Bari, il 25enne Cosimo Magro travolto e ucciso sulla ss16. La mamma: “Voglio giustizia il suo assassino è libero”

“Dal 1 novembre 2025 mio figlio non c’è più, l’assassino è libero. Non trovo giusto che lui sia libero, si tratta di omicidio stradale, era con un tasso alcolemico alto al secondo grado e andava ad alta velocità su una strada su cui bisogna viaggiare a 50 km/h”.

Inizia così lo sfogo della mamma di Cosimo Magro, il 25enne di Bitonto tragicamente deceduto il 1° novembre all’alba sulla ss16 all’altezza dei curvoni di Palese.

“Non mi sento tutelata dalla legge, molte mamme come me hanno perso figli per omicidio stradale ed aspettano anni per il processo – aggiunge -. Questo non è giusto, l’assassino dovrebbe essere in carcere a quest’ora, ha causato a mio figlio un trauma cranico e andava ad una velocità superiore a quella stabilita, non è giusto che sia ancora in libertà”.

“Mio figlio Cosimo ha perso la vita per soccorrere un automobilista che era andato fuori strada, per il suo altruismo ha perso la vita per colpa di un ubriaco – conclude -. Voglio giustizia per mio figlio”.

Referendum sulla riforma costituzionale della giustizia: Leccese alla presentazione del comitato per il no

Questa mattina, nella sala consiliare di Palazzo della Città, il sindaco Vito Leccese è intervenuto alla presentazione del comitato provinciale “Società civile per il No”, che nelle prossime settimane sarà impegnato nella campagna elettorale per il referendum sui temi della giustizia.

“La partecipazione attiva dei cittadini è fondamentale per la salute delle istituzioni democratiche – ha dichiarato Leccese – e favorire spazi di confronto e approfondimento in occasione di passaggi epocali, come nel caso del referendum sulla giustizia, è un atto di responsabilità a garanzia dell’esercizio della cittadinanza attiva.

Per questo metteremo a disposizione della campagna referendaria, per ascoltare le ragioni del si è quelle del no, sia la ex Tesoreria di Palazzo della Città sia l’Urban center comunale. Perché sono convinto che tra i compiti dell’istituzione di maggiore prossimità ci sia quello di favorire processi di partecipazione e percorsi di attivazione civica su temi di interesse collettivo. In questo modo i cittadini interessati potranno partecipare con consapevolezza a un momento importante per la vita democratica del nostro Paese”.

Referendum sulla riforma costituzionale della giustizia: il sindaco Leccese aderisce all’appello dei sindaci per il no

Il sindaco di Bari Vito Leccese ha aderito all’appello dei sindaci per il NO al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia.

“Condivido le ragioni dell’appello dei sindaci – dichiara Vito Leccese – perché questa riforma non migliora il funzionamento della giustizia e introduce elementi che rischiano di comprometterne l’equilibrio costituzionale. Servono interventi seri e concreti per rendere la giustizia più efficiente, non modifiche che ne indeboliscano le garanzie”.

Il sindaco Vito Leccese ha ribadito la necessità di una riforma della giustizia che sia realmente orientata alla tutela dei diritti dei cittadini, all’efficientamento del sistema e alla certezza del diritto.

Due mortali in 3 mesi, patente mai ritirata al camionista: i genitori di Giacomo vogliono Giustizia

La storia che vi stiamo per raccontare nasconde diversi punti oscuri. Abbiamo raggiunto il papà di Giacomo, sul luogo del tragico incidente dove suo figlio ha perso la vita. Giacomo era alla guida di un’auto che, dopo una carambola, è stata colpita da un tir nella parte posteriore.

Il camionista, secondo quanto raccontato dal papà di Giacomo, aveva diversi secondi per arrestare la sua corsa. Lo stesso camionista era già stato coinvolto in un altro incidente mortale.

Precari Pnrr della Giustizia, presidio davanti alla Prefettura di Bari: “In Puglia sono 600 siano stabilizzati”

In Puglia sono 600 i precari Pnrr della giustizia, sono 12mila in tutta Italia. La metà di loro rischia di rimanere senza lavoro a giugno 2026, dopo l’accordo relativo alla stabilizzazione del 50%.

Per questo, nella giornata dello sciopero nazionale indetto dalla Fp Cgil, è stato organizzato un presidio davanti alla Prefettura di Bari. “Il Paese rischia di perdere 600 addetti che lavorano per garantire il diritto delle persone ad avere giustizia – spiega Dario Capozzi Orsini, segretario regionale della Fp Cgil Puglia -. Al Paese mancano 35mila unità in quel ministero. La Puglia avrà 600 funzionari di meno per far funzionare una macchina che già oggi ha difficoltà. La regione perderà certezze sulla giustizia”.

Una piccola parte dei lavoratori è costituita da funzionari tecnici, la maggior parte sono funzionari dell’ufficio per il processo.  “Grazie a loro – prosegue il segretario – siamo riusciti ad abbattere l’arretrato e a velocizzare il lavoro”. “La nostra battaglia – prosegue – è chiedere la stabilizzazione di tutti. Anche perché non sappiamo se i lavoratori pugliesi potranno restare qui o se finiranno in qualche tribunale del nord”. Nel corso della mattinata una delegazione incontrerà il prefetto, Francesco Russo.

Giustizia, a Bari si insidia il procuratore aggiunto Giuseppe Gatti. Arriva dalla Dna: “Lavoriamo insieme”

Ha puntato sul concetto di “squadra” Giuseppe Gatti, nuovo procuratore aggiunto di Bari insediatosi oggi in Tribunale. “Con ciascuno di voi c’è un percorso, un legame e una storia”, ha detto rivolgendosi a magistrati, avvocati e forze dell’ordine presenti per il suo insediamento.

Per Gatti, barese, si tratta di un ritorno nella sua città: a lungo sostituto procuratore della Dda, negli ultimi anni ha ricoperto il ruolo di pm della Direzione nazionale antimafia, continuando a occuparsi di mafie pugliesi.

Da oggi prende il posto come aggiunto di Alessio Coccioli, diventato un anno fa procuratore a Matera. Presentatosi in stampelle a causa di un infortunio subito nelle ultime settimane, Gatti ha parlato della sua condizione di “fragilità”: “Il ‘noi’ lo costruiamo quando siamo fragili, perché è quello il momento in cui ci mettiamo in cammino e cerchiamo l’altro. Se non c’è questa disponibilità a fare spazio, a sentirci bisognosi dell’altro, il ‘noi’ non lo costruiamo. Con ciascuno di voi continuo a costruire e ad andare avanti insieme, le cose migliori le possiamo fare solo insieme”.

“Accogliamo un collega, un amico e una bella persona. Ha una grande capacità di fare squadra e riuscirà a farlo anche ora che è tornato nella sua famiglia”, ha detto il procuratore di Bari, Roberto Rossi. “Quando Giuseppe arrivò nella Dda di Bari nel 2009 prese il mio ufficio. Auguro a Giuseppe di essere di nuovo il mio successore”, ha detto invece il procuratore aggiunto Francesco Giannella, coordinatore della Dda di Bari. Dopo gli auguri anche di altri colleghi, tra cui l’ex procuratore di Bari Giuseppe Volpe e il procuratore di Trani, Renato Nitti (con cui Gatti ha condiviso anni di studio e di lavoro), Gatti ha firmato la presa in carico della sua nuova funzione davanti al presidente del Tribunale di Bari, Alfonso Pappalardo.

Parco della Giustizia a Bari, pubblicato il bando: al via la fase esecutiva. Importo a base d’asta oltre i 300 milioni

L’agenzia del Demanio ha pubblicato il bando per l’affidamento congiunto della progettazione esecutiva e dei lavori di realizzazione del Parco della Giustizia di Bari. Il progetto – riferisce una nota dell’agenzia – prevede la realizzazione di un grande parco pubblico destinato a ospitare tutti gli uffici giudiziari di Bari trasformando un’area inutilizzata da anni in uno spazio riqualificato per il quartiere e in relazione con la città. L’importo a base d’asta dell’appalto è di 306.728.997 euro e le offerte dovranno pervenire entro le ore 12.00 del 16 ottobre 2024.

Nel rispetto del cronoprogramma – è detto ancora – la pubblicazione del bando segue la conclusione degli interventi di demolizione e bonifica dell’area delle ex Caserme Milano e Capozzi all’interno della quale sarà realizzato il progetto. Il cantiere per le demolizioni, attraverso un insieme di misure e azioni in chiave sostenibile, ha permesso il recupero e il riciclo del 98,3% del materiale demolito, pari a 137.818 mc, il contenimento dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti, il riutilizzo delle acque di origine meteorica e di quelle impiegate nelle operazioni di cantiere. Il 68% di superficie è stata liberata da asfalto e cemento e oltre il 50% dell’area interessata dall’intervento sarà destinata a parco pubblico.

“Il Parco della Giustizia di Bari – sottolinea la nota – si inserisce nella più ampia collaborazione tra il ministero della Giustizia e l’Agenzia del Demanio, impegnate a rigenerare su tutto il territorio nazionale grandi compendi da destinare a uffici giudiziari, in un’ottica di sostenibilità ambientale, riduzione del consumo di suolo, innovazione e centralità dell’utenza. Il progetto prevede la valutazione degli impatti ambientali e sociali generati attraverso indicatori di performance (KPI) sviluppati in ambito ESG e un’analisi di resilienza ai cambiamenti climatici su come l’intervento si adatterà a eventuali eventi estremi”.