Bari, 9 condanne per il corteo funebre in “stile Gomorra” per Christian Di Gioia: “Becero ma non mafioso”

Un rituale stile Gomorra becero ma non mafioso. Questo è quanto si legge nelle motivazioni della sentenza relativa alle 9 condanne, con pene comprese tra un anno e 8 mesi a 2 anni e 8 mesi, inflitta dalla gup del Tribunale di Bari, Gabriella Pede, per blocco stradale in merito al corteo funebre di moto che si è tenuto a Bari, il 23 giugno 2023, dopo i funerali di Christian Di Gioia, il 27enne deceduto due giorni prima nel quartiere Japigia di Bari in un incidente stradale con lo scooter.

Quel giorno il corteo di moto scortò il feretro del 27enne fino al cimitero, passando contromano anche sotto il carcere di Bari. Non è stata riconosciuta l’aggravante mafiosa.

Per la giudice si è trattato di un comportamento “esecrabile, becero e in contrasto con le regole di civiltà, ma non connotato dalla forza intimidatrice tipica dell’agire mafioso”.

Gomorra style alla festa di San Nicola, al luna park con mitraglietta: 17enne del San Paolo finisce in comunità

Il 17enne del San Paolo, imparentato con gli Strisciuglio di Carbonara e fermato la sera del 7 maggio al luna park allestito per la festa di San Nicola a Bari con una mitraglietta nel borsello, è finito in una comunità.

Il caso è stato affidato alla Procura minorile. Il giovane ha dichiarato, dopo essere stato ascoltato, di aver portato l’arma con sé per la paura di incontrare esponenti di gruppi criminali rivali.

Il 17enne però non ha fornito indicazioni sulla provenienza dell’arma, dotata di caricatore e proiettili.

Bari, corteo funebre in “stile Gomorra” per Christian Di Gioia: chieste 10 condanne. Il Comune vuole 250mila euro

La Dda di Bari ha chiesto 10 condanne, a pene da un anno e nove mesi a due anni e otto mesi, per altrettanti imputati finiti a processo (in abbreviato) per il corteo funebre di moto fatto il 24 giugno 2023, a Bari, dopo i funerali di Christian Di Gioia, il 27enne morto a causa di un incidente stradale con lo scooter due giorni prima nel quartiere Japigia di Bari.

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Bari alias Gomorra, paura in discoteca: a Giovinazzo pistola puntata in faccia a Capo Plaza per un selfie rifiutato

Pistole in discoteca per fare sfoggio del proprio potere davanti a tutti. Questa è l’usanza più in voga tra i giovani rampolli baresi che scelgono i locali notturni come “campo di guerra”. Come i baby Palermiti e Parisi, arrestati per detenzione di armi da sparo e per aver nascosto una pistola al Divinae Follie di Bisceglie.

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Morte Di Gioia, corteo funebre in stile Gomorra non autorizzato a Bari: 10 motociclisti a processo

La Dda di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per 10 motociclisti che hanno preso parte al corteo funebre composto da un centinaio di moto che, il 24 giugno 2023, accompagnò il feretro del 27enne Christian Di Gioia dal quartiere Japigia al cimitero di Bari, passando anche contromano sotto il carcere. Il corteo bloccò il transito dei veicoli in alcune strade cittadine e costrinse gli automobilisti a fermarsi o ad invertire la marcia. Christian Di Gioia morì la notte tra 21 e 22 giugno a causa di un incidente con la moto verificatosi sul ponte Padre Pio mentre era seguito da una pattuglia dei carabinieri.

Il caso ora approda in Tribunale, tutti sono ritenuti vicini all’ambiente della criminalità barese. L’udienza preliminare è in programma il 10 luglio e per l’occasione il Comune di Bari chiederà di costituirsi parte civile. L’accusa è di blocco stradale ma la Dda contesta loro anche l’aggravante del metodo mafioso per aver esercitato “quella particolare coartazione e conseguente intimidazione, propria delle compagini mafiose”, ed “in particolare del clan ‘Parisi-Palermiti’ predominante nel quartiere Japigia di Bari”; e dell’agevolazione mafiosa per aver dimostrato con il corteo “il potere di controllare il territorio e violare pubblicamente le leggi dello Stato”.

Gomorra a Bari, tre arresti per il tentato omicidio di Francesco Vavalle: il video dell’agguato fallito al San Paolo

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Con l’accusa di concorso in tentato omicidio con l’aggravante del metodo mafioso, porto e detenzione di arma da fuoco, i carabinieri di Bari hanno arrestato tre persone di 30, 25 e 22 anni. I primi due sono i fratelli che avrebbero ordinato di uccidere Francesco Vavalle, 20enne esponente di un clan rivale, il terzo sarebbe l’esecutore del piano. Il conducente della moto coinvolta nell’agguato è ancora in fase di identificazione. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 22enne arrestato, verso le 17.15 dell’1 luglio del 2022, aveva agito in pieno giorno su ordine dei due fratelli che gli avevano consegnato una pistola per uccidere un esponente di un clan rivale nel quartiere San Paolo. Il 22enne, mentre era a bordo di una moto guidata da un’altra persona, ha colpito il suo obiettivo, che era in auto col fratello, con diversi colpi di arma da fuoco. La vittima dell’aggressione, sia pur ferita, è riuscita a scappare. E gli aggressori sono stati messi in fuga dal fratello che guidava l’auto con cui ha provato a speronare la moto. “Il tutto – rilevano gli inquirenti – in orario pomeridiano e in pieno centro abitato”. L’aggressione è partita, spiegano i carabinieri, “allo scopo di rispondere alle aggressioni del gruppo criminale rivale” e nell’ambito della “gestione degli affari illeciti nel quartiere San Paolo”. Proprio questi attriti tra fazioni opposte “già nel settembre 2022 avevano portato all’arresto di cinque persone, fra le quali anche la vittima del tentato omicidio oggi contestato”. I tre arrestati sono ora in carcere su disposizione del gip del Tribunale di Bari che ne ha disposto la custodia cautelare.