Carcere di Foggia, abbattuto drone con droga e cellulari. Osapp: “Servono misure speciali e straordinarie”

Un drone è stato abbattuto mentre tentava di far entrare nel carcere di Foggia della droga e numerosi telefoni cellulari. Il drone è stato avvisato dagli agenti della polizia penitenziaria che hanno provveduto a bloccarlo.

Lo rende noto il sindacato autonomo di polizia penitenziaria Osapp. Nei giorni scorsi, inoltre, nel carcere di San Severo la polizia penitenziaria ha trovato un pacco con oltre 600 grammi di droga ed altro materiale nascosti sui tetti dei reparti detentivi del carcere, presumibilmente caduti per un mal funzionamento di un drone.

Il segretario regionale Osapp Rocco Gesualdi sottolinea come la polizia penitenziaria in Puglia, “particolarmente nella provincia di Foggia, sta subendo il disagio di una organizzazione complessiva che non funziona. Serve un intervento del Governo perché prenda finalmente atto che ci occorrono misure speciali e straordinarie”.

Il segretario generale aggiunto Pasquale Montesano evidenzia come serva un “immediato incremento degli organici già dalle prossime assegnazioni per la Puglia e per Foggia in particolare per cui ribadiamo nuovamente al governo di aprire un tavolo di confronto permanente per discutere di riforme, organici, equipaggiamenti, sovraffollamento detentivo”.

Femminicidio a Foggia, la 46enne Fatimi Hayat uccisa dall’ex: presidio in piazza per dire no alla violenza

Centinaia di persone hanno affollato la piazza centrale della città di Foggia per dar vita al presidio rumoroso organizzato per non dimenticare Fatimi Hayat, la 46enne uccisa nelle settimane scorse davanti alla sua abitazione dall’ex compagno.

Un presidio spontaneo per “ribadire il no al patriarcato, ai femminicidi e a tutte le pratiche di normalizzazione della violenza maschile”. Presenti anche rappresentanti dei centri antiviolenza, associazioni e molti giovani, oltre ai rappresentanti dell’amministrazione comunale tra cui la sindaca Maria Aida Episcopo.

“C’è stata una risposta molto forte della cittadinanza. Una numerosa presenza di giovani”, ha sottolineato l’assessore alla legalità del comune di Foggia Giulio De Santis.

“Ma resta il fatto – aggiunge – che lo Stato ha fallito. Una persona, in questo caso Fatimi Hayat, ha denunciato ma è stata uccisa. Cosa non ha funzionato?”.

Nel giorno dei funerali, che saranno celebrati probabilmente domani, ci sarà un saluto religioso nella moschea di Foggia, secondo quanto comunicato dall’assessore De Santis con lutto cittadino già proclamato, poi la salma tornerà in patria come da volere dei familiari della 46enne.

Femminicidio a Foggia, attesa l’autopsia sul corpo di Fatimi Hayat. Proclamato lutto cittadino per i funerali

Lutto cittadino a Foggia il giorno dei funerali di Fatimi Hayat, la 46enne marocchina uccisa la notte del 7 agosto con alcune coltellate nei pressi della sua abitazione dall’ex compagno, Tariq El Mefedel.

L’uomo, con regolare permesso di soggiorno sul territorio nazionale ma senza fissa dimora, è stato catturato a Roma dopo un inseguimento dai carabinieri. Aveva ancora gli abiti sporchi di sangue. Nei prossimi giorni verrà eseguita l’autopsia per stabilire il numero delle coltellate inferte alla donna e le modalità del femminicidio.

Fatimi stava tornando dal lavoro e si è accorta della presenza dell’uomo. Ha allertato la Polizia, ma non ce l’ha fatta. All’arrivo degli agenti era già riversa sull’asfalto. Aveva presentato una denuncia nei confronti del killer ed era protetta dalla normativa codice rosso.

Uccide l’ex compagna a coltellate nel centro di Foggia, è caccia al killer. Un testimone: “Sentito urlo disumano”

È ricercato dalla scorsa notte l’ex compagno della donna di 46 anni uccisa attorno all’una a coltellate dinanzi alla sua abitazione nel centro storico di Foggia.

Sembra che l’uomo, anche lui marocchino come la vittima, dopo essere stato denunciato dall’ex compagna fosse sottoposto a misure a tutela della donna, come il divieto di avvicinamento. Non avrebbe una dimora fissa.

Non è ancora chiara la dinamica dell’aggressione, ma sembra che la donna sia stata aggredita per strada dall’uomo che poi è scappato. A quanto si apprende, la vittima, accortasi della presenza del suo ex compagno, sarebbe riuscita a telefonare alle forze di polizia che però sono arrivate quando l’aggressione mortale si era già consumata.

“Ho avvertito un urlo disumano. Poi le grida di un’altra donna accorsa fuori. Qualche minuto dopo sono giunti sul posto la polizia e i sanitari del 118. Ma per la marocchina non c’era nulla da fare”, racconta un residente della zona.

Tragedia nella notte a Foggia, uccisa a coltellate dall’ex compagno: muore 46enne

Una donna di 46 anni di origini marocchine residente a Foggia è stata uccisa a coltellate nel corso della notte.

A quanto si apprende, aveva presentato una denuncia nei confronti dell’ex compagno, suo connazionale, ed era protetta dalla normativa codice rosso.

Abitava da sola in un appartamento nel centro storico, ed è stata ritrovata a pochi metri dalla sua abitazione.

A dare l’allarme alla polizia sono stati alcuni residenti che hanno sentito le sue urla mentre tentava di sfuggire al suo aggressore.

Investito sulle strisce pedonali muore dopo quattro giorni: Foggia piange il 58enne Massimiliano Perrone

Non ce l’ha fatta Massimiliano Perrone, il 58enne di Foggia investito in centro la sera del 1° agosto mentre attraversava sulle strisce pedonali. L’uomo, trasportato in ospedale, è morto dopo quattro giorni di agonia. Troppo gravi le sue condizioni apparse da subito disperate.

La persona alla guida dell’auto si è fermata a prestare soccorso, sul caso è stata aperta un’inchiesta per omicidio stradale. Perrone era molto conosciuto in città.

Incidenti stradali in Puglia, dato preoccupante: 3 morti ogni 5 giorni. Foggia e Bari le provincie con più decessi

Una media preoccupante di incidenti stradali. Perché lo scorso anno in Puglia ne sono stati accertati mediamente 30 al giorno con 47 feriti e 3 morti ogni 5 giorni.

È uno dei dati che emerge dalla relazione dell’Asset, l’Agenzia regionale Strategica per lo sviluppo ecosostenibile del territorio, presentata a Bari e relativa allo scorso anno quando sono stati rilevati 11.026 incidenti di cui 221 incidenti mortali, cresciuti del 7,3% rispetto all’anno precedente e con 241 vittime.

È Foggia la provincia sulle cui strade si sono verificati più incidenti: 1.384 che hanno provocato il decesso di 54 persone. Al secondo posto il Barese con quasi 4mila sinistri e 53 vittime. Ultima invece è la provincia di Barletta – Andria – Trani dove gli incidenti sono stati 1.024 con 18 morti.

Se il 71% dei sinistri avviene nei centri abitati, il 76% delle vittime si conta su strade extraurbane mentre la domenica è il giorno con l’indice di mortalità più alto pari a 3,7 decessi ogni 100 incidenti. Nel 2024 è stato luglio il mese dove in Puglia si è registrato il maggior numero di incidenti ovvero 1.190 ma settembre quello con più decessi (30).

Le fasce orarie più a rischio sono tra le 15 e le 18 e tra le 3 e le 6 del mattino. Le cause più frequenti sono state l’eccesso di velocità e la distrazione al volante. In aumento anche gli incidenti che hanno coinvolto i monopattini elettrici: sono stati 289 nel 2024 facendo registrare un +36,9% rispetto al 2023.

“Alla luce di questi dati si rafforza anche il ruolo del trasporto pubblico, che questa amministrazione sta provando a razionalizzare ed efficientare proprio per renderlo sempre più funzionale alle esigenze dell’utenza e quindi allettante”, ha commentato l’assessora regionale ai Trasporti e alla mobilità sostenibile, Debora Ciliento.

Per il direttore generale Asset, Elio Sannicandro, “i dati impongono una riflessione profonda su comportamenti e prevenzione ed evidenziano ancora una volta come il fattore umano abbia influito sull’aumento degli incidenti e sulla mortalità”.

Donne portate nel Foggiano e costrette a prostituirsi: 4 arresti a Cerignola. A capo dell’organizzazione due coniugi

I Carabinieri della Compagnia di Cerignola hanno eseguito una misura cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale del capoluogo di Foggia su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di quattro persone straniere (tre uomini e una donna), accusate di associazione dedita e finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, estorsione aggravata e reati contro la persona ai danni delle giovani donne.

Cinque giovani donne straniere sarebbero state convinte a raggiungere l’Italia per farle prostituire, secondo quanto accertato dalle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia e condotte dai carabinieri della Compagnia di Cerignola.

Gli episodi risalgono tra gennaio e maggio 2025. Al vertice dell’organizzazione due coniugi, ritenuti capi e promotori, che si occupavano del reclutamento e della gestione delle ragazze e della riscossione dei guadagni. Gli altri due indagati avrebbero avuto il compito di accompagnatori delle donne, del trasporto di legna e della sorveglianza sul territorio.

Le donne erano accompagnate nei luoghi di esercizio della prostituzione e supportate logisticamente, anche con la fornitura di legna per il riscaldamento durante le ore notturne, necessario per riscaldarsi. In caso di rifiuto a prostituirsi, le vittime venivano minacciate di gravi ritorsioni fisiche. Oppure alle donne venivano sottratti i documenti personali. Le giovani versavano in condizioni di grave vulnerabilità personale, sociale ed economica, risultando di fatto vittime di una condizione di assoggettamento psicologico e materiale, che le limitavano nelle capacità di autodeterminarsi.