Foggia, rientra in carcere dal permesso con droga: detenuto scoperto dopo aver ingerito involucri

Un detenuto è rientrato dal permesso nel carcere di Foggia portando con sé della droga. L’uomo aveva ingerito quattro ovuli contenenti sostanza stupefacente, prima di essere scoperto dagli agenti penitenziari.

A darne notizia è il segretario generale aggiunto del sindacato Osapp, Pasquale Montesano. “Nonostante le gravissime criticità operative che la polizia penitenziaria sta vivendo in Puglia, in particolare a Foggia – spiega – , continua con alto senso di appartenenza e di responsabilità a garantire tutti gli standard di sicurezza”.

“Nonostante gli inviti al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e al Governo Meloni di aprire un tavolo di confronto permanente per discutere di riforme, organici, equipaggiamenti, sovraffollamento detentivo e, non ultima, la strumentalizzazione e la perseveranza della criminalità che necessita di una democratica, rigida disciplina, tesa a ristabilire i canoni delle indicazioni normative del sistema penitenziario ad oggi nessun segnale è pervenuto”, ha aggiunto.

“Quanto sta avvenendo nelle carceri, con suicidi, omicidi, risse, rivolte, aggressioni alla polizia penitenziaria, traffici illeciti non può lasciare indifferenti e, soprattutto, non si può considerare ordinario; dunque, non è arginabile con strumenti ordinari. A tutto ciò si aggiunga che sono 16mila i detenuti in più, rispetto ai posti effettivamente disponibili in Puglia con un sovraffollamento senza precedenti, mentre alla sola polizia penitenziaria mancano almeno 14mila unità, rispetto al reale fabbisogno”, conclude Montesano.

Amiu Foggia, nuovo esposto in Procura: “Ombre sulla nomina del Security manager”

Ombre sull’incarico di security manager sottoscritto dall’azienda Amiu di Foggia. A gettarle è Francesco Ferraro, che ha presentato un esposto alla Procura di Foggia, raccontando la sua esperienza e chiedendo di vagliare tutti gli aspetti della vicenda.

Nell’esposto Ferraro ripercorre tutte le tappe, a cominciare dall’e-mail ricevuta lo scorso 5 marzo a firma della dott.ssa Nicoletta Crincoli, capo servizio personale – Unità Operativa di Foggia di Amiu Puglia, con cui veniva convocato presso l’azienda Amiu per un colloquio per il conferimento del ruolo di Security Manager Amiu Puglia da svolgersi due giorni dopo. Al colloquio -rimarca – erano presenti i componenti del CdA di Amiu Puglia – Presidente Antonella Lomoro, i due consiglieri Colomba Mongiello e Fabrizio Baia.

“La circostanza che a una selezione fossero presenti i membri del CdA – evidenzia Ferraro – lascia un po’ basiti, poiché se si trattava di selezione di personale, occorreva nominare una commissione selezionatrice ad hoc data l’alta professionalità e il tecnicismo del profilo richiesto”.

Durante il colloquio, Ferraro ha presentato all’attenzione della commissione il suo copioso curriculum attestante la qualifica di “Senior Security Manager 3 livello” e, inoltre, di aver conseguito la titolarità di “Disaster Manager”, di possedere l’abilitazione Certipass massimo grado di sicurezza informatica, livello Eipass it Security (nell’ottobre 2021) oltre, ad ulteriori esperienze idonee all’incarico da assumere.

Tutto inutile, però. Senza aver avuto alcuna comunicazione, Ferraro ha poi appreso il 24 aprile dalla pagina sezione “Avvisi” della società Amiu – con somma sorpresa – che l’incarico di Security Manager era stato assegnato con affidamento diretto, trattandosi di un compenso sotto la soglia richiesta dalla normativa, al sig. Silvano Ammirati. L’incarico era stato conferito con data del 2 aprile 2025 prot. n. 8880/2025 (Delibera del Cda n. 77 del 27.03.2025). In rete è impossibile reperire la delibera del CdA del 27.03.2025 n. 77 e il relativo verbale che descriva le modalità con le quali sono stati giudicati i candidati.

“Dalla compulsione del c.v. del sig. Silvano Ammirati, nonostante nei confronti dello stesso si nutra un profondo rispetto – sottolinea Ferraro -, emerge evidenza l’assenza in capo allo stesso di alcuna certificazione attestante l’idoneità al profilo richiesto. Invero la figura del Security Manager è una nuova figura che si è affacciata al panorama aziendale negli ultimi anni per la cui certificazione delle competenze il legislatore ha previsto la conformità alla UNI 10459:2017 – Funzioni e Profilo del Professionista della Security Aziendale, così come richiesto dal Decreto 1° dicembre 2010, n. 269”.

Il 9 maggio, per il tramite del suo difensore, avv. Marcello Oreste di Giuseppe, Ferraro ha esperito istanza ai sensi della Legge 7 agosto 1990, n. 241 e s.m.i. affinché gli spett.li Uffici della società Amiu autorizzassero l’accesso alla documentazione inerente al suddetto bando di richiesta di figura del Security Manager, copia della Delibera del Cda n. 77 del 27.03.2025, i verbali redatti in occasione dei colloqui esperiti in data 7.03.2025, contratto del 02.04.2025 prot. n. 8880/2025, al fine di verificare le motivazioni e i criteri che avessero portato alla scelta nei confronti del sig. Silvano Ammirati e all’esclusione degli altri candidati.

Con pec del 26.06.2025 inviata all’avv. Marcello Oreste Di Giuseppe n. protocollo U 0016972, la società Amiu Puglia, affermava che l’affidamento dell’incarico di Security Manager di Amiu Puglia – Sede di Foggia in favore del sig. Silvano Ammirati “ha natura altamente fiduciaria per cui non si ritiene applicabile ad una siffatta fattispecie alcuna procedura di evidenza pubblica”. Dall’analisi della documentazione oggi messa a disposizione da Amiu – ribadiscono Ferraro e il suo legale – emergono alcune criticità che per il tramite di un esposto che lo scrivente ha depositato si chiede all’ A.G. di verificare il corretto iter amministrativo.

“La delibera n. 77/2025 riferisce di un incarico a tale sig. Stefano Ammirati, mentre il contratto poi viene sottoscritto con il sig. Silvano Ammirati. Di come si sia potuto sottoscrivere un contratto con un soggetto diverso da quello di cui alla delibera senza accorgersi di dover apportare una correzione appare un mistero”, commentano. Inoltre, “si chiede di appurare in cosa consista la seguente affermazione all’interno della delibera: A seguito di interlocuzioni assunte dai Consiglieri delegati con i candidati e con il Prefetto di Foggia, di cui è stata puntualmente informata la Presidente, è stato individuato il nominativo a cui affidare un siffatto incarico nella persona del dott. Ammirati Stefano”.

Per Ferraro e di Giuseppe “la suddetta affermazione lascia inevasi, infatti, una serie di dubbi. Se l’incarico aveva natura fiduciaria che senso ha avuto esaminare i vari candidati? Allo stesso tempo, le interlocuzioni con il Prefetto di Foggia per un incarico di tale fattura in cosa sono consistite? Il Prefetto di Foggia ha esaminato i curriculum dei candidati? Che tipo di interlocuzioni il Prefetto di Foggia ha avuto con l’azienda Amiu? Meramente telefonico, ha fornito un parere? Nulla emerge dalla delibera ai fini di chiarire all’ignaro cittadino come venga gestita la selezione di personale di una società in house e che tipo di rapporti sussistano in questa occasione tra la stessa società e il Prefetto di Foggia per la valutazione dell’incarico affidato”.

Truffe alle assicurazioni su falsi incidenti stradali: 8 condanne. Assolti 3 medici del Pronto Soccorso di Foggia

Il tribunale di Milano ha assolto con formula piena tre medici del pronto soccorso di Foggia accusati di aver concorso ad una serie di truffe nei confronti di un’assicurazione.

Condannati, invece, i soggetti, otto foggiani in tutto, che hanno ideato le truffe (falsi sinistri soprattutto stradali) e percepito i risarcimenti dalla Cardif, polo assicurativo con sede a Milano.

La sentenza è stata emessa ieri. A darne notizia il legale dei sanitari l’avvocato Michele Vaira del foro di Foggia. Stando a quanto ricostruito, i soggetti condannati si recarono, in un periodo compreso tra il 2017 e il 2018, in alcune occasioni, al pronto soccorso di Foggia lamentando di aver subito delle lesioni.

I tre dirigenti medici, che nelle rispettive occasioni hanno visitato questi soggetti, non hanno mai accertato alcun tipo di lesioni (quindi non era contestato alcun delitto di falso), ma secondo la Procura le visite erano troppo veloci.

Dopo l’accesso in pronto soccorso, i presunti truffatori avrebbero modificato alcuni referti radiologici a firma di un quarto medico inserendo i propri nomi e inventando inesistenti traumi ossei o articolari, chiedendo e ottenendo importanti risarcimenti.

“Quella contro i medici del pronto soccorso era un’accusa davvero paradossale. Dovere dei medici è di prestare le cure a chi ne ha bisogno, nel più breve tempo possibile e senza disporre accertamenti diagnostici che già a prima vista apparivano del tutto superflui – ha commentato il legale dei quattro sanitari assolti – Ed è ciò che hanno fatto i miei assistiti, che hanno dimesso, nel giro di poche decine di minuti, e con prognosi massime di 7 giorni, i soggetti che lamentavano presunti traumi senza manifestarne alcuna oggettività. Secondo la procura, invece, i medici avrebbero dovuto svolgere il ruolo di medici legali disponendo, a spese della collettività, ulteriori esami. Se la compagnia avesse prestato fede ai loro referti, non avrebbe speso un solo centesimo in risarcimenti. L’artefazione dei referti radiologici del quarto medico, poi, era davvero grossolana. Mi stupisco che i consulenti della compagnia assicurativa non se ne siano resi conto, chiedendo al policlinico i referti originali, come abbiamo fatto noi nel corso delle indagini difensive”.

Il più piccolo comune pugliese festeggia la nascita del suo 144esimo abitante: Celle di San Vito accoglie Leonardo

Festa a Celle di San Vito (Foggia), il più piccolo comune della Puglia. Da pochi giorni è nato il 144esimo cittadino. Il bimbo è stato partorito il 10 luglio e si chiama Leonardo, come suo nonno paterno, consigliere comunale a Celle che, da qualche giorno, sul portone d’ingresso espone gioiosamente un fiocco azzurro. Giovanissimi i genitori. Caterina, la mamma, deve compiere 20 anni ed è una casalinga.

Il papà, Andrea, è un falegname 27enne. Amici e parenti, anche tra coloro che vivono lontano da Celle di San Vito, approfittando dell’estate, in questi giorni stanno arrivando in paese per fare gli auguri ai genitori e conoscere il piccolo Leonardo che è il secondo nato del 2025 per Celle di San Vito.

La prima è stata Isabel, in aprile. Sono già state eguagliate, dunque, le due nascite che furono festeggiate nel 2024 quando arrivarono due bambine. Dall’inizio dell’anno – fa sapere l’Amministrazione comunale – sono stati due anche i decessi. Ed è per questo che resta a 144 il numero complessivo degli abitanti.

“La nascita di un bambino e la crescita di una famiglia composta da persone giovanissime, per un piccolo paese come il nostro, sono eventi importantissimi – spiega la sindaca Palma Maria Giannini. Oltre a darci una gioia immensa, contribuiscono ad alimentare il futuro di una comunità che vuole crescere e che continua a credere nel proprio domani. Al presente e futuro, infatti, sono orientati tutti i progetti in itinere e quelli in cantiere ai quali sta lavorando il Comune di Celle di San Vito.

Tra pochi giorni, inoltre, sarà reso noto il programma di eventi dell’estate di Celle San Vito. Stiamo preparando un calendario di appuntamenti davvero speciali per tutti e sarà un modo per celebrare al meglio la prima estate di Isabel e Leonardo come neo-cittadini di Celle di San Vito”.

Foggia, blitz della Guardia di Finanza: 3 arresti. Sequestrati contanti, droga e pistola

La Guardia di Finanza di Foggia ha arrestato tre persone in due distinti interventi, sequestrato una pistola detenuta illegalmente, diverse dosi di cocaina e una somma di denaro contante ritenuta provento dell’attività di spaccio.

Le attività si inseriscono nel quadro dei controlli di routine sul territorio condotti dal Comando Provinciale, con l’obiettivo di contrastare reati che possano mettere a rischio l’ordine pubblico e la sicurezza della collettività. Le indagini sono attualmente in corso.

Omicidio a Foggia, ucciso il 50enne Giovanni Mastropasqua: fermata una persona dai Carabinieri

Una persona è stata fermata dai Carabinieri per l’omicidio di Giovanni Mastropasqua, il 50enne di Foggia ucciso ieri mattina con un colpo di arma da fuoco. Il movente dell’omicidio potrebbe essere legato ad un debito, al momento non filtra nulla dagli inquirenti.

Il 50enne è stato ucciso ieri mattina nel centro di Foggia, tra via Arpaia e via Zuretti in una zona centrale della città. Il suo corpo è stato trovato in una Smart rossa, ferma lungo un marciapiede.

Cadavere in auto a Foggia, è omicidio: ucciso il 50enne Giovanni Mastropasqua. Aveva precedenti e lascia 7 figli

È stato ucciso con un colpo di pistola alla base del collo, sul lato destro, l’uomo trovato senza vita questa mattina in una smart rossa nel centro di Foggia.

Si tratta di Giovanni Mastropasqua, che avrebbe compiuto 51 anni a luglio. Lascia sette figli.

A quanto si apprende Mastropasqua, nato a San Giovanni Rotondo e residente a Foggia, aveva precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti. E l’omicidio potrebbe rientrare nell’ambito della gestione di attività illecite.

Cadavere di un uomo trovato in una Smart rossa parcheggiata nel centro di Foggia: ci sono tracce di sangue

Il corpo senza vita di un uomo di 30 anni è stato ritrovato poco fa in un’auto, una smart rossa, parcheggiata tra via Arpaia e via Zuretti a Foggia, in pieno centro cittadino.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri per accertare le cause del decesso. Sul corpo ci sarebbero tracce di sangue e una ferita d’arma da fuoco. Non è chiaro al momento se si tratti di un suicidio o di un omicidio.

Le indagini sono avviate e sono state acquisite le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona. Al momento tutte le ipotesi sono aperte.

Donna denuncia rapina sui social, gruppo di ragazzi organizza spedizione punitiva: migrante pestato a sangue

Un gruppo di ragazzi, alcuni all’apparenza giovanissimi, insultano e picchiano un migrante di origini africane, colpendolo con calci, pugni e poi, al volto, con un casco per motociclisti. È quanto si vede in un video che sta circolando su molte chat WhatsApp.

La spedizione punitiva, avvenuta a Foggia, seguirebbe la pubblicazione sui social, da parte di una donna, della foto del migrante picchiato che l’avrebbe rapinata dopo averla aggredita. La presunta vittima, che sarebbe finita in ospedale, si lamenta del fatto che il migrante, individuato dalle forze di polizia, sarebbe stato soltanto denunciato.

“Se pensiamo di farci giustizia in questa maniera – dice Domenico Rizzi – presidente dell’Arci Foggia – abbiamo sbagliato tutto. Magistratura e forze dell’ordine fanno un lavoro egregio e certosino applicando quella che è la legge. La giustizia deve sempre trionfare nei confronti di tutti”.

Secondo Rizzi, il cittadino straniero aggredito non avrebbe una collocazione fissa in città e avrebbe necessità di cure, motivo che indurrebbe “ad una riflessione approfondita su cosa si possa fare in più per chi è in difficoltà, sia che siano soggetti stranieri sia del posto”. “Facciamo tantissimo sia noi sia il mondo dell’associazionismo in generale per le fasce in difficoltà. Purtroppo – conclude – qualche falla si può aprire ma, ripeto, non è facendosi giustizia da sé che si ottiene qualcosa”.