Sequestrati 425mila prodotti pericolosi nel Tarantino: nei guai 23 esercizi commerciali

I finanzieri del comando provinciale di Taranto hanno sequestrato oltre 425mila prodotti ritenuti pericolosi per i consumatori in 23 esercizi commerciali di Taranto, Grottaglie, San Giorgio Ionico, Massafra, Mottola, Crispiano, Manduria e Sava.

Ci sono anche casalinghi e 25mila piatti in plastica sulle cui confezioni era indebitamente impresso il logo ‘Moca’ (che indica materiali e oggetti destinati al contatto con gli alimenti), pur in assenza del certificato di conformità prescritto per legge.

La merce era inoltre priva delle informazioni previste dal codice del consumo e potenzialmente dannosa per la salute. La legge stabilisce, infatti, che i prodotti destinati al consumatore, commercializzati sul territorio nazionale, debbano riportare le indicazioni relative alla denominazione legale o merceologica, all’identità del produttore, all’eventuale presenza di sostanze in grado di causare potenziale danno al consumatore, ai materiali impiegati e ai metodi di lavorazione.

All’esito degli approfondimenti investigativi, i titolari delle rivendite interessate dai controlli sono stati segnalati all’autorità amministrativa. Le indagini del nucleo di polizia economico-finanziaria ora sono finalizzate alla disarticolazione della catena logistica, organizzativa e strutturale della filiera, nonché al recupero della tassazione dei ricavi derivanti dalle condotte illecite.

Bonus edili su immobili fantasma tra Foggia e BAT, sequestrati 5 milioni di euro: 25 indagati

Neni mobili e immobili, per un valore di cinque milioni di euro, sono stati sequestrati dai finanzieri del nucleo di Polizia economico-finanziaria (Pef) di Bari a 25 persone che, secondo quanto accertato dalle indagini coordinate dalla Procura di Trani, avrebbero incassato i crediti maturati dai bonus edili per ristrutturazioni su edifici inesistenti delle province di Foggia e di Barletta-Andria-Trani.

L’accusa a loro carico è di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Gli accertamenti investigativi si sono concentrati sull’uso indebito dei bonus previsti dal decreto Rilancio: bonus facciate, ecobonus e bonus ristrutturazioni. Le misure consentivano la detrazione fiscale delle spese sostenute fino al 90% con “la possibilità di utilizzare in compensazione il relativo credito d’imposta o di cederlo a terzi, monetizzandolo”, spiega in una nota la guardia di finanza.

Le fiamme gialle, analizzando la documentazione presentata dagli indagati, hanno quindi riscontrato delle anomalie relative alla “fittizietà dei crediti d’imposta correlati ai bonus edilizi per oltre otto milioni di euro da parte di 33 persone” che, con “dati non veritieri”, avrebbero attestato “l’esecuzione di lavori edili su immobili inesistenti”.

A monetizzare i crediti sarebbero stati in 25, cedendoli “a un ignaro istituto finanziario autorizzato” e incassando così “più di cinque milioni di euro”, specificano gli inquirenti evidenziando che il valore del credito è pari “all’odierno sequestro”. “Negli altri casi invece, lo stesso istituto finanziario avrebbe rifiutato la cessione”, aggiungono i militari.

Furbetti del reddito di cittadinanza, intascano oltre 89mila euro: due indagati a Taranto

Due furbetti del reddito di cittadinanza sono stati scoperti dalla Guardia di Finanza a Taranto e sono state denunciate per aver percepito illecitamente oltre 89mila euro.

Nei loro confronti è stato richiesto anche il sequestro dei soldi intascati. I due beneficiari avrebbero attestato falsamente nelle istanze il possesso dei requisiti previsti dalla normativa di settore.

Merce contraffatta in un camion, sequestro al porto di Brindisi: tra loro smartwatch e cuffie con falso marchio Apple

Oltre 24mila prodotti risultati contraffatti, tra cui console per giochi, smartwatch e cuffie riconducibili al noto brand ‘Apple’, sono stati sequestrati nel porto di Brindisi dalla guardia di finanza e dai funzionari dell’ufficio Dogane.

Il provvedimento è stato eseguito al termine delle verifiche all’interno di un camion proveniente dalla Grecia. I controlli sono stati eseguiti con l’intervento di alcuni periti tecnici delle aziende titolari dei marchi che ne hanno confermato la contraffazione. Risultato falso anche il marchio “Ce”. Se immessi sul mercato, i prodotti contraffatti avrebbero generato profitti per oltre 1,8 milioni di euro.

L’Ultimo volo del “Guerriero” in Puglia: lo storico elicottero anti contrabbando della Finanza va in pensione

Torna in Puglia il “Guerriero”, l’elicottero AB-412-HP usato dal reparto aeronavale della Guardia di finanza nei momenti più duri della lotta al contrabbando.

L’elicottero, tra la fine degli anni Novanta e i Duemila, “ha avuto un ruolo cruciale”, scrive la Guardia di finanza in un comunicato, non solo nelle attività di contrasto al contrabbando (fondamentale il suo apporto nell’operazione Primavera del 2000, quando il contrabbando fu sgominato grazie all’arrivo in Puglia di duemila appartenenti alle forze dell’ordine), ma anche in quelle sul traffico di droga e l’immigrazione irregolare.

“Grazie alla sua versatilità e alle capacità di sorveglianza diventò in brevissimo tempo uno strumento fondamentale per la Guardia di Finanza”, e di fondamentale aiuto per i finanzieri furono i sistemi elettro-ottici, i radar sofisticati e le altre tecnologie “avanzatissime per l’epoca”, che permettevano agli operatori “l’individuazione e l’intercettazione dei traffici illeciti di sigarette via mare che imperversavano nel canale d’Otranto e lungo le coste pugliesi”.

“Negli anni più bui del contrabbando via mare – si legge ancora nel comunicato – quando flotte di scafi carichi di tabacchi lavorati esteri solcavano il Canale d’Otranto, l’AB-412HP ha permesso di individuare e intercettare centinaia di natanti carichi di tabacchi lavorati esteri, contribuendo a smantellare un fenomeno criminale che sembrava inarrestabile”.

Prima di congedarsi dal servizio, dunque, la finanza ha voluto compiere un ultimo viaggio nei cieli pugliesi con l’AB-412-HP, in modo che potesse salutare “la terra che lo ha visto combattere e vincere tante battaglie”.

“Il suo ritorno – si legge infine – non è solo un evento tecnico-operativo, ma un simbolo di memoria e di impegno e un’opportunità per guardare al futuro: un tributo a Mancini e Picena, a De Falco e Sottile e a Zoccola e De Rosa, caduti del Corpo nell’adempimento del dovere, in terra, in cielo e in mare e a tutti coloro che hanno combattuto in prima linea per ripristinare la legalità in una terra che, negli anni ’90, era teatro di traffici illeciti tra le coste balcaniche e italiane”.

Bari, sequestrati 30mila capi d’abbigliamento contraffatti: il carico dalla Turchia. Blitz della Finanza al Porto

La Guardia di finanza di Bari e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Bari hanno sequestrato circa 30mila pezzi di prodotti d’abbigliamento con marchi contraffatti trovati in un container proveniente dalla Turchia.

I prodotti avevano i loghi di Adidas, Ami Paris, Armani, Balenciaga, Burberry, Calvin Klein, Casablanca, Champion, Chanel, Dior, Disney, Dolce e Gabbana, Fendi, Fred Perry, Gant, Gucci, Guess, Hugo Boss, Karl Lagerfeld, King Brus, Lacoste, Louis Vuitton, Nike, Oz Bebe, Parajumpers, Prada, Puma, Ralph Lauren, Stone Island, Tommy Hilfiger, Versace, Victoria’s Secret, Zara.

La merce è stata sottoposta a perizia dai tecnici delle aziende titolari dei marchi che hanno confermato la contraffazione dei prodotti e dei segni distintivi, tutelati dai diritti di proprietà intellettuale. Le operazioni hanno portato al sequestro dell’intero quantitativo di merce, con la contestazione del reato di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni mendaci.

Molfetta, centro massaggi trasformato in bordello: arrestati due uomini di Modugno. Indagate due donne – NOMI

Un centro massaggi trasformato in una casa di prostituzione a Molfetta, con tanto di servizi sponsorizzati su Internet. La Guardia di Finanza ha arrestato in flagranza Michele Leonetti, 41enne di Modugno, e Cosimo Martiradonna, 39enne di Modugno.

A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno. Entrambi sono rimasti coinvolti in passato in un’altra inchiesta della Procura di Bari sempre sullo sfruttamento della prostituzione.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Leonetti avrebbe gestito l’intera attività di prostituzione accompagnando le prostitute sul posto. In più a lui spettava il controllo della struttura anche attraverso l’utilizzo di un sistema di videosorveglianza. A Martiradonna invece il compito di controllare l’attività dall’interno dei locali. C’era un codice segreto per accedere, anche i clienti sono stati portati in Caserma e interrogati.

Sono indagate anche due donne. Si tratta della compagna 28enne di Leonetti, accusata di far parte dell’organizzazione, e una 32enne che, oltre a prostituirsi, avrebbe pattuito con i clienti il prezzo delle prestazioni sessuali e incassato i relativi pagamenti.

Porto di Bari, auto sospetta dalla Grecia. La Finanza trova 237mila euro in contanti non dichiarati: scatta il sequestro

I finanzieri e i funzionari dell’Agenzia delle dogane in servizio nel porto di Bari, insospettiti dal nervosismo manifestato dal conducente di un’auto, hanno trovato oltre 237mila euro non dichiarati nella vettura proveniente dalla Grecia da poco sbarcata a Bari.

A uno dei passeggeri sono stati trovati 30mila euro, al conducente oltre 206mila nascosti in un marsupio e in banconote anche di grosso taglio. Merito anche del cash-dog Kristina dell’unità cinofila.

I controlli hanno escluso “la riconducibilità delle somme trasportate a possibili condotte delittuose”. Gli operatori hanno sequestrato il 50% della somma trasportata dal conducente (98.450 euro) e il 15% di quella trasportata dal passeggero, per un totale di circa 100mila euro.

Taranto, blitz della Finanza nel circolo ricreativo: sequestrate 8 slot machine non registrate

Otto slot machine sequestrate e una segnalazione all’autorità amministrativa. Questo è il bilancio degli interventi condotti dai militari del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Taranto a contrasto del gioco illegale e irregolare.

L’ispezione in un circolo ricreativo della città ha consentito di verificare che le slot machine non erano collegate alla rete telematica dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Sono in corso ulteriori approfondimenti di natura fiscale volti ad accertare, da parte del titolare del locale, il regolare versamento all’amministrazione finanziaria del cosiddetto ‘prelievo unico erariale’, un tributo commisurato alle somme giocate e registrate sui contatori degli apparecchi sequestrati.

“Chirurgia criminale”, la Finanza bracca Aesthetic Franco: questionario inviato a tappeto

Torniamo ad occuparci dell’inchiesta su Aesthetic Franco. La Guardia di Finanza ha inviato il famoso questionario a tutti i suoi pazienti, anche a quelli non intervistati e che ci hanno messo la faccia negli ultimi mesi per denunciare il medico chirurgo-dj.

Nel video allegato vi raccontiamo ulteriori dettagli dell’inchiesta e di questa vicenda. Purtroppo altre vittime si stanno facendo avanti, rivelando altri inquietanti racconti.