Pregiudicato non è un appellativo, l’errore non è una fake news: “Informare è un lavoro vero”

L’omicidio di Amleto Magellano e il tragico incidente stradale avvenuto ad Altamura dove hanno perso la vita i fratelli Antonio e Cecilia Bigi. Negli ultimi giorni, nel Barese, sono avvenuti drammatici episodi di cronaca. Come sempre Quinto Potere si è fatto trovare pronto e in prima linea per raccontare e documentare quanto accaduto.

Perché questo impone il nostro lavoro e questo impone l’essere giornalista. Anche noi siamo essere umani e comprendiamo il dolore e la sofferenza di parenti e amici quando una persona cara perde la vita, in particolar modo in dinamiche come quelle raccontate.

Spesso non pubblichiamo subito i nomi delle vittime, nel rispetto dei cari. Quello che non abbiamo mai fatto è inserire giudizi personali a contorno della vicenda di cronaca.

Amleto Magellano era un pregiudicato e un giornalista è tenuto a dirlo. Un dettaglio sottolineato da tutte le testate giornalistiche che hanno parlato del caso e da diversi colleghi anche nei servizi televisivi. E queto non significa infangare il nome di una persona.

Sui social e privatamente tante persone ci hanno accusato di questo, ignorando il lavoro del giornalista e sperperando offese gratuite senza controllo. In merito al tragico incidente avvenuto ad Altamura, erroneamente si è diffusa la notizia della morte di un terzo ragazzo, annunciata e poi smentita anche dallo stesso Sindaco di Altamura. Anche su questo abbiamo fatto chiarezza in un video editoriale.

Quando l’intelligenza artificiale sostituirà definitivamente l’uomo? Una transizione senza allarmismi

Pur senza cadere nel distopico, sembra ormai questione di tempo il fatto che l’intelligenza artificiale possa sostituire o aiutare l’essere umano nell’ambito lavorativo, così come in altri aspetti. D’altronde, questo in parte sta già avvenendo. Ma quali sono i settori in cui questa transizione (guidata) sarà più veloce?

Uffici e professioni amministrative

Secondo il report “Future of Jobs 2025”, fino a 92 milioni di posti di lavoro potrebbero essere sostituiti dall’AI entro il 2030, ma si prevedono anche 78 milioni di nuove occasioni di impiego. I ruoli maggiormente a rischio includono quelli a carattere ripetitivo: addetti alla segreteria, bookkeeping, analisi dati basilari. Una stima di McKinsey indica che circa il 60% dei lavori statunitensi sarà significativamente modificato entro il 2030 .

Aziende come Goldman Sachs o Morgan Stanley stanno usando modelli linguistici per redigere documenti complessi – fino al 95% di un prospetto in pochi minuti. Allo stesso modo, Salesforce dichiara che il 30‑50% del lavoro interno è già svolto da AI agenti. Il risultato? I lavoratori sono sollevati da compiti ripetitivi, concentrandosi su decision making, relazioni e creatività.

Finanza e consulenza legale

Nel settore finanziario l’integrazione dell’AI è massiccia. Goldman Sachs, JPMorgan e altri investiti stanno automatizzando attività come la raccolta dati, il calcolo di modelli e la preparazione di presentazioni . Stime parlano di una riduzione tra il 10% e il 30% del personale entry-level.

Nel campo legale, strumenti di legal research automatizzata sono in grado di analizzare testi, identificare precedenti e persino generare bozze di documenti, riducendo la necessità di figure come i paralegali. Nonostante ciò, permangono ruoli umani fondamentali per l’esercizio del giudizio, dell’etica e dell’empatia.

Sanità e assistenza

L’AI sta già rivoluzionando la medicina: dalla diagnostica per immagini all’analisi di nuovi farmaci. Alcuni sistemi riducono di dieci volte tempi e costi nella scoperta di terapie per il Parkinson. Tuttavia, il ruolo umano resta insostituibile per il giudizio clinico, la relazione medico‑paziente e la gestione delle emozioni, aspetti fondamentali che l’etica – fin dagli anni Settanta con Weizenbaum – considera irrinunciabili . In ogni caso, l’automazione può supportare infermieri e caregiver, alleggerendo il carico di routine e verifiche standard nel mondo della sanità.

Giornalismo e comunicazione

I software generano già articoli su basi di dati o notizie immediate: l’Associated Press produce bollettini finanziari, Thomson Reuters scrive resoconti sportivi . La generazione automatica non intende eliminare il giornalista: serve anzi a liberare risorse per approfondimenti, inchieste e analisi critiche. Nonostante la proliferazione di “robot‑journalism”, il valore aggiunto dell’investigazione, dell’intervista e della contestualizzazione resta prerogativa umana.

Settore manifatturiero e robotica

Secondo MIT e Boston University, l’AI potrebbe sostituire fino a 2 milioni di lavoratori nel manifatturiero già nel 2025. TomTom ha tagliato 300 posti in favore di automatizzazione nei processi. D’altra parte, nel campo della robotica avanzata – come gli agenti autonomi in magazzini o impianti – nascono anche nuove professioni, in particolare dedicate a programmazione, manutenzione e supervisione che integrano competenze meccaniche ed informatiche.

Amazon, ad esempio, ha creato oltre 500 posizioni legate alla robotica: l’AI non elimina l’uomo, ma trasforma i ruoli da esecutivi a professionali, sopra la linea dell’automazione.

Gaming e intrattenimento digitale

Il mercato globale degli strumenti AI per il gaming crescerà dai 2,44 miliardi di dollari del 2024 a quota 2,89 miliardi nel 2025, con un CAGR del 18,8%. L’AI viene usata oggi per:

  • generare ambienti 3D in tempo reale tramite GAN, potenzialmente riducendo l’impiego di designer per asset ripetitivi;
  • gestire NPC sempre più complessi, che si adattano al comportamento del giocatore grazie a strategie di reinforcement learning;
  • potenziare grafica (es. DLSS 4, presente su oltre 125 giochi e console come Nintendo Switch 2 consegnata a giugno 2025).

In questo contesto, i giochi slot machine digitali integrano AI per personalizzare l’esperienza utente e, anche se sono in arrivo giochi AI-native da studi indie, i grandi giochi AAA nel 2025 restano ancora prevalentemente tradizionali, adottando gradualmente strumenti AI.

Trasporti e logistica

AI e robotica stanno avanzando in settori come i trasporti: taxi autonomi e droni per consegne in aree urbane non sono più pura fantascienza. In logistica, il picking automatizzato, i veicoli senza conducente e i droni stanno già ridisegnando le catene di distribuzione. Anche qui, restano fondamentali operatori di supervisione, sicurezza e manutenzione.

Ibridi umani‑macchina: l’AI cooperativa

Molti esperti ritengono che l’approccio vincente non sia la sostituzione totale, ma la cooperazione. Andy Jassy di Amazon sostiene che l’AI rende i dipendenti più produttivi eliminando compiti banali. Il professor Bill Narula immagina videogiochi (e contesti più ampi) in cui miliardi di utenti collaborano con AI, creando nuovi lavori e opportunità.

Verso un equilibrio tra automazione e umanità

Il progresso dell’intelligenza artificiale non fa tabula rasa dell’uomo. Quello che rende davvero cruciale il periodo attuale è la capacità di reinventarsi. Mentre compiti ripetuti vengono delegati alle macchine, emergeranno nuove figure professionali: sviluppatori di AI, eticisti, supervisori, creatori, analisti di sistemi generativi e formatori di algoritmi.

Inoltre, professioni fondate su empatia, creatività, giudizio contestuale e cura – come educatori, terapisti, infermieri, creativi – non solo resisteranno, ma assumeranno maggiore valore, proprio perché meno replicabili da una macchina.

L’intelligenza aumentata non è un pericolo, ma una sfida: integrare macchine intelligenti in ruoli complementari agli umani, valorizzando ciò che solo noi sappiamo fare: capire, creare, sentire, distinguere. Così, il futuro non sarà né distopico né alienante, ma un nuovo capitolo della collaborazione tra mente umana e artificio intelligente.

Quinto Potere sotto accusa. Raffaele: “Non sono un prestanome. Antonio diverso da Brumotti e Cicalone”

Quinto Potere sotto accusa. Tante critiche a prescindere. Raffaele Caruso, il nuovo direttore, interviene insieme ad Antonio: “Non sono un prestanome. Diversi da Brumotti e Cicalone”.

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Giornalismo, “master” inutile e società in liquidazione. Leo: “Hanno detto che c’era Loconte”

Torniamo a parlare del Quotidiano Italiano e dell’ultimo master di giornalismo avviato a ridosso dello stop del giornale. Il master si è fermato da un giorno all’altro, senza preavviso.

Sono diversi i giovani che hanno riconosciuto cifre importanti per sostenere il corso e che all’improvviso hanno visto i loro investimenti andare in frantumi.  Dopo Antonella è il turno di Leo che ha denunciato tutto in un video che alleghiamo al nostro servizio.

Giornalismo, “master” inutile e società in liquidazione: corsisti diffidano Il Quotidiano Italiano

Torniamo a parlare del Quotidiano Italiano. La società editrice che gestiva il giornale è in liquidazione e a far discutere è soprattutto l’ultimo master di giornalismo avviato a ridosso proprio dello stop del giornale. Il master si è fermato da un giorno all’altro, senza preavviso.

Sono diversi i giovani che hanno riconosciuto cifre importanti per sostenere il corso e che all’improvviso hanno visto i loro investimenti andare in frantumi.  Come Antonella che ha denunciato tutto in un video che alleghiamo al nostro servizio.

Bari, Polizia Locale e giornalismo a comando: welcome to favelas

I rapporti tra noi e la Polizia Locale di Bari non sono buoni da tempo, questa è una cosa ormai nota a tutti. Quello che è successo in questi giorni però è una vicenda che crediamo debba essere oggetto di profonda riflessione. Il 12 sera c’è stato un incidente a Santo Spirito, le immagini sono state subito rilanciate sui social dal gruppo Welcome To Favelas e siamo venuti in possesso di quel video. Come sempre, prima di uscire con un articolo, è nostro compito verificare la notizia o quantomeno raccogliere le prime informazioni utili per pubblicare la notizia.

Pur essendo sempre in prima linea su notizie di questo genere, Welcome To Favelas non è certamente una nostra fonte diretta. La nostra Eleonora ieri si è rivolta direttamente al comandante della Polizia Locale, Michele Palumbo, su Whatsapp, ma senza successo. Dopo non aver ricevuto nessuna risposta, tramite Eleonora perché bannato e bloccato su ogni mezzo di comunicazione possibile, il nostro direttore ha deciso di inviare un messaggio al comandante per ricevere informazioni sull’incidente.

“Carissimo comandante, siamo arrivati al paradosso di doverle scrivere attraverso la collega perché ancora bloccato. Non esprimo giudizi in merito a questo, le chiedo solo formalmente e in via confidenziale per il momento di intrattenere rapporti di reciproca collaborazione istituzionale e di rispondere alle domande che i colleghi le pongono, ovviamente attinenti a fatti di cronaca che riguardano la città di Bari e le specifiche competenze della Polizia Locale di cui è comandante. Farei a meno di chiedere a lei indicazioni ci fosse un ufficio o un suo ufficiale preposti a ricevere le richieste dei giornalisti. La ringrazio sin d’ora per la sua professionalità e solerzia – nel rispetto dei suoi tempi – nel voler chiarire i dubbi dei colleghi per evitare che incorrano in errori e malintesi, con la conseguenza di inficiare il nostro lavoro e la vostra immagine. Distinti saluti, Antonio Loconte”.

La risposta del Comandante non si è fatta attendere. “Il tono del messaggio del suo direttore, torno ad evidenziare, è ugualmente offensivo e quasi intimidatorio. Le ribadisco in ordine alla paventata formalizzazione delle istanze e richieste che non esiste alcun obbligo della P.A. in ordine a informazioni e comunicati stampa che invece vengono regolarmente diffusi attraverso i canali ordinari sia comunali che sul gruppo Whatsapp dedicato per la Polizia Locale di cui anche i giornalisti della vostra testata giornalistica fanno parte. Le info vengono diffuse in maniera equa e generalizzata a tutti gli organi di stampa senza preferenze o contatti diretti”.

Dopo questa risposta che certifica la morte del giornalismo, il comandante Palumbo ha inviato le poche e brevi informazioni relative all’incidente nel gruppo Whatsapp dove sono presenti anche i giornalisti di altre testate. Così tutti i quotidiani locali, fino a quel momento forse all’oscuro di quanto accaduto, sono usciti con la notizia dell’incidente e siamo stati costretti a fare una corsa contro il tempo per pubblicare l’articolo e non perdere visibilità.