungomare Imperatore Augusto all’altezza del Molo S. Antonio di Bari, veniva controllata un’autovettura, con a bordo 5 soggetti, tra cui L. F. 19enne barese. Le perquisizioni hanno permesso di rinvenire all’interno della vettura, ben nascosto, un involucro che conteneva tre cipollotti di marijuana pari a 3,8 gr. e due di cocaina pari a 1,5 gr., mentre sotto il sedile posteriore si rinveniva una pistola a tamburo, con 6 cartucce poi risultata smarrita nel dicembre 2023 in provincia di Napoli. L’indagato è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

È importante sottolineare che tutti i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari e l’eventuale colpevolezza degli indagati, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Monopoli, marijuana dalla California pagata in bitcoin e spacciata tramite Telegram: un arresto

Acquistava sostanze stupefacenti, in particolare marijuana, dalla California e la faceva arrivare fino a Monopoli, in provincia di Bari, pagandola con i bitcoin per poi smistarla sul territorio nazionale organizzando le consegne al dettaglio attraverso canali Telegram.

Il responsabile, residente a Monopoli, è stato arrestato dalla guardia di finanza di Bari in esecuzione di una misura cautelare in carcere disposta dal tribunale per il reato di traffico di sostanze stupefacenti. Contestualmente è stato eseguito il sequestro di circa 80mila euro, derivanti dall’attività illecita, finalizzato a una confisca allargata.

Le indagini hanno permesso di fare luce su un’organizzazione dedita al traffico internazionale di droga. L’indagato aveva infatti individuato un canale di approvvigionamento negli Stati Uniti, che faceva capo a una società della California attiva nel commercio di ricambi per moto. Destinataria dei pacchi con all’interno la droga era invece una persona vicina all’indagato, ma inconsapevole del suo coinvolgimento. L’indirizzo indicato per la consegna era, infatti, falso.

Il corriere contattava il numero telefonico riportato nelle informazioni di tracciamento, accordandosi con l’indagato su un luogo di consegna improvvisato al momento. Le utenze sono risultate intestate a cittadini stranieri non censite all’anagrafe. Una volta ricevuta la merce, questa veniva smistata attraverso corrieri nazionali. L’uomo è stato portato nel cercare di Bari.

Bari, sorpresi con droga e armi dalla Polizia. In manette i cugini Capriati: arrestati Loreta e Christian

Loreta Capriati, 32enne nipote del boss Sabino, è finita in carcere con l’accusa di detenzione di armi e droga assieme a suo cugino ventenne Christian, figlio di Lello e di fratello di Sabino.

I due sono stati fermati per un controllo dalla Polizia, avevano con loro armi e droga (dosi di cocaina e marijuana pronte ad essere messe sul mercato). A riportarlo è la Repubblica.

Durante la perquisizione la 32enne, incensurata, è andata in escandescenza e così è stata portata in carcere. Solo domiciliari per il cugino più piccolo. Entrambi oggi compariranno davanti al gip per raccontare la loro versione.

I genitori di Loreta e Christian, Mimmo e Lello, sono stati entrambi uccisi in due agguati mafiosi (Lello il 1 aprile 2024 a Torre a Mare, Mimmo a Japigia il 21 novembre 2018). Questa mattina Christian, in pieno regime di arresti domiciliari, ha postato un selfie su Tiktok con una collana d’argento e la foto del padre, e un audio “Ma tu lo sai che i lupi se le mangiano le pecore”.

Traffico di stupefacenti, armi e agevolazione mafiosa. Maxi retata nel Salento: 87 arresti – TUTTI I NOMI

l traffico di droga continua ad essere il core-business della mafia leccese: la novità che emerge dalle indagini che stamani hanno portato i carabinieri di Lecce ad arrestare 87 indagati è l’apertura dei clan a possibili “collaborazioni” fra gruppi criminali salentini, che avrebbero costituito una sorta di “joint venture” che abbraccia più sodalizi capeggiati da boss mafiosi.

Attorno al narcotraffico ruoterebbero le estorsioni per debiti di droga, l’autoriciclaggio e la violazione della legge sulle armi, tutti reati, aggravati dal metodo mafioso, che avrebbero generato un lucroso giro d’affari per i clan. Gli indagati sono complessivamente 112: per 87 è stata emessa misura cautelare: per 56 indagati è stato disposto il carcere, per 31 i domiciliari.

L’indagine, condotta dal 2020 al 2024 dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Lecce, coinvolge indagati di elevato spessore criminale, fra cui spicca il detenuto Antonio Marco Penza, operativo a Lecce e già condannato per mafia, nonché i suoi due principali referenti territoriali come Andrea Leo, anche lui già condannato per mafia, operante a Vernole, Melendugno e paesi limitrofi, e Francesco Urso, attivo sul territorio di Andrano. Questi ultimi due sarebbero stati capaci di gestire un vero e proprio monopolio del traffico e dello spaccio di droga avvalendosi della loro appartenenza al clan mafioso de Penza. Il gip, su richiesta della Dda di Lecce, ha contestato a 18 indagati l’associazione mafiosa.

Negli atti è contestato il tentato omicidio avvenuto a Lecce nel 2014 ai danni dell’allora 46enne Massimo Caroppo. I carabinieri ritengono di essere riusciti ad identificare i presunti autori dell’agguato maturato per un regolamento di conti per fatti di droga. Sono in corso sequestri preventivi a carico di alcuni indagati che hanno accumulato con il narcotraffico ingenti quantità di denaro tra beni immobili (terreni e fabbricati), autovetture e rapporti finanziari, per un valore complessivo di circa un milione e settecentomila euro.

TUTTI I NOMI

Francesco Urso, 37enne di Andrano; Massimo Accogli, 51enne di Andrano; Alfonso Accoto, 58enne di Andrano; Cirino Accoto, 51enne di Poggiardo; Salvatore Accoto, 55enne di Andrano; Manuele Capirola, 41enne di Castri di Lecce; Raffaele Capoccia, 36enne di Lecce; Fabio Capone, 58enne di Lizzanello; Damiano Lorenzo Carlà, 32enne di San Cesario di Lecce; Carlo Coviello, 47enne di Trepuzzi; Andrea D’Alba, 23enne di Borgagne. Donato D’Amico, 44enne di Tricase; Oliviero De Nuzzo, 49enne di Ortelle; Maurizio De Pascali, 45enne di Andrano; Nicola Eder Di Nunzio, 42enne di Maglie; Giampiero Dora, 46enne di Diso; Antonio Elia, 34enne di Andrano; Nadir Frisullo, 31enne di Tricase; Michele Fuso; 26enne di Melendugno; Santo Gagliardi, 59enne di Lecce; Emanuele Gammariello, 31enne di Arnesano; Davide Gigliola, 31enne di Andrano; Andrea Gubello, 42enne di Monteroni di Lecce; Gennaro Hajdari, 41enne di Lecce; Giorgio Hameti, 32enne di Scorrano; Oronzo Indraccolo, 36enne di Lecce; Micheal Ingrosso, 35enne di Lizzanello; Andrea Leo, 53enne di Vernole; Mattia Leo, 22enne di Vernole; Antonio Leto, 34enne di Melendugno. Stefano Leucci, 35enne di Poggiardo; Davide Marra, 24enne di Spongano; Ivan Martella, 49enne di Andrano; Fabio Marzano, 55enne di Lecce; Silvano Massafra, 37enne di Andrano; Graziano Melis, 35enne di Castri di Lecce; Federico Melissano, 27enne di Andrano; Cosimo Miggiano, 43enne di Muro Leccese; Marco Minonne, 47enne di Andrano; Giuliano Montagna, 47enne di Maglie; Pierluigi Musarò, 47enne di Andrano; Diego Negro, 43enne di Poggiardo; Andrea Panico, 47enne di Andrano. Marco Antonio Penza, 41enne di Lecce; Salvatore Perrone, 58enne di Trepuzzi; Andrea Podo, 47enne di Monteroni di Lecce; Andrea Podo, 29enne di Lecce; Giacomo Russo, 25enne di Scorrano; Paolo Raffaele Stefanelli, 50enne di Andrano; Cristian Stella, 29enne di Lecce; Gianluca Stella, 35enne di Lecce; Emiliano Sulka, 31enne di Lizzanello; Oronzo Taurino, 28enne di San Donato di Lecce; Maurizio Toma, 49enne di Scorrano; Cristian Urso, 46enne di Andrano; Vito Paolo Vacca, 30enne di Racale; Micheal Veri, 26enne di Melendugno. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

Traffico di stupefacenti, armi e mafia. Maxi operazione dei Carabinieri: 88 arresti nel Salento

In corso nel Salento una vasta operazione antimafia condotta dai carabinieri del comando provinciale di Lecce che stanno eseguendo 88 provvedimenti restrittivi emessi dal Gip del Tribunale di Lecce, Francesca Mariano su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.

L’operazione viene condotta sia su Lecce che nel Sud Salento, nella zona sud est della provincia e in altre regioni d’ Italia. I reati contestati sono associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione, porto illegale di armi da sparo con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa e altri reati contro la persona e il patrimonio.

Sono impegnati più di 470 militari del comando provinciale di Lecce, con il supporto di unità specializzate, tra cui militari della compagnia di intervento operativo e delle squadre antiterrorismo dell’11° reggimento carabinieri Puglia, del nucleo cinofili carabinieri di Modugno (Bari), dello squadrone eliportato cacciatori Puglia, del 6° nucleo Elicotteri Carabinieri di Bari, nonché rinforzi giunti da altri comandi della Puglia.