Choc a Brindisi, indagato il medico Cristian Ghezzani. L’accusa: “Ha ucciso 3 gatti e tentato di sopprimere altri 5”

Avrebbe ucciso tre gatti e tentato di ammazzarne altri cinque con crudeltà un medico 51enne di Brindisi, Cristian Luca Ghezzani, a cui è stato notificato un avvio di conclusione delle indagini emesso dalla Procura di Brindisi.Le contestazioni, legate a diversi episodi di uccisione e tentativi di uccisione di animali, si riferiscono al periodo compreso dal 2023 al 2025.

Le indagini sono state condotte dalla Squadra mobile. Durante l’attività investigativa sono state acquisite le immagini di videosorveglianza di controllo delle colonie feline della città che hanno consentito di ricostruire gli spostamenti dell’indagato ed i singoli episodi.

In cinque casi – secondo quanto accertato dagli investigatori – l’uccisione degli animali non si è consumata per cause non dipendenti dalla volontà dell’indagato. Durante una perquisizione domiciliare i poliziotti hanno sequestrato una gabbia trappola, un bastone e un girabacchino utilizzati per catturare e tentare di colpire gli animali.

Dalle attività condotte da un consulente tecnico dalla Procura, inoltre, è stato accertato che all’interno della gabbia trappola, sul bastone e all’interno dell’autovettura utilizzata dall’uomo vi sono tracce di sangue e peli riconducibili a gatti.

Nogez Bari, 53 cani e 40 gatti hanno trovato una famiglia nel 2025: “Ogni singola adozione è una vittoria”

“I numeri hanno un’anima. E nel 2025 hanno anche un nome. Teddy, Zoe, Chicco, Kyra, Lilly, Leo, Stellina, Lulù, Milo, Carlotta, Ariel, Romeo, Luna, Vita, Giotto… 53 cani. Bijoux, Sophie, Lola, Ella, Lady, Desy, Bianchino, Ros, Arthur, Ambra, Sissi, Leo, Aurora, Oscar… 40 gatti. Quasi 100 animali hanno trovato una famiglia nel 2025”.

Inizia così il resoconto pubblicato sui social dal Nogez Bari. “Animali salvati dal maltrattamento, da incidenti, dall’abbandono. Sappiamo bene che questo numero è ancora piccolo rispetto al mastodontico esercito silenzioso di animali che attendono un’adozione. Ma ogni singola adozione è una vittoria, una vita che cambia, una speranza che prende forma”, aggiungono.

“Questa soddisfazione ci dà la carica per fare sempre meglio. Nel tempo siamo diventati una grande famiglia: scegliamo con cura le famiglie adottive e restiamo in contatto con loro, ricevendo aggiornamenti, foto, storie di rinascita dei nostri amici pelosi. Grazie a chi sceglie di adottare – concludono -. Grazie a chi ci supporta anche solo con una condivisione. Per il 2026 il nostro obiettivo è uno solo: superarci. Perché solo insieme possiamo garantire un futuro migliore a chi non ha voce”.

Emanuele perde la testa, sette gatti al buio in condizioni pietose: “Dove sono Comune e animalisti?”

Torniamo ad occuparci della storia di Emanuele e dei gatti che accudisce in via Mayer. Le condizioni in cui vivono al buio e nell’umidità sono pessime.

Ne sono rimasti 7, gli altri sono stati presi, ma la situazione resta drammatica. Emanuele scarica tutta la colpa alle associazioni animaliste, mentre ha promesso di non prendere più altri gatti.

Abbiamo provveduto ad una spesa di 150 euro per dar loro da mangiare, la nostra più che una donazione è una provocazione perché è inaccettabile gestire così una situazione.

I gatti dormono sul lato sinistro, lo studio dell’Università di Bari spiega il motivo: “Strategia di sopravvivenza”

Quando un gatto dorme su lato sinistro non lo fa casualmente, o magari per comodità: questa scelta istintiva rappresenta una strategia di sopravvivenza e, quindi, un vantaggio dal punto di vista evolutivo.

A questa conclusione è giunto un team di ricerca internazionale composto, fra gli altri, da esperti dell’università Aldo Moro di Bari. Lo studio, pubblicato sulla rivista ‘Current Biology’, dimostra che i felini preferiscono dormire in posizioni sopraelevate e principalmente sul fianco sinistro e questa posizione comporta, al risveglio, che il loro primo sguardo sull’ambiente avvenga principalmente attraverso l’emicampo visivo sinistro, le cui informazioni visive vengono elaborate dall’emisfero destro del cervello.

Quest’ultimo è noto per le sue capacità di elaborare informazioni spaziali avanzate e per l’efficacia nel coordinare risposte motorie rapide, come la fuga o l’attacco.

Alla ricerca hanno partecipato scienziati della sezione di Fisiologia e comportamento animale del dipartimento di Medicina veterinaria di UniBa, in collaborazione con istituzioni accademiche e centri di ricerca di Prince Edward Island (Canada), Posieux (Svizzera), Kars e Ankara (Turchia), Bochum e Amburgo (Germania).

Gattini impiccati e uccisi a Bitonto, caccia al killer: l’associazione AIDAA mette una taglia da 1000 euro

Non si placa l’orrore a Bitonto per il ritrovamento nei giorni scorsi di tre gattini di soli due mesi uccisi ed impiccati (due per la testa ed uno per le gambe). Stando alle testimonianze degli animalisti locali purtroppo questo non sarebbe l’unico caso in quanto vi sarebbero stati altri gatti uccisi.

La paura è che tutti i casi siano opera della stessa mano. Per questo motivo si sta cercando di trovare il responsabile o i responsabili di questa barbarie. Sulla vicenda interviene l’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA che ha messo una taglia sulla testa dei responsabili di mille euro che sarà pagata a chi con la sua denuncia formale, rilasciata secondo i termini di legge alle forze dell’ordine, aiuterà ad identificare e a far condannare in via ufficiale il responsabile o i responsabili di questo atto criminale.